05222017Lun
Last updateLun, 22 Mag 2017 5pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Camere di commercio, botta e riposta in aula tra Ministro e Ricciatti: "A rischio i posti di lavoro"

larasorriso

Il Ministro ha negato problemi di sorta e ha chiarito che “se ci dovesse essere personale eccedente, questo sarà l’unico usabile dalle Unioni camerali, che avranno bloccate assunzioni o conferimenti di incarichi al di fuori del personale attualmente in dotazione”.

ROMA – Lara Ricciatti, onorevole di Articolo 1, ci prova anche interrogando il Ministro. Una giovane don Chisciotte che ogni tanto cerca di fermare i mulini, non infilando la lancia tra le pale, ma facendo riflettere gli altri onorevoli sui possibili danni che potrebbero causare staccandosi spinte dal vento. E i danni sono quelli di una riforma in atto che riguarda le Camere di commercio e i rischi per il personale.

“Si apprende da fonti sindacali per ciò che riguarda le Unioni regionali pare che il Segretario Generale, dott. Tripoli, abbia richiesto al Mise di congelare la situazione fino al completamento del riordino delle Camere di Commercio per avere un quadro chiaro sul personale. Per quanto riguarda le Marche, a fronte del processo di accorpamento è stato valutato positivamente da parte delle organizzazioni sindacali, il progetto di mantenimento dei “presidi territoriali” quali “punti forza” del sistema camerale coincidenti con le attuali sedi delle cinque Camere di Commercio. A seguito di un possibile accorpamento dei servizi interni conseguente alla semplificazione dell’attuale sistema camerale, ad oggi costituito da cinque Camere di Commercio, è stata avanzata l’ipotesi di un utilizzo del personale per rafforzare i servizi esterni alle imprese, previa adeguata formazione, garantendo così il mantenimento dei livelli occupazionali e scongiurando qualsiasi esubero di personale. Se il processo di riforma, per quanto concerne il personale dipendente delle attuali cinque Camere di Commercio delle Marche, si prospetta “governabile” ben più complicata appare la situazione del personale dipendente delle Aziende Speciali e di Unioncamere Marche” scrive la Ricciatti nelal sua interrogazione a risposta scritta al Mise.

La Ricciatti tocca un punto chiave, perché in quelle due realtà si trovano principalmente dipendenti con contratto di natura privatistica, quindi “si rende necessaria ed urgente una modifica alla legge di riforma che consenta di garantire la prosecuzione dei rapporti di lavoro anche di detto personale nei nuovi soggetti che nasceranno a seguito del processo di riforma”.

Il Ministro ha negato problemi di sorta e ha chiarito che “se ci dovesse essere personale eccedente, questo sarà l’unico usabile dalle Unioni camerali, che avranno bloccate assunzioni o conferimenti di incarichi al di fuori del personale attualmente in dotazione”. Insomma, se non ci sarà riassorbimento, e il Ministro rimanda alla conclusione del percorso di razionalizzazione, ci sarà la certezza che le figure eccedenti al piano abbiamo un posto di lavoro a tempo e a chiamata. Risposta che la Ricciatti non ha completamente gradito: “Il mio timore è che la parola razionalizzazione per i dipendenti delle aziende speciali, ma soprattutto per le unioni regionali, si tradurrà in licenziamenti. Parliamo di figure che hanno un contratto privato a differenza dei dipendenti delle Camere di commercio che hanno contratti pubblici per i quali peraltro si può configurare anche la mobilità”. Allerta massima quindi e attenzione a come procederà il processo di riforma, in particolare nelle Marche, dove la Regione vuole arrivare alla camera unica, diversamente da quanto prospettato da Fermo, non chiara a posizione di Macerata e Ascoli, che continua a chiederne due.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners

Loira ricorda il carabiniere Beni

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.