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Fabbri, senatrice Pd: "Uscita Busilacchi deve farci riflettere"

"La scelta di Gianluca Busilacchi conferma l'urgenza di una discussione sulla linea politica nazionale del nostro partito". Lo afferma la senatrice marchigiana del Pd Camilla Fabbri in merito all'adesione ad Mdp del capogruppo Pd in Regione Marche. "Non condivido - prosegue Fabbri- l'idea di lasciare il Pd: se non si è d'accordo con il percorso intrapreso, si porta avanti una battaglia interna per le proprie idee. Il nostro popolo non vuole le scissioni ma l'unità del centrosinistra contro le destre e i populismi. Detto questo, però, chiediamo al nostro segretario e alla nostra dirigenza di impegnarsi a un confronto interno.

Un confronto - prosegue - che non deve essere percepito come una delegittimazione, ma come un momento di chiarezza e di arricchimento della nostra comunità. Da tempo assistiamo a una lenta e continua "emorragia democratica" con elettori e militanti che si stanno allontanando dal partito. La preoccupazione è che questo atteggiamento di autosufficienza e di scarso ascolto, soprattutto di fronte a quanti di noi pongono il tema questione sociale, possa continuare a determinare un allontanamento della nostra base. Serve dunque -continua- una discussione interna che riguardi anche le alleanze. La questione infatti non è secondaria, perché rimanda al grande tema del programma che, come Pd, vogliamo realizzare. Per noi - conclude - la strada è quella di un centrosinistra aperto, plurale e civico che abbia come suo primo impegno il contrasto alle disuguaglianze. Vogliamo essere il Pd, alternativa vincente alla destra e al Movimento 5 Stelle".


Mica facile fare il gelato

petra rubrica

* Gli stereotipi e luoghi comuni sul gelato sono tanti.

Milioni di milioni.

Che il gelato sia una cosa astratta che tutti possono fare.

Improvvisare. Da un giorno all’altro.

Domani decido di aprire una gelateria. Pam. E via con il gelato.

In pochi, ma davvero pochi, sanno e si rendono consapevoli, che non è così.

Che non basta pensare di volerlo fare. Di poterlo magicamente realizzare e mettere in vetrina. E di venderlo.

Il gelato è studio. È sacrificio. È una sfida continua.

È una serie di termini specifici di settore. È provare prima, durante e dopo. È stare sugli ingredienti, che non sono polveri ma ingredienti veri, e materie prime. È trovare il giusto equilibrio.  Ogni giorno. Ogni ora. Tante ore al giorno. Fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio, che cambia come cambiano i gusti. Che non sono tutti uguali e non hanno lo stesso sapore.

Il gelato è tante cose messe insieme. Nessuna esclusa.

Il gelato è tanto.

E non finisce qui.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Rotary Sibillini nelle mani di Paolo Bracalente

PASSAGGIO MARTELLETTO 2017

Presso il relais "Villa Serita" di Penna San Giovanni  si è svolta la tradizionale cerimonia del Passaggio del martelletto al Rotary Club Alto Fermano Sibillini. Paolo Bracalente è il presidente per l'anno 2017-2018 subentrato al presidente uscente Giuseppe Di Tuoro. Nel corso della serata, il presidente uscente ha presentato il resoconto dell'anno 2016-2017. Il nuovo presidente ha avuto invece il compito di esporre le linee programmatiche del nuovo anno. Come nella suo Dna, il Rotary Club Altro Fermo Sibillini proporrà una serie di iniziative di carattere filantropico e incontri con personaggi dei diversi mondi culturali. Molto partecipata la serata conclusasi con il suono della campana colpita dal martelletto del nuovo presidente Bracalente.

Malaigia: "Vicinanza alle scuole terremotate"

marziamalaigia

*Apprendo la preoccupazione più che condivisibile del Sindaco di Falerone al quale esprimo la mia vicinanza,  riguardo il rischio della creazione di pluriclassi ovvero accorpamenti di classi di alunni stracolme. Ha chiesto che venga emanato un decreto ministeriale che preservi la qualità dell'istruzione e il rispetto di un territorio già in affanno a seguito del sisma. Mi viene da definirlo il solito pasticciaccio in salsa italiana.

Pasticciaccio che si aggiunge alla già precaria e delicata  situazione di molti docenti di sostegno marchigiani nelle assegnazioni nella scuola secondaria di primo e secondo grado  che chiedono di poter lavorare in provincia e non essere spedite al nord come avvenne lo scorso anno. Condizioni inaccettabili secondo una logica razionale che non tiene conto dei bisogni del territorio,duramente colpito dal sisma dell'agosto scorso e, dunque, bisognoso di mantenere un adeguato organico, anche per garantire il sistema formazione nelle zone terremotate. Comunità , scuole e soprattutto bambini penalizzati da una gestione centrale del sistema scuola che non tiene conto della specificità del territorio. 

E ciò che mi preoccupa maggiormente  e che dovrebbe interessare l'ufficio scolastico regionale e il Ministero dell'Istruzione è che la vicenda non riguarda  solo i destini individuali dei docenti e delle loro famiglie, ma soprattutto la qualità e l’efficacia dell’intero sistema educativo. Occorre tener conto che i docenti rappresentano una risorsa umana, culturale ed economica  per le Marche, e se costretti ad andare via significherà  anche un impoverimento del territorio; insegnanti che dopo il terremoto si sono rimboccati le maniche per evitare anche il rischio della desertificazione del territorio  evitando l'abbandono delle aree del cratere".

*Marzia Malaigia, vicepresidente del Consiglio regione Marche

Tutti in strada contro il razzismo: Fermo sfila per ricordare Emmanuel

* Oggi pomeriggio, dalle 19, vogliamo essere in tanti a Fermo a dire NO AL RAZZISMO partecipando ad una manifestazione che inizia con un corteo da piazza Dante. Ad un anno dalla morte di Emmanuel vogliamo rendere omaggio ad una giovane vita prima stroncata da una aggressione razzista, e poi vilipesa da una ignobile campagna xenofoba, di portata nazionale, tesa ad accreditare una sorta di legittima difesa o a derubricare l’omicidio a rissa.

Vogliamo fare di questa manifestazione anche l’occasione per portare al centro dell’attenzione le questioni legate all’immigrazione ed al razzismo, che pervade il senso comune e la quotidianità; che spesso indulge o si compiace della guerra ai più vulnerabili, ai “diversi”, ai poveri, ai migranti.   E’ necessario che la gestione dell’immigrazione non sia piu’ attribuita  alle Forze di Pubblica Sicurezza e alle Prefetture, da un lato, e al volontariato dall’altro ;ma attribuita agli enti locali - in particolare ai Comuni - che devono attuare effettive politiche di integrazione!

Le parole di condanna non bastano: occorre un forte cambiamento culturale e, pertanto, chiediamo un chiaro e costante impegno alle istituzioni  che ci governano. Chiediamo, in particolare, al Presidente della Regione Marche un chiaro Programma di azione sul territorio, condiviso e finanziato, per la costruzione di un vero dialogo interculturale. 

Ci appelliamo alle cittadine ed ai cittadini affinché partecipino numerosi da ogni parte d’Italia alla Manifestazione del 5 Luglio: per una presenza composita e plurale,che ponga al centro la scelta dell’accoglienza e della convivenza, che riaffermi i valori di solidarietà e dei diritti fondamentali; non sul terreno della invocazione astratta, ma su quello “politico” della assunzione della responsabilità collettiva e del Governo regionale.

Per:

-       Dire no al razzismo,  alla xenofobia e ad ogni forma di discriminazione

-       Garantire l’effettivo esercizio del diritto di asilo e di movimento contro la politica dei respingimenti e dei  muri

-       Aprire subito canali di ingresso sicuri e legali ed  evitare  le stragi quotidiane di migranti

-       Abrogare le leggi regressive e repressive come i recenti Decreti Minniti-Orlando e la Legge Bossi- Fini

-       Riformare la Legge sulla Cittadinanza (Ius Soli) e sul diritto di voto amministrativo a tutti i cittadini non comunitari.

-      Assicurare una accoglienza trasparente e di qualità dei richiedenti asilo (Sistema unico fondato sullo SPRAR e superamento dei Centri Straordinari)

-      Unire le lotte contro ogni tipo di sfruttamento e precarietà

                                                                                                                           

* Amnesty International Marche, Anolf Marche, Anpi Ancona, Arci Ancona, Art. Uno Movimento Democratico e Progressista, Ass.ne A.M.I.V., Ass.ne Festa per la libertà dei popoli,  Ass.ne Senza Confini, Ass.ne Terzavia, Ass.ne Avvocato di Strada – Jesi, Jesi in Comune,  Casa delle Culture, Cgil Ancona, Cisl Ancona, Circolo di Rifondazione Comunista K.Marx di Jesi, Consulta per la Pace di Jesi, Fiom- Cgil Ancona, Gus – Progetto SPRAR “Ancona Provincia d’Asilo” Laboratorio Politico Spazio Rosso Jesi, Laboratorio Sociale,  Libera Presidio “Rocco Chinnici” Ancona, Partito Comunisti Italiani Sez. Ancona, Rifondazione  Comunista Ancona,  Sinistra Italiana, Spazio Rosso Chiaravalle, Time for Peace, Uil Marche, Urlo – Mensile di resistenza giovanile, U.S.B. P.I. Ancona.

Caldo, caldo, caldo: granite colorate per Un'estate di gusto

petra rubrica

* Fa così caldo che l’unica voglia che si ha è quella di gettarsi nelle acque del mare e fare un lungo bagno. Anche se la battigia sembra uno scaldabagno. Tuffarsi. Fare il morto a galla. Ma non sempre si può. Lavoro, casa, impegni. La vista è annebbiata dal caldo afoso. All’orizzonte si delineano contenitori trasparenti che assumono diversi colori. Sogno o realtà? Sono le granite. Sollievo temporaneo al caldo estenuante. Amarena. Menta. Limone e zenzero. Melagrana ed Anguria.

Sostituti eccellenti di un enorme bicchierone d’acqua. Una cannuccia e un po’ di dolce sapore al caldissimo pomeriggio. Più in la, la frutta. Magica frutta. Che fa venir voglia di pranzare, anche quando questa manca causa forza maggiore. I 35 gradi all’ombra. Grande invenzione la frutta. Mista. O l’anguria. Dissetante anguria. Colorata frutta. Colorate granite.

Da sempre si dice che i colori fanno bene alla vita. Viva i colori. Viva la vita. Anche sotto il sole cocente. O dentro un ufficio senza aria condizionata.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

La Regione taglia i fondi, i vigili del fuoco: "Attenzione cittadini, sicurezza a rischio"

* Siamo venuti a conoscenza da indiscrezioni ricevute da alcuni rappresentanti politici regionali, che la Regione Marche, quest'anno non intende rinnovare appieno la convenzione boschiva così come fatto fino all'anno scorso. Infatti, accampando scuse di bilancio, come se non sapessero che è competenza da sempre della Regione predisporre le azioni volte allo spegnimento degli incendi boschivi, ci ritroviamo a fine Giugno con la metà dei fondi necessari. 

Addirittura sembra vogliano prospettarci una doppia convenzione, una da metà Luglio fino a fine Luglio, ed una da firmare non si sa quando, per Agosto. Cgil – Cisl – Uil Vigili del Fuoco sono preoccupati da tanta impreparazione e leggerezza, leggerezza che rischia di mettere in pericolo vite umane. Noi Organizzazioni sindacali affermiamo in maniera chiara che non è accettabile giocare sulla sicurezza dei cittadini e sul periodo di copertura della campagna incendi boschivi senza tenere in considerazione la situazione climatica attuale, e gli incendi avvenuti qualche giorno fa sia nella zona Anconetana, così come nella zona Maceratese, dove abbiamo scampato per pochissimo l'incendio di un bosco.

Questo atteggiamento dimostra che la Regione vuole giocare alla Roulette! Cgil – Cisl – Uil Vigili del Fuoco affermano con forza che non è possibile firmare due convenzioni separatamente, senza avere certezza dell'impegno della Regione nella copertura di tutto il periodo estivo. Noi Vigili del Fuoco siamo impegnati ancora nelle operazioni di soccorso relative ai danni prodotti dal sisma, e di conseguenza non possiamo pensare di gestire una campagna boschiva 2017 senza sicurezze su quello che la Regione vorrà fare.

Il presidente Cerescioli prenda coraggio, e dica seriamente cosa vuole dai Vigili del Fuoco, è vergognoso che ogni anno, mercanteggino al ribasso , un obbligo che è di loro competenza: Presidente, ha il coraggio di dire che non vuole i Vigili del Fuoco? Si assuma le sue responsabilità, e non si nasconda dietro falsi problemi di bilancio, come fosse la prima volta …. Non ci crediamo più, così perde completamente la nostra fiducia. Faccia come crede, ma noi non ci lasciamo trattare così, e le diciamo subito, NON CI STIAMO:così non si può fare!

Ai cittadini diciamo, attenzione, se quest'estate ci saranno incendi boschivi, preparatevi al peggio, perché non solo non c'è più il Corpo Forestale dello Stato, ma anche perché noi VF saremo a presidio delle abitazioni nelle zone di interfaccia, e non potremo intervenire direttamente nello spegnimento degli incendi boschivi! Auguriamoci che non si verifichi quanto accaduto il 17 Giugno in Portogallo.

* FP-Cgil VVF FNS Cisl  Uil PA VVF  - Renato Ripanti William Berrè Rocco Tirabassorabasso

Un'estate di gusto con panna montata e cioccolato fuso sulla Maturità

petra rubrica

Siamo quasi a metà strada. Parliamo di esami di Stato. Di scritti quasi completati e di prove orali da affrontare. Chi prima, chi dopo. Una tortura per chi dovrà finire a metà estate, lo stesso per chi le affronterà prima. La tensione c’è sempre. Ma c’è la pausa tra le prove. Un sospiro per il fine settimana che anche se totalmente occupato per il ripasso, trova il tempo, per scaricare la tensione, per una uscita, una passeggiata, un po’ di sole.

C’è chi appena dopo le prove approfitta per fare un bagno e chi pranza, tardissimo, con una coppa gelato. Incontrando chi, poco prima, era nella stessa scuola ed ha avuto la stessa idea. Insegnanti comprese.

Gruppi di ragazzi che, sentendo avvicinarsi il distacco che verrà, nell’ultimo mese ed in quello a venire, si stringono tra loro e alternano lo studio allo svago. Ma insieme. Tutti insieme. Classi. Sezioni. Indirizzi. Eccoli arrivare a prendere un cono ed un frappè. Fare due chiacchiere e tornare sempre sullo stesso argomento. Gli argomenti d’esame.

Nel nostro piccolo, orgogliosi di contribuire ad alleggerire momenti tesi e concitati. Con un po’ di dolcezza e panna montata con cioccolato fuso. Sempre felici di vedere ogni anno ragazzi che saranno adulti. E che in questo passaggio, nel loro viaggio, fanno una tappa dove sono sempre i benvenuti.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Torreggiani: "Con Amoroso nel basket nulla è normale"

amoroso dibella

* E chi lo sa? Forse è normale, forse no. Quando c'è di mezzo un certo Valerio Amoroso di normale, banale, ovvio e scontato c'è meno di niente. Gli ha voluto bene e gli sta volendo bene tutta l'Italia della palla a spicchi meno una sede (è marchigiana....) ma quella firma vista con tanto di video fatta poche ore fa non è normale, non è un passo come tanti, non è un altro ingaggio di una carriera fatta di tanti colori, di mille canestri e di duemila rimbalzi. E abbiamo arrotondato per ampio difetto.

Valerio Amoroso a Montegranaro è un concetto conosciuto, apprezzato, forte e fruttifero. Ma quella era Sutor. E la Poderosa con quella squadra che giocò e fece grandi cose in serie A non c'entra niente se non la città di pertinenza. Qualcuno è passato da una sponda all'altra, qualcuno si è allontanato dal basket, qualcuno aspetta tempi migliori, qualcuno non sa che fare. Cosa fare lo sapeva bene Valerione: la Sutor è troppo indietro e forse è una pagina definitivamente chiusa, Montegranaro l'ha avuta sempre nel cuore anche quando faceva canestri, pick n'roll per Roseto o per Pistoia o per chissà chi, un'occasione così per tornare nelle sue Marche non se la poteva lasciar sfuggire. Anche se proprio nelle Marche sta l'unico posto dove non gli hanno voluto bene. Visto? Con Valerio niente è scontato...

* Stefano Torreggiani, giornalista

I consiglieri di Fermo: "I nostri due anni al servizio della città"

FERMO – Due anni di amministrazione, due anni di lavoro al servizio esclusivo della città. Il 14 giugno 2015 le urne hanno sancito la vittoria di Paolo Calcinaro e delle sue liste “Piazza Pulita” e “Il Centro”, a cui si è aggiunta la lista “Non mi Fermo”. Una vittoria entusiasmante, attestante la volontà dei fermani di voltare pagina e di recuperare il protagonismo necessario alla rinascita della città. Ed è proprio questo “mandato” preciso da parte dei cittadini che ha caratterizzato l’operato dell’amministrazione fin dalle prime ore.
Oggi, a due anni dall’inizio di questa splendida ma impegnativa esperienza, intendiamo fare un rapido punto della situazione.

Mancata occupazione degli spazi. Per quanto riguarda il metodo, la nostra amministrazione si è caratterizzata in questi primi 24 mesi per la volontà di conoscere e prendere decisioni nel segno della continuità operativa, rinunciando a quell’approccio punitivo di certa politica che – una volta vinte le elezioni – inizia ad occupare gli spazi in ottemperanza ad uno “spoil system” strumentale a soli interessi di bottega. La trasversalità (non facile da coltivare ma sempre in secondo piano rispetto agli interessi della città) della nostra coalizione ha imposto da subito, invece, una visione prettamente funzionale all’interesse generale, correggendo in corsa eventuali disfunzioni (alcune ne sono state effettuate, altre ve ne saranno).

Una piccola rivoluzione. Altra, inequivocabile novità è il cambiamento di atteggiamento di chi amministra, costantemente tra i cittadini, pervicacemente all'ascolto. La volontà fin dalla prima ora è stata quella di avvicinare le istituzioni ai fermani, che così facendo possono sentirsi al centro di un processo di valorizzazione generale della città, precedentemente ingessata da logiche di partito. I consiglieri, cittadini tra i cittadini, sono sempre in prima linea per accorciare la distanza tra attività politico-amministrativa ed esigenze concrete. In questo senso, naturale è il potenziamento di manifestazioni e realtà che coinvolgono il tessuto sociale cittadino: dalla Cavalcata dell’Assunta fino ai centri sociali, dalle parrocchie alle società sportive, che ogni volta vengono coinvolte e che hanno sempre risposto con entusiasmo. 

Visione d'insieme. Ciò che ha sempre caratterizzato l'attuale amministrazione è la volontà di promuovere una visione d'insieme della città. Non un quartiere contro l'altro, nel segno di una lotta a perdere, di una guerra tra poveri. Una guerra alimentata negli anni da chi aveva interessi politici in questo o quel quartiere. Ecco allora - inevitabilmente  - un centro storico ravvivato nell'interesse di tutti (in quanto traino turistico e elemento identitario), vera stella polare del programma turistico e culturale cittadino. Ma, accanto a questo, costante attenzione
ai quartieri dimenticati (Lido Tre Archi con due progetti milionari, Marina Palmense, Torre di Palme, Santa Petronilla, Campiglione con il recupero dell'area dell'ex zuccherificio, quartiere Carcera e recupero area Cops, quartiere Tirassegno, zona san Francesco e recupero Piazza Dante, Santa Caterina, Molini, ecc...).
Reperite risorse senza gravare sulle tasche dei cittadini. Il notevole ritardo accumulato nel corso degli anni ha fatto in modo che sia lunghissimo l’elenco delle cose da fare nell’interesse della città. In questo senso, sarebbero necessari molti anni ancora per cercare di recuperare il gap funzionale e organizzativo. La necessità di reperire risorse senza aumentare le tariffe e rispettando le difficoltà delle famiglie fermane (in tal senso sono stati potenziati tutti i servizi a favore delle famiglie meno abbienti e per il contrasto del disagio sociale ed economico) ha fatto optare l’amministrazione per la scelta vincente di cedere il 49% della Solgas. Sono stati così recuperati circa 5 milioni di euro che sono andati e andranno a finanziare opere importanti per i diversi quartieri della città. Non una sola opera celebrativa dell’azione amministrativa, in puro stile autoreferenziale, ma più interventi che possano far recuperare almeno parte di quel ritardo a cui abbiamo fatto riferimento.

Emergenze e dignità. Di cose fatte ce ne sono moltissime, troppo lungo l’elenco e stucchevole è il ricordarle. Chiudiamo allora con un aspetto per noi molto importante. Nel momento di massima spinta e di maggior successo per l’azione amministrativa (centro rivitalizzato, flussi turistici record, negozi che cominciavano a riaprire), ecco un terremoto storico che, in meno di 3 mesi, ha picchiato duro sui nostri sogni e sulle nostre aspirazioni.

La cosa di cui più andiamo fieri, allora, è proprio la risposta data nell’emergenza, la capacità amministrativa di tenere la barra dritta nell’interesse dei fermani e (con l’aiuto degli uffici comunali e della Protezione civile) di rispondere con competenza e dignità alle innumerevoli difficoltà di quei momenti e di quelli attuali.
Anzi, le difficoltà hanno fatto da trampolino per un ulteriore rilancio: in quelle ore, tanto per intenderci, è nata l’azione che porterà alla nascita di un nuovo polo scolastico che comprenderà le scuole Betti e Fracassetti. Ed è cresciuta la volontà di recuperare al meglio tutti gli angoli e le strutture più suggestive e importanti della nostra città.*E’ proprio questo protagonismo al servizio di Fermo e dei fermani che noi continueremo a garantire per i prossimi anni. Un protagonismo disinteressato, che vuole accompagnare le singole realtà verso una crescita di consapevolezza e di intraprendenza. 

La sfida è grande, ma il patto rimane intatto.

I consiglieri delle liste Piazza Pulita, Il centro, Non mi Fermo

Pompozzi e Canigola: "Auguri per la Maturità"

* Il nostro pensiero e augurio va a tutti voi ragazzi che siete chiamati a sostenere l’esame di maturità.

Questa prova, momento importante per voi, segna il passaggio alla vita adulta.

Molte saranno le sfide che incontrerete nel percorso di studi o lavorativo. Ponderate con serenità e ottimismo le scelte importanti per il Vostro futuro.

Un ringraziamento va anche a tutti voi docenti impegnati nelle commissioni e a voi che, in questo anno difficile, avete con professionalità e competenza accompagnato fino a qui i “vostri ragazzi”.

In bocca a lupo ragazzi.

* Moira Canigola e Stefano Pompozzi, presindete e vicepresidente della Provincia

Pancake e granite, yogurt e crepes: i premi per Un'estate di gusto

petra rubrica

È definitivo. L’estate è arrivata sul serio. Calda, afosa, invitante. E con essa sono iniziati i festival all’aperto. Cultura, sociale, sport. Per ogni gusto e preferenza.

Questo è il periodo delle gare, delle competizioni, dei tornei sportivi. Per grandi e bambini.  Ad ognuno la sua disciplina. Si gareggia, si compete, si vince e si perde. Ma nello sport, soprattutto quello dove sono i più piccoli a giocare, l’importante, infine, è strappare un sorriso che nasca dal divertimento della partecipazione. Il bello sta qui. È vedere tanti piccoli futuri campioni, mai stanchi, scegliere una granita o festeggiare con un cono gelato. Ed avere la grinta di continuare sempre a giocare. Con la soddisfazione negli occhi dei genitori che sono sempre al loro fianco, che li incitano e supportano. Che li sostengono, sempre.

E che, anche quando non c’è nessuna vittoria, li premiano. Pancake o crepe, gelato e granita. Forza e coraggio. La prossima andrà meglio. Intanto i grandi si consolano come i piccoli, se non meglio. Con una bella coppa di frutta e yogurt soft, con tanta panna al cioccolato fuso che farcisce una coppa alle creme. Le gare continuano, e tanti piccoli campioni in divisa si divertono nell’attesa che arrivi la scala verso il podio. O la fine delle gare per fare un bel bagno nelle invitanti acque di un mare da sogno prima di mangiare un gelato. 

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Fermo dice no al decreto Minniti: "Atto di civiltà"

consiglionotte

* I capigruppo delle liste Altra Fermo e Fermo Migliore  esprimono grande soddisfazione per il voto con cui il Consiglio Comunale di ieri sera 15 Giugno ha approvato all’unanimità dei presenti un ordine del giorno che esprime disapprovazione e rigetto  alle Leggi Minniti-Orlando in materia immigrazione e sicurezza, così come tanti altri Consigli Comunali hanno già fatto nelle ultime settimane.

Con tali provvedimenti normativi -si legge nel documento approvato dal Consiglio- mentre “il Governo, con il taglio costante dei fondi per le politiche sociali e delle risorse agli Enti locali, crea le premesse per un aggravamento delle condizioni di povertà, dall’altro lato spinge i Comuni a fronteggiare il disagio sociale con misure repressive in luogo di interventi di sostegno ed inclusione”.

Nello stesso documento, che auspica “ l’apertura di corridoi umanitari con un maggiore responsabilità dell’Unione Europea per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzione e fame di entrare in Italia senza mettere a rischio la loro vita”, si denuncia il carattere  discriminante delle due leggi in argomento, accomunate da un “corpus giuridico che appare teso alla costruzione di “muri” nel Paese e nelle comunità locali, e quindi pienamente ascrivibili alle derive securitarie e respingenti che stanno prendendo piede in modo allarmante a livello europeo ed internazionale”.

Nel  ringraziare il Sindaco ed  i Consiglieri di maggioranza e minoranza anche per le integrazioni al testo dell’ordine del giorno da loro proposto, non si può però rimanere indifferenti riguardo l’atteggiamento dei Consiglieri del Partito Democratico, usciti dall’Aula senza neanche esprimere una valutazione, a differenze dei loro nuovi alleati di Forza Italia, cha almeno hanno motivato la loro non partecipazione al voto.

* I consiglieri comuanli Massimo Rossi e Maria Giulia Torresi

Voucher, 106 dipendenti della Provincia di Fermo dicono no

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* Abrogati i referendum non i voucher, un vero e proprio schiaffo alla Democrazia e una violazione palese all’art.75 della Costituzione.

La mobilitazione dei dipendenti della Provincia di Fermo e degli uffici decentrati della Regione Marche è stata coronata da un successo netto.  Sono state infatti raccolte 106 firme su un totale complessivo di 119 dipendenti in organico per l’Appello al Presidente della Repubblica perché ci sia rispetto per il lavoro, per la democrazia e per la costituzione.

Un’ adesione così partecipata e così convinta ci fa ben sperare in una partecipazione altrettanto forte alla manifestazione nazionale straordinaria indetta dalla Cgil per sabato 17 giugno a Roma. La manifestazione di sabato prossimo ha carattere di straordinarietà perché si tratta di difendere la democrazia e perché vuole contrastare comportamenti decisamente antidemocratici che non hanno precedenti nella nostra storia repubblicana.

I fatti sono opportunamente sintetizzati in una lettera appello che la segretaria generale Susanna Camusso ha inviato a tutti gli iscritti: dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la CGIL presenta una proposta di legge Carta dei diritti universali del lavoro e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la CGIL raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum ed il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge.

Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che - ricordiamolo sempre - sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese.

Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher. Mai era avvenuta una violazione così palese dell’art. 75 della Costituzione.

La CGIL nella sua storia si è sempre battuta per difendere la democrazia e le sue regole, perché in quella difesa, c’è la difesa della libertà nel lavoro, la cittadinanza del lavoro e anche questa volta ci saremo ed i colleghi della Funzione Pubblica di Fermo ci saranno in molti.

* Umberto Perosino, delegato Enti Locali della FP di Fermo 

Lo spatolar mi è dolce in questo mar di "Un'estate di gusto"

petra rubrica

* Quante volte si parla di differenze culinarie tra il Nord e Sud dell’Italia? È quello che ci contraddistingue. Avere così tanta scelta e varietà di ricette in una unica regione. Contaminazioni, sapori tipici, terre che producono tipicità.

Beh, questo vale anche in gelateria. E non ci riferiamo oggi ai gusti gelato ma più a delle scelte di vendita. Lo sapevamo già, e con l’inizio dell’arrivo dei turisti provenienti da tutta Italia per la stagione estiva, il tema torna, sempre lo stesso. Ogni volta.

Spatola o pallina? Noi gelatieri del centro Italia siamo abituati per lo più a spatolare i coni, cioè a posizionare il gelato con la spatola, a far girare il cono con le mani mentre lo si fa, creando delle sculture di colore e sapore. Non mancano quindi situazioni, all’arrivo dei turisti provenienti soprattutto dal Nord Italia, durante il periodo estivo, nelle quali, prima di consegnare un cono, passi più tempo di quello previsto. Si. Prima bisogna trovare il compromesso. E spiegare che anche un cono piccolo può avere tre gusti, ed uno grande anche solo uno. A seconda della preferenza. Senza il conteggio di palline e selezione di taglie ma in base al numero dei sapori che si vuole aggiungere.

Pallina o spatola? La tendenza che va per la maggiore è la pallina. Semplice, veloce, risolutiva. Poco originale. Eppure comoda.

Ed a pensarci non è più una regola territoriale, ma una vera e propria scelta di vendita.

Eppure c’è a chi piace ancora vedere il banconiere preparare con fantasia il cono che gli verrà consegnato, che forse è anche contatto umano, in quel tempo minimo che passa tra la scelta, la realizzazione e la consegna di un cono tutto personale. Dentro il limone, fuori il cioccolato, chiede qualcuno. La nocciola alla fine per favore. Chiede qualcun altro. Particolari. Minimi. Importanti. Ogni volta unici.

A noi, nonostante tutto, spatolar ci è dolce in questo mar….

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

La Fermana riparte da Misin

rinnovo Misin

* Alex Misin è il primo riconfermato in casa gialloblù. Con le sue oltre cento presenze ed i quattro anni di militanza canarina, con la sua serietà e la sua dedizione alla causa, il mediano pesarese si è guadagnato i gradi di “giocatore-bandiera”.

Come previsto dal regolamento della Lega Pro, dunque, in virtù della sua fidelizzazione con la stessa Società, il classe 1989 godeva di una posizione privilegiata in sede di contratto, che lo avrebbe posizionato fuori dall’elenco dei 14 over che si potevano avere in rosa. Possibilità che il DG Conti, con il quale è da sempre legato da un rapporto di profondissime stima e fiducia reciproche, ha voluto subito esercitare, mettendo nero su bianco ed affidando il primo nome in agenda al riconfermato Mister Destro. Un tassello importante quello che va a ricoprire Misin.

Professionista esemplare, anche nella cavalcata che ha condotto quest’anno la Fermana alla vittoria finale in Serie D, ha recitato un ruolo da protagonista. Una brutta polmonite lo ha messo k.o. per diverse settimane, ma quando è sceso in campo Alex, diligente e ordinato, ha sempre fatto sentire il suo contributo. Ugualmente nello spogliatoio è sempre stato una delle colonne portanti dei “Samurai” con il suo spirito indomito e la sua determinazione. Conquistata la Terza Serie, lo aspetta una nuova affascinante avventura.

“Avevo una grande voglia di rimettermi in gioco in Lega Pro dopo che qualche anno fa l’avevo già affrontata con la casacca del Fano – le prime parole di Misin dopo la conferma – purtroppo però quell’esperienza non si concluse bene, tanto che pensai anche di smettere con il calcio visto che non arrivò la conferma in granata. Per fortuna sin da allora mi sono legato a questa Società e al DG Conti. Un rapporto che continua e di cui sono soddisfatto, per il quale ringrazio di cuore e che mi impegnerò a fondo come sempre per onorare al meglio. Non vedo l’ora, come ha detto anche il Mister, di misurarmi con questa nuova esperienza e di rimettermi a lavorare. Ora ci godiamo il meritato riposo per la straordinaria cavalcata compiuta in questa stagione insieme a tutti gli altri ragazzi, poi tra qualche settimana si riattaccherà la spina per centrare un nuovo traguardo”.

Grinta e qualità di certo non mancheranno al volenteroso e duttile centrocampista, ormai fermano d’adozione.

* ufficio stampa Fermana

Foresi, un brigadiere da medaglia

Montegranaro medaglia dargento Fausto Foresi 1

*Il Sindaco di Montegranaro Ediana Mancini, unitamente al Vice Sindaco ed Assessore alla Polizia Locale e Sicurezza Endrio Ubaldi, esprimono la più sincera gratitudine al Brigadiere Capo Fausto Foresi insignito oggi dal Comando Regionale dell'Arma dei Carabinieri di Ancona della Medaglia d'Argento al Valore Civile.

L'importantissimo encomio solenne è stato conferito al militare, da diversi anni in servizio presso la locale stazione dei Carabinieri, per un gesto eroico durante i tragici momenti dell'alluvione del 2011 a Casette d'Ete nel territorio del Comune di Sant'Elpidio a Mare. Il coraggioso carabiniere, infatti, nonostante la fortissima pioggia e lo straripamento del fiume Ete Morto, non esitò neanche un istante a gettarsi in acqua per salvare una donna rimasta intrappolata nell'auto.

L'Amministrazione comunale di Montegranaro è fiera di quanto fatto dal Brigadiere Fausto Foresi in quella tragica circostanza, così come è grata al Comandante della Stazione Maresciallo Capo Giancarlo Di Risio e a tutti i suoi uomini, per l'impegno che quotidianamente esprimono per la tutela della sicurezza nel nostro territorio.

*Ufficio stampa comune di Montegranaro

Un cono tricolore, uno yogurt con fragole e kiwi: auguri "di gusto" all'Italia

petra rubrica

Il primo week end di giugno inizia con un giorno di anticipo e tra una partenza improvvisata per una tre giorni ed una pedalata verso le spiagge lustrate a festa, il due giugno vede manifestazioni in tutta Italia in ogni grande, microscopico comune. È la Festa della Repubblica e volendo ispirarsi alla nostra bandiera, si potrebbe partire con un bel cono gelato abbinando il pistacchio, lo yogurt e dell’amarena.

Oppure proseguire il pranzo con una crepe dove al suo interno troviamo un bel cremino con alla base la crema di pistacchio, cremosa e delicata, del gelato al cocco, bianco candido con qualche striatura di cioccolato fuso, ed infine del gelato alla ciliegia.

Finiamo con la pausa merenda, con un bianco yogurt soft artigianale, con sopra delle fragole fresche e dei pezzettoni di kiwi. Certo l’ordine non è quello giusto, ma il patriottismo è ugualmente apprezzato. Anche perché, oltre alla festa della Repubblica, il week end ci vedrà incollati allo schermo per una partita di calcio importante per le nostre squadre. Ed anche se non si parla di Nazionale, e non si è tifosi, di sicuro il senso di italianità dilagherà ugualmente.

Quindi, auguri Italia. Auguri a noi. E che la dolcezza si porti via i cattivi pensieri. Almeno per questo primo, vero week end di sole.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Celani, Forza Italia: "Bene la Camera di Commercio unica"

*La decisione di dar vita nelle Marche ad una sola Camera di Commercio, presa oggi dal comitato esecutivo di Unioncamere, e già deliberata la scorsa settimana dal direttivo della Cciaa di Ascoli, mi auguro anche che segni l'inizio di un nuovo patto aggregativo tra le imprese del nostro territorio, nell'interesse dell'economia del Piceno.

Sull'ipotesi di una Camera unica regionale mi ero già espresso favorevolmente proprio un anno fa in consiglio regionale. Il perché della mia posizione è presto spiegato.

Innanzitutto questo è il segnale che ormai tutti condividiamo la necessità di fare sistema, in quanto non si può più andare avanti in ordine sparso e ciascuno per proprio conto. Per essere interlocutori forti e autorevoli in un sistema economico globalizzato, occorre mettere insieme tutte le risorse che il territorio regionale possiede. Il confronto con le altre regioni dovrà essere sui progetti e sulla qualità dei nostri prodotti.

D'altra parte, la prevista costituzione di tre aziende speciali, di cui una ad Ascoli per il settore agroalimentare, e l'altra a Fermo per la moda e la calzatura, garantirà l'attenzione e la visibilità che i nostri territori e con essi le aziende hanno sempre avuto in passato, ma che adesso potranno avere in un contesto certamente migliore.

*Piero Celani, consigliere regionale Forza Italia

Federfarma, il marchigiano D'Avella nel board nazionale

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I  nuovi presidenti nazionali di Federfarma Marco Cossolo e del Sunifar, il sindacato Unitario dei Farmacisti ruraliSilvia Pagliacci  , saranno affiancati nel consiglio di presidenza nazionale da un marchigiano: infatti, l’assemblea nazionale dell’associazione, con  236 votanti, ha eletto tra i nove componenti anche Pasquale D’Avella che rappresenta la provincia di Ascoli e la regione Marche .

Totalmente nuovi gli organi direttivi dell’associazione dei titolari di farmacie: Marco Cossolo, leader dello schieramento “Farmacia Futura” è  presidente di Federfarma Torino, mentre Silvia Pagliacci nuova presidente del Sunifar, il sindacato Unitario dei Farmacisti rurali è presidente di Federfarma Perugia. Soddisfatto il neo eletto D’Avella” mio impegno è innanzitutto portare la voce della nostra regione ma soprattutto delle farmacie rurali che sono le farmacie più deboli ma autentici  baluardi dell'impegno sociale e dell'unicità della farmacia italiana ed anche  presidi cruciali del Sistema Sanitario Nazionale “.

Ricorda  che “obiettivo è riportare le farmacie a essere protagoniste dei processi decisionali, valorizzare e promuovere la farmacia come canale primario della distribuzione del farmaco, promuovere il confronto e il contributo d’idee, esperienze e innovazioni delle diverse articolazioni territoriali, per sostenere l'evoluzione della farmacia e promuovere strumenti e progetti a favore di una farmacia più forte e autonoma nel suo progresso verso la Sanità Digitale e i nuovi scenari di settore”.

Cinque comunicati, cinque pensieri dei candidati sindaco di P.S.Giorgio

portosangiorgio chiesa

Ecco il candidato pensiero delle ultime 24 ore a Porto San Giorgio attraverso comunicati inviati alla redazione. Buona lettura, in rigoroso ordine da scheda elettorale. E se non sono i possibili sindaci a parlare ci pensano i consiglieri.

ANDREA AGOSTINI

Il candidato sindaco Andrea Agostini ha incontrato ieri pomeriggio i sangiorgesi a Piazza Torino, per parlare del suo programma di coalizione e rispondere alle numerose domande dei presenti. Tanti i temi toccati, a partire dalla sicurezza. "Oggi siamo nel punto di aggregazione primario del quartiere nord. Una bella realtà con un parco giochi molto frequentato da bambini e famiglie. Tutto bene? Non proprio, perchè appena pochi giorni fa abbiamo vissuto 12 ore di ordinaria follia. In mezza giornata abbiamo avuto una rapina in pieno giorno non lontano da qui, un furto in centro, un furto con spaccata ad un'auto posteggiata fuori da un ristorante. La sicurezza è un problema ovunque, ma fatte le proporzioni con il numero di abitanti e la superficie di soli 4 km di Porto San Giorgio, qui possiamo parlare di una vera e propria emergenza".

La ricetta, per Agostini, "è premere ai tavoli istituzionali per rivedere una distribuzione dei carabinieri con sole 12 unità alla nostra caserma per presidiare l'intera costa fermano-sangiorgese. I vigili sono ausiliari di pubblica sicurezza, possono dare una mano prevedendo più servizi in strada e meno per attività come spunta del mercato e verifiche sull'occupazione di suolo pubblico. Più investimenti sulla videosorveglianza, dato che abbiamo 28 telecamere di cui 10 non funzionanti. Daremo sgravi fiscali ai privati che installano sistemi di controllo video, aumenteremo i corpi illuminanti, dobbiamo essere più attenti per evitare che soggetti già espulsi girino ancora per la città. Impegniamoci tutti per presidiare un'oasi felice".

Agostini rimarca la perdita della Potes a Porto San Giorgio. "Avevamo un servizio prezioso che partendo dall'ex ospedale consentiva ai mezzi di soccorso, per i casi di massima urgenza, di raggiungere in pochi istanti il territorio comunale. In certe situazioni pochi minuti fanno la differenza tra la vita e la morte ed oggi, è un dato oggettivo, abbiamo perso quel presidio, che parte dall'ospedale di Fermo, con tempi inevitabilmente più lunghi. Il tutto senza che questa amministrazione abbia proferito parola. Daremo battaglia con tutte le forze per riavere ciò che ci è stato tolto".

Un passaggio anche sulla viabilità davanti alla chiesa Sacra Famiglia. "E' un bene che un problema viario storico venga risolto, ma la nostra amministrazione aveva raggiunto l'accordo per farlo realizzare a spese dei privati, invece questo intervento lo pagano i sangiorgesi, con tanto di abattimento di un pino secolare. Ogni volta che serve tagliare degli alberi, puntuale arriva qualcuno a certificare che quella pianta sta morendo. Eppure era lì da sempre".

Agostini, rispondendo alle domande, ha preso impegni "a realizzare subito una tribuna per il nuovo campo sportivo a nord, ad investire sulla pista di atletica che può ospitare eventi nazionali e portare pernottamenti in città, a rilanciare Rocca Tiepolo attraverso eventi di eccellenza. Poche iniziative, ma di altissimo profilo. Un altro obiettivo è una nuova piscina, nei pressi del palasport o sud, all'ingresso della città, vicino alle strutture alberghiere".Si è parlato anche della necessità di ulteriore abbattimento delle barriere architettoniche e dell'esigenza di "una scelta di mercato. Per noi la priorità va data a chi vuole investire per portare movimento e vitalità serale, non a chi viene a Porto San Giorgio poche settimane l'anno per riposare".

In conclusione, l'appello a non perdere l'ultima opportunità: "I treni non passano troppe volte – commenta Agostini – Abbiamo perso quello della terza corsia e siamo rimasti tagliati fuori da tutto. Abbiamo perso l'opportunità di sfruttare i proventi della vendita della San Giorgio Energie per un intervento strutturale sul lungomare. O diamo un cambio di marcia subito, o tra altri 5 anni sarà troppo tardi".

MARCO MARINANGELI

Parla l'Ingegnere Paolo Intorbida  candidata nella lista Noisangiorgesi in appoggio a Marco Marinangeli Sindaco.

Nella mia carriera, ho avuto una lunghissima esperienza amministrativa in diversi comuni d'Italia, rivestendo ruoli strategici in vari settori quali:  Lavori Pubblici, Urbanistica ed Ambiente,  coordinando  progetti di riqualificazione urbana ed  infrastrutturale e, realizzando con finanza privata  (Project Financing) numerose  Opere  Pubbliche di rilevante entità.

Credo che Porto San Giorgio non possa prescindere dall'iniziare un percorso programmatico che porti la città a fare un salto di qualità importante riguardo il suo essere. Il concetto di "Smart City" tanto caro alle città che si sono evolute, per gli amministratori passati di Porto San Giorgio non è nient'altro che un inglesismo incomprensibile.La città intelligente!! Programmare uno sviluppo intelligente della città a livello urbanistico  infrastrutturale e ecologico, è  un obbiettivo improcrastinabile ed è il motivo per cui ho deciso di candidarmi.Ho avuto modo di approfondire l'argomento con il nostro candidato Sindaco Marco Marinangeli e debbo dire che ha sposato senza alcuna riserva le mie proposte.Chi amministra deve avere una "visione" futura della città. Deve avere le competenze tali da riuscire a programmare ogni scelta affinché la "visione" nei tempi tecnici compatibili, si possa tradurre in realtà. Il nostro programma di cui io stesso in questo ambito ho  dato il contributo più significativo, tende nient'altro che a questo, oltrechè la realizzazione di importanti opere pubbliche, cantierabili  anche mediante l'attivazione del Project Financing. Vi invito pertanto a consultarlo attentamente; ed io se la cittadinanza  premierà Marco Marinangeli e la nostra squadra, sarò in prima persona, a dare il mio contributo per rendere Porto San Giorgio la "Smart City" per eccellenza della costa Adriatica. Una città intelligente al pari di chi l'amministra.

GIACOMO FILENI

La  dismissione di beni pubblici

Non si criminalizza in senso assoluto la dismissione di un bene pubblico. Per diverse ragioni la dismissione di un bene può essere una sensata ed opportuna strategia per valorizzare il patrimonio restante, godere di eventuali plusvalenze, anticipare imminenti depauperimenti.

Se in questo intento però tra tutti i tuoi beni tu metti in vendita quello che ti genera un utile alto, con una struttura snella, con poco personale dipendente, con la sola possibilità di aumentare quest’utile a meno che non si decida di attuare una scellerata gestione, allora io penso che l’hai fatto non per errata valutazione ma intenzionalmente.

La San Giorgio Energie venduta per il 49% alla SGR generava un utile annuo per circa 300.000 euro, la società fornisce gas metano ai sangiorgesi con un servizio vicino al cittadino con sportello aperto al pubblico presso sede comunale. Se vendi Gas Metano per la società del tuo comune dormi sonni quasi tranquilli in merito alla fidelizzazione della tua clientela: nessuno tra i tuoi clienti farà a meno di te. Se ci sai fare nella qualità del servizio (bollette trasparenti, letture reali, rateizzazione pagamenti…) ed applichi anche modeste capacità commerciali il mercato non può spaventarti. Considerando inoltre che tu vendi solo Gas con un data base di utenze attive cospicuo sarebbe stato non impossibile adoperarsi per vendere anche Energia Elettrica agli stessi. Ci ha pensato un privato a questo però. E le società private che erogano servizi di vendita Gas e Luce sanno anche quale sarà il business dei prossimi anni: il MERCATO LIBERO.

Niente di quello che immaginate: con il passaggio al mercato libero andremo a spendere di più che nel mercato di TUTELA.

Una breve spiegazione: il SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA ha tariffe calmierate e suggerite al consumatore dall’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas (AEEG), si applicano sia ad utenze domestiche che a quelle cosiddette “altri usi”, aziende comprese,  se corrispondono determinati requisiti come fatturato e numero dipendenti. Vengono aggiornate nel primo caso (uso domestico)  trimestralmente, nel secondo mensilmente. Negli ultimi anni il prezzo dell’energia è andato sempre diminuendo quindi l’aggiornamento periodico tariffe ha avvantaggiato il consumatore.

Il mercato LIBERO invece applica diversi trucchi per avvicinare il cliente: offerta promozionale massimo primi 12 mesi su tariffe di tutela per poi applicare tariffe fisse superiori alle precedenti; tariffe variabili vicine alla TUTELA (ad esempio indice P.U.N. ma non scivoliamo troppo sul tecnico) maggiorate però di addizionali; concorsi a premi, assicurazioni elettrodomestici, tutto alla fine dei conti spalmato in bolletta.

Se ancora non credete che il mercato LIBERO sia penalizzante in fatto di prezzi vi dico ancora questo: il fornitore oltre alle voci di addebito previste in fattura/bolletta vi fa in regalo un addebito ulteriore pari al 10% dei vostri consumi in kwh giustificati come PERDITE DI RETE (è la dispersione  dell’energia elettrica dalla rete di distribuzione). Questo per le utenze in bassa tensione, il 4% invece sulla media tensione. Inoltre in quanto “LIBERO” potrà aggiungere a suo piacimento altri addebiti spacciati attraverso le seguenti formule: “oneri diversi”, “oneri amministrativi”, “oneri accessori”.

Ma allora restiamo tutti nel mercato tutelato direte voi: no, c’è un precisa strategia che mira a passare al mercato libero nel 2019. Quindi avete capito quale sarà il business delle società energetiche? Mettere mano nelle tasche degli utenti, in quelle di noi sangiorgesi.

Giacomo Renzetti  Trasatti

NICOLA LOIRA

Una parte dei partiti della sinistra si dichiarano fuori da questa tornata elettorale comunale, facendo valere, come argomento, la propria contrapposizione netta al PD. Scelta legittima, che rispettiamo, ma non condividiamo. Non è un segreto che anche noi siamo fortemente contrapposti alle politiche nazionali e regionali di questa formazione politica. Ci sono le nostre dichiarazioni, ma soprattutto è la nostra attività politica a testimoniarlo. E tuttavia crediamo che i principi cardine della sinistra vadano applicati concretamente anche a livello locale, dove esistono situazioni estremamente diversificate. Noi riteniamo, senza avere preconcetti, che, nel nostro paese, nella nostra Porto San Giorgio, sia interesse dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori dare continuità ad un'esperienza amministrativa, quella di Loira, che molti problemi, anche annosi, ha risolto. Non facciamo l'identikit politico di chi è nostro alleato: ci basta sapere che condividiamo con lui una visione della città e la volontà di dare a questa concretezza. La sinistra sangiorgese non può sottrarsi al proprio dovere di contribuire al governo della città tenendo fermi e cercando di far valere i propri principi.

Cinque anni fa potevamo per esempio rifiutare l'Assessorato al bilancio. Era una fase caratterizzata da drammatici tagli lineari ai servizi finanziati dallo Stato e agli enti locali. Veniva calata sull'Italia, dai "tecnici" tanto amati da qualcuno, la cappa mortale di un'austerità regressiva: non venivano colpiti gli sprechi, le ruberie e l'evasione fiscale e non si procedeva ad una redistribuzione della ricchezza; no, si colpiva duramente la spesa destinata ai servizi importanti per i cittadini e i lavoratori e si impoverivano gli enti locali. Di fronte a tutto ciò potevamo rinunciare alla delega al bilancio, lasciandola ai rappresentanti dei partiti colpevoli di appoggiare quelle politiche nazionali, o ci assumevamo le nostre responsabilità cercando di evitare che quelle politiche austeritarie danneggiassero in maniera drammatica i lavoratori, le famiglie e il tessuto economico sangiorgese. Abbiamo cercato di perseguire la seconda strada, non abdicando al nostro dovere. E , in questo contesto, l'aver potuto permettere la difesa dei servizi sociali, l'aver evitato forti inasprimenti fiscali e l'aver esentato dall'addizionale IRPEF i redditi inferiori agli otto mila euro lordi sono stati risultati significativi dell'Amministrazione.

Condividiamo l'idea che si debbano unificare molti servizi tra Porto San Giorgio e Fermo, anche in ambito culturale. Per noi è fondamentale che nei prossimi anni vengano avanzate proposte culturali comuni tra le due Amministrazioni, anche nella definizione del cartellone teatrale. Già in questi anni, tuttavia, un passo avanti è stato fatto: quello di coordinarsi in modo da non far sovrapporre le date degli spettacoli. Anche in altri ambiti sarà poi necessaria l'unificazione dei servizi, a partire da quello dell'igiene urbana. Nell'attesa che si inizino a muovere i primi passi in questa direzione, l'Amministrazione sangiorgese, e questo purtroppo non viene evidenziato abbastanza a sinistra, ha reso la SGDS sana, efficiente, capace di innovare il servizio sperimentando nuove modalità di raccolta.

Se si parla di edificazione, è di sinistra un'Amministrazione che predilige non le nuove edificazioni, ma il recupero delle aree già cementificate e degradate, come ha fatto l'Amministrazione Loira, puntando contemporaneamente sull'abbattimento deciso delle barriere architettoniche. Ed è di sinistra un'Amministrazione che, prendendo seriamente in considerazione il problema del completamento del porto, ha rigettato la colata di cemento inutile dei privati e ha elaborato un piano basato sulle reali necessità dell'infrastruttura. Noi ci siamo sempre battuti perché ciò avvenisse.

Quando poi si parla di accoglienza, di apertura verso chi fugge da situazioni drammatiche che noi occidentali abbiamo contribuito pesantemente a determinare per sostenere i profitti delle nostre multinazionali e la qualità della nostra vita, l'Amministrazione Loira ha fatto sempre la sua parte sostenendo innanzitutto il metodo SPRAR e ha sempre difeso questo servizio da tutti coloro che in questi anni lo hanno pesantemente e vilmente attaccato.

Questi sono solo alcuni punti importanti sui quali crediamo sia vitale per la nostra città che Loira venga rieletto e continui ad amministrare Porto San Giorgio con il supporto della sinistra.

Bisonni Renato e Raccichini Giorgio

ALESSANDRA PETRACCI

Abbiamo già parlato delle nostre proposte per il lavoro per i giovani per non farli andar via o meglio per farli rientrare.

Però, se vogliamo invertire la tendenza di questi anni e far tornare a Porto San Giorgio i giovani, le giovani coppie e le giovani  famiglie occorre mettere sul mercato abitazioni dai costi accessibili, sia per chi le volesse affittare che per chi le volesse acquistare.

Questo è un percorso obbligato per il rilancio della città, perché solo la presenza di giovani con le loro famiglie può garantire una continuità di lavoro durante tutto l’anno agli esercizi commerciali e alle altre attività del territorio, non lo scopriamo noi che i giovani hanno una propensione al consumo più alta degli anziani, escono di più, acquistano di più, rivitalizzano qualsiasi città. Con loro sul territorio le attività esistenti possono trarre nuova energia e altre ne possono nascere.

E’ una soluzione quasi banale alla quale però è stato risposto sempre non si può fare, non si possono far abbassare i prezzi ai proprietari degli immobili, non si possono costruire nuovi immobili, non ci sono i soldi.

Non c’è un sistema migliore per avere la giustificazione sempre pronta per non fare nulla.

Noi non ci stiamo. Noi siamo convinti che possiamo fare molto.

E così abbiamo chiesto proprio a due giovani professioniste di andare a vedere le incompiute, gli scheletri presenti nel paese e di realizzare una ipotesi per la loro riqualificazione però senza realizzare nemmeno un centimetro cubo di volumetria in più e a costi sostenibili.

Quello che vedete è il loro primo studio. Il brutto scheletro di cemento i sangiorgesi ma anche coloro che scendono dalla superstrada fermana lo conoscono bene, perché si trova proprio poco prima dell’ingresso del paese, sulla destra venendo da Fermo. Un altro bel bigliettino da visita.

Quel brutto scheletro può diventare una bella costruzione dove si possono realizzare 50 appartamenti oltre a laboratori, uffici e negozi. Quella zona del paese che è di fatto degradata e mezza abbandonata a se stessa potrebbe diventare un quartiere “cool”.

Già sentiamo il coro dei signori del non si può fare: lì non si può costruire, poi gli immobili mica sono del comune e infine la domandona finale, i soldi dove li prendete?

Noi invece siamo quelli del si può fare. Se altri lo hanno fatto perché a Porto San Giorgio queste robe qua non si possono fare? Gli strumenti ci sono, si chiamano housing sociale, edilizia convenzionata, project financing sociale dove privato e comune si mettono insieme e con il supporto di istituti finanziari che si occupano di finanziare queste opere le realizzano. Se ci darete la fiducia possiamo garantire che 10 giorni dopo saremo dal partner finanziario a gettare le basi per realizzare “l’impossibile”.

Nei primi due anni possiamo riuscire a realizzare case dai costi accessibili per 400-500  persone.

Ringraziamo Lorella Nasini, geometra, e Annalisa Sorce, architetto, per il loro prezioso lavoro.


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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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