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Micam, intervista al direttore Cancellara: "Fiere e accordi, così cambiamo Assocalzaturifici e rilanciamo il calzaturiero"

Cancellara 1

Il braccio destro della Pilotti: “Non parlo di ripresa. Il settore non è messo male. Ma ha aziende che corrono e aziende che vanno male. Le prime vanno molto bene, le altre devono capire quale è il nuovo modo di stare sul mercato".

di Raffaele Vitali

MILANO – Ogni medaglia ha due facce. Se quella che finisce sotto la luce è della presidente Annarita Pilotti, l’altra è quella del direttore di Assocalzaturifici.

Tommaso Cancellara, direttore di Assocalzaturifici, partiamo dalla rivoluzione dei padiglioni. Quanto lavoro, quante difficoltà?

“E’ un anno e mezzo che lavoriamo sul nuovo layout. Siamo riusciti a convincere partendo dalla piazza dell’I-Ikids. Quello ha dimostrato che potevamo fare qualcosa di buono. Gli associati hanno capito che era la direzione corretta, che puntavamo sulla qualità”.

Cosa vi ha ispirato?

“Con la presidente Pilotti due anni fa abbiamo visitato la fiera Mido e ci ha conquistato. Abbiamo capito che quella era la direzione giusta. Abbiamo parlato con Mido e abbiamo chiamato il loro architetto, lo scenografo Pagliariccio, che è bravissimo. Viene dal mondo della scenografia teatrale. Si vede nella scarpa gigante, un approccio diverso”.

Bravi voi o…

“Un po’ di fortuna ci vuole sempre. La contemporaneità del novo layout, della nuova campagna con l’adesione al nuovo progetto”.

Come siete riusciti a convincere le griffe a riempire la Fashion Square?

“Siamo stati io e la Pilotti ad andare da Diego Della Valle. Era alta la possibilità di non riuscire a non convincere i grandi marchi. E invece, abbiamo fatto vedere a Della Valle il nuovo stile dei padiglioni. Ha capito gli investimenti e la qualità del lavoro. E lui con uno sguardo capisce se il piano funziona. Questo ci ha dato la possibilità di lavorare con le altre griffe e farsi dire da Della Valle che il progetto era giusto ci ha caricato. È stato un momento importante.

Della Valle ha un occhio sulla bellezza e sentirsi dire ‘funziona’ e avere la sua sponsorizzazione diretta non è stato da poco. È lui che ha coinvolto la Camera della Moda e chiamato gli amici delle grandi griffe. Poi devo ringraziare Paolo Borghini, ha fatto un grande lavoro in questa edizione andando oltre il suo compito. Questa è serietà”.

Investimenti importanti, ma avete tante risorse?

“Il Micam deve reinvestire gli utili che genera. E lo fremo in due step dando alla fiera il suo ruolo. Due situazioni chiave: una è l’ottimizzazione delle risorse in altri ambiti, penso all’estero. Dove non investiamo meno, ma meglio. È cresciuta la rete di azione. Pensando al Micam Shangai posso solo dire che bisogna fare e sbagliare, per poi migliorare. Fu una scelta giusta, come è stato necessario rivederla. Secondo passaggio è il supporto di Ice e Ministero sviluppo economico. Ha creduto in noi il Governo e avere Calenda all’inaugurazione è stato importante. Due anni e mezzo fa mi disse ‘questa fiera non mi piace’ ieri è tornato e ha detto ‘è glamour, funziona’.

La crisi e i mercati. Assocalzaturifici deve pensare anche a questo?

“A marzo giro il mondo in cerca delle migliori situazioni. Vietnam, Cina e poi Obuv. Assocalzaturifici non trova nuovi mercati, ma mette le imprese nella miglior condizione possibile di vendere. Questo significa valutare le possibilità e ispirare alcune aziende a vendere meglio e in nuove zone. Due sono le macro visioni: uno continuare a girare il mondo alla scoperta di nuove possibilità: Il Mercosur potrebbe aprirsi bene, perché il mercato della scarpa italiana funziona, ma il Brasile ha dazi folli e se invece si apre ci andiamo. Mentre non credo nell’Iran, non mi sembra il luogo dove investire.  E lo dico partendo dai dati, dal confronto con gli operatori.

La seconda macro visione è la ricerca della vendita orizzontale, usando nuovi modi: comunicazione e web. Siamo in ritardo sull’innovazione digitale. Industria 4.0, Intenet of things sono arrivate: o i nostri capiscono o restano fuori. Vogliamo generare momenti di crescita entrando nelle aziende spiegando la 4.0, lo faremo con chi fa macchinari per calzature, che devono fare un salto di qualità verso la tecnologia”.

Lei è un manager, vede il bicchiere mezzo pieno?

“Non parlo di ripresa. Il settore non è messo male. Ma ha aziende che corrono e aziende che vanno male. Le prime vanno molto bene, le altre devono capire quale è il nuovo modo di stare sul mercato. Quindi non vedo un settore da riprendere. Continua a fare record di export, bilancia commerciale che cresce, aziende di fama mondiale che producono dai nostri calzaturieri. Abbiamo la leadership internazionale sulla qualità. Che non va riaffermata, va comunicata. Comunicazione che passa anche dalla sinergia con il resto della moda. La federazione della moda sarà importantissima per far sentire la nostra voce su tavoli istituzionali e nel mondo economico. Siamo la seconda industria italiana dopo la chimica. Così si vince: arretrare un metro per avanzare di due. Non ha senso fare gli orticelli e puntare sui campanilismi. Bisogna essere più sinergici2.

Cancellara, mi definisca la presidente Pilotti?

“Un vulcano nel bene e nel male. Grazie alle sue esplosioni le cose si fanno. Senza di lei non avremmo realizzato e avviato tutto questo: rivoluzionato Micam, record del Cimac, nuova campagna, brand, migliorato i conti, cambiato tre quarti di fornitori, cambiato la struttura interna, organizzato eventi a Roma e Venezia oltre che assemblee. Poi ogni vulcano ogni tanto può creare dei problemi, ma ogni sua esplosione porta a una crescita”.

@raffaelevitali 

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