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Allarme disoccupazione nelle Marche: "Si attesta al 10%"

lavori web
Cgil, Cisl e Uil all'unisono: "Servono politiche innovative ed efficaci, la Regione cambi passo".
ANCONA - Sono allarmanti i dati della disoccupazione nelle Marche, strutturatasi ormai al 10%. Secondo i Sindacati Cgil, Cisl e Uil "non è pensabile affrontare la questione riproponendo i vecchi interventi del periodo pre-crisi". "Oggi - scrivono in una nota congiunta - la complessità, la vastità e la diversità dei bisogni necessita  invece misure più innovative e mirate in grado di dare risposte efficaci ai marchigiani più esposti alla vulnerabilità: disoccupati, lavoratori espulsi, giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e precari. In questo quadro, riteniamo, che la Regione Marche debba svolgere un ruolo propulsore per mettere in campo una nuova generazione di politiche attive più efficaci e moderne". Secondo i Sindacati "questo ruolo deve essere svolto su due fronti diversi e complementari:  sperimentare nuove misure più coraggiose ed incisive di politiche attive del lavoro e mettere a sistema in maniera strutturale la rete dei servizi per l'impiego. Dovranno essere garantite ai Centri per l'impiego pubblici dotazioni organiche e competenze del personale adeguate allo scopo di erogare servizi omogenei e di qualità".
"Al contempo - proseguono - riteniamo sia ormai il momento di mettere a sistema la cooperazione pubblico-privato ridefinendo il perimetro d'azione e il ruolo dei soggetti privati accreditati, che non sostituiranno i centri per l'impiego pubblici, piuttosto ne rafforzeranno la capacità di erogare servizi di qualità a chi cerca ed offre lavoro.Come sindacato, unitariamente abbiamo presentato alla Regione,da più di un anno, una proposta di sperimentazione che metteva al centro l'inserimento e il reinserimento lavorativo attraverso: orientamento, formazione specifica e accompagnamento al lavoro. Invece assistiamo solamente a bandi di tirocini e borse lavoro che se non accompagnati adeguatamente a misure per favorire l'incontro tra domanda e offerta rischiano di divenire, in un contesto di crisi accentuata, solo uno strumento di sostituzione di lavoro dipendente a tutti gli effetti o poco più di un mero sostegno al reddito per alcuni mesi". Ed infine concludono: "Occorre una nuova progettualità di politiche attive del lavoro, condivise  tra tutti i soggetti istituzionali e sociali, per rigenerare la speranza a migliaia di marchigiani più esposti alle conseguenze della crisi: giovani, donne, lavoratori espulsi e precari".  

 

                                                               I Segretari regionali di CGIL CISL UIL MARCHE
Giuseppe Santarelli – Marco Ferracuti – Renzo Perticaroli
Ancona 7 marzo 2017
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