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Il lavoro riparte nelle Marche: sempre più assunzioni. Fermano maglia nera, domina il segno meno

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L'assessore Bravi: Per quanto riguarda i dati per provincia, solo nel Fermano risultano dati negativi, -2,1%. Causa principale sono le difficoltà a livello internazionale del settore calzaturiera.

Fermo – Più posti di lavoro nelle Marche, crescono le assunzioni: 338.644 assunzioni nel 2018, un +4,5%. Sono i dati diffusi dall'Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Marche. "Sono numeri incoraggianti che ci spingono a proseguire sulla strada intrapresa - spiega l'assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi -. Le priorità nella programmazione delle risorse sono il sostegno alle assunzioni e la formazione per disoccupati e occupati. Nel 2018 sono stati stanziati incentivi alle imprese per le assunzioni per 12,4 milioni di euro che prevedono 1.300 nuovi posti di lavoro. Circa 16 milioni di euro inoltre sono operativi sul territorio per la formazione di oltre 5.000 persone”. Peccato che tutto questo non riguardi il Fermano: “Per quanto riguarda i dati per provincia, solo nel Fermano risultano dati negativi, -2,1%. Causa principale sono le difficoltà a livello internazionale del settore calzaturiera". A Pesaro e Urbino il complessivo numero di assunzioni aumenta, rispetto al 2017, del 3,3%; in Ancona del 2,5%, a Macerata del 3,8% e a Ascoli Piceno del 13,9%.

Tutte le principali articolazioni dell’economia regionale registrano un crescente flusso di assunzioni. Le dinamiche sono particolarmente favorevoli per l’agricoltura (+13,9%) e le costruzioni (+18,0%) che, probabilmente, si stanno avvantaggiando del processo di ricostruzione in atto nelle aree del sisma.

Dove si può crescere, come spesso chiedono gli imprenditori, è negli incentivi: “Per quanto riguarda la lotta alla precarietà del posto di lavoro la giunta ha previsto 10mila euro di incentivi alle aziende per la trasformazione di ogni contratto da tempo determinato in indeterminato". I rapporti di lavoro dipendente (tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato e somministrazione) sono cresciuti del 2,9% (+9mila unità) mentre gli altri contratti (lavoro domestico, intermittente e parasubordinato) registrano un aumento dell'11,9% (oltre 6.500). Positivo il saldo dato dalla differenza tra assunzioni e cessazioni: +10.351 unità.

Il lavoro a tempo indeterminato presenta un saldo di ben 2.738 unità. Il risultato è di rilievo poiché, lo scorso anno, la differenza tra assunzioni e cessazioni riferite a questa tipologia contrattuale era ampiamente negativa (-8.492 unità). Si osservano, in complesso, saldi positivi per entrambe le componenti di genere (6.868 per gli uomini e 3.483 per le donne) e per i giovani 15 – 29enni. Saldi positivi in tutte le province delle Marche eccetto in quella di Fermo (da +1.484 a -205). Gran parte delle posizioni lavorative generate nel 2018 riguardano il terziario (82,4% sul totale). Valori positivi si registrano, tuttavia, anche nelle costruzioni (962 unità), nell’industria (786 unità) e, seppure in termini meno consistenti, nell’agricoltura (82 unità).

Particolare attenzione, secondo l'assessore Bravi, è stata riservata all'area del cratere del sisma. "Ben 96 imprese risultano beneficiare delle risorse e le assunzioni previste sono 121 - conclude Bravi-. Altrettanto importante la formazione sia per l'inserimento di chi non ha lavoro che per l'aggiornamento di chi un lavoro già ce l'ha”.

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