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Tutto pronto per i saldi. Confcommercio: ecco le cinque regole base da non dimenticare

saldi estivi

“Straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto”.

FERMO – Ci siamo, tutto pronto per i saldi. Scatteranno ufficialmente giovedì in tutta Italia, anche se Basilicata e Sicilia iniziano oggi. Si lavora dentro i negozi per cambiare cartellini e tirare fuori un po’ di tutto dai magazzini. A volte anche troppo. Motivo per cui bisogna sempre stare attenti durante i saldi, sapendo che nonostante gli sconti l’acquirente ha sempre diritti. Ancora di più quando, come prevede la Confcommercio, verranno spesi in Italia da ogni famiglia 344 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature e accessori per un totale di 5,3 miliardi di euro. Manna per negozianti morsi dalla crisi? Non proprio stando al presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi: “Straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto”.

Dal 5 però, saldi per tutti. Queste le regole base per evitare fregature. 1) CAMBI. La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. 2) PROVA DEI CAPI. Non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante. 3) PAGAMENTI. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. 4) PRODOTTI IN VENDITA. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. 5) INDICAZIONE DEL PREZZO. Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Raffaele Vitali

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