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I Nobel brindano con il Verdicchio: un pezzo di Marche nel regno di Svezia

cenanobel

Il passito Tordiruta viene prodotto da uve raccolte a maturazione tardiva selezionando i grappoli migliori.

JESI – Non può ricevere il Nobel, ma è finito in tutti i bicchieri dei premi Nobel. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito «Tordiruta» della cantina Moncaro è stato servito ai 1.450 invitati della cena dei Nobel a Stoccolma, in abbinamento al dessert realizzato dal più celebre dei pasticceri svedesi, lo chef Daniel Roos.

Alla cena di gala, che si tiene nei saloni del Municipio, prendono parte i membri della famiglia reale svedese, capi di Stato e i premiati. «Essere protagonisti di un evento internazionale così prestigioso è per noi un grande onore. Un'attestazione di qualità che ci riempie di orgoglio» dice il presidente di Terre Cortesi Moncaro, Doriano Marchetti. “La Svezia è uno dei nostri mercati internazionali consolidati e la scelta di produrre vini nel segmento premium esclusivamente da vitigni autoctoni si conferma una carta vincente per coniugare la cultura del vino e la promozione del territorio.E certamente il Verdicchio fa onore all'intera produzione di vino delle Marche e dell'Italia”.

Il passito Tordiruta viene prodotto da uve raccolte a maturazione tardiva selezionando i grappoli migliori. La raccolta è manuale e le uve con muffe nobili vengono messi ad appassire sui graticci per 3 mesi. La fermentazione avviene in barrique e dura circa un mese; segue l'affinamento sempre in barrique per 12 mesi e la maturazione in bottiglia per un anno.

@raffaelevitali 

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