Fuori Di Battista dentro Sabatini: grande e ricca, è nata la quinta Camera di commercio in Italia

ginosabatini

Da oggi basta polemiche: “Il nostro è stato un percorso in linea con la richiesta degli imprenditori di poter contare su un ente con una voce unica”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Voto compatto e sereno. Quale miglior modo per la Camera di Commercio unica delle Marche che iniziare con un voto senza problemi. Da oggi non si parla più di riforma in corso, ma di realtà: la fusione dei cinque enti si è completata e il 56enne Gino Sabatini, imprenditore edile di Offida con moglie e figlio, è il nuovo presidente regionale. Nel girono dei santi, a Fermo si celebra invece la morte della sua camera indipendente. Piccola ed efficiente, chiude i battenti in nome di una crescita a livello di risorse e ipotetica forza sul piano nazionale. Che intanto diventa numerica, visto che la Camera marchigiana è diventata la quinta per dimensione a livello nazionale dopo Milano-Monza-Brianza-Lodi, Roma, Napoli e Torino. Sono 208mila le imprese rappresentate in quello che è il territorio più vasto per un ente camerale italiano. La struttura è diventata complessa, ma Sabatini ha garantito che la guiderà con i territori, che sono rappresentati in Giunta e Consiglio. “Sono consapevole di avere una grande responsabilità: pensare a ciò che si può fare per tutte le aziende marchigiane in un contesto di economia reale ancora debole e incerto. Siamo un interlocutore forte e credibile, sia nel rapporto con la Regione Marche sia in ambito italiano e internazionale”.

Da oggi basta polemiche: “Il nostro è stato un percorso in linea con la richiesta degli imprenditori di poter contare su un ente con una voce unica”. Eletto il presidente, si passerà agli organi. Perché la Giunta c’è sulla carta, ma va nominata. Come andranno eletti i tre presidenti delle aziende speciali: agroalimentare e agroindustria, sistema moda e industria dell'arredamento e della meccanica". 

Soddisfatta la regione Marche e in particolare l’assessora alle Attività produttive Manuela Bora che in questa riforma ci ha messo cuore, anima e soprattutto carattere: “Abbiamo puntato a unire i territori piuttosto che marcare le differenze: la nostra regione al plurale è finalmente unita. Resta determinante il ruolo di prossimità dell'ente camerale con le imprese, che sarà garantito dai presidi camerali territoriali".

Gino Sabatini oltre che presidente di Cna Marche e vice presidente nazionale della Cna, è componente del Comitato Esecutivo nazionale di Unioncamere e da quattro anni era alla guida della Camera di commercio di Ascoli Piceno. Proprio mentre Sabatini saliva sullo scranno più alto, Graziano Di Battista, che di Unioncamenre Marche è stato anche presidente, salutava i dipendenti di Fermo, che sono sull’uscio della porta in attesa di conoscere il loro destino, visto che non è chiaro se il registro delle imprese resterà o meno nei presidi territoriali. “Oggi finisce un percorso che abbiamo fatto insieme e che ha consentito alla Camera di Fermo di mettere in piedi numerosi progetti d’internazionalizzazione, di sostenere la promozione turistica e dell’accoglienza nel Fermano. Di essere di supporto alle manifestazioni locali da quelle storiche a quelle culturali e sportive, a Tipicità che esporta il Fermano e la Regione nel mondo. Non sono più presidente della Camera di Commercio di Fermo, ma posso garantivi che sarò sempre al vostro fianco, convinto che chi continuerà a rappresentare questo territorio, nella Camera Unica regionale, (Andrea Santori e Luca Soricetti, con il primo che dovrebbe essere anche membro della Giunta, ndr), sapranno testimoniare le capacità e di conseguenza le necessità del territorio, a partite dal distretto della moda, a quello dell’agroalimentare al turismo che fino a poche ore fa abbiamo gestito in maniera autonoma” il messaggio finale dell’uomo che per anni è stato il riferimento indiscusso del sistema socio economico fermano.