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Le Marche a Fermo, caccia ai fondi europei: ciclabili, turismo e riqualificazione energetica le priorità

fondifermo

L’assessore Manuela Bora non c’è, bloccata in Ancona, e quindi a spiegare il tema ‘Risorse su cui contare’ è Fabio Travagliati, responsabile comunicazione della sezione Politiche Comunitarie della regione Marche.

FERMO – Sei assi su cui costruire una nuova casa, quella dello sviluppo. È l’obiettivo dei fondi Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale) 2014-2020 che la regione Marche sta promuovendo attraverso un road show che ha fatto tappa a Fermo, nell'aula magna del Montani. L’assessore Manuela Bora non c’è, bloccata in Ancona, e quindi a spiegare il tema ‘Risorse su cui contare’ è Fabio Travagliati, responsabile comunicazione della sezione Politiche Comunitarie della regione Marche. Ai bandi già in programma, con quello per le industrie culturali che viene prorogato dal 28 febbraio al 28 marzo, si aggiunge quello sulla mobilità ciclistica. È uno dei temi di cui si parlerà nei prossimi mesi: “Il turismo punta sull’impatto ambientale sempre più basso, con la possibilità di stare a contatto con la natura”. Ascoltano gli amministratori, in particolare Annalinda Pasquali, Porto Sant’Elpidio, e Paolo Concetti, Pedaso, che si sono già dati appuntamento per pianificare un progetto comune che colleghi tutta la costa e poi guardi ai Sibillini.

Fondi europei sono fondi strutturali e gestiti indirettamente dell’’Unione Europea attraverso la Regione. Per le Marche si parla di oltre un miliardo di risorse tra Fesr, che è il principale e trasversale, Fse, Feasr e Feamp. “Il Fesr regionale programmato nel 2014 conta su 337 milioni divisi su sei assi. Dalla ricerca alla comunicazione, dalla competitività per le Pmi alla green economy e alla mobilità sostenibile oltre alla prevenzione del dissesto idrogeologico” prosegue Travagliati. Una programmazione che ha in realtà la sua scadenza finale nel 2023, visto che la trafila burocratica che ha avviato al programmazione è terminata nel 2016.

“Il terremoto e la sua ricostruzione restano fuori dagli assi definiti, ma si aggiunge alla programmazione avviata con ulteriori risorse” aggiunge il funzionario. Sono previsti, tra giugno e luglio, tra i 150 e i 200 milioni di euro, visto che alle Marche dovrebbe arrivare la metà delle risorse aggiuntive, calcolate in 400milioni per le quattro regioni colpite dal sisma. “Questi fondi – spiega la Regione – verranno finalizzati anche all’inclusione sociale, con il rafforzamento dei servizi sociali nelle aree interne. Questo si aggiungerebbe al sostegno alle Pmi, alla riduzione del rischio sismico, al rilancio turistico e culturale”.

Fino a oggi, le Marche sono state tra le migliori nell’uso dei fondi dell’asse 1, quello legato ai progetti di ricerca e innovazione. E questo nonostante un caos istituzionale: “Un problema è stato il togliere le Province dalla gestione dei bandi. Perché riportare tutto all’interno della Regione ha richiesto una riorganizzazione con inevitabili perdite di tempo. Questo rende meno facile creare uno scadenzario” prosegue il funzionario.

Bando su bando, resta fondamentale unire le imprese, creare aggregazioni che garantiscano una base credibile per l’azione di ricerca. “E’ in arrivo un bando, asse 3, per contributi al settore alberghiero, per investire sulla riqualificazione energetica, ambientale e tecnologica. Sempre in questo asso si parla di film e video che promuovono la Regione e anche di promozione dell’export”.

E poi c’è il nodo accesso al credito, con la Regione che sta spingendo per l’aggregazione dei Confidi. “L’aggregazione è necessaria per essere più competitivi sul mercato. E c’è un progetto che attraverso a un bando darà risorse pari a 12 milioni di euro ai Confidi che si aggregano in un soggetto unico regionale”.

L’Asse 4 è partito piano, ma sta crescendo. “Voce importante è quello dell’efficienza energetica negli edifici pubblici, con una nuova sede da realizzare da zero per la Protezione civile regionale e investimenti per il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale e per la creazione di hub di scambio che favoriscano la mobilità dolce”.

Infine l’asse 6, con la tutela e messa in rete del patrimonio culturale con azioni legate allo slogan #destinazionemarche. Ma finanziati saranno anche i cluster turistici regionali e il cicloturismo, che entra quindi in due assi. Il primo, nell’asse 4, che pensa alla rete urbana, e il secondo finalizzato al turismo.

“Sostegno imprese, rischio sismico, cultura e turismo. Su questi temi si giocheranno le risorse aggiuntive legate al post terremoto. Il cratere non è una riserva indiana, alcune cose possono essere collocate all’interno, altre di servizio anche al di fuori se svolge funzioni per il cratere. In questo caso – è la conclusione – si parla di finanziare al cento per cento i progetti con fondi comunitari”.

r.vit.

@raffaelevitali

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