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Il Fermano alla Bit: 'Siamo piccoli e belli, abbiamo tutto, raccontiamolo. Usiamo meno la parola rete, facciamola'

bitfermano

Seduti in vetrina ci sono Fermo, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare, Amandola, Altidona.

di Raffaele Vitali

MILANO – Da Rubens a Jovanotti con una spruzzata di tartufo, di tutto di più nel Fermano. Si parte con il video di Marcafermana, proiettato ad alto volume. Mare, storia, artigianato, neve, uno spaccato realeo. “Facile esaltare qualcosa che ha tutto, il più è raccontarlo. Non abbiamo necessità di vendere qualcosa per più di quello che è. Dobbiamo trovare i format e i canali per raccontarlo” sottolinea Stefano Pompozzi in apertura del talk dedicato al Fermano all’interno della Bit.

“Non dimentichiamo che quattro comuni su sei hanno la bandiera blu. Partendo da lì abbiamo tre quarti dei comuni con meno di 3mila abitanti, piccoli borghi con mura storiche ed elementi particolari” esordisce Stefano Pompozzi, presidente di MarcaFermana. Il suo spot serve anche per lanciare Marcafermana, la realtà che unisce pubblico e privato. È il momento della digitalizzazione: “Abbiamo creato un’applicazione d’alto livello tecnologico che lavora anche in remoto, grazie alla banda larga che sta arrivando in ogni angolo”. All’interno dell’App ci sono i viaggi virtuali, ci sono i percorsi e soprattutto c'è la possibilità di implementare i contributi: “Ora stiamo mappando le principali opere d’arte in realtà aumentata, in modo che visitando il museo si potranno accedere a contributi altrimenti impossibili da avere”.

Seduti ci sono Fermo, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare, Amandola, Altidona. “A giugno riapriremo l’intero palazzo dei Priori, con tutta la pinacoteca e la sua sala dei Ritrarti amata dalla città e dai turisti. Con tenacia la porta di accesso di Fermo torna fruibile. Per Pasqua apriremo il Terminal, intestato a Mario Dondero, uno spazio contemporaneo, e il museo archeologico a Torre di Palme, uno dei borghi più belli d’Italia di cui siamo ricchi, in cui – sottolinea con entusiasmo Francesco Trasatti, vicesindaco di Fermo - posizioneremo un punto informativo per un ipotetico, se non reale, giro di tutte le bellezze. E poi la chicca del Jova Tour a Lido di Fermo”. Se Fermo ha la cultura, Porto San Giorgio punta sul mare insieme con Porto Sant’Elpidio e Pedaso: Il nostro non è un turismo di destinazione, ma di relazioni. Su questo stiamo lavorando partendo dalle caratteristiche diverse della nostra costa. C’è la sabbia sangiorgese che si fregia anche della bandiera verde dei pediatri, ci sono i sassi. Ma il mare non basta più, per questo stiamo creando un percorso tra i comuni De.co delle province di Fermo e Macerata unendo così il bello al buono del cibo”. E si torna al classico: “facciamo una promozione congiunta. Il mio invito è lavorare a un ente sovracomunale”.

La cultura e la manifattura si uniscono in Sant’Elpidio a Mare. L’assessore Gioia Corvaro punta su scarpe, il museo delle calzature, con scarpe dell’anno mille e quelle da calcio di Del Piero, e arte, con il trittico del Crivelli. “Il nostro 2019 è segnato dalla Contesa del Secchio, nella seconda domenica di agosto, e da città Medioevo. Non facciamo iniziative spot anche con la musica, tagliamo la ventesima edizione del festival jazz. Ci mancano strutture ricettive. Ringrazio chi ha investito nel centro storico aprendo b&b o negli agriturismi”. L’obiettivo è cambiare l’accento a Fermano in fermano.

Farlo con la Valdaso diventa più facile che ha puntato su un video realizzato da dei giovani della valle che è sempre più fitofarmaci free. “Siamo piccoli, ma ci uniamo per fare il meglio che possiamo. Siamo una valle agricola che sa muoversi in più settori: ecomuseo, contratto di fiume, girovallando, progetti totalmente ecosostenibili” aggiunge Giuliana Porrà, sindaco di Altidona.

Il giro del Fermano si completa ad Amandola, terra dei diamanti incastonati in un territorio che accoglie il turismo lento tra bici, passeggiate, trekking, cavalli e nuotate. “I Sibillini sono una perla all’interno del parco nazionale, già questo ci rende sereni. La nostra forza è il turismo diverso, noi dobbiamo riempire gli spazi del turista che non deve avere un calendario stretto e un viaggio forzato per vedere qualcosa. Dobbiamo sapergliele comunicare e raccontare, poi il turista si muoverà” chiusa Adolfo Marinangeli. Amandola è impegnata nel recupero delle opere d’arte colpite dal sisma: “n modo in più per unire i paesi non solo con le passeggiate in bicicletta, passando davanti una delle quattro cappelle carolinge ancora intatte o un cristo ligneo del mille. Abbiamo mappato alcuni percorsi via smartphone, accrescendo così offerta e sicurezza. Avere recuperato il santuario dell’Ambro, come ha fatto il sindaco di Montefortino, è stato fondamentale per il nostro territorio che vive tra la grotta dell’Infernaccio e la magia della Sibilla”.

Marche, una regione con la bellezza infinita che per i sindaci “ha saputo stare vicina al Fermano e così possiamo dire +18% nel 2018”. Fare meglio p possibile, solo con la visione comune: “Per troppo tempo abbiamo venduto il bello con timidezza. Siamo sì una regione al plurale, ma piccola. Se smettiamo di promuovere solo il singolo posto, cresceremo. Serve la rete? Dopo la fine delle Province c’è la regione che promuove il territorio nelal sua interezza, ai Communi spettano le iniziative. Nel Fermano nu vantaggio già c’è, Marcafermana: l’hanno voluta i comuni proprio per gestire insieme promozione accoglienza. Per cui usiamo al meglio questo tavolo comune dove discutere di linee di azione comuni, dalle tasse di soggiorno al miglioramento della accoglienza. Diciamo meno la parola rete e facciamola di più”.

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