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L’Europa finanzia un nuovo centro ricerche tra i Sibillini. Bora: Innovazione e Infrastrutture per garantire lavoro VIDEO

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Il report presentato a Bruxelles durante il Cor, comitato regioni e città d’Europa, vede le Marche penalizzate a livello di competitività da alcune voci. “Ci stiamo lavorando e investendo”.

 di Raffaele Vitali

BRUXELELS - L’Europa ha studiato le Marche e con lei tutte le regioni attraverso una serie di indicatori. Un modo per capire il livello di competitività raggiunto. Una fotografia in chiaroscuro il report (LEGGI) presentato durante la ‘European week of regions and cities’ che mostra una regione che brilla in Italia in numerose voci, dalla sanità all’educazione, ma che a livello europeo è inferiore alla media e soprattutto paga un incredibile gap infrastrutturale. “Lo sappiamo, è una battaglia complessa perché non sono i fondi regionali a poter costruire strade e ferrovie, ma i tavoli con Ministero delle Infrastrutture, avviato dal presidente Ceriscioli, e Unione Europea sono più di una base di partenza”. Un tema cardine è quello dell’innovazione: secondo il report della Commissione Europea le Marche hanno un indice del 34.13 contro il 43.37 italiano e poco vale che i vicini di casa dell’Umbria siano dieci punti dietro.

“Siamo anche la Regione che – spiega l’assessora regionale Manuela Bora – è cresciuta di più negli ultimi anni.  Essere ancora indietro è uno stimolo. La legge regionale Impresa 4.0 va in questa direzione e anche le imprese più piccole stanno invertendo la loro tendenza alla conservazione”. Serve l’Europa: "Circa il 35% del fondo sviluppo regionale è dedicato all’innovazione, che significa anche ricerca. Per questo favoriamo il connubio tra imprese e Università. Interessante è anche la percentuale delle Pmi innovative, se consideriamo il rapporto con la popolazione, che ci pone al primo posto. Di certo dalla prossima programmazione dobbiamo avere un aumento di risorse e cercare di far accedere le imprese ai fondi diretti”. In questo contesto si inserisce il nuovo bando Por Fesr dedicato alla ricerca sui nuovi materiali, la risposta per il rilancio del tessuto produttivo delle aree colpite dal sisma. “La regione destina 8,4 milioni di euro allo sviluppo di una piattaforma tecnologica di ricerca collaborativa nelle zone terremotate. La strategia è quella di trasformare, queste realtà produttive, in un polo di eccellenza industriale. Gli ambiti di intervento tengono conto delle vocazioni produttive e delle specializzazioni tecnologiche locali al fine di stimolare il coinvolgimento delle imprese di piccole dimensioni, sin dalle fasi di sviluppo delle progettualità, garantendo un capillare radicamento dei processi innovativi che abbia effetti duraturi e sostenibili sul territorio. Ciò agevolerà il trasferimento dei risultati della ricerca al mercato e renderà le nostre imprese più competitive”. Nasce così un luogo di contaminazione positivo che rispetta la vocazione del territorio ma funge da ripresa: “I risultati della ricerca potranno essere trasferiti in diverse filiere presenti sul territorio, che vanno dai biomateriali (plastiche, tessuti, edilizia, vernici, coloranti, lubrificanti, tensioattivi, biosolventi), al settore della farmaceutica e della cosmesi, agli ambiti dei biocarburanti e delle bioenergie” spiega da Bruxelles l’assessora alle Attività produttive.

Fondamentale non perdere l’occasione, per questo va comunicata al meglio: “In questi giorni a Bruxelles si è parlato molto della mancanza di conoscenza da parte dei cittadini di quello che fa l’Europa. Noi amministratori dobbiamo essere i primi a ricordare che realizziamo tanto grazie ai fondi europei. L’amministratore regionale o comunale, come un imprenditore, dovrebbe far sapere a tutti come ha realizzato l’investimento”. La nuova piattaforma di ricerca promossa dal bando coinvolgerà l’industria dei nuovi materiali ecosostenibili, compositi, funzionali, nanomateriali, biobased (a base biologica) e smart. I programmi di investimento, che verranno realizzati attraverso la collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca, saranno finalizzati alla realizzazione di un laboratorio localizzato nelle aree del sisma ed alla concreta applicazione delle soluzioni innovative sperimentate, per lo sviluppo dei sistemi di tracciabilità del ciclo di vita del bioprodotto, la progettazione del fine vita dei prodotti, il riutilizzo, riciclo e recupero delle risorse.

 @raffaelevitali

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L'Europa finanzia un centro ricerche sui Sibillini

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