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Meno presenze negli alberghi, bisogna migliorarli e dare servizi. Confcommercio: 'Garantiscono il turismo'

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Schiavi del sole, ecco i turisti che scelgono Porto San Giorgio e non solo. Eppure, gli albergatori pesano eccome nell’economia regionale.

PORTO SAN GIORGIO – Sono vuoti gli alberghi di Porto San Giorgio, come la città. A dirlo è Gianluca Vecchi, presidente Ataf, l’associazione che riunisce quasi tutte le strutture alberghiere della piccola provincia. Una fotografia amara che fa da corollario a città che ormai si riempiono solo nel fine settimana. “Ma del resto per qualche motivo uno dovrebbe venire qui? I negozi la sera sono chiusi e gli eventi, pur belli, sono troppo concentrati” ha dichiarato Vecchi al Carlino.

Un punto però viene sempre dimenticato, la qualità delle strutture che caratterizzano la provincia di Fermo. Strutture in cui, a parte pochi casi, le 4 stelle moderne restano una chimera. Come chimera è la speranza di trovare una Spa dove passare un paio d’ore se uno viene in vacanza e si ritrova con le nuvole.

Schiavi del sole, ecco i turisti che scelgono Porto San Giorgio e non solo. Eppure, gli albergatori pesano eccome nell’economia regionale. Lo ribadisce con orgoglio il presidente di Federalberghi regionale. “Gli Hotel delle Marche sono e restano il cuore della ricettività marchigiana che sta aggiornando la propria offerta arricchendosi di nuove ed importanti opportunità nel settore” spiega Emiliano Pigliapoco che poi aggiunge: “Il dato della centralità degli alberghi in quanto ad offerta della ricettività è estremamente importante e va evidenziato ed analizzato nella giusta maniera evitando di cadere nel tranello dei luoghi comuni come la crisi e il semplice dato numerico che pur evidenzia un calo di medio-lungo periodo, come recentemente qualche altra associazione ha fatto a nostro avviso con eccessiva leggerezza”.

“Quando parliamo di cifre, dobbiamo essere attenti a considerare la reale dimensione numerica dei vari segmenti ricettivi. C’è una crescita della ricettività extra-alberghiera che fa da corollario a quello che è il cuore della ricettività marchigiana e cioè la ricettività alberghiera”. Un messaggio a Vecchi? O a chi guida i campeggi e i villaggi vacanze. “L’alberghiero marchigiano può contare su oltre 26.500 camere e quasi 56 mila posti letto con una media camera ad albergo superiore a 33 camere e con una media posti letto di circa 70 posti letto. Numeri importanti questi, che indicano la dimensione di un comparto che garantisce annualmente alla Regione una significativa fetta di milioni di presenze”. Presenze che cercano sempre più qualità, che secondo il presidente di Federalberghi nelle Marche si sta ricercando. In particolare il nord della Regione ha investito nella riqualificazione.

“Ma non solo. Infatti – aggiunge Massimiliano Polacco, direttore Confcomemrcio – il nuovo bando per la riqualificazione alberghiera ha ricevuto 300 domande per 120milioni di euro di investimenti”. La speranza a questo punto è che ci sia in mezzo qualche albergatore fermano che magari compensi l’assenza del centro convegni sulla costa sottolineata da Vecchi creando sale convegni interne da 200 posti oltre alle ormai non più rinviabili Spa. “Il trend nelle Marche come per il resto di Italia, vede un calo superiore al 50% di strutture alberghiere classificate con i livelli inferiori con un deciso spostamento verso classificazioni a 3 e 4 stelle. Questo è il vero elemento da cogliere e sul quale riflettere ma sbaglia chi dice che sta crescendo solo il settore extra-alberghiero: non è così!”.

Sono dati chiari che non possono essere trascurati quando si parla di un settore che resta fondamentale nella ricettività marchigiana. Ciò non significa che la pluralità del sistema ricettivo debba essere giudicata negativamente, anzi, ci sono comparti come quello dei campeggi e villaggi turistici che contribuiscono in maniera altrettanto massiccia alla dotazione regionale di posti letto e presenze generate. Come al contempo va apprezzato il dinamismo di altre tipologie ricettive extra alberghiere, strutture che contribuiscono a garantire la soddisfazione della domanda turistica italiana ed estera” concludono i vertici della Confcommercio.

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