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Un'estate di gusto: fatevi conquistare da Contro/Verso

petrasorriso

* E’ quasi ferragosto e un po’ di trasgressione non fa male a nessuno. Si va a dormire più tardi, si esce di più, si va a ballare. Ci si consente di andare fuori dagli schemi della routine quotidiana. Quindi, dato che le ferie sono ufficialmente iniziate, il cliente può, libero dai sensi di colpa, buttarsi in qualche mega coppa gelato o waffle con cioccolato fuso. O in una crepe farcita con ogni cosa commestibile, gelato, frutta, panna montata e nutella. Dimentico delle promesse sulla linea e la prova costume delle settimane precedenti. O del giorno prima.

Ma a trasgredire non è solo il cliente. Anche il gelatiere, quello avvezzo alle sperimentazioni, si lascia prendere la mano in abbinamenti ancora più particolari di quelli che usualmente fa. E si, stavolta vado sul personale, anche noi lo abbiamo fatto. Le mie sorelle/socie (socie/sorelle) nell’elenco e nell’ordine dei gusti del 2016 proposti e da proporre nella nostra gelateria, hanno, proprio qualche giorno fa, messo in vetrina, un gusto che è stato una scommessa. Vinta.

Abbinare due gusti particolari come il gelato di limone e la crema di arachide non è semplice. Non tanto per il sapore che ne deriva quanto per la difficoltà, a farlo assaggiare, e di conseguenza scegliere, al cliente. Titubante, sul risultato del gusto. Sulla sua accettazione e l’inserimento tra quelli da scegliere più spesso. Arachide e limone. Contro/Verso, questo il nome dato al gusto.

Spatolato sul cono i due sapori si mescolano creando una crema dal gusto diverso. Messo su una coppa da la possibilità di distinguere i due gusti separatamente. Contro/Verso. Un po’ come la stagione estiva in corso. Calda e torrida, ma anche fresca (se non fredda) e tagliente. Come il giorno e la notte. Un altro gusto da provare. Un altro nome da ricordare.

Buon ferragosto.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio


Agostini: "Nervosismo elettorale, invece caro Loira servono soldi per la spiaggia"

* Ero in studio a lavorare quando ricevo una serie di foto su whatsapp da un turista, il quale, dopo essersi qualificato, si dice indignato per lo stato della spiaggia, il lungomare sud di Porto San Giorgio colmo di detriti in piena mattinata nella settimana di ferragosto. Gli chiedo come abbia avuto il mio numero e mi dice di avere chiesto chi rappresentasse l’opposizione all’attuale amministrazione.

Tant’è. Mi limito a pubblicare una sola foto, scattata alle 10.45, foto che otterrà 3.300 visualizzazioni in 24 ore. Non dico parola, non esprimo commento, non imputo nulla a nessuno, giro solo sui social una foto che attesta oggettivo lo stato dei luoghi. Neanche il tempo di pubblicare la foto e parte immediato un feroce comunicato stampa del Sindaco che mi accusa di “vergognosa speculazione elettorale”, di “giocare ad imputare al Comune le conseguenze del maltempo”, dimostrando “povertà di argomenti di chi per tornaconto personale non ha affatto a cuore le sorti della città e fa solo sciacallaggio elettorale”.

Caro Nicola, la soluzione ai problemi non è la censura di una foto come nelle peggiori dittature. Credi davvero che al turista interessi qualcosa di me o di te? Al turista interessa solo godere della vacanza per la quale paga. Il problema non è la foto, ma quello che i turisti hanno visto con i loro occhi e che tu vuoi nascondere. Piuttosto prendi atto che, non essendo questa la prima mareggiata che lascia detriti in spiaggia cogliendo la tua amministrazione impreparata, la stessa amministrazione del ripascimento dell’arenile in piena estate e del porto interdetto per la seconda volta in due anni, stai fallendo e le iniziative assunte finora sono assolutamente sterili.

Avere scritto graziose letterine ai tuoi vertici PD di Regione e Provincia, come avere denunciato le divinità dei mari, sono iniziative buone a nulla. Destinare maggiori risorse alla cura dell’arenile, più soldi, più uomini, più mezzi, questa sarebbe stata l’azione da compiere da parte di un amministratore competente e capace che ama la sua città ed intende preservarne l’immagine di città turistica balneare.

Ma non importa Nicola, stai sereno per le prossime elezioni, sei una brava persona e tanto basta.

*Andrea Agostini, capogruppo consiliare 100% Civico

Un'estate di gusto: tutti in ferie. Tra città e spiagge, cercate anche nuove gelaterie

petrasorriso

* E’ l’ora delle ferie. Per tutti. O quasi. Chi prepara le valige e chi pensa ad una meta all’ultimo minuto. Dove sia abbastanza fresco per fare delle salutari camminate o abbastanza caldo dove sdraiarsi sotto un lettino a prendere il sole, cocente aggiungerei.

Relax o divertimento. Mare o montagna.  O addirittura mete culturali, città d’arte e museali. Il pensiero è positivo in questo periodo, nonostante la stanchezza accumulata e lo stress. Dovunque si vada e come si vada, una capatina in una gelateria si fa sempre. Che sia per una rinfrescante granita o un dolce cono, il passaggio e la sosta sono quasi tappa obbligatoria.

E viaggiando si possono fare delle scoperte. Trovare gelaterie artigianali dove si produce del gelato di qualità. O dove si fanno dei gusti originali. Gelaterie che non compaiono tra le cinquanta più buone d’Italia e non hanno marchi riconosciuti di qualità, ma ottengono, nel loro piccolo, la soddisfazione dei complimenti dei clienti si, abituali, ma anche di quelli di passaggio, si i turisti, che magari, tornano alla prima occasione disponibile.

Piccole perle di felicità per chi fa questo mestiere, e che giorno dopo giorno cerca sempre di migliorare la qualità del proprio gelato, ed a volte, portarlo ad un livello di considerazione più alta, come la culinaria in genere. Il pensiero positivo c’è. Sempre. Che si sia in procinto di andare in ferie o che si lavori in gelateria.

Buone vacanze.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Mercoledì in erba! Estate, calore e sudore: ecco i deodoranti naturali

fermani pensiero

Uno dei cosmetici più venduti in questo periodo dell’anno è sicuramente il deodorante, ma orientarsi nella giungla dei tanti prodotti che promettono miracoli non è affatto semplice per il consumatore. Le ascelle sono indubbiamente una zona molto delicata e come tale va trattata, scegliendo prodotti sicuri e soprattutto naturali, quindi la prima cosa da fare al momento dell’acquisto è quella di leggere l’INCI, una sorta di etichetta dove sono elencati tutti gli ingredienti del prodotto cosmetico. Vediamo cosa non deve contenere un buon deodorante, vi elencherò gli ingredienti più dannosi utilizzati spesso per la loro presunta azione antisettica e antitraspirante, e quali sono invece quelli naturali consigliati, che possono limitare la sudorazione ed essere dei veri e propri antiodoranti naturali.

Ingredienti nocivi: senza dubbio è sempre bene scegliere un deodorante senza alcool, grande attenzione va prestata alla presenza di sostanze siliconiche, purtroppo molto utilizzate per il loro effetto antitraspirante. Oltre a seccare ed irritare la pelle, i siliconi inibiscono l’azione delle ghiandole sudoripare bloccando la sudorazione. Petrolati: sostanze derivate dal petrolio, usate per emulsionare i prodotti cosmetici, ma irritanti ed occlusive per i pori della pelle. Parabeni: sono conservanti dall’azione battericida. Penetrano attraverso la pelle e permangono nei tessuti cutanei, provocando, in alcuni casi, allergie e irritazioni. Alcuni studi hanno dimostrato la correlazione tra parabeni e tumore al seno. Sali d’alluminio: per i sali d’alluminio, anche questi utilizzati come antitraspiranti, il dibattito sui pro e i contro è ancora in corso e il motivo è lo stesso che coinvolge i parabeni, in attesa di conferme meglio scegliere prodotti che non ne contengono. Alla lista aggiungiamo anche tensioattivi aggressivi come SLS e SLES.

Via libera invece a ingredienti naturali e sicuri come:  Salvia, sicura e molto utilizzata nelle preparazioni cosmetiche per la sua azione antisettica e deodorante, in più limita la sudorazione. Aloe: l’estratto o il gel d’aloe è antiodore e lenitivo e può essere usato come cicatrizzante anche dopo la depilazione. Oli essenziali: ottimi quelli di Tea tree, antisettico e antiodore; Lavanda: antinfiammatorio e lenitivo; Limone: disinfettante, antiodore e Menta e Eucalipto: antibatterici e rinfrescanti. Per chi ha una sudorazione eccessiva meglio optare per deodoranti in crema o in pomata, facilissimi anche da preparare in casa con una base di crema idratante o burro di karitè, bicarbonato di sodio (disinfettante naturale) e qualche goccia di olio essenziale.

* Chiara Fermani, Erboristeria Il Filo d’Erba, Via San Filippo 45, 63832 Magliano di Tenna, Telefono:0734 632567

Un'estate di gusto: ecco come nasce un gelato

petrasorriso

* Innanzitutto bisogna avere le idee chiare. Su che cosa è un gelato artigianale. E cosa non è. Non è un intruglio scaturito da ingredienti mescolati a caso. È invece il risultato di uno attento studio tra diversi ingredienti, che scelti e calibrati fanno la differenza tra una gelateria ed un'altra.

Ma passiamo ai gusti nello specifico. Ognuno di loro ha una particolarità, differenze che li distingue uno dall’altro. Proprio la caratteristica di un gelato artigianale è il gusto. Sapori diversi, dovuti alla scelta di materie prime specifiche. A far nascere un nuovo gusto, ogni anno, in primis c’è la scelta del singolo gelatiere di dare caratteristiche particolari alla propria vetrina gelato. Di seguito vengono le tendenze del settore e del periodo. Ma è proprio l’inventiva del gelatiere che fa la differenza. Quella che gli fa pensare di realizzare, attraverso la ricerca, appunto un nuovo sapore, diverso ma sempre fedele alle caratteristiche originarie del proprio gelato.

Da qui, quindi, da una ricetta originaria e personale, lo sviluppo di, ad esempio, un cioccolato più nero, uno più bianco ed una variegatura più fresca come le teste di arancio. La cosa importante e fondamentale che fa la differenza è che ogni gusto abbia un sapore particolare, dovuto non ad aromi e coloranti, ma all’uso di ingredienti sani e naturali.  Nulla di soprannaturale. Il resto lo fa il gelatiere e la sua voglia di creare.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Confcommercio Marche: "Meno sedi e più servizi nel Fermano"

Con una nota ufficiale Confcommercio Imprese per l'Italia Marche Centrali intende precisare quanto emerso (chiusura delle sedi periferiche e unica sede provinciale, ndr) rispetto al futuro del territorio di Fermo dove il Sistema Confcommercio continuerà ad operare e a garantire i servizi alle Imprese del fermano. C'è infatti un piano di rilancio e di sviluppo del territorio che è stato avviato nei mesi scorsi con la prospettiva di rafforzare la presenza di Confcommercio nel territorio.

L'obiettivo è avere una maggiore presenza, una maggiore solidità e ad un futuro fatto di servizi innovativi e di grande qualità cui si vuole unire una rinnovata capacità di rappresentanza di tutti i settori. Non c'è dunque nessun rischio di interruzione di attività e quanto dovrebbe prospettarsi è soltanto un miglioramento dell'organizzazione senza alcuna ripercussione sulle Aziende e sui Servizi. Non hanno invece alcun fondamento le notizie riguardanti l'assorbimento del debito e la questione relativa al personale.

Mercoledì in erba: al mare con l'Arnica Montana

fermani pensiero

* Mare, montagna, collina, tuffi, passeggiate, corse, sport in spiaggia, l’estate è in continuo movimento, perciò oggi vi voglio consigliare un rimedio naturale da portare sempre con voi, soprattutto in vacanza: l’Arnica Montana.

La pianta dell’arnica è piuttosto conosciuta, le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche sono note anche ai più scettici verso i rimedi naturali. Dagli antichi era quasi totalmente ignorata, anche perché cresce spontaneamente solo in alta montagna, in Italia è infatti conosciuta anche col nome di “tabacco di montagna”. Oggi il suo utilizzo esterno è ampiamente accreditato e sicuro, sotto forma di creme, pomate e unguenti da massaggiare localmente, preparati con una percentuale di pianta che varia dal 10% al 30%. L’arnica è uno dei più efficaci antinfiammatori naturali e vanta proprietà analgesiche, antidolorifiche e antiechimatose, cioè in grado di ridurre il gonfiore e il riassorbimento dei lividi, è perciò molto utile in caso di contusioni, distorsioni, ematomi, reumatismi e dolori muscolari in genere, soprattutto nei casi in cui il dolore si acutizza nei movimenti.

Però fate molto attenzione perché nel risolvere un problema se ne potrebbe provocare un altro, le preparazioni a base di arnica infatti vanno applicate solo sulla pelle integra e priva di abrasioni, altrimenti potrebbe dar luogo a fastidiose dermatiti. In molte preparazioni a base di arnica, l’azione della pianta risulta potenziata dall’aggiunta oli essenziali come quello di menta, canfora o chiodi di garofano. Le sue proprietà antisettiche inoltre, la rendono utile anche nel trattamento locale di foruncoli e punture d’insetto.

Anche in granuli omeopatici l’arnica è molto utilizzata, dietro indicazione del proprio omeopata, in caso di traumi muscolari, contusioni, ematomi, ma anche interventi di estrazione dentaria. Un crema a base di Arnica non può assolutamente mancare in valigia.

* Chiara Fermani, Erboristeria Il Filo d’Erba, Via San Filippo 45, 63832 Magliano di Tenna, Telefono:0734 632567

Ansbach nel terrore, Calcinaro scrive al sindaco: "Fermo è con voi"

* Sindaco Carda Seidel,
desidero esprimerle a nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e dell’intera Città di Fermo – ha esordito - i più sentiti sentimenti di vicinanza e solidarietà, dopo quanto accaduto ieri ad Ansbach.
La nostra comunità è rimasta profondamente colpita dal fatto avvenuto nella sua città nel corso di un momento di festa e di cultura e manifesta la ferma condanna per ogni atto o gesto che possa turbare l’ordine pubblico e la pacifica convivenza.
Anche se in queste ore le notizie si stanno avvicendando in modo repentino, confidiamo nell’opera investigativa delle forze di polizia per accertare le reali responsabilità e fare piena luce su quanto accaduto.
Siamo anche certi che la Comunità di Ansbach saprà risollevarsi e trovare la forza per continuare ad affermare i valori di democrazia e di pace su cui si fonda, ed in questo avrà sempre l’incondizionato sostegno della Città di Fermo con cui da dieci anni condivide un percorso di amicizia e di reciprocità negli scambi culturali e turistici, principi che insieme continueremo a perseguire per contribuire a costruire un mondo aperto al rispetto e alla solidarietà.
* Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

Pavoni, Forza Italia: "Ripascimento a luglio, sindaco Loira ammetti l'errore"

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* Quello che sta accadendo questi giorni a Porto San Giorgio è molto grave e mi riferisco ai lavori di ripascimento della costa ed all’insabbiamento dell’imboccatura del porto. E su ciò l’amministrazione comunale, in primis il sindaco, dovrebbe avere la decenza di ammettere di aver sbagliato senza tentare di difendersi sostenendo l’indifendibile. Basterebbe chiedere scusa ai sangiorgesi ed agli operatori turistici dicendo: ci siamo sbagliati, abbiamo trascurato la questione non abbiamo dialogato con l’amministrazione Regionale, scusate. E sicuramente tutti avrebbero compreso, ma è tipico della sinistra negare l’evidenza. Ora mi domando come, in una zona ad elevato trasporto solido di sedimento in direzione sud, che tra l’altro ha causato forti fenomeni di erosione della costa e l’insabbiamento dell’imboccatura del porto, si possa pretendere che depositando tonnellate di sabbia ad alcune centinaia di metri dalla riva e vicino al porto, questa possa arrivare fino al bagnasciuga, così da permettere il ripascimento.

Sono certo che utilizzando idonei traccianti (sabbia colorata per esempio) in minime quantità da miscelare alla sabbia normale, ritroveremmo questi granelli difronte all’imboccatura del porto (metodo più semplice usato per la verifica del trasporto solido lungo le coste). Quindi, in sintesi, si spende per ottenere un risultato inutile che causa un danno, che porterà ad ulteriore spesa. Mi chiedo ancora, come si fa, per quanto la sabbia possa essere pulita a non pensare che al suo interno possa esserci materiale galleggiante che rimescolato in acqua crei schiume, presenti in prossimità degli scogli, così da far pensare ad un mare inquinato? Inoltre vedere una draga a pochi metri dalla spiaggia penso sia, sotto l’aspetto paesaggistico ed estetico, a dir poco avvilente.

Credo che tutti questi lavori sarebbero potuti essere rinviati a dopo l’estate, ormai per quest’anno la spiaggia aveva la sua forma, gli operatori si erano rassegnati e non si sarebbe creato alcun disagio. Il punto tuttavia è questo: questa è l’ultima estate prima delle elezioni ed era l’ultima occasione per l’amministrazione per recuperare consenso tra gli operatori. Però tutto le si è rivoltato contro.

* Francesco Pavoni, Forza Italia P.S.Giorgio

Ciccola, Pd: "Ricostruiamo l'immagine di Fermo con atti concreti"

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* In un momento di difficoltà sociale estrema come quello che la nostra città sta attraversando mi aspettavo da tutte le forze politiche un atteggiamento diverso. In momenti come questo, dopo la condanna ferma e decisa, quale doveva esserci per un gratuito insulto di matrice razzista il ruolo di noi partiti e movimenti , a mio parere, doveva essere quello di collaborare con le Istituzioni tutte per cercare di superare le angosce dei cittadini e di noi tutti e i problemi che si sono generati, come si era cominciato a fare col documento unitario votato nel Consiglio Comunale di urgenza e con quello regionale a seguire.

Dovremmo intervenire a mezzo stampa per proporre qualcosa di concreto e cito alcuni esempi. Ragionamenti per placare la frattura interna alla città, eliminare le faziosità che ritengo pericolosissime in questo frangente, recuperare il giusto senso di ciò che associazioni come la Comunità di Capodarco svolgono in questa città, collaborare con le Istituzioni per sottoporre istanze a livelli più alti un nuovo sistema di integrazione d accoglienza. Ogni città dovrebbe fare la sua parte in questo senso, perché se i centri di accoglienza fossero più piccoli e distribuiti sarebbe più semplice l’integrazione e vi sarebbe maggior controllo. Il controllo è necessario perché in un'epoca di crisi economica in cui le persone tutte si sentono abbandonate e più “povere” è facile che nascano conflitti sociali e possa ingenerarsi una spirale razzista.

Non voglio entrare in quest’occasione nel merito della querelle creatasi intorno alla figura di Don Vinicio in sé. Vorrei solo rivolgere un invito a riflettere sul ruolo che da sempre le Associazioni, come anche la Comunità di Capodarco, svolgono rispetto alla disabilità e all’accoglienza. Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se non vi fossero. Non si pensi che senza di esse si riuscirebbe ad andare avanti. Probabilmente e come sempre solo chi per tristi necessità ne usufruisce posso capirne a pieno il ruolo svolto, anche in una comunità come la nostra. Bisogna intervenire sulle nuove generazioni perché non crescano col germoglio del razzismo in cuore. E’ vero che sono abituati più di noi ad avere maggiori rapporti di integrazione con le altre culture, ma il mondo quale lo vediamo nella fotografia attuale di oggi si sta riposizionando sul tema dell’intolleranza. Dal dialogo e dalle Istituzioni per me riparte tutto. Con le contrapposizioni e i toni esasperati rischiamo solo di creare altre situazioni “incendiarie”. E un’altra ferita la nostra città non la merita. Cerchiamo noi che abbiamo un ruolo di essere “buoni maestri”.

Dobbiamo scrollarci di dosso l’immagine di città razzista, ma non solo a livello mediatico, ma culturale e profondo. Perché quanto successo non accada più, perché tutti , ognuno per la sua parte, dovremmo aver capito cosa l’ignoranza, la non tolleranza e la mancanza di dialogo possono comportare. Quindi la mia proposta è di riportare le questioni nelle sedi competenti istituzionali con le quali partiti e i movimenti devono collaborare elaborando proposte concrete. Lì è la vera competizione, a mio parere, nelle idee migliori da mettere in campo. Mi appello anche al sindaco Paolo Calcinaro, con cui ci siamo già confrontati su alcuni temi affinché cominciamo al più presto ad elaborare fatti concreti per il bene di Fermo, dei nostri concittadini e delle persone che vengono qui in accoglienza. Mi aspetto molto da questo punto di vista.

Il Segretario dell'Unione Comunale del PD di Fermo

Germana Ciccola

Un'estate di gusto: in gelateria impazza la frutta

petrasorriso

* Ma che caldo fa…Finalmente!

A scanso di equivoci, a chi dice che ne fa troppo, ricordiamo che siamo alla fine di luglio.

E tra le decine di spot televisivi e radiofonici su integratori e vitamine per sopportare la calura estiva, un evergreen davvero naturale rimane sempre e solo la frutta.

Pensate a un bel frullato o estratto con della frutta fresca e del ghiaccio aggiunto.

Pensate a una bella grattachecca fatta con ghiaccio e frutta.

Pensate a una bella macedonia con del gelato di limone sopra.

Pensate a un bel gelato di limone ed ananas. Frutti di bosco e melone. Fragola e banana.

Pensate a tutti quei gusti che ora avranno il loro spazio nelle vetrine delle gelaterie artigianali, che hanno aspettato la bella e afosa stagione per esordire nuovamente con tutto il loro sapore: la macedonia, il kiwi, il cocomero, la papaya ed il frutto della passione.

E questo è solo per rinfrescarsi durante le ore calde della giornata, quando si è in modalità lavoro.

La versione serale e vacanziera comprende ancora il gelato di frutta o la frutta fresca, ma con l’aggiunta di vodka secca, Cointreau o limoncino.

Il menu varia in base alle stagioni, ai mesi, alle ore della giornata.

E la frutta, in questa, di stagione, accontenta tutti. I gusti, le scelte, le abitudini alimentari.

Gran bella stagione, l’estate. 

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Celani, Forza Italia: "Non c'è pace per Banca Marche. Rischiano i dipendenti"

* Non c’è pace per Banca delle Marche che aveva messo in ginocchio oltre 40mila marchigiani.
Ricorderete la vicenda.
Quattro istituti di credito: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti avevano lasciato (secondo Federconsumatori e Adusbef) oltre 100.000 italiani senza più i risparmi di una vita.
Poi l’intervento del Governo Renzi che mise a punto un piano di salvataggio per cercare di limitare le perdite di quanti avevano creduto in questi Istituti di credito che così rinacquero a nuova vita con la dicitura “new”, senza più perdite e con un nuovo capitale.
Le perdite, gli asset tossici, i crediti deteriorati, tutti gli investimenti iscritti a bilancio con elevato valore nominale ma un valore di mercato prossimo allo zero, tutti nella banca cattiva e i quatto istituti: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti senza più queste criticità restituite alla piena operatività in attesa che qualcuno le ricomprasse.
Entro il 20 luglio, infatti si deciderà la sorte di queste quattro banche che ora saranno “new” ma continuano a produrre effetti da “bad”.
Perché? Stando alle notizie di stampa i potenziali acquirenti sarebbero dei Fondi di Private Equity, quegli stessi Fondi ai quali Banca d’Italia si era dimostrata avversa fin dai tempi del commissariamento.
Oggi, invece, lo scenario pare cambiato e a far le spese saranno, questa volta, gli oltre 6.000 lavoratori dei quattro Istituti che affrontano un futuro di grandissima incertezza considerato che non si sa se esiste, e quale sia il piano industriale, dei potenziali acquirenti.
Il pericolo, niente affatto aleatorio, è che si aprano le porte ad una drastica ristrutturazione aziendale (anche con licenziamenti?), nell’indifferenza assoluta della Regione Marche che non chiede le opportune e dovute garanzie occupazionali per il personale, le prospettive per la new bank e il relativo piano industriale.
Ceriscioli, all’epoca del cosiddetto risanamento di Banca Marche disse alle agenzie di stampa “Da oggi abbiamo di nuovo una banca ricapitalizzata, forte, nel pieno delle sue capacità operative, in grado di sostenere imprese, cittadini nei loro bisogni”.
Allora, come oggi, pare dimentico della sorte dei tanti lavoratori che pure guardano con grande preoccupazione all’immediato futuro.
Non vorremmo che accanto alle decine di migliaia di marchigiani improvvisamente più poveri per la “bad” banca dovessimo aggiungere anche perdite di posti di lavoro per la “new” banca.

* Piero Celani, consigliere regionale Forza Italia

Sabato la grande box in piazza del Popolo a Fermo

pugimanifesto

Per il secondo memorial Luigi Pennente, detto Pipì, a Fermo dopo oltre 30 anni torna la "nobile arte del pugilato" in Piazza. Sabato 23 luglio, in piena estate, un ring davanti al palazzo dei Priori. Ingresso gratuito, con inizio alle 21. 

Boccia, Confindustria: "Il Sì al referendum rafforzerà l'economia"

* Il sì al referendum sulle riforme costituzionali rafforzerà l'economia italiana. Il voto farevole alle riforme darebbe maggiore stabilità e governabilità al nostro sistema istituzionale e questo aiuterebbe molto il rilancio delle attivià produttive del nostro Paese, a sostegno in particolare di una politica economica dell'offerta che sarebbe la strada principale per aumentare la competitivita' delle imprese su scala globale.

Al contrario, tornare ad una situazione in cui si cambiavano i governi ogni sei mesi, rilancerebbe una politica della domanda che non e' piu' nell'interesse dell'Italia.

* Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

Two days in Fermo with folklore and traditional dancing

Local and national folklore and traditions will live again in Fermo. Two big events in Fermo will make this possible. Today, 17th of July, starting from 19.00, in via Racanati (at “fontana delle Pisciarelle”) a conference will go deep inside the traditions of Marche. Starting at 7.30 pm, a local food stand will be in “piazza del Popolo”. At 10 pm, music and dance will take place. Three non country dance music groups (one reggae, one classical and one jazzy) will perform their personal kind of “saltarello”, the typical country dance music of Marche Region. Moreover “Mazzamurelli dei Sibilllini”, a local “saltarello’s group”, will perform the real traditional dance.

The whole evening of the 21th of july will host folkloristic exhibitions: the third “Folklore Festival” will take place onto the square in front of the cathedral. The group coming outside Marche will perform their art, coming from Marsala (Sicily), from Montefalcone del Sannio (Molise) and Genzano (near to Rome). Moreover, there will be a special appearance by “Mazzamurelli dei Sibillini”, who will perform their art. According to the legend, Mazzamurelli were little elfes coming during the night and awakening sleeping people. The group wants to be like them: “We are a group that want to awake people and make them remember from wher they come. We want them call traditions to their mind”, Mazzamurelli’s president says.

c.m.

Un'estate di gusto: piove, vento e tanto gelato

petrasorriso

* Piove? C’è tanto vento? Le gelaterie sono sempre aperte. E non solo quelle dell’entroterra, quelle di piccoli centri collinari e storici, dove alla frescura estiva si è sempre abituati. Ci sono anche quelle sul litorale, che, passando dai 39 gradi all’ombra da insolazione ai 14, nel giro di 24 ore, continuano, a preparare gelato, spatolare coni, decorare coppe. A chi, lasciato l’asciugamano da mare a casa, ha indossato il pullover autunnale ed è venuto a prendere il gelato affogato al caffè, il soft con il cioccolato fuso.

Non temiamo, non temete, le calde giornate presto si sostituiranno alle onde alte ed al vento che scompiglia i capelli e si potrà tornare a fare lunghe passeggiate e soste rinfrescanti. Ricordiamoci sempre che il gelato si mangia ad ogni stagione, a maggior ragione se queste si mescolano più del previsto, negli ultimi tempi. Domani è un altro giorno, citava un vecchio famoso film.

Gli ombrelloni torneranno al loro posto, il sole tornerà a splendere sui nostri volti, il gelato continuerà ad essere un must della stagione, qualunque essa sia.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Di Ruscio: "Ecco la mia Fermo multiculturale"

* Provo dolore e rabbia per quello che sta accadendo a Fermo, dolore per la famiglia nigeriana rabbia per tutto quello che ci è stato costruito intorno. Sono dirigente comunale a Fermo da 32 anni, sono stato sindaco della città per 10 anni, consigliere provinciale per 5, già presidente dei giovani agricoltori, del consorzio bonifica, per alcuni anni sono stato anche nel cda della società che editava la Voce delle Marche, giornale diocesano. Ritengo di avere una certa esperienza e  conoscenza della città di Fermo. E per questo dico basta:

Fermo non è città razzista, tutt’altro, storicamente accoglieva i giovani dell’altra sponda dell’Adriatico per lo studio (collegio illirico). La cultura del confronto e dell`accoglienza fa parte della nostra tradizione storica. Nella nostra prestigiosa Sala dei Ritratti accanto alle grandi personalità vi è il ritratto dell’eroe nazionale albanese Skandemberg.

Nei miei 10 anni da sindaco abbiamo stretto gemellaggi con alcune città anche albanesi come Berat: ho ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Lac e ne sono orgoglioso perché in molte occasioni mi hanno fatto sentire la loro vicinanza e rispetto per l’istituzione che rappresentavo. Abbiamo intitolato una piazza al loro eroe nazionale ed ogni anno si festeggia la loro liberazione.

Ricordo le partite di calcetto con le diverse comunità extracomunitarie ed in una occasione, contro la Costa d’Avorio, un bambino di cinque-sei anni di colore si avvicinò al padre e chiese “Papà me compri le nucelle?”. Anche se aveva la pelle di altro colore era più fermano di me! Fermo ha ospitato meeting di altissimo livello con membri della Commissione Europea, membri della comunità islamica e ebraica sul dialogo interculturale e con referenti nazionali cattolici per l`accoglienza ai migranti.  Tante  le manifestazioni ed i progetti promossi per favorire l`accoglienza e l`integrazione culturale  tra cui lo Sportello Immigrati, “Migrando”, “Minimigrando”, mostre, cene etniche, conferenze e dibattiti per conoscere la cultura degli immigrati, iniziative come “domenica al museo con armonia ” per far conoscere e rendere accessibile in maniera gratuita agli immigrati ed alle loro famiglie  il nostro patrimonio culturale, festa etnica a Lido Tre Archi,  corsi gratuiti d’italiano per stranieri, tornei di calcetto multietnico, rassegne musicali “Viaggio musicale tra Oriente ed Occidente” nel segno dell`universalità del linguaggio musicale e della sua capacità di unire i popoli, mostre fotografiche come “Abito: la casa come costume e tradizione” per capire come vivono gli immigrati nel nostro Paese. Ogni anno con la scuola media Betti, proprio per educare i giovani,  si organizza(va?) la festa della mondialità “Noi Cittadini del Mondo” con il coinvolgimento di oltre 10 associazioni di immigrati, con stand gastronomici, balli, danze, canti di scuole e delle comunità estere.  Sono stati avviati progetti con il ministero della cooperazione internazionale estera ed interventi urbanistici per il centro storico di Berat (città patrimonio dell’umanità).

L’attività è stata così intensa su questo fronte che la città ha ricevuto il prestigioso premio europeo come seconda città d’ Italia per il dialogo interculturale. I servizi sociali comunali e di Ambito hanno promosso innumerevoli iniziative per avvicinare e integrare le tante comunità presenti nella nostra citta’. Il motto era conoscere il valore aggiunto della diversità come risorsa e non come “problema”.

La città di Fermo ha sostenuto e sostiene iniziative di varie comunità per azioni di sostegno in Brasile, in Africa ed in altre realtà. Medici fermani operano volontariamente in africa, altri privati cittadini hanno costruito scuole e ospedali in varie parti (Nigeria, Kenia, Zambia, ecc.) e molte famiglie, più di quante possiamo pensare, sostengono importanti comunità aiutando famiglie africane, brasiliane, indiane ecc.  Tutto avviene  in modo silenzioso,  senza clamore come è la vera beneficenza. Molti giovani fermani passano le loro vacanze a lavorare nelle Favelas brasiliane e prestano la loro qualificata attività in ospedali in Africa e non so in quante altre parti del mondo. Tantissime le adozioni a distanza.

Questa è la città di Fermo e non quella descritta da giornali, radio, televisioni, politici, politicanti, sacerdoti, scrittori, opinionisti molti dei quali non sanno nemmeno dove si trova la città di Fermo nella cartina geografica. Ancor peggio quei fermani che l’hanno buttata in politica come se la delinquenza fosse prerogativa di una parte politica, la destra, o  sullo sport come se gli ultras fermani fossero tutti malviventi, speculando sulla vicenda. Chi vuole veramente fare qualcosa, aiuti le famiglie in difficoltà, operando in silenzio e con riservatezza.

Nessuno però ha affrontato il vero problema. Fermo non ha difficoltà ad integrare le varie comunità, la storia millenaria e recente ce lo insegna (nell’anno 2010 il 10% della popolazione residente era straniera) . Ma tutto è avvenuto in tempi e situazioni economiche diverse. Con la crisi economica, oggi le famiglie versano in difficoltà, i nuovi massicci arrivi vengono visti come forieri di persone che vengono a vivere alle nostre spalle: “se ne vanno in giro tutto il giorno  con cuffiette e cellulari  a bighellonare”. E` questa l`immagine che molti fermani percepiscono,  se ne lamentano. Si ha quasi l`impressione che vengano trattati meglio di loro cittadini che con sacrificio pagano le tasse e a volte non arrivano a fine mese. E c`è chi specula anche su questi arrivi. Allora il vero problema è che il problema non è stato gestito. Nessuno ha pensato a come integrarli, ad organizzare iniziative per rendere partecipe la comunità locale dei loro problemi. Nessuno si preoccupa dei 5000 bambini che ogni anno scompaiono per traffico d’organi, si, qui in Italia e sono tutti arrivati con i barconi.  Nessuno si preoccupa di spiegare ai cittadini cosa sta realmente avvenendo a livello internazionale e mondiale per cui si assiste a questo fenomeno migratorio, senza precedenti: le guerre di religione in corso, gli equilibri politici fragilissimi in certe nazioni  africane ed orientali, le ragioni economiche dietro a tutto questo. Certamente il quadro è estremamente complesso e non facilmente semplificabile ma ciò non esclude la necessità di informare e trovare insieme  alla cittadinanza il modo di convivere.

 Ci si preoccupa più di accoglierli per le 32 euro al giorno, questo è il messaggio che passa. Allora più che gridare al razzismo e speculare su vicende umane drammatiche, sarebbe il caso che ciascuno facesse la sua parte. A partire dalla politica, dalla chiesa, da tutte le istituzioni pubbliche e private ciascuno secondo la propria competenza e sfera di azione. I processi ormai sono prima mediatici che giudiziari. Lasciamo fare alla magistratura il suo lavoro senza pressioni mediatiche e nel frattempo, oltre ad osservare un silenzioso rispetto per l`intera vicenda, impegniamoci ciascuno senza tanti clamori e grancasse, nella costruzione di solidarietà vera. 

Purtroppo è sempre più vera l’affermazione del filosofo Umberto Galimberti che siamo passati dalla società dell’Essere, a quella dell’Avere ed oggi a quella dell’Apparire a cui nessuno sembra sfuggire!

Saturnino Di Ruscio, ex sindaco della città di Fermo

Calcinaro: "Chiudiamo la bocca e ricostruiamo la città"

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* Sono stati giorni durissimi, per unaCittà che finalmente aveva trovato una convinzione, per me personalmente e per coloro che in questo episodio hanno avuto cambiata, o spezzata, la loro vita. Ho dovuto, e voluto, difendere Fermo sin dal primo giorno avanti ad un assalto che di difese non ne voleva, cercava solo ulteriori motivi di scontro per sacrificare la nostra realtà sull'altare della coscienza sporca dell'Italia intera difronte al problema migranti: limitare un problema che le Istituzioni non riescono a risolvere alla mentalità del paesello provinciale e razzista magari guidato da un Sindaco complice.

Per massacrare Fermo ancora di più e nascondere il problema nazionale sotto il tappeto. Questo gioco, portato avanti da alcuni media, era troppo evidente per non essere evitato, non entrando dentro alle dispute, non usando le parole "come pietre", sentendosi veramente Istituzione, rispettando da subito il corso della Magistratura. Ma non ignorando un problema di insofferenza e razzismo strisciante e subdolo, che c'è, che è nazionale, che è alimentato dalla mancanza di risposte legislative nazionali ed europee e dai toni di certa politica, che ha ucciso Emmanuel, e stritolato oggi Amedeo Mancini. Perchè è questo quello che ci rimane ora: il corpo in una bara di un uomo che era finito qui dopo tragedie ed orrori, una Città spaccata a cui chiedo di ricostruirsi dando meno giudizi e più gesti di comprensione verso "l'altra parte", Amedeo Mancini, bollato nazionalmente come il mostro assassino che non è, in un carcere a causa del suo essere e di quel subdolo clima della nostra nazione che hanno cercato di limitare alla nostra Città.

Rimangono le parole di un Vescovo che devono trovare un seguito, che con coraggio ci parlano di due vittime in quell'episodio, che ci invitano - a tutti quanti - a non inseguire i processi e le parole di divisione, ma a ritrovare un senso di riunione della nostra comunità, di perdono vero e di ricostruzione: "perchè sono le divisioni che uccidono". E ad impegnarci per un lavoro di conoscenza, reciproca, che forse è mancato, anche con colpa delle Istituzioni. Non riusciremo a reagire come Città, dopo questa botta, con i rancori, con le divisioni...La Città è ferita e merita una difesa, Emmanuel è morto e va ricordato anche con un lavoro di maggiore conoscenza reciproca soprattutto tra giovani e studenti, Amedeo Mancini, scontata la sua pena che solo la giustizia potrà individuare, dovrà essere aiutato: queste tre cose non si possono dare battaglia tra loro. Apriamo gli occhi, tiriamo il fiato, chiudiamo la bocca per parole inutili e iniziamo a ricostruire. Io per primo...

*Paolo Clacinaro, sindaco di Fermo

Un'estate di gusto: la colazione dei campioni in gelateria

Brioche siciliana, pancake, estratti....di tutto di più

petrasorriso

* Il luogo comune ha sempre voluto che il gelato si potesse mangiare soltanto dopo le ore dei pasti. Ma, sfatato ormai questo mito ed inserito il menu delle gelaterie a pranzo ed a cena, è ora di pensare alla colazione.

Metti una morbida Brioche Siciliana con la nutella o la marmellata di mirtilli. O un Pancake caldo con la banana a pezzettoni e sciroppo d’acero.

Vuoi restare più leggero? Un bell’estratto alla mela, arancia e carota e puoi fare fitness sulla spiaggia. Poi però arriva l’ora dello spuntino delle undici, se si è affaticati dal sole e dalla nuotata intensa.

La proposta? Vedi sopra ed aggiungici del gelato. Fresco, sano ed equilibrato. Pancake, Brioche e perché no, frullatino di frutta con una bella porzione di gelato da bere. Ah. Lo yogurt. Si, uno yogurtino con i frutti di bosco sciroppati.

Ecco. Anche questa volta stravolgiamo le abitudini e pensiamo di crearne delle altre.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio


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Elezioni, le idee di Marinangeli

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