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Intervista. Manuela Bora a Fermo: "Lavoriamo per far riconoscere il calzaturiero come area di crisi"

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Incontro con il Tavolo per lo Sviluppo della Provincia. Sulle Camere di commercio: “Spettando a Unioncamere nazionale la scelta finale per le 60 Camere, tutti quanti, da regione a enti locali e associazioni, abbiamo dichiarato che rispetteremo la decisione e che a quel punto collaboreremo".

di Raffaele Vitali

FERMO – Manuela Bora, assessora regionale, come è andata la riunione con il Tavolo per lo Sviluppo della Provincia di Fermo assieme ai vertici delle associazioni di categoria?

“Grande soddisfazione. È stata una occasione di confronto, durata quasi quattro ore, con il territorio fermano. Il primo di una lunga serie che ci vedrà impegnati come Giunta”.

Un confronto che ha portato a qualcosa?

“Abbiamo parlato della situazione delicata e drammatica dal punto di vista economico del territorio, anche alla luce del post terremoto”.

Cosa può fare la Giunta regionale?

“Proseguire con la presenza, consci che si può sempre fare di più. Dall’ospedale alla cultura alle scuole fino ai 12milioni di euro per le attività produttive in favore del made in con cui abbiamo finanziato la metà dei progetti presentati. Stiamo ora liquidando le somme, con la speranza di finanziarne altri”.

Cosa preoccupa sindacati e imprese fermane?

“C’è la questione ammortizzatori sociali e politiche attive per il lavoro che si stanno esaurendo. Una questione fondamentale. Ho così annunciato, a nome dell’assessore Bravi, che stiamo mettendo in piedi un tavolo nazionale, con Inps e Governo, per far riconoscere l’area fermana come area di crisi di settore. In questo modo potrebbe beneficiare di strumenti in deroga. Parliamo di una trattativa che l’assessora sta conducendo in prima persona”.

Nodo Camera di Commercio?

“Il dato positivo è che spettando a Unioncamere nazionale la scelta finale per le 60 Camere, tutti quanti, da regione a enti locali e associazioni, abbiamo dichiarato che rispetteremo la decisione di Unioncamere e che a quel punto collaboreremo a prescindere dal contenitore per riempirlo. Questo perché la volontà è di mettere a centro le esigenze del territorio. Per quanto mi riguarda ho spiegato che per noi l’accorpamento non è una riduzione del ruolo locale, ma la volontà di rendere la nostra regione corale e non più plurale. E non lo facciamo solo per la Camera di Commercio”.

Come le sono sembrati gli interlocutori?

“Chiedono confronto, volevano sentirsi considerati. Cosa che noi riteniamo di fare, con i fatti. Con la Provincia al momento depotenziata, loro hanno visto nella riforma camerale un ulteriore depauperamento. Questo tavolo è un esempio che altri territori potrebbero replicare. È un luogo di confronto importante, dove anche far conoscere quello che noi facciamo e che magari non sempre arriva”.

Qualche critica che non si aspettava?

“Più che altro in passato, quando in una lettera venimmo definiti lontani dalle politiche sociali e familiari. Ma oggi ci siamo chiariti. E quindi mi sono alzata dopo 4 ore con la convinzione di avere fatto importanti passi avanti”.

@raffaelevitali

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