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Più Italia che estero: un trimestre col segno + per la manifattura. "Ma nessuno parli di ripresa"

scarpa lavoro

Secondo l’indagine congiunturale di Confindustria il mondo che ha nel distretto fermano maceratese il suo core business ha chiuso con un +0,9%, superiore alla media nazionale +0,4%.

FERMO – E il settore moda, nel terzo trimestre del 2016, batté un colpo. Secondo l’indagine congiunturale di Confindustria il mondo che ha nel distretto fermano maceratese il suo core business ha chiuso con un +0,9%, superiore alla media nazionale +0,4%. Insomma, la manifattura nelle Marche ha vissuto tre mesi con attività produttiva e commerciale in lieve crescita rispetto al terzo trimestre 2015, che fu drammatico.

Il dato sulla produzione industriale mette in mostra variazioni negative dell’attività solo per i minerali non metalliferi. Nessuno degli imprenditori intervistati per l’indagine ha parlato di ‘momento brillante’ visto che sale ancora la quota di operatori con produzione stazionaria o in calo (56% contro il 52% della rilevazione del secondo trimestre 2016), mentre si riduce la quota di aziende interessate da aumenti della produzione (42% contro 48% della rilevazione precedente).

Una piccola ripresa arriva dal mercato italiano, con un +1,3% per legno e moda, che include tessile abbigliamento e calzature, mentre calano tutti gli altri settori. L’estero è ancora traballante, lo 0,9% regionale è frutto di qualche exploit di Gomma e Plastica e Legno e Mobile. “Il debole andamento dei livelli produttivi e commerciali si è associato a una dinamica dei prezzi molto contenuta, con incrementi nulli sull’interno e appena positivi sull’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono risultati pressoché stazionari in entrambi i mercati” spiega il presidente regionale Bruno Bucciarelli. Che deve guardare con fiducia al mantenimento dell’occupazione, calata dello 0,3% a fronte però di un aumento della cassa integrazione. Le ore sono infatti aumentate del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2015 passando da 7,7 milioni a 8 milioni. In aumento sono risultati sia gli interventi straordinari (+24,8%), passati da 3 milioni di ore del terzo trimestre 2015 a 3,7 milioni di ore del terzo trimestre 2016, sia gli interventi in deroga passati da 2,5 milioni di ore del terzo trimestre 2015 a 3,2 milioni di ore del terzo trimestre 2016 (+29,4%).

Boom tra gli artigiani, +135,7%, mentre calano nel settore industriale, -5,8%, e dell’edilizia, -52,1%.  “Analogamente a quanto rilevato nel corso del primo semestre, il ruolo della domanda interna ha mostrato una dinamica più sostenuta della domanda estera, anche se in entrambi i casi il contributo è rimasto limitato. Confermano il quadro i segnali di recupero che provengono dai settori maggiormente orientati al mercato domestico e popolati da imprese di media e piccola dimensione”.

Raffaele Vitali

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