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Rivoluzione nel mondo del latte: arriva l'etichetta obbligatoria. Trevalli: "Si premia la qualità"

lattevicino trevalli

“Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti che rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario” commenta il il presidente dell’associazione Roberto Moncalvo.

AMANDOLA – “È una svolta storica che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori”. Non ha dubbi il ministro Maurizio Martina nell’annunciare che da domani è in vigore l’obbligo di inserire nelle etichette di tutte le confezioni dei prodotti lattiero-caseari l'origine della materia prima. Uno strumento che consente al consumatore di scegliere, senza più inganni, la provenienza di latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento ha completato il suo iter in Europa e in Italia e si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. “Ora questo modello deve diventare europeo” ribadisce.

Da domani le etichette di tutte le confezioni di latte e prodotti lattiero-caseari devono indicare il nome del Paese in cui è stato munto il latte e quello in cui è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura «Origine del latte: Italia».

Si conclude così dopo quasi un anno un percorso iniziati il 31 maggio 2016 a Milano quando nella giornata nazionale del latte organizzata dalla Coldiretti, l'allora premier Matteo Renzi annunciò dal palco al Presidente Moncalvo di aver trasmesso il decreto sull'etichettatura del latte alla Commissione Europea. “Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti che rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario” commenta il il presidente dell’associazione Roberto Moncalvo. “Questo decreto risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l'etichetta riporti il Paese d'origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione”.

Dalla Coldiretti a uno dei grandi produttori, la Trevalli Cooperalt che ha uno stabilimento anche ad Amandola. “Un provvedimento che esalta il valore del sistema cooperativo, costituito da molti allevatori italiani, e tutela maggiormente i consumatori”. Il presidente Paolo Fabian prosegue: “Siamo lieti che il legislatore abbia ritenuto di valorizzare la trasparenza e tutte quelle esperienze produttive che da sempre mettono al centro la filiera, dal primo all'ultimo anello della catena. La Trevalli in questo senso, proprio perché si tratta di un sistema cooperativo, ha costruito negli anni un modello di approvvigionamento del latte sicuro e fidelizzato, composto di allevatori storici e italiani”. Come tutti, da domani latte fresco, latte uht e mozzarella da tavola Trevalli riporteranno in etichetta la dichiarazione ‘100% latte italiano’, mentre il latte fresco Alta Qualità QM avrà la dicitura '100% latte marchigiano’. Tre valli Cooperlat annovera circa mille produttori associati. Nel 2016 il valore della produzione è stato di 214 milioni, di cui il 65% derivate dal mercato italiano.

Raffaele Vitali

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