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Povertà, nelle Marche arriva al 25%. Bruxelles consiglia 'politiche locali mirate'

Che ci sia disequilibrio o dimostra anche il fatto che all'Italia appartengono sia il primo posto della classifica Ue (Bolzano) sia l'ultimo (Sicilia).

la povertà oggi

BRUXELLES – Cresce la povertà in Italia. E purtroppo nelle Marche. Dall'8,5% della Provincia autonoma di Bolzano al 52,1% della Sicilia: sono questi i numeri che attribuiscono all'Italia il record europeo di disparità in materia di quote di persone a rischio povertà misurate a livello di regioni. A dirlo è il primo 'European regional social scoreboard' realizzato dal Comitato europeo delle Regioni (CdR) per monitorare le situazioni e i progressi delle oltre 280 regioni Ue in ambito sociale.

Che ci sia disequilibrio o dimostra anche il fatto che all'Italia appartengono sia il primo posto della classifica Ue (Bolzano) sia l'ultimo (Sicilia). Solo la bulgara Severozapaden (46,7%) separa la Sicilia dal terzultimo posto di Campania e Calabria, entrambe al 46,3%. La media europea è del 22,8%.

E le Marche? Tra le regioni europee, la Provincia autonoma di Trento ha avuto il maggiore aumento, in termini di punti percentuali, di persone a rischio povertà ed esclusione tra il 2014 e il 2017: dal 13,6% al 19,3%. Seguono Abruzzo (da 29,5% a 34,8%) e Marche (da 19,6% a 24,9%). «Gli squilibri locali e regionali sono forse il più importante ostacolo alla realizzazione di un'Unione veramente coesa», ha dichiarato il presidente del CdR, Karl-Heinz Lambertz. Per questo, ribadisce, servono azioni mirate a livello locale: “E’ evidente come, da sola, la politica di lotta alla povertà a livello nazionale non sia sufficiente”. Insomma, serve più Regione anche a livello di politiche socio economiche.

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