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Pennacchio, il vescovo tra i carcerati

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Dopo il Papa, che ha lavato i piedi ai detenuti il giovedì Santo, è tornato nella casa di reclusione di Fermo il vescovo Rocco Pennacchio, è già la seconda volta dall'avvio del mandato dell'arcivescovo che passa in visita ai detenuti e celebra per loro messa, per una vicinanza reale che è fatta anche di riflessione e di condivisione di alcuni momenti emozionanti.

Il vescovo, accompagnato da don Michele Rogante, ha invitato le persone presenti a trovare nel cuore le ragioni della rinascita, con un momento di preghiera e di umiltà, per ritrovare dentro di sé le ragioni per andare avanti.

Una visita molto gradita dalla direttrice della casa di reclusione, Eleonora Consoli, per un momento di sollievo che vale per tutti coloro che si trovano in carcere e lontani dalle famiglie, in questi giorni di festa.


Soccer Dream Montepacini: vittoria e super torta

soccerdreamdebutto

Esordio con vittoria per il Soccer Dream Montepacini sabato 31 marzo al Firmum village nella prima del campionato di IV categoria di calcio a 7, promosso dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Un "uno due" micidiale del duo d'attacco, il capitano Michele Cappella  e Davide Capponi, ha assicurato sin dai primi minuti di gioco la vittoria alla squadra di Montepacini, che ha concluso in scioltezza  anche il secondo tempo, controllando la partita e il risultato, forte in difesa dei rocciosi e instancabili Matteo Tramannoni ed Edoardo Palazzetti e del portiere Simona Dalmenghi. Per la F.I.G.C. era presente Danilo Oppesidano ( nella foto con Michele Cappella ) per inaugurare la prima giornata  ed assicurare il  pieno rispetto delle regole di quello che è,  a tutti gli  effetti, un vero campionato riservato alle persone disabili.

La seconda partita ufficiale in programma se la è aggiudicata la formazione della Stella del Mare di San Benedetto  per 3 - 0 a tavolino sul Potenza Picena, formazione composta esclusivamente da ragazzi  con sindrome di down, per mancanza del numero minimo  necessario di giocatori di quest'ultima. La Stella del Mare e il Potenza Picena hanno disputato, tuttavia, una partita amichevole in cui hanno avuto modo di entrare in campo anche i giovanissimi del Potenza Picena. La mattinata si è conclusa con altre due partite amichevoli per favorire la conoscenza reciproca e l'amicizia tra i giocatori di tutte le squadre e con un momento conviviale : penne all'arrabbiata ( chef Massimo Catinari ) e panini con salame e lonzino ( lavorazione  artigianale  di Candido Capponi ) per tutti.

L' associazione "Incompresi", da sempre vicina e solidale con il progetto di Montepacini, non ha voluto far mancare, neppure in questa circostanza,  il proprio sostegno per la prima di campionato, realizzando una buonissima e bellissima torta per 100 persone ( pasticciere Roberto Tomassoni ) con i colori della Fermana Calcio e del Soccer Dream ( nella foto ). Soddisfatti gli allenatori  del Soccer Dream  Francesco D'Addio e Marco Calcinaro e lo staff della squadra che guardano con fiducia al prossimo appuntamento in programma sabato 28 aprile ad Ascoli Piceno. 

 
 

La Pasqua di Don Franco Monterubbianesi

donfrancoprimopiano

* Questa lettera agli Amici tutti vale come messaggio per l’impegno di tutti, anche degli amici politici, nella loro buona volontà di aiutarci a portare avanti la progettualità comune. 
Nella sua ampiezza, che parte dalla Mistica, per estendersi poi a Roma, e infine alla regione Lazio. Secondo lo spirito e le azioni che stiamo intravvedendo, risolutive anche della crisi della politica, di una sinistra che va rigenerata nei suoi fondamenti anche attraverso la nostra azione nel territorio

Questo per gli avvenimenti elettorali recenti, se andiamo a fondo nella necessaria riflessione. Siamo nel tempo dell’attuazione possibile di una vera democrazia sostanziale, di tutti i cittadini partecipi, che sappia interloquire, in verità e rispetto, con la democrazia rappresentativa. Quella democrazia rappresentativa che purtroppo negli ultimi tempi si è distaccata dalla società e dai suoi bisogni. Vedasi, e noi siamo i primi a subirlo come Terzo Settore e ad esserne testimoni, la faccenda del welfare sociale che è stato tradito, da molto tempo, dalla sinistra. Mentre ne doveva essere il nume tutelare. Tutto ciò è innegabile. Lo abbiamo patito nella sostanza del nostro modello della Comunità di Roma, mai riconosciuto a dovere, e nelle conseguenze economiche di tale abbandono, che stiamo pagando duramente

Ma come ci dice Papa Francesco, è ora, per il Terzo Settore, di alzare la testa, di non essere più soltanto tappabuchi, ma pretendere rispetto della nostra azione, che facciamo contro ogni emarginazione, e  pretendere dalle istituzioni un vero coinvolgimento totale di progettazione comune. Ora per il rilancio del welfare sociale, pena la decadenza ulteriore della società, oggi frammentata all’estremo

In una maniera con cui ci si fa tutti veri partecipi, e i cittadini vengano coinvolti il più possibile, territorio per territorio, in una vera autorganizzazione comunitaria, in cui deve contare il partire insieme con le istituzioni dai problemi, e affrontarli sempre insieme per far ripartire una vera politica dal basso, con le forze reali, sociali e politiche, che possano risolverli, anche se in tempi lunghi o brevi che siano.

Ridando soprattutto agli enti locali, oggi emarginati, ai loro coordinamenti, la forza di attuare i cambiamenti, coinvolgendo tutti. E’ in fondo lo spirito dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, che dobbiamo attuare nel rimuovere, noi tutti, gli ostacoli per la partecipazione di ogni persona, qualsiasi sia la propria condizione di debolezza, allo sviluppo del bene comune.

Un grande afflato di una nuova politica, che rifaccia l’unione dei politici alla base, ai suoi bisogni, superando per sempre la società degli interessi, che ha prevalso dopo il delitto Moro in Italia e nel mondo, con le politiche neoliberiste. La sinistra, da quel tempo, ha perso la sua identità, il suo midollo, snaturandosi nei giochi di potere e non più del servizio. Devono essere i cittadini, e in questo c’è tutto un lavoro culturale da fare, che oggi, uscendo dal facile qualunquismo di delegare sempre agli altri, si assumano invece la responsabilità personale di affrontare i problemi in proprio. I problemi che i territori hanno, uscendo dalla facile indifferenza, dalla solitudine dei puri rancori, come il CENSIS oggi ci ammonisce.

Allora dobbiamo creare con i cittadini più sensibili, avviandoli con concretezza e gradualità, presidi politici di base territoriale, da cui nasceranno leader naturali, attivi a creare insieme agli altri comunità di azione e di riflessione dei cittadini che si autorganizzato, territorio per territorio, per risolvere i problemi. Questa azione di coinvolgimento della base è oggi essenziale. Noi del Terzo Settore, già organizzati sul sociale, ma soli, dobbiamo, rinascendo anche noi a noi stessi, dare una mano sostanziale a che si crei tale movimento insieme ai cittadini, fatti responsabili, non solo inquieti, e inconcludenti

Tutto ciò in un’ottica non più assistenziale dei servizi stessi che coinvolga i servizi di base che resistono, non più assistenziali dei servizi stessi, ma di protagonismo delle persone in difficoltà, per coinvolgerle invece nella loro dignità di vita e di lavoro. Anche come risorsa per una economia sociale fatta di buone prassi sui territori. E’ l’Italia che resiste. Tutti i problemi di emarginazione che hanno le periferie devono essere affrontati, e noi ci proponiamo di partire partire dalla Mistica, di coinvolgere poi il protagonismo della Comunità di Roma per affrontare i problemi di essa, e in fine, mano a mano con le realtà positive alleate che abbiamo, affrontare i problemi delle varie province del Lazio

Su un problema dobbiamo eccellere nella risposta, che ha la particolarità di essere centrale, e può coinvolgere gli altri problemi: il problema del “dopo di noi”, che coinvolge in maniera assoluta le famiglie dei disabili, quando i loro figli rimarranno soli.

Siamo stati noi, con le famiglie, a volere la legge 112/2016 sul “dopo di noi”. Tocca ora realizzarla soprattutto all’art. 4, per il processo di autonomia che dobbiamo dare ai disabili prima che i genitori scompaiano. Secondo l’ISTAT è la sorte di 250mila disabili che oggi vivono in famiglia. Sono le famiglie e i giovani che ben preparati ad essere operatori del “dopo di noi”, in un processo di formazione adeguato, che devono accompagnare tale processo, in “strutture” adeguate per il “prima del dopo”. I giovani vanno sensibilizzati a questa idealità possibile sin dalla scuola, dove tale idealità di vita e di lavoro futura con i disabili deve essere trasmessa alle nuove generazioni, perché la sposino sin dall’inizio della loro convivenza nelle scuole, con i disabili, integrati in essa.

In tale processo, noi di Capodarco possiamo coinvolgere, per questo aspetto educativo, il CESC-project. Ma da tale processo nelle scuole bisogna passare poi all’integrazione di vita e di lavoro nel territorio, con l’economia sociale delle tante buone prassi in cui i giovani vanno coinvolti come primi attori di ciò che si può creare. Da qui il nostro rapporto con l’università di Tor Vergata, con una economia sociale da attivare.

L’economia sociale da attivare: un ambito molto adatto a questa integrazione di vita e di lavoro è l’agricoltura sociale, che noi, per nostra parte abbiamo saputo promuovere a livello nazionale con il forum nazionale dell’Agricoltura Sociale, la cui sede è proprio alla Tenuta della Mistica di Roma, dove il nostro progetto è già attivo nel territorio della Prenestina. La Mistica è una grande enclave agricola, con tante potenzialità per una agricoltura multifunzionale, dove la terra da curare in maniera più adeguata è anche la terra che ci cura; in Italia abbiamo anche la legge 141/2015 sull’agricoltura sociale. Sul piano nazionale, sono tanto meravigliose le realtà di accoglienza per la disabilità che si stanno facendo.

Deve nascere nel territorio tale sensibilità di partecipazione dei cristiani, attivando queste comunità territoriali autorganizzate, da creare possibilmente parrocchia per parrocchia. E’ il cristianesimo veramente coinvolgente i poveri e i più deboli, che si deve trasmettere alle nuove generazioni, come loro ideale possibile, ma anche come occupazione vera di lavoro. La crisi educativa che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni si risolverà nel ridare loro idealità di servizio in termini concreti. E’ un rinascere anche della Chiesa. La carità che è l’anima della Chiesa, perché è il Cristo che la vive con noi, si deve fare attiva nelle opere, non nel pietismo facile e non risolutivo, ma nell’operosità dei giovani con cui la carità deve divenire speranza concreta, di cambiamento delle cose. I giovani si misureranno in esso nella loro azione forte e coraggiosa, di servizio, unito al protagonismo dei poveri.

Tutto ciò partendo dalla realtà locale, in cui si costruisce un vero cambiamento ambientale delle cose che non vanno, in una bellezza di convivialità. Sino alla dimensione più globale, su cui preparare i giovani sin da ora per una Europa da ricostruire nel suo valore umano e cristiano, voluto dai suoi fondatori. Avremo le elezioni nel 2019 da preparare negli animi e nelle coscienze, soprattutto dei giovani. La politica europea è degenerata in maniera sostanziale nella politica del rifiuto dei migranti, e in una conduzione assurda dei problemi internazionali, dove è del tutto assente la solidarietà, ma soprattutto la giustizia.

Ai giovani dobbiamo trasmettere questo senso critico, per agire di conseguenza con loro, in unione ai grandi movimenti che si stanno facendo su tale piano. Così ci dobbiamo proporre (e sarà molto significativo per l’ambito di lavoro agricolo dove possono e sono già preziosi) l’accoglienza e la vera inclusione dei giovani migranti. Per adesso nel territorio di Roma Est e in tale progetto del “dopo di noi”. In tale territorio, c’è anche una funzione da sviluppare per un nuovo rapporto intergenerazionale tra giovani ed anziani, in un reciproco servizio. E’ un grande bisogno delle periferie abbandonate, dove l’anziano vive la sua estrema solitudine, mentre anche lui può essere risorsa di cambiamento. Lo spazio agricolo della Mistica deve diventare una grande risorsa per rilanciare la convivialità degli abitanti dei vari quartieri circostanti.

Il progetto Mistica così sta iniziando. Eleggiamo Papa Francesco, come la guida spirituale che tutti dobbiamo seguire nel territorio, seguendo i suoi  vari ammonimenti, per l’intelligenza vera delle cose, e nella buona volontà delle azioni di tutti noi, in cui ci dobbiamo coinvolgere con umiltà, ma grande passione.

La Pasqua che viene è la certezza che veramente uniti ai poveri, resi protagonisti con i giovani condividenti, le cose cambieranno nella forza della Resurrezione del Cristo. Uniti anche tra noi, così vi ricordo il Comitato di sostegno che dobbiamo mettere in piedi.

* Don Franco Monterubbianesi

Rischi e vantaggi di uno smartphone: servono Famiglie 4.0

Un tempo il garage di casa  era l’ unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale. Questo sta generando un fenomeno che si chiama digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino


Si parla, si legge e si scrive di Industria 4.0, ma penso sia necessario cominciare a pensare che forse il cambiamento deve arrivare anche nelle famiglie che sempre più spesso si devono misurare con argomenti educativi che sono frettolosamente confusi con la capacità dei figli di saper usare strumenti tecnologici. Spesso mi chiedono di svolgere corsi di sicurezza ai ragazzi delle scuole e sempre mi rifiuto, non per mancanza di tempo o per impegni ma per una precisa convinzione: “Questi corsi non servono ai nativi digitali ma ai loro genitori”.

Il punto è proprio questo: muoversi nella rete in sicurezza non è un fatto tecnico ma una impostazione educativa e i genitori di oggi sono estremamente male-educati nell’affrontare internet per non parlare dei social. Al di là di qualsiasi corso, i ragazzi tendono a imitare i genitori e questi sono inadeguati a dare regole di corretta gestione del mondo digitale. A questo punto, il ragazzo che partecipa a corsi di sicurezza, invece di seguire i consigli dell’esperto, si allinea all’ignoranza del genitore, è più facile. Peccato che i risultati sono devastanti. L’uso sconsiderato dei social è ormai costante, la voglia di apparire sovrasta anche il buon senso. Dico questo perché ormai non c’è più razionalità. Uno smartphone è diventato, in più di un caso, uno strumento per indurre al suicidio.

Nonostante questo, si perdura nei nostri errori di genitori. Nei miei corsi ai genitori spesso faccio questa domanda “voi affidereste, a vostro figlio dodicenne, la guida dell’auto?”. Tutti rispondono di no. Al contrario chiedo: “Quanti dei vostri figli dodicenni ha uno smartphone?”. Tutti rispondono di sì, senza percepire che i rischi correlati ad una automobile e a un cellulare sono gli stessi, semplicemente l’automobile fa percepire un rischio diretto, lo smartphone fa percepire un rischio indiretto.

L’apoteosi viene raggiunta quando mi faccio dare il nome e cognome, a caso, di uno dei genitori presenti e comincio a navigare il suo profilo facebook (ovviamente nella parte pubblica). Comincio a descrivere i post e ad analizzare le foto per far capire quanto può dire, ad esempio, una fotografia apparentemente innocente. Ebbene la reazione media della persona osservata è di fastidio (qualche volta anche di rabbia nei miei confronti) e questo è incredibile perché quei dati e quelle foto le ha pubblicate liberamente proprio lui e le ha messe a disposizione di 3 miliardi di utenti! Alla fine, perché ci stupiamo di ragazzi che pubblicano foto in atteggiamenti intimi o di ragazzi che, in età adulta, sono scartati ai colloqui di lavoro perché su Facebook hanno pubblicato, 6 anni prima, una foto non coerente con il profilo che l’azienda sta cercando.

Come dico e scrivo, non è un problema di preparazione tecnica. Il mondo è cambiato e anche l’educazione deve cambiare e deve diventare coerente con la Famiglia 4.0, non per proibire ma per dare i giusti strumenti per affrontare correttamente la rivoluzione digitale e tutto quello che di positivo e negativo si porta dietro.

Esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industrial, services, finance, aerospace and defence. Business Analist e Project manager in progetti di tipo ICT

Contesa del pallino, la grande vittoria di Santa Croce

premiazione vincitori
Si è chiusa l'edizione 2018 con un partita tiratissima tra le delegazioni foranee della Contesa del Secchio Santa Croce e Castel di Castro, quest' ultima capitola a pochi punti dalla fine dove Santa Croce in un primo momento in vantaggio poi in crisi, riesce a strappare gli ultimi 3 punti decisivi. Giocatori di alto livello per entrambe le squadre e pubblico appassionato, che regala uno scrosciante applauso alla vincitrice quando era già scoccata la mezzanotte. Onore ai vincitori da parte di tutte le componenti della Contesa, presenti le insegne ed i vertici di tutte le Contrade e Delegazioni, accompagnate dai musici della Contrada Cavaliera Sant'Elpidio.Presenti nel corso della serata i rappresentanti del Comune, l'assessore Matteo Verdecchia ed il Consigliere Comunale Paolo Maurizi, che hanno premiato rispettivamente la squadra vincitrice con la medaglia d'oro e la seconda classificata con la medaglia d'argento.
 
"Ringrazio quanti si sono adoperati per il consolidamento di questo evento nel cartellone generale delle iniziative promosse dalla Contesa del Secchio;in particolare il presidente della Bocciofila Elpidiense Alberto Spreca, l'assessore allo sport Matteo  Verdecchia - dice la presidente dell'Ente Contesa del Secchio, Alessandra Gramigna -  L'idea che dobbiamo condividere su questa iniziativa è quella di veicolare con essa l'importanza dell'aggregazione sociale cittadina collegata alla capacità di veicolare fuori dai confini cittadini la Contesa del Secchio coinvolgendo giocatori di alto livello di rilievo regionale e non solo e con loro un pubblico extra territoriale. Sono particolarmente felice che le delegazioni foranee abbiamo raggiunto questo obiettivo, segno questo che nel corso del tempo divengono inequivocabilmente parte integrante del sistema Contesa, ci prepariamo ora ad avviare le iniziative del cartellone storico 2018 con le sue tante novita".

Abbiamo bisogno di strade o fibra ottica?

Sono un professionista del mondo digitale da anni impegnato nella realizzazione di sistemi software. Come tanti della mia epoca abbiamo cominciato nel garage di casa perché era l’ unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi di quella visione è cambiata solo la dimensione: chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale che avendo bilanci simili a Stati sono ormai in grado di imporre il cambiamento. Questo sta generando un fenomeno che si chiama digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino

"Meno volumi". San Michele Terra vista da Calcinaro

* In Consiglio un momento importantissimo: innanzitutto, e soprattutto, possiamo dire che il Comune di Fermo, e i suoi cittadini, evitano quello che sarebbe stato un colpo veramente impattante sulle casse pubbliche e, di conseguenza sui servizi per tutta la comunità fermana.

Oggi si va a portare verso la chiusura un procedimento risarcitorio che, a dicembre, avrebbe visto il Comune rischiare di soccombere per quasi 7 milioni di Euro. E con esso si riescono a sminare altri quattro ricorsi che, ugualmente, potevano impattare in maniera eccezionalmente negativa sul bilancio cittadino.

Ovviamente il riferimento va alla vicenda urbanistica dell’accordo di programma di San Michele “Terra”, P.P.6, varato nel 2008 per volere dell’allora Amministrazione comunale fermana e della precedente Provincia di Ascoli Piceno (quella di Fermo giunse solo nel 2009): un accordo voluto per riportare quegli standard di vivibilità urbanistica in un quartiere con pochissimi spazi pubblici (aree verdi o parcheggi) e che prevedeva questa realizzazione a carico di privati che, a loro volta, potevano edificare. Tuttavia l’accordo di programma, ed il tormentato iter realizzativo nei cinque anni successivi, portò solamente ad una pioggia di ricorsi nei confronti dell’Amministrazione con richieste di risarcimento milionarie, da parte dei privati bloccati dal complicato sistema previsto per le realizzazioni.

Un problema che, forse anche nascosto, la Città si portava dietro da anni irrisolto: ma ora si doveva assolutamente cercare di trovare la soluzione che non portasse dissesti al bilancio cittadino, anche per l’avvicinarsi di udienze dove, con tutta probabilità, doveva essere solo quantificata la “voragine” contabile per il Comune.

Oggi invece, con un gran lavoro della macchina comunale ed in specie dell’Ufficio Urbanistica e del legale dell’Ente, dell’Assessore Nunzi, si arriva a portare alla neutralizzazione questi rischi per la Città ma non solo: nel dar seguito ad una variante dell’accordo di programma (un suo annullamento da parte dell’amministrazione fermana avrebbe addirittura aumentato l’esposizione a risarcimento quindi era un percorso comunque da completare) si sono raggiunti altri due importanti obiettivi.

Il primo, quello originario su cui l’accordo di programma aveva trovato le sue ragioni: dotare il quartiere di San Michele di nuove aree di vivibilità (verde e parcheggi), di completare la sua viabilità oggi particolarmente sacrificata e di infrastrutture.

Il secondo, quello di diminuire sensibilmente il carico urbanistico rispetto alla previsione del 2008, abbassando volumetrie, consumo di suolo ed addirittura altezze previste per gli insediamenti.

Con un merito veramente assoluto verso Dirigente, Assessore e Settore Urbanistica del Comune.

Dopo quasi tre anni si riesce ad arrivare a questo risultato: risolvere una risalente grave problematica mai districata in questi dieci anni e senza che il Comune avesse danno alcuno pur se il rischio che si correva, già al prossimo 2018, era quello di giungere ad un dissesto dell’Ente”.

*Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

Sciapichetti, Regione Marche: "Il Goveno dica no a nuove trivellazioni nell'Adriatico"

regione marche

* Facciamo appello al nuovo Governo affinché metta in atto tutte le iniziative possibili per impedire le trivellazioni in Adriatico così come hanno chiesto i partecipanti al referendum sulle trivelle. Rimane la nostra contrarietà alle trivellazioni- conclude Sciapichetti-. Apprendiamo con grande rammarico della decisione del Consiglio di Stato (leggi). Vanno impedite le trivellazioni nel mare Adriatico così come hanno chiesto i partecipanti al referendum sulle trivelle che, pur non avendo raggiunto il quorum, aveva visto vincere nettamente i contrari. Ci riserviamo di intraprendere ulteriori azioni laddove fosse possibile. Il mare è la nostra ricchezza e in quanto tale va tutelato (fonte Dire)”

* Assessore regionale all'Ambiente delle Marche Angelo Sciapichetti

Potere al Popolo: ripartiamo dalla disfatta del Pd

* Il risultato è maturato in soli tre mesi con un simbolo nuovo, senza mezzi economici e con pochissima visibilità.
Se da un lato la disfatta del Partito Democratico è un fatto estremamente positivo, in quanto gli elettori hanno voluto punire i principali responsabili delle politiche neoliberiste a servizio delle élites economiche, dall'altro non possiamo salutare con favore il voto in massa delle classi popolari verso la Lega, che ha cavalcato l'onda securitaria e verso il Movimento 5 Stelle, che presenta ancora troppe ambiguità.
La composizione del nuovo Parlamento è lo specchio di un Paese frammentato, sempre più povero, che individua negli ultimi e nella politica i colpevoli, e nel quale nessuno degli schieramenti vincenti ha avanzato una proposta politica complessiva che metta al centro le questioni del lavoro e della redistribuzione della ricchezza. 

Le elezioni erano e restano per noi soltanto un mezzo, non un fine, per cui continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: attraverso le pratiche quotidiane e la partecipazione popolare, lavoreremo per la costruzione di un fronte politico e sociale che si opponga alla barbarie in atto, con un mercato del lavoro in rapida trasformazione e con l’accentuarsi delle disuguaglianze, proprio quando gli Stati nazionali perdono progressivamente autonomia in favore delle logiche di UE e mercati. 

Ripartiamo dai metodi democratici e partecipativi che abbiamo sperimentato nella scelta delle candidature, tutte provenienti dagli ambiti di lotta nei temi del lavoro, dell’ambiente, del terremoto, della solidarietà;ripartiamo dall'entusiasmo via via crescente con cui abbiamo affrontato la campagna elettorale, indispensabile per un progetto di lungo termine che vuole rimettere al centro del dibattito la redistribuzione della ricchezza e il controllo popolare delle istituzioni.
Se i cittadini si organizzano, vigilano e propongono, si sviluppano quegli embrioni di coscienza ed autogoverno senza i quali la democrazia non si regge.

* Lucia Interlenghi, Stefania Castellucci, Daniele Rossini

Del Medico, Cna: "Donne e imprenditrici: fermare le sopraffazioni"

Sabrina Del Medico

Attualmente le imprese femminili nelle Marche sono 39.769, pari al 23,4 % di tutte le imprese attive a livello regionale. Di queste, 4.443 sono del Fermano [Fonte: elab. centro studi CNA Marche su dati Infocamere], per un’incidenza del 23,6% sul totale, facendo registrare un segno meno se si considera che nel 2016 erano 4.551 e nel 2012 4.945. Dal 2009 al 2017 le imprese a conduzione femminile nel Fermano diminuiscono del 6,7%, cioè di 320 aziende in meno.

Ma le donne imprenditrici sono anche giovani: 15 imprese su 100 sono infatti guidate da under 35, e sono quelle più dinamiche e innovative. “Il ruolo delle donne nell’imprenditoria di micro e piccola dimensione – commenta Sabrina Del Medico, Presidente di CNA Impresa Donna di Fermo – è un ruolo rilevante, ma che può e deve assumere una dimensione e una estensione maggiore. Tra il 2009 e il 2017 il tessuto delle imprese femminili marchigiane si è ridotto di quasi il 10%, con perdite particolarmente elevate nell’agricoltura e nel commercio. Come per il complesso delle microimprese, siamo di fronte al venir meno di molte esperienze imprenditoriali e, quindi, di opportunità di forte realizzazione personale”.

 Prosegue Del Medico: “C’è chi continua a pensare che l’8 marzo sia solo la giornata in cui si regala una mimosa o una scatola di cioccolatini, quando invece rappresenta l’occasione di ricordare le emarginazioni e le sopraffazioni di cui le donne sono storicamente vittime, per non dimenticare. Nonostante il contributo delle donne si sia rivelato fondamentale per la tenuta del sistema produttivo e sociale e per la creazione di posti di lavoro, oggi gli ostacoli per le donne che fanno impresa sono ancora legati all’eccessiva burocrazia, alle difficoltà di accesso al credito e di conciliazione tra gli impegni lavorativi e quelli relativi alla cura della famiglia. Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga: dal gruppo Impresa Donna della CNA di Fermo buon 8 marzo a tutte voi”.

La Confcommercio boccia il piano spiaggia di Fermo

beach chair
Confcommercio Marche Centrali, per conto dei balneari di Fermo, ha presentato le proprie osservazioni alla variante al Piano Spiaggia. Molte le cose che sono state ‘emendate’ e per le quali è stata chiesta un’inversione di rotta da parte dell'Amministrazione Comunale: tra queste la più importante è la concessione di spiagge libere alle attività turistiche prospicienti le stesse. “In periodo di Bolkestein, e di incertezze politiche per il nostro settore” affermano i concessionari “ci appare del tutto improponibile che tratti di spiaggia libera vengano sottratti all'uso pubblico per essere utilizzati giornalmente da altri colleghi imprenditori.

D'altronde è una condizione che rischia di scontentare anche i potenziali futuri richiedenti perché gli ombrelloni e lettini messi sulla spiaggia libera dovranno necessariamente essere rimossi a fine serata". Insomma una soluzione un po’ pasticciata che rischia di scontentare tutti soprattutto i concessionari di spiaggia di Fermo che, se non cambierà il quadro normativo di riferimento del settore, dovranno andare alle evidenze pubbliche il prossimo 2020. Secondo Confcommercio Marche Centrali, l'atto formale che il Comune di Fermo doveva fare era quello dell'adeguamento al Piano della Costa, così come richiesto dalla Regione, da parte di tutti i Comuni senza intromettere nella Variante altri elementi destabilizzanti che necessitano dell'iter previsto per le varianti ai Piani quali la discussione e il passaggio al Consiglio Comunale.

Celani: "Tajani premier rassicura gli italiani"

* L'indicazione di Antonio Tajani premier da parte del presidente Berlusconi, in caso di vittoria del centro destra alle prossime elezioni politiche, è sicuramente la notizia più importante e rassicurante che gli italiani potevano ricevere in questi giorni. Il Presidente del Parlamento europeo è sicuramente la persona più indicata per guidare il prossimo Governo, data la sua autorevolezza e la profonda conoscenza delle dinamiche della politica comunitaria, nonché la stima di cui gode da parte di tutti i capi di stato del mondo. La sua esperienza, e competenza nei settori dell'industria, dell'economia, del commercio e del turismo consentirà all'Italia di riprendere velocemente il percorso di crescita che da troppo tempo ristagna. Sono onorato di essergli stato vicino, politicamente ed umanamente, fin dal 1994. Buon lavoro, caro Antonio.

*Piero Celani, vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Marche

Furto a Montepacini, le reazioni dei politici: "Atto grave e vile"

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*“Chi ha compiuto questo gesto si senta con la coscienza non a posto. Condanno fortemente questo grave atto di sfregio ed insulso non tanto per il valore economico di quanto rubato ma per l’azione in sé e per il luogo in cui è stato perpetrato, luogo preposto come noto ad un ruolo sociale di primaria importanza. Sono vicino ai ragazzi del Centro ed alle loro famiglie per quanto accaduto ma, come loro insegnano, questo fatto non ci scoraggerà, anzi faremo di tutto come sempre per sostenere il Centro e le sue attività perché crediamo fortemente nelle sue finalità”. Paolo Calcinaro sindaco di Fermo

 “Un episodio deprecabile e grave, compiuto da chi non ha alcuna sensibilità nei confronti degli scopi e degli obiettivi portati avanti in questo Centro apprezzato unanimemente per la progettualità con cui è nato e con cui viene condotto, ovvero la riabilitazione attraverso le attività agricole”. Mirco Giampieri, assessore ai Servizi Sociali Mirco Giampieri.

“Il furto è un atto grave e vile contro una realtà solidale che lavora al fianco delle persone più deboli, di tutte le fragilità. La mia, la nostra solidarietà ai ragazzi, agli operatori e al comune di Fermo”. Giuseppe Buondonno, LeU.

Zacheo e Bonanni: "Quell'odiosa tassa di soggiorno"

* Il sindaco Calcinaro è ormai deciso a reintrodurre la tassa di soggiorno. Non ha voluto sentire ragioni, neppure quelle legittime e fondate delle associazioni di categorie che, da più parti e da tempo, segnalano le insidie sottese a siffatta e scelerata iniziativa.

Si tratta di una tassa già di per sé odiosa, in quanto costituente un vero e proprio balzello a danno di coloro i quali si trovano a transitare per la nostra città, che diviene ora persino assurda se posta in relazione alle difficoltà attuali del territorio fermano. Calcinaro non si è forse accorto che gli eventi sismici hanno modificato l’aspetto della città e fatto registrare un calo verticale delle prenotazioni presso le nostre strutture ricettive, e soprattutto che i nostri operatori stanno vivendo un momento di particolare difficoltà.

La tassa di soggiorno costituisce un vero e proprio disincentivo per il flusso turistico, oltre che un messaggio negativo per chi con sacrificio mantiene in vita le attività turistiche sul nostro territorio. La tassa di soggiorno trova agevole applicazione solo in quelle città capaci di grande attrazione turistica, non certo per un piccolo centro come il nostro, che peraltro versa in grave difficoltà, con il centro storico praticamente desolato e desolante. A dire del sindaco Calcinaro, la tassa dovrebbe servire a realizzare bagni pubblici, incrementare l’assunzione di vigili urbani e garantire il servizio di salvataggio in spiaggia.

Se solo si adoperasse a spendere meglio le risorse pubbliche e magari a interagire positivamente con le associazioni di categoria, forse non avrebbe bisogno di spremere 120.000 euro annui dai nostri albergatori, che saranno anche costretti ad operare come sostituti di imposta con ulteriori spese di organizzazione e responsabilità derivanti dalla gestione dei proventi a favore del comune. Ma a proposito di risorse, costi e vigili urbani, ricordiamo che gli attuali amministratori fermani, soltanto qualche mese fa, sono riusciti ad impegnare soldi e personale per fare un concorso per l’assunzione di vigili, salvo accorgersi, su nostra segnalazione, che era ancora valida una vecchia graduatoria.

E tutto questo, senza dimenticare che il servizio di salvataggio in spiaggia è già garantito dagli stessi operatori come peraltro previsto dall’apposito regolamento comunale. In sintesi, anziché alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà, si sovraccarica chi lavora sul territorio, peraltro disincentivando l’arrivo dei turisti. Vista la plateale assurdità dell’introduzione della nuova tassa, ci si domanda: quale è la vera necessità di Calcinaro? E’ molto semplice la risposta: l’urgenza di fare cassa e reperire fondi per un bilancio sempre più precario, dopo la mancata svendita della Casina della Rose.

*Pasquale Zacheo e Margherita Bonanni, Io Scelgo Fermo

Rosa, 107 anni e una nuova sfida a Monsampietro: superare la ricostruzione

rosa107

Una grande festa  nei locali provvisori della sede comunale, per i 107 anni di Rosa Ercoli . Un compleanno insolito organizzato dal Rotary Club di Fermo, con le canzoni e poesie degli allievi della scola Giovanni Paolo II, dai dipendenti comunali, dal corpo docenti e dalla cittadinanza che ha partecipato

I migliori auguri dal sindaco Romina Gualtieri a Nonna Rosa, divenuta ormai il simbolo di coraggio e forza nelle lotte della vita che dopo aver affrontato i conflitti mondiali descrive il sisma come la più cattiva delle prove affrontate. "Grazie Rosa perché sei il nostro modello di forza per affrontare il quotidiano con straordinaria ottimismo senza indietreggiare di fronte alle prove della vita" ha detto il sindaco che ha voluto con forza la partecipazione degli allievi della scuola, perchè convinta che la saggezza di Rosa deve costituire un modello da cui attingere esperienze e consigli per la costruzione di un futuro, fondato sui veri valori del rispetto , educazione amore, sacrificio, valori tutti a volte dimenticati nell'attuale società.

Riacciatti, LeU: "Carancini, lei doveva essere in testa al corteo"

lararicciatti FOTINA

Caro Sindaco Carancini,
le sue recenti dichiarazioni sulla bellissima manifestazione di sabato scorso (che secondo lei avrebbe “parlato a sé stessa”) mi hanno spinta a scriverle.
Nell'esprimerle la mia piena vicinanza per i fatti che hanno travolto la sua città, voglio però dirle che sono profondamente dispiaciuta dal suo atteggiamento.
Dispiaciuta perché lei, sindaco di una Macerata ferita, avrebbe dovuto essere alla testa di quel corteo.
Dispiaciuta perché lei avrebbe dovuto accompagnare le migliaia di ragazze e di ragazzi presenti, giovani che rappresentano il nostro futuro e che è assolutamente sbagliato etichettare come facinorosi.
Dispiaciuta perché lei, da rappresentante delle istituzioni, avrebbe dovuto difendere i principi della nostra Carta costituzionale, profondamente violati in occasione della tentata strage di sabato scorso.
Comprendo, sia chiaro, la necessità di ripristinare la normalità e che la sicurezza di una città non può essere barattata, ma quando le persone scendono in piazza pacificamente vanno accolte, non rinnegate.
E sono anche dispiaciuta perché, mi creda, avrei voluto condannare insieme a lei il coro di dieci idioti contro le vittime delle Foibe, che hanno cercato - senza riuscirci - di rovinare il senso della manifestazione ma anche i sorrisi ed i colori della gente scesa nelle vie della città.
Quanto al ruolo della politica, caro Sindaco, essa non può e non deve spadroneggiare, ma deve saper rimanere la bussola, sia di chi scende in piazza che di chi amministra.
Oltre che nelle sedi istituzionali, spero di ritrovarla in un altra piazza a ribadire, insieme a noi, che ogni forma di discriminazione e ogni violenza (anche nei confronti di giovani donne come la povera Pamela) vanno combattute, senza esitazione alcuna o calcoli opportunistici.
L'augurio che le faccio è di continuare a lavorare per riportare la sua Macerata, nel più breve tempo possibile, ad essere riconosciuta per quello che è sempre stata: la Città della Pace.

Lara Ricciatti

Mancini, Montegranaro: "I reati sono in calo"

* Reati in calo a Montegranaro: in occasione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato lo scorso 2 febbraio dal Prefetto di Fermo D'Alessandro, il questore De Angelis ha confermato il calo nel 2017 del numero dei reati di furto e danneggiamento nel nostro Comune. La sinergia tra le Forze dell'Ordine e le istituzioni è l'obiettivo che il Prefetto ci invita a perseguire, mettendo in campo ciascuno secondo le proprie competenze tutte le iniziative volte a prevenire o individuare situazioni di pericolo o illegalità.

Questa Amministrazione ha dato una prima risposta al bisogno di sicurezza con un diffuso ed efficace sistema di sorveglianza, inesistente in precedenza. Un dispositivo fondamentale, come confermato dal Questore e dai più alti rappresentanti delle Forze dell'Ordine presenti, ai fini delle indagini in seguito a fatti illeciti. Il verificarsi di episodi di microcriminalità, di vandalismo e risse certamente preoccupa i cittadini e gli amministratori. Su questo c'è stata la richiesta, fatta anche da tutti gli altri sindaci, di maggior impiego di Forze dell'Ordine nel pattugliamento del territorio.

Per quanto riguarda i richiedenti asilo e i rifugiati il Comune di Montegranaro non ha aderito al sistema dello Sprar, ma sul territorio comunale operano in autonomia tre cooperative che si occupano e seguono circa 50 migranti, in linea con il limite numerico previsto dalla legge. I responsabili delle cooperative sono in contatto con l'Amministrazione per ogni problema e garantiscono un controllo ed una condizione di legalità a tutte le persone ospitate. In definitiva, ritengo che non si debbano sottovalutare i problemi esistenti, peraltro endemici in ogni tempo e società, ma occorra affrontarli in modo serio e responsabile.

Serio è leggere i dati ed il numero dei reati in calo è un dato oggettivo.

Serio è dare risposte ed il sistema di videosorveglianza è una risposta, che le Amministrazioni precedenti non hanno saputo dare. Serio è non strumentalizzare problemi complessi per fini personali ma spendersi, semmai, con atti ed iniziative concrete per affrontarli. Serio è credere nella collaborazione di tutti: Forze dell'Ordine, enti locali, società civile ed istituzioni religiose, se si vuole concorrere al bene della propria comunità. Serio è vincere l'indifferenza e non fomentare la paura.

* Ediana Mancini, sindaco di Montegranaro

Bastarelli, Leu: "Quote rosa, Terrenzi si vanta per qualcosa di dovuto"

* Ma quanto sono bravi il sindaco Terrenzi e gli amministratori elpidiensi! Hanno deciso di pagare personalmente le spese processuali per il ricorso al Tar sulle quote rosa senza gravare sulla cittadinanza! Purtroppo hanno la memoria corta però perché dimenticano che tale ricorso è dovuto al loro mancato rispetto della legge prevista in merito alla composizione della giunta comunale. Quindi se pagheranno di tasca propria è il minimo che possano fare dopo aver agito in maniera illecita. Il Sindaco Terrenzi sembra scaricare la responsabilità della condanna al pagamento di tali spese alla minoranza che ha presentato il ricorso. Ma la minoranza ha presentato tale ricorso in conseguenza del suo cattivo comportamento.

Terrenzi parla di scelte temporanee effettuate per la prima nomina della giunta, ma sa bene che non può piegare una norma a proprio piacimento e proprio da chi amministra deve arrivare il buon esempio. Ricordiamo bene tutti le affermazioni quasi offensive rispetto alle donne candidate nelle sue liste; Terrenzi quasi se ne faceva beffa dicendo che nessuna di loro accettava tale incarico e che non poteva certo nominare la propria madre. Tali donne però hanno contribuito con il loro sostegno alla sua elezione a Sindaco! L’onestà intellettuale avrebbe invece richiesto altre dichiarazioni, ben sapendo che i giochi che vanno a incidere nella formazione di una giunta sono altri. Il Sindaco parla del percorso che aveva iniziato con le consigliere regionali per le Pari Opportunità, ma se avesse rispettato la legge non avrebbe avuto bisogno di questo. Le donne meritano rispetto in una società cha ancora troppo spesso non le tutela, e proprio da chi rappresenta una collettività dovrebbe esserci una forte sensibilità in questo senso. Non deridere le donne, la loro intelligenza, competenza e professionalità come a Sant’Elpidio a Mare è stato invece fatto. E se ora hanno deciso di pagare le spese processuali personalmente, fanno solo ciò che devono.

* Nadia Bastarelli, LIberi e Uguali


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