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Legambiente: bene le bici, ma servono i treni. 'Più passeggeri, ma le Marche investono poco'

jazztreno

I 29mila pendolari marchigiani ogni giorno viaggiano su 386 km di linea ferroviaria per un totale di 154 corse giornaliere.

FERMO – Sempre più pendolari sui binari delle Marche. Dal 2011 ad oggi i passeggeri nelle Marche sono passati da 16.400 a oltre 29mila, con un aumento clamoroso dell'80,3%. “Ma le opere necessarie ai pendolari hanno pochissime risorse” tuona Legambiente con il suo rapporto Pendolaria, che dal 2008 analizza il trasporto ferroviario in Italia.

I 29mila pendolari marchigiani ogni giorno viaggiano su 386 km di linea ferroviaria per un totale di 154 corse giornaliere. La situazione della mobilità su rotaia nelle Marche presenta ancora poche luci e molte ombre: le risorse regionali in servizi e materiale rotabile nel periodo 2008-2017 sono state pari a 46 milioni di euro, di gran lunga inferiori rispetto a quelle di altre regioni del Centro Italia. Inoltre, in proporzione al numero di abitanti delle singole regioni italiane, con solo 3,02 euro per abitante all'anno per servizi e materiale rotabile, le Marche non risultano certamente tra le più virtuose. Nelle Marche, tra l'altro, si contano 80 treni la cui età media è di 14,5 anni. Anche se oggi stanno aumentando i nuovi treni partiti con la linea Jazz.

Di contro, l'aumento clamoroso dei passeggeri dal 2011 ad oggi, dimostra la voglia di treno presente nella regione. L'incremento della domanda di trasporto sulle principali linee ferroviarie urbane ha una spiegazione legata al cambiamento avvenuto nelle principali aree metropolitane italiane negli ultimi vent'anni. Un esempio di questi cambiamenti è la cosiddetta Città Adriatica, che va da Pescara a Rimini, con le Marche al centro di questo sistema, dove sarebbe di fondamentale importanza puntare a una «metropolitana della Città Adriatica». Ossia a un servizio di trasporto ferroviario con caratteristiche europee, che colleghi i 237 km, ed i 20 centri principali, con treni moderni a orari cadenzati, abbonamenti integrati e coincidenze con autobus locali, treni e pullman verso collegamenti interni e nazionali, ma anche il sistema di porti (commerciali e turistici) e aeroporti (Rimini, Ancona, Pescara). “L'aumento dei cittadini che usufruiscono del servizio di mobilità su ferro dimostra quanto sia conveniente e lungimirante investire le risorse regionali nei treni, considerando anche gli importanti investimenti che la Regione Marche sta facendo per sviluppare una rete di ciclovie per cui il servizio su treno diventa un elemento qualificante - commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Solo potenziando il servizio ferroviario e lavorando per l'integrazione con i mezzi pubblici urbani sarà possibile fornire un'alternativa di trasporto sostenibile che permetta di lasciare l'auto a casa, riducendo l'inquinamento e progettare centri urbani più competitivi. Investire in questa direzione, inoltre, produrrebbe anche positive ricadute occupazionali, legate sia alla costruzione e manutenzione del parco rotabile che alla gestione della mobilità”.

@raffaelevitali

redazione@laprovinciadifermo.com 

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