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Un cono tricolore, uno yogurt con fragole e kiwi: auguri "di gusto" all'Italia

petra rubrica

Il primo week end di giugno inizia con un giorno di anticipo e tra una partenza improvvisata per una tre giorni ed una pedalata verso le spiagge lustrate a festa, il due giugno vede manifestazioni in tutta Italia in ogni grande, microscopico comune. È la Festa della Repubblica e volendo ispirarsi alla nostra bandiera, si potrebbe partire con un bel cono gelato abbinando il pistacchio, lo yogurt e dell’amarena.

Oppure proseguire il pranzo con una crepe dove al suo interno troviamo un bel cremino con alla base la crema di pistacchio, cremosa e delicata, del gelato al cocco, bianco candido con qualche striatura di cioccolato fuso, ed infine del gelato alla ciliegia.

Finiamo con la pausa merenda, con un bianco yogurt soft artigianale, con sopra delle fragole fresche e dei pezzettoni di kiwi. Certo l’ordine non è quello giusto, ma il patriottismo è ugualmente apprezzato. Anche perché, oltre alla festa della Repubblica, il week end ci vedrà incollati allo schermo per una partita di calcio importante per le nostre squadre. Ed anche se non si parla di Nazionale, e non si è tifosi, di sicuro il senso di italianità dilagherà ugualmente.

Quindi, auguri Italia. Auguri a noi. E che la dolcezza si porti via i cattivi pensieri. Almeno per questo primo, vero week end di sole.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio


Celani, Forza Italia: "Bene la Camera di Commercio unica"

*La decisione di dar vita nelle Marche ad una sola Camera di Commercio, presa oggi dal comitato esecutivo di Unioncamere, e già deliberata la scorsa settimana dal direttivo della Cciaa di Ascoli, mi auguro anche che segni l'inizio di un nuovo patto aggregativo tra le imprese del nostro territorio, nell'interesse dell'economia del Piceno.

Sull'ipotesi di una Camera unica regionale mi ero già espresso favorevolmente proprio un anno fa in consiglio regionale. Il perché della mia posizione è presto spiegato.

Innanzitutto questo è il segnale che ormai tutti condividiamo la necessità di fare sistema, in quanto non si può più andare avanti in ordine sparso e ciascuno per proprio conto. Per essere interlocutori forti e autorevoli in un sistema economico globalizzato, occorre mettere insieme tutte le risorse che il territorio regionale possiede. Il confronto con le altre regioni dovrà essere sui progetti e sulla qualità dei nostri prodotti.

D'altra parte, la prevista costituzione di tre aziende speciali, di cui una ad Ascoli per il settore agroalimentare, e l'altra a Fermo per la moda e la calzatura, garantirà l'attenzione e la visibilità che i nostri territori e con essi le aziende hanno sempre avuto in passato, ma che adesso potranno avere in un contesto certamente migliore.

*Piero Celani, consigliere regionale Forza Italia

Federfarma, il marchigiano D'Avella nel board nazionale

davellafederfarma

I  nuovi presidenti nazionali di Federfarma Marco Cossolo e del Sunifar, il sindacato Unitario dei Farmacisti ruraliSilvia Pagliacci  , saranno affiancati nel consiglio di presidenza nazionale da un marchigiano: infatti, l’assemblea nazionale dell’associazione, con  236 votanti, ha eletto tra i nove componenti anche Pasquale D’Avella che rappresenta la provincia di Ascoli e la regione Marche .

Totalmente nuovi gli organi direttivi dell’associazione dei titolari di farmacie: Marco Cossolo, leader dello schieramento “Farmacia Futura” è  presidente di Federfarma Torino, mentre Silvia Pagliacci nuova presidente del Sunifar, il sindacato Unitario dei Farmacisti rurali è presidente di Federfarma Perugia. Soddisfatto il neo eletto D’Avella” mio impegno è innanzitutto portare la voce della nostra regione ma soprattutto delle farmacie rurali che sono le farmacie più deboli ma autentici  baluardi dell'impegno sociale e dell'unicità della farmacia italiana ed anche  presidi cruciali del Sistema Sanitario Nazionale “.

Ricorda  che “obiettivo è riportare le farmacie a essere protagoniste dei processi decisionali, valorizzare e promuovere la farmacia come canale primario della distribuzione del farmaco, promuovere il confronto e il contributo d’idee, esperienze e innovazioni delle diverse articolazioni territoriali, per sostenere l'evoluzione della farmacia e promuovere strumenti e progetti a favore di una farmacia più forte e autonoma nel suo progresso verso la Sanità Digitale e i nuovi scenari di settore”.

Cinque comunicati, cinque pensieri dei candidati sindaco di P.S.Giorgio

portosangiorgio chiesa

Ecco il candidato pensiero delle ultime 24 ore a Porto San Giorgio attraverso comunicati inviati alla redazione. Buona lettura, in rigoroso ordine da scheda elettorale. E se non sono i possibili sindaci a parlare ci pensano i consiglieri.

ANDREA AGOSTINI

Il candidato sindaco Andrea Agostini ha incontrato ieri pomeriggio i sangiorgesi a Piazza Torino, per parlare del suo programma di coalizione e rispondere alle numerose domande dei presenti. Tanti i temi toccati, a partire dalla sicurezza. "Oggi siamo nel punto di aggregazione primario del quartiere nord. Una bella realtà con un parco giochi molto frequentato da bambini e famiglie. Tutto bene? Non proprio, perchè appena pochi giorni fa abbiamo vissuto 12 ore di ordinaria follia. In mezza giornata abbiamo avuto una rapina in pieno giorno non lontano da qui, un furto in centro, un furto con spaccata ad un'auto posteggiata fuori da un ristorante. La sicurezza è un problema ovunque, ma fatte le proporzioni con il numero di abitanti e la superficie di soli 4 km di Porto San Giorgio, qui possiamo parlare di una vera e propria emergenza".

La ricetta, per Agostini, "è premere ai tavoli istituzionali per rivedere una distribuzione dei carabinieri con sole 12 unità alla nostra caserma per presidiare l'intera costa fermano-sangiorgese. I vigili sono ausiliari di pubblica sicurezza, possono dare una mano prevedendo più servizi in strada e meno per attività come spunta del mercato e verifiche sull'occupazione di suolo pubblico. Più investimenti sulla videosorveglianza, dato che abbiamo 28 telecamere di cui 10 non funzionanti. Daremo sgravi fiscali ai privati che installano sistemi di controllo video, aumenteremo i corpi illuminanti, dobbiamo essere più attenti per evitare che soggetti già espulsi girino ancora per la città. Impegniamoci tutti per presidiare un'oasi felice".

Agostini rimarca la perdita della Potes a Porto San Giorgio. "Avevamo un servizio prezioso che partendo dall'ex ospedale consentiva ai mezzi di soccorso, per i casi di massima urgenza, di raggiungere in pochi istanti il territorio comunale. In certe situazioni pochi minuti fanno la differenza tra la vita e la morte ed oggi, è un dato oggettivo, abbiamo perso quel presidio, che parte dall'ospedale di Fermo, con tempi inevitabilmente più lunghi. Il tutto senza che questa amministrazione abbia proferito parola. Daremo battaglia con tutte le forze per riavere ciò che ci è stato tolto".

Un passaggio anche sulla viabilità davanti alla chiesa Sacra Famiglia. "E' un bene che un problema viario storico venga risolto, ma la nostra amministrazione aveva raggiunto l'accordo per farlo realizzare a spese dei privati, invece questo intervento lo pagano i sangiorgesi, con tanto di abattimento di un pino secolare. Ogni volta che serve tagliare degli alberi, puntuale arriva qualcuno a certificare che quella pianta sta morendo. Eppure era lì da sempre".

Agostini, rispondendo alle domande, ha preso impegni "a realizzare subito una tribuna per il nuovo campo sportivo a nord, ad investire sulla pista di atletica che può ospitare eventi nazionali e portare pernottamenti in città, a rilanciare Rocca Tiepolo attraverso eventi di eccellenza. Poche iniziative, ma di altissimo profilo. Un altro obiettivo è una nuova piscina, nei pressi del palasport o sud, all'ingresso della città, vicino alle strutture alberghiere".Si è parlato anche della necessità di ulteriore abbattimento delle barriere architettoniche e dell'esigenza di "una scelta di mercato. Per noi la priorità va data a chi vuole investire per portare movimento e vitalità serale, non a chi viene a Porto San Giorgio poche settimane l'anno per riposare".

In conclusione, l'appello a non perdere l'ultima opportunità: "I treni non passano troppe volte – commenta Agostini – Abbiamo perso quello della terza corsia e siamo rimasti tagliati fuori da tutto. Abbiamo perso l'opportunità di sfruttare i proventi della vendita della San Giorgio Energie per un intervento strutturale sul lungomare. O diamo un cambio di marcia subito, o tra altri 5 anni sarà troppo tardi".

MARCO MARINANGELI

Parla l'Ingegnere Paolo Intorbida  candidata nella lista Noisangiorgesi in appoggio a Marco Marinangeli Sindaco.

Nella mia carriera, ho avuto una lunghissima esperienza amministrativa in diversi comuni d'Italia, rivestendo ruoli strategici in vari settori quali:  Lavori Pubblici, Urbanistica ed Ambiente,  coordinando  progetti di riqualificazione urbana ed  infrastrutturale e, realizzando con finanza privata  (Project Financing) numerose  Opere  Pubbliche di rilevante entità.

Credo che Porto San Giorgio non possa prescindere dall'iniziare un percorso programmatico che porti la città a fare un salto di qualità importante riguardo il suo essere. Il concetto di "Smart City" tanto caro alle città che si sono evolute, per gli amministratori passati di Porto San Giorgio non è nient'altro che un inglesismo incomprensibile.La città intelligente!! Programmare uno sviluppo intelligente della città a livello urbanistico  infrastrutturale e ecologico, è  un obbiettivo improcrastinabile ed è il motivo per cui ho deciso di candidarmi.Ho avuto modo di approfondire l'argomento con il nostro candidato Sindaco Marco Marinangeli e debbo dire che ha sposato senza alcuna riserva le mie proposte.Chi amministra deve avere una "visione" futura della città. Deve avere le competenze tali da riuscire a programmare ogni scelta affinché la "visione" nei tempi tecnici compatibili, si possa tradurre in realtà. Il nostro programma di cui io stesso in questo ambito ho  dato il contributo più significativo, tende nient'altro che a questo, oltrechè la realizzazione di importanti opere pubbliche, cantierabili  anche mediante l'attivazione del Project Financing. Vi invito pertanto a consultarlo attentamente; ed io se la cittadinanza  premierà Marco Marinangeli e la nostra squadra, sarò in prima persona, a dare il mio contributo per rendere Porto San Giorgio la "Smart City" per eccellenza della costa Adriatica. Una città intelligente al pari di chi l'amministra.

GIACOMO FILENI

La  dismissione di beni pubblici

Non si criminalizza in senso assoluto la dismissione di un bene pubblico. Per diverse ragioni la dismissione di un bene può essere una sensata ed opportuna strategia per valorizzare il patrimonio restante, godere di eventuali plusvalenze, anticipare imminenti depauperimenti.

Se in questo intento però tra tutti i tuoi beni tu metti in vendita quello che ti genera un utile alto, con una struttura snella, con poco personale dipendente, con la sola possibilità di aumentare quest’utile a meno che non si decida di attuare una scellerata gestione, allora io penso che l’hai fatto non per errata valutazione ma intenzionalmente.

La San Giorgio Energie venduta per il 49% alla SGR generava un utile annuo per circa 300.000 euro, la società fornisce gas metano ai sangiorgesi con un servizio vicino al cittadino con sportello aperto al pubblico presso sede comunale. Se vendi Gas Metano per la società del tuo comune dormi sonni quasi tranquilli in merito alla fidelizzazione della tua clientela: nessuno tra i tuoi clienti farà a meno di te. Se ci sai fare nella qualità del servizio (bollette trasparenti, letture reali, rateizzazione pagamenti…) ed applichi anche modeste capacità commerciali il mercato non può spaventarti. Considerando inoltre che tu vendi solo Gas con un data base di utenze attive cospicuo sarebbe stato non impossibile adoperarsi per vendere anche Energia Elettrica agli stessi. Ci ha pensato un privato a questo però. E le società private che erogano servizi di vendita Gas e Luce sanno anche quale sarà il business dei prossimi anni: il MERCATO LIBERO.

Niente di quello che immaginate: con il passaggio al mercato libero andremo a spendere di più che nel mercato di TUTELA.

Una breve spiegazione: il SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA ha tariffe calmierate e suggerite al consumatore dall’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas (AEEG), si applicano sia ad utenze domestiche che a quelle cosiddette “altri usi”, aziende comprese,  se corrispondono determinati requisiti come fatturato e numero dipendenti. Vengono aggiornate nel primo caso (uso domestico)  trimestralmente, nel secondo mensilmente. Negli ultimi anni il prezzo dell’energia è andato sempre diminuendo quindi l’aggiornamento periodico tariffe ha avvantaggiato il consumatore.

Il mercato LIBERO invece applica diversi trucchi per avvicinare il cliente: offerta promozionale massimo primi 12 mesi su tariffe di tutela per poi applicare tariffe fisse superiori alle precedenti; tariffe variabili vicine alla TUTELA (ad esempio indice P.U.N. ma non scivoliamo troppo sul tecnico) maggiorate però di addizionali; concorsi a premi, assicurazioni elettrodomestici, tutto alla fine dei conti spalmato in bolletta.

Se ancora non credete che il mercato LIBERO sia penalizzante in fatto di prezzi vi dico ancora questo: il fornitore oltre alle voci di addebito previste in fattura/bolletta vi fa in regalo un addebito ulteriore pari al 10% dei vostri consumi in kwh giustificati come PERDITE DI RETE (è la dispersione  dell’energia elettrica dalla rete di distribuzione). Questo per le utenze in bassa tensione, il 4% invece sulla media tensione. Inoltre in quanto “LIBERO” potrà aggiungere a suo piacimento altri addebiti spacciati attraverso le seguenti formule: “oneri diversi”, “oneri amministrativi”, “oneri accessori”.

Ma allora restiamo tutti nel mercato tutelato direte voi: no, c’è un precisa strategia che mira a passare al mercato libero nel 2019. Quindi avete capito quale sarà il business delle società energetiche? Mettere mano nelle tasche degli utenti, in quelle di noi sangiorgesi.

Giacomo Renzetti  Trasatti

NICOLA LOIRA

Una parte dei partiti della sinistra si dichiarano fuori da questa tornata elettorale comunale, facendo valere, come argomento, la propria contrapposizione netta al PD. Scelta legittima, che rispettiamo, ma non condividiamo. Non è un segreto che anche noi siamo fortemente contrapposti alle politiche nazionali e regionali di questa formazione politica. Ci sono le nostre dichiarazioni, ma soprattutto è la nostra attività politica a testimoniarlo. E tuttavia crediamo che i principi cardine della sinistra vadano applicati concretamente anche a livello locale, dove esistono situazioni estremamente diversificate. Noi riteniamo, senza avere preconcetti, che, nel nostro paese, nella nostra Porto San Giorgio, sia interesse dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori dare continuità ad un'esperienza amministrativa, quella di Loira, che molti problemi, anche annosi, ha risolto. Non facciamo l'identikit politico di chi è nostro alleato: ci basta sapere che condividiamo con lui una visione della città e la volontà di dare a questa concretezza. La sinistra sangiorgese non può sottrarsi al proprio dovere di contribuire al governo della città tenendo fermi e cercando di far valere i propri principi.

Cinque anni fa potevamo per esempio rifiutare l'Assessorato al bilancio. Era una fase caratterizzata da drammatici tagli lineari ai servizi finanziati dallo Stato e agli enti locali. Veniva calata sull'Italia, dai "tecnici" tanto amati da qualcuno, la cappa mortale di un'austerità regressiva: non venivano colpiti gli sprechi, le ruberie e l'evasione fiscale e non si procedeva ad una redistribuzione della ricchezza; no, si colpiva duramente la spesa destinata ai servizi importanti per i cittadini e i lavoratori e si impoverivano gli enti locali. Di fronte a tutto ciò potevamo rinunciare alla delega al bilancio, lasciandola ai rappresentanti dei partiti colpevoli di appoggiare quelle politiche nazionali, o ci assumevamo le nostre responsabilità cercando di evitare che quelle politiche austeritarie danneggiassero in maniera drammatica i lavoratori, le famiglie e il tessuto economico sangiorgese. Abbiamo cercato di perseguire la seconda strada, non abdicando al nostro dovere. E , in questo contesto, l'aver potuto permettere la difesa dei servizi sociali, l'aver evitato forti inasprimenti fiscali e l'aver esentato dall'addizionale IRPEF i redditi inferiori agli otto mila euro lordi sono stati risultati significativi dell'Amministrazione.

Condividiamo l'idea che si debbano unificare molti servizi tra Porto San Giorgio e Fermo, anche in ambito culturale. Per noi è fondamentale che nei prossimi anni vengano avanzate proposte culturali comuni tra le due Amministrazioni, anche nella definizione del cartellone teatrale. Già in questi anni, tuttavia, un passo avanti è stato fatto: quello di coordinarsi in modo da non far sovrapporre le date degli spettacoli. Anche in altri ambiti sarà poi necessaria l'unificazione dei servizi, a partire da quello dell'igiene urbana. Nell'attesa che si inizino a muovere i primi passi in questa direzione, l'Amministrazione sangiorgese, e questo purtroppo non viene evidenziato abbastanza a sinistra, ha reso la SGDS sana, efficiente, capace di innovare il servizio sperimentando nuove modalità di raccolta.

Se si parla di edificazione, è di sinistra un'Amministrazione che predilige non le nuove edificazioni, ma il recupero delle aree già cementificate e degradate, come ha fatto l'Amministrazione Loira, puntando contemporaneamente sull'abbattimento deciso delle barriere architettoniche. Ed è di sinistra un'Amministrazione che, prendendo seriamente in considerazione il problema del completamento del porto, ha rigettato la colata di cemento inutile dei privati e ha elaborato un piano basato sulle reali necessità dell'infrastruttura. Noi ci siamo sempre battuti perché ciò avvenisse.

Quando poi si parla di accoglienza, di apertura verso chi fugge da situazioni drammatiche che noi occidentali abbiamo contribuito pesantemente a determinare per sostenere i profitti delle nostre multinazionali e la qualità della nostra vita, l'Amministrazione Loira ha fatto sempre la sua parte sostenendo innanzitutto il metodo SPRAR e ha sempre difeso questo servizio da tutti coloro che in questi anni lo hanno pesantemente e vilmente attaccato.

Questi sono solo alcuni punti importanti sui quali crediamo sia vitale per la nostra città che Loira venga rieletto e continui ad amministrare Porto San Giorgio con il supporto della sinistra.

Bisonni Renato e Raccichini Giorgio

ALESSANDRA PETRACCI

Abbiamo già parlato delle nostre proposte per il lavoro per i giovani per non farli andar via o meglio per farli rientrare.

Però, se vogliamo invertire la tendenza di questi anni e far tornare a Porto San Giorgio i giovani, le giovani coppie e le giovani  famiglie occorre mettere sul mercato abitazioni dai costi accessibili, sia per chi le volesse affittare che per chi le volesse acquistare.

Questo è un percorso obbligato per il rilancio della città, perché solo la presenza di giovani con le loro famiglie può garantire una continuità di lavoro durante tutto l’anno agli esercizi commerciali e alle altre attività del territorio, non lo scopriamo noi che i giovani hanno una propensione al consumo più alta degli anziani, escono di più, acquistano di più, rivitalizzano qualsiasi città. Con loro sul territorio le attività esistenti possono trarre nuova energia e altre ne possono nascere.

E’ una soluzione quasi banale alla quale però è stato risposto sempre non si può fare, non si possono far abbassare i prezzi ai proprietari degli immobili, non si possono costruire nuovi immobili, non ci sono i soldi.

Non c’è un sistema migliore per avere la giustificazione sempre pronta per non fare nulla.

Noi non ci stiamo. Noi siamo convinti che possiamo fare molto.

E così abbiamo chiesto proprio a due giovani professioniste di andare a vedere le incompiute, gli scheletri presenti nel paese e di realizzare una ipotesi per la loro riqualificazione però senza realizzare nemmeno un centimetro cubo di volumetria in più e a costi sostenibili.

Quello che vedete è il loro primo studio. Il brutto scheletro di cemento i sangiorgesi ma anche coloro che scendono dalla superstrada fermana lo conoscono bene, perché si trova proprio poco prima dell’ingresso del paese, sulla destra venendo da Fermo. Un altro bel bigliettino da visita.

Quel brutto scheletro può diventare una bella costruzione dove si possono realizzare 50 appartamenti oltre a laboratori, uffici e negozi. Quella zona del paese che è di fatto degradata e mezza abbandonata a se stessa potrebbe diventare un quartiere “cool”.

Già sentiamo il coro dei signori del non si può fare: lì non si può costruire, poi gli immobili mica sono del comune e infine la domandona finale, i soldi dove li prendete?

Noi invece siamo quelli del si può fare. Se altri lo hanno fatto perché a Porto San Giorgio queste robe qua non si possono fare? Gli strumenti ci sono, si chiamano housing sociale, edilizia convenzionata, project financing sociale dove privato e comune si mettono insieme e con il supporto di istituti finanziari che si occupano di finanziare queste opere le realizzano. Se ci darete la fiducia possiamo garantire che 10 giorni dopo saremo dal partner finanziario a gettare le basi per realizzare “l’impossibile”.

Nei primi due anni possiamo riuscire a realizzare case dai costi accessibili per 400-500  persone.

Ringraziamo Lorella Nasini, geometra, e Annalisa Sorce, architetto, per il loro prezioso lavoro.

Un sorriso, un po' di cannella e il gelato per "Un'estate di gusto"

petra rubrica

* Gli ombrelloni sono posizionati. I lettini ai box di partenza. In battigia freschi freschi per il primo sole, potendo approfittare di qualche ora libera. Il week end si scalda, in tutti i sensi. Anche per chi nel week end è dietro al bancone. A preparar coni e decorare coppe.

E sapete qual è la cosa più bella di tutto questo? Farlo sempre strappando un sorriso a chi si ferma a pasteggiare. Naturalmente. Con la leggerezza di un gabbiano che sorvola il mare limpido. Ecco che un gusto gelato con la cannella e lo zenzero diventa, scherzosamente, un afrodisiaco naturale. Ed un caffè con panna ha la dolcezza di una chiacchierata in compagnia. O una crepe con la Nutella diventa un regalo con una decorazione floreale fatta di crema di nocciola.

Nulla di speciale. Solo qualche minuto di naturale leggerezza. Che forse non conta. O forse sì. Perché non costa niente. Rendendo tutto un po' più luminoso. In tempi in cui di luce c'è in estremo bisogno. Buon week end.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Il piano spiaggia di Nicola Loira

* C'è la necessità di avere una variante al recente Piano di Spiaggia che, oltre a rispondere alle esigenze espresse in questi anni da categorie e bagnanti, permetta di risolvere questioni annose tipo la sovrapposizione di concessioni balneari, in modo da dare un assetto definitivo, e renda al contempo possibile l'utilizzo della spiaggia per attività ludico sportive.
In questo modo verrebbero messe a disposizione della collettività una parte delle spiagge libere con impianti gestiti direttamente dal Comune o dagli stessi concessionari confinanti, in modo da rendere la nostra spiaggia viva e con un utilizzo completo, dove vengano promosse durante l'estate iniziative ed eventi, con un sviluppo più completo dell'arenile come sede di manifestazioni e attrazioni varie.
In questi anni abbiamo verificato come il Piano di Spiaggia, seppur di recente approvazione, sia molto carente sotto questo punto di vista e vado quindi riformato immediatamente. Una parte di questa riforma è già pronta e va definita la parte più legata allo spostamento delle concessioni ed alla definizione dei confini. È questa, infatti, una delle condizioni per il definitivo ottenimento degli spazi da acquisire per la realizzazione del nuovo lungomare.
Quanto alla direttiva Bolkestein, in questo ambito si inserisce un impegno già preso e sul quale abbiamo intenzione di intensificare la nostra azione amministrativa nel rappresentare alle istituzioni competenti, prima quella regionale, la particolarità nell'ambito degli interventi legislativi legati al recepimento della direttiva e l'impegno di rappresentare particolarità della nostra costa e della nostra tipologia di concessionari, fatti essenzialmente di famiglie e giovani.
Continueremo, pertanto, a rappresentare l'esigenza del doppio binario. C'è, infatti, la necessità che venga tenuto conto del legittimo affidamento che detti concessionari hanno avuto, soprattutto conformemente a quanto disposto dalle singole amministrazioni locali in sede di approvazione dei Piani di Spiaggia. Nel rispetto assoluto della reciproca concorrenza, non può non tenersi conto degli investimenti fatti, degli impegni economici assunti oltre che della passione e della professionalità con cui gli operatori hanno sostenendo il comparto turistico della città.
E con l'occasione del Piano di Spiaggia dovrà essere meglio normata anche la possibilità di introdurre piccoli animali domestici in spiaggia, facoltà già introdotta 2 anni fa su mia iniziativa dal Consiglio comunale di Porto San Giorgio.

* Nicola Loira, sindaco ricandidato di Porto San Giorgio

A tutta ricotta: in gelateria impazza la Sicilia

petra rubrica

La sicilianità impazza. E soprassedendo sulle bellezze dell’isola ci si sofferma su quelle del palato. In gelateria appunto.

La ricotta e il pistacchio la stanno facendo da sovrana. Perché si abbinano perfettamente ad altri ingredienti. Non pensiamo alle calorie e decidiamo di scegliere tra l’abbinamento ricotta e marsala piuttosto che ricotta e melagrana. Dove in entrambi non manca il pistacchio, in crema appunto. Gusti corposi, cremosi, gustosi. Ricchi di gusto.

Oppure scegliete l’abbinamento della ricotta con gli agrumi, magari con il mandarino. Gusto più fresco ma altrettanto corposo.

I primi due in abbinamento ad un sapore deciso come il cioccolato o il bacio sono perfetti per un affogato, al marsala o caffè. Il terzo invece si sposa con un gusto altrettanto fresco come il cocco o una mandorla.

Decisi. Caldi. Forti. Un ottimo augurio per l’attesa della stagione calda. Buon appetito.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

I sindacati: "Aziende terremotate e tartassate"

*L’Agenzia delle Entrate ha deciso di aggravare i già pesanti danni che il terremoto ha provocato nelle Marche, anzi ha deciso di scaricare sul resto dell’economia marchigiana il peso fiscale della zona del cratere. Mentre, infatti, il Governo ha emanato norme di favore per i comuni più colpiti dal sisma, l’Agenzia ha confermato tutti gli obiettivi per il 2017 assegnati alla regione Marche. Quindi, sia il numero di accertamenti che l’obiettivo monetario da raggiungere in termini di lotta all’evasione fiscale restano identici e si scaricano sia sui restanti comuni delle due province maggiormente colpite (Ascoli Piceno e Macerata) sia sulle restanti province marchigiane. Le sottoscritte Organizzazioni Sindacali regionali tengono a precisare che non condividono in alcun modo la decisione assunta dalla Direzione Generale dell’Agenzia. La convenzione tra il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate che fissa gli obiettivi delle singole regioni deve ancora essere firmata mentre l’ultimo provvedimento normativo è il Decreto Legge n. 8/2017, emanato a febbraio, che sospende anche i versamenti diretti per i contribuenti dei comuni del cratere. C’era quindi tutto il tempo per adeguare gli obiettivi della regione Marche, tenendo conto del fatto che per il 2017 non si potrà, giustamente, svolgere l’attività di controllo né affluiranno alle casse dello Stato i versamenti diretti provenienti dalle zone terremotate. Si è scelto invece di confermare l’obiettivo sia numerico dei controlli, sia monetario degli incassi, decidendo così di aggravare la pesante situazione, come se del terremoto non avesse risentito tutta l’economia marchigiana. Questa decisione rischia di compromettere anche i minimi accenni di ripresa economica delle Marche e i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate delle Marche tengono a sottolineare che la maggior pressione dei controlli che si scaricherà su imprese e famiglie non è loro responsabilità e non è da loro condivisa. Speriamo che le forze politiche e imprenditoriali vogliano unirsi alla denuncia sindacale e porre immediato rimedio all’ingiustizia che la direzione generale dell’Agenzia delle Entrate sta perpetrando ai danni dei contribuenti marchigiani.

* Cgil, Cisl e uil

Un gelato al caffè speciale per dare il via a "Un'estate di gusto"

petra rubrica

* Le cipolle dicono che l’estate quest’anno sarà molto torrida. E noi non vogliamo smentire la storica, vecchia guardia della tradizione marchigiana. Partita con un falso anticipo, e poi ritrattasi, la bella stagione sta arrivando, tra una mareggiata ed un colpo di vento che ci scompiglia i capelli.

Ma non si demorde. E ci si prepara. E dalla gelateria sempre più sagome si riflettono, in corsa sul lungomare verso l’anelata stagione calda. Ed ogni week end si spera che il termometro si alzi ad una velocità smisurata. Perché forse ne abbiamo bisogno.

Anche se l’inverno non ci ha fatto battere i denti, forse, necessitiamo di un po’ di calore. Di quel torpore, che ci è mancato per tanti, ovvi motivi. Le hit sanremesi lasceranno il posto a blockbusters latino – americani ed anche le multisala si svuoteranno lentamente. Ma ora parliamo di cose serie.

Helado. IceCream. Creme Glacee.Gelato appunto. Il famosissimo, richiestissimo gelato artigianale italiano. Perché con la bella stagione torna, o si rafforza, la voglia di godersi il must del mercato dolciario italiano più famoso nel mondo.

Diamo quindi inizio alla nuova stagione di Un’estate di gusto.

Rubrica semiseria (perlopiù seria) nata per dare spunti, news e tendenze, ma soprattutto il giusto merito ad un alimento quale quello del gelato artigianale. Pensato non solo come contrattempo giornaliero ma più come il risultato di ricerca e sperimentazione. Lavoro e passione. E poi ci sta anche lo svago, insieme alla panna montata, il cioccolato fuso e le nocciole intere. Per cominciare, ecco un primo gusto da non perdere: caffè speciale che unisce crema di latte e nocciola con croccanti al cioccolato bianco.

Buona lettura. E buona estate.

* Petra Feliziani, gelateria Punto Gelato, Lungomare Sud, via Faleria Porto Sant'Elpidio

Malvatani e la vendita della Casina: "Il sì del Pd è un atto di coraggio"

* Lunedì sera si è svolta un'importante seduta del consiglio comunale di Fermo, durante la quale si è discusso di alcuni temi di strategici per la città. Tra questi quello riguardante l'inserimento nel patrimonio immobiliare disponibile dell'albergo Casina delle Rose ai fini del suo rilancio, passaggio tecnico necessario al futuro sviluppo dell’attività ricettivo turistica nel centro storico del capoluogo. La proposta è stata poi approvata dopo tre ore di discussioni anche grazie al voto favorevole del Partito Democratico, sempre più convinto dell'esigenza di un cambio di passo e di metodo nel fare opposizione. Non possiamo infatti permetterci di bloccare il rilancio di questa città nascondendoci dietro ripetuti no che sanno di immobilismo politico.

Crediamo che sia giunto il momento di cambiare rotta, rendere possibile l’intervento dei privati cercando da parte dell’Ente di accompagnare il suo recupero e il riutilizzo a fini turistici. E' impensabile oggi pensare che il pubblico possa sostituirsi al privato nel realizzare progetti di rilancio. Detto questo vogliamo però chiarire una cosa: questa non è una delega in bianco nei confronti dell'amministrazione comunale.

Quello del Pd è stato un atto di coraggio, un gesto di responsabilità che incarna il nostro spirito di opposizione seria e costruttiva, rimanendo però vigili e pronti ad incalzare la maggioranza sui grandi temi ancora irrisolti. Tanti infatti sono ancora i nodi di questa città che, dall'insediamento di questa Giunta ad oggi, sono ancora tutti da affrontare, basti pensare all'ex mercato coperto, ai lotti di Casabianca, Fonte Vecchia e Piazza Dante, solo per citarne alcuni. Fermo è la città dei contenitori vuoti, un patrimonio sottovalutato che la Giunta sembra ancora una volta ignorare. Il Partito Democratico, come ribadito più volte, ritiene che la ricetta politica più adatta sia quella del 'volare a livello alto', specialmente su tematiche che riguardano il futuro di spazi strategici della città.

Un esempio in tal senso potrebbe essere la vicenda dell'ex cinema Helios, ora in mano ai privati e su cui da troppi anni vige il totale silenzio da parte della politica. La sua posizione centrale e strategica per il centro storico potrebbe rappresentare un'occasione importante per un suo rilancio, accompagnato da un progetto che riqualifichi lo spazio attraverso una destinazione di polo museale e culturale. Considerati anche i buoni rapporti che intercorrono tra il comune di Fermo e l'attuale privato proprietario dell'immobile, si potrebbe pensare di intavolare una trattativa, magari facendo rientrare i lavori di riqualificazione attraverso opere compensative, per restituire finalmente uno spazio storico e strategico alla città.

* il Capogruppo Consiliare del Partito Democratico Pierluigi Malvatani

Blengini, Lube: "Questo scudetto è una figata pazzesca"

volley piccola

* Le mie sensazioni in tre parole: una figata pazzesca.  Non ho pensato a questo momento fino a pochi palloni prima che cadesse l'ultimo e quella che provo adesso è una sensazione strana, di grande godimento certo ma anche un po' di vuoto però è una soddisfazione enorme. Siamo partiti molto rigidi nel primo set, queste sono partite dove la posta in palio è talmente alta che chiaramente un po' di tensione era normale, soprattutto dalla nostra parte del campo. Loro invece giocavano con il braccio sciolto e sono giocatori di qualità per cui non è stato semplice. Siamo stai bravi a tenere duro e ad aggiudicarci il primo set. Loro comunque hanno lottato fino alla fine ed è stato davvero bellissimo.

Un grazie, soprattutto, alla proprietà e alla società, che dopo la delusione dello scorso hanno mi ha permesso di allenare ancora una rosa fantastica e che ci hanno accompagnati in questa stagione fantastica. Vorrei ringraziare tutti, a cominciare dai giocatori che si sono visti meno in campo ma che non hanno messo davanti agli interessi della squadra il nervosismo che può derivare dallo stare in panchina. Hanno sempre lavorato con impegno, mettendo la squadra prima di tutto per mantenere il gruppo unito e solido, dando segno di grande maturità. Ringrazio poi tutti i giocatori che hanno fatto un'annata straordinaria, vincendo con una continuità incredibile e mettendocela tutta fino alla fine".

* Gianlorenzo Blegnini, tecnico della Cucine Lube Civitanova che lascia il club con una Coppa Italia e uno Scudetto vinti -

Simoni: "Portiamo il più in alto possibile i colori della Fermana"

* A Jesi dobbiamo chiudere il nostro straordinario campionato a testa alta. Mi auguro che i nostri canarini ci regalino un altro successo: scenderemo come sempre in campo per vincere e pronti a dare tutto – ha dichiarato il Presidente -  con il termine del campionato non si esaurirà infatti la nostra stagione perché dal 14 Maggio inizierà per noi la Poule Scudetto.

Una manifestazione prestigiosa che ci porterà a confrontarci con tutte le vincenti dei rispettivi gironi della Serie D. Ci impegneremo al massimo per ben figurare anche in questa competizione: portare a casa anche questo trofeo, risultando primi in tutta Italia, sarebbe un grande onore ed un ottimo biglietto da visita sia per la Società nella futura Lega Pro che andrà ad intraprendere sia per l’intera città di Fermo. Dunque, forza ragazzi! Ancora una volta continuiamo insieme la nostra avventura, pronti a lottare con il cuore e a mettere in campo tutta la nostra energia per regalare un’altra grande gioia a tutti i nostri tifosi, alla Società, alla città e a tutta la nostra Provincia. Portiamo più in alto possibile i nostri colori.

* Umberto Simoni, presidente Fermana

Artigiani pensionati, Paoli nuova presidente

CNA Pensionati

Marina Paoli è il Presidente dei Pensionati della CNA Territoriale di Fermo. Giuliano Rocco sarà il segretario, mentre il direttivo è composto da: Gabriele Di Clemente, Giorgio Iachini, Alberico Colibazzi, Giannino Galloppa, Maria Rosetti, Ubaldo Fiori, Luigi Marcozzi, Franco Ferroni, Felice Monsignori, Guido Gennaro, Vincenzo Malavolta e Mario Vita.

L’assemblea dello scorso 21 aprile, a cui hanno partecipato anche il presidente territoriale Paolo Silenzi, i presidenti CNA Pensionati regionale Ilario Persiani e quelli delle altre province marchigiane, è stata preceduta da un interessante seminario tenuto dal dottor Paolo Mazzoni, responsabile formazione della Croce Verde fermana, relativo alle nozioni di primo soccorso pediatrico specifico per nonni. 

Durante la riunione sono state riepilogate le iniziative svolte nei mesi scorsi, tra cui il ciclo di incontri “Medicina per me – a tu per tu con il cittadino” che ha visto come relatori i primari dell’Area Vasta n.4 e gli interventi di alcuni farmacisti, il secondo corso di informatica, da poco concluso, e le visite culturali e ricreative.

Tra le attività in programma ci saranno quelle legate in primis al welfare e alla tematica della salute, con l’organizzazione di nuovi incontri a tema (quali gastroenterologia, oculistica, oncologia, neurologia), oltre a proseguire il lavoro all’interno del CUPLA, Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo.

Agostini: "Croce Azzurra, un bene comune da finanziare"

* Il 27 aprile la nostra Croce Azzurra ha compiuto i venti anni di vita. Un’attività costante, quotidiana, a garanzia della salute di tutti noi, fatta di meriti, encomi, vite salvate, professionalità, insomma di eccellenza. Un impegno incessante che si regge da sempre della buona volontà e della competenza di tanti militi, volontari e non, che vegliano costantemente su di noi.

E’ giunta l’ora che anche noi sangiorgesi iniziamo a ricambiare il favore. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un’asta pubblica, da tenersi il prossimo sabato 6 maggio, ore 18.00,  presso la sede civica di Viale Don Minzoni n.5, in cui verrà battuto il tavolo elettorale, una vera opera d’arte che con altre tutte dell’artista artigiano Leonardo Sabatino, candidato nella nostra lista “Uniti per la città”, vedrà l’intero ricavato devoluto alla Croce Azzurra.

Stesso dicasi per la quota che raccoglieremo ogni giovedì durante le cene civiche che precedono i nostri incontri di lavoro. Ma questo è solo l’inizio, deve esserlo. Quando amministreremo la città ci faremo carico, come amministrazione, di programmare una costante opera di sensibilizzazione della cittadinanza affinché sempre più sangiorgesi si avvicinino con il cuore e con i fatti alla nostra pubblica assistenza.

Partiremo, nell’opera di sensibilizzazione, dal sollecitare tutti i cittadini a destinare il 5x1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno della Croce Azzurra. E come amministrazione prevedremo anche un preciso e costante impegno di spesa comunale da destinare ai nostri angeli della Croce Azzurra che hanno continuamente bisogno di supporto e sostegno, non solo morale, ma anche economico.

Questo non è amministrare la città, questo a nostro avviso è sentirsi parte della città,  fare squadra e sostenere con ogni mezzo chi rappresenta un’eccellenza di Porto San Giorgio.

Andrea Agostini

Basket, Bigioni: "La Poderosa ha bisogno dei tifosi"

Ronny Bigioni

* A tracciare il bilancio di questa prima parte di stagione è l’amministratore delegato della Poderosa Ronny Bigioni.

Primo posto con una giornata di anticipo, 26 vittorie su 30 partite di regular season, la convincente partecipazione alla Coppa Italia. Bilancio ampiamente positivo finora, giusto?

Assolutamente sì! Quella sconfitta iniziale a Bisceglie, nella quale però avevamo un paio di infortunati e Di Viccaro e Rizzitiello non erano ancora arrivati, è stato un battesimo tosto, ma sapevamo di avere una squadra all’altezza. Avevamo fiducia nelle nostre scelte estive, a partire da quella di puntare su un coach giovane ed affamato come Ceccarelli, ed il precampionato lo aveva confermato. Strada facendo abbiamo visto che la squadra c’era, i due innesti hanno portato quello che mancava e quella striscia di 18 vittorie consecutive è stato il frutto di questo lavoro. Abbiamo avuto un piccolo calo in parte fisico, visto che è coinciso con diversi infortuni, e in parte mentale nelle due sconfitte di Ortona e Porto Sant’Elpidio, ma credo sia fisiologico nell’arco di una stagione avere un momento di minore brillantezza. Sono sempre stato convinto che all’interno del nostro girone eravamo la squadra più attrezzata e lo abbiamo confermato. Ho fatto i complimenti e ringraziato tutta la squadra dicendogli una cosa: abbiamo fatto tantissimo fino ad ora e ne siamo felici, ma c’è ancora tanto da fare, a partire da questa domenica.

Non solo campionato: la squadra ha centrato ancora una volta le finali di Coppa Italia e facendo una figura decisamente migliore rispetto ad un anno fa.

Sì, era un nostro obiettivo esserci soprattutto per vedere se potevamo competere davvero con le corazzate degli altri gironi. E visto come abbiamo spazzato via Bergamo e come abbiamo anche messo sotto per lunghi tratti Orzinuovi, direi che siamo tornati a casa molto soddisfatti. Abbiamo visto tutto il potenziale della squadra e questo ci fa stare tranquilli.

È piaciuta anche per mentalità questa Poderosa: domenica scorsa contro Matera poteva mollare un po’ il colpo ed invece…

Poteva essere una sorta di amichevole ed invece, vuoi per la voglia di rivalsa dal -18 dell’andata e vuoi per qualche fischio che ha un po’ acceso la partita, ce la siamo giocata fino in fondo. Recuperarla da -17 e vincere è stato un segnale che mi è piaciuto moltissimo. La squadra quando vuole sa quello che fare e come venire fuori anche dalle situazioni più complicate.

Dovendo scegliere un momento della stagione fino ad ora, qual è quello che ti ha esaltato di più?

Se devo scegliere una partita che mi ha riempito davvero il cuore dico sicuramente il quarto di finale di Coppa Italia contro Bergamo. Non riuscivo nemmeno a bere un bicchiere d’acqua! Da inizio anno sentivamo parlare di loro come una squadra schiacciasassi ed in effetti lo è. Sinceramente, pensavo che anche quest’anno saremmo usciti al primo turno. Ed invece la squadra ha tirato fuori una partita perfetta, ne fui davvero orgoglioso. Mi è piaciuta molto anche la vittoria a San Severo, un partita tosta su un campo difficilissimo, ma non dimentichiamo quelle con Pescara e con Bisceglie. Quello che mi rasserena è che contro le grandi finora la squadra ha sempre risposto sfoderando ottime partite. Qualche volta abbiamo approcciato meno bene le partite sulla carta più semplici, ma con i playoff in arrivo penso che questo rischio non lo correremo più.

Una delle liete novità di questa stagione è stato anche l’arrivo del main sponsor XL EXTRALIGHT®.

Un ringraziamento particolare va alla famiglia Vecchiola che con il suo marchio ha deciso di sostenerci e a loro ho fatto i complimenti anche per la splendida promozione della Fermana Calcio. Speriamo che resti comunque al nostro fianco insieme agli altri quattro sponsor di maglia, a quelli minori che sulla maglia non vanno ma che sono comunque fondamentali per riuscire a portare avanti l’attività e a chi, pagando il biglietto o sottoscrivendo l’abbonamento, ci sostiene e ci spinge a cercare di fare sempre meglio.

L’auspicio ora è di vedere la Bombonera piena come lo è stata negli scorsi playoff.

Questa squadra è la squadra di Montegranaro e da tre anni sta lottando per riportare la città in serie A. Per fare quell’ultimo passo abbiamo bisogno della spinta di tutti, ne hanno bisogno i giocatori per caricarsi ancora di più quando sono in campo. Abbiamo aperto le porte a chiunque per far sì che la Poderosa non sia solo la squadra della famiglia Bigioni ma di chiunque tenga al basket a Montegranaro. È stato bellissimo che a Bologna, per la Coppa Italia, ci fosse una festosa macchia gialla sulle tribune a tifare per la Poderosa. Quello stesso giallo mi piacerebbe vederlo nei playoff sulle tribune della Bombonera.

*Ufficio stampa Poderosa Pallacanestro Montegranaro

Il vero senso del 25 aprile

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* Mentre ai primi di aprile l’esercito alleato sferra l’offensiva alle linee tedesche e dilaga nella Pianura Padana, preceduto dall’insurrezione partigiana e dall’instaurazione dell’autorità politica del CLN (Comitato Nazionale di Liberazione), tra il 25 ed il 27 aprile del 1945 le formazioni partigiane di montagna entrano a Milano, Genova e Torino. L’identità di un popolo non è mai il prodotto di orchestrati artifizi, ma è il deposito storico di un patrimonio di idee, simboli, culture e tradizioni che si tramanda. Siamo persuasi vada innanzitutto riaffermato il concetto di Liberazione come quel moto di rifiuto e di ribellione organizzata al fascismo e al nazismo, sino alla lotta armata, quale dato fondamentale della storia del nostro Paese; un movimento di popolo, autodeterminato, indipendente, non soggiacente pertanto ad alcuna elargizione alleata. Ed è proprio da tale inconfutabilità storica che il “nesso tra Resistenza, Liberazione, Democrazia riconquistata, Istituzioni democratiche e Costituzione repubblicana risulta intrinseco e consequenziale”.

Se la Carta Costituzionale fu, storicamente, il prodotto di sintesi dell’impostazione culturale delle forze che animarono la Resistenza (comunisti, socialisti, cattolici e laici) ne consegue che l’antifascismo ne sia una componente essenziale, effettiva, quindi irrinunciabile. “Resistenza di popolo” ed antifascismo, dunque, come fondamenti morali, i quali, nell’eterogeneità e nell’autodeterminazione, sono stati capaci di conferire alla nostra Democrazia Repubblicana un valore permanente e programmatico. Bene osserva Gustavo Zagrebelsky: “ogni ordinamento politico-sociale necessita di un fatto o atto che sia assunto come mito fondativo”. Ciò perché il “mito”, quale evento idealizzato nella coscienza di una collettività, assurgendo a valenza di simbolo, diviene Stella orientante del pensiero e del comportamento di un popolo; straordinaria forza capace, poggiando sulle risultanze di un’indagine critica, di condensare nella sua essenza una tale elevazione del criterio della coscienza collettiva, da suscitare nelle generazioni a venire proprio quell’universale condivisione di valori avertiti come inviolabili. Ed è proprio nella grandezza di questo simbolo fattuale, dove si imperniano valori derivanti e condivisi, la base di una comunità organizzata, della Società Umana.

Tuttavia, qualsiasi narrazione investita di “sacralità”, qualsiasi raggio che giunga dalle profondità dell’essere e del pensiero, sebbene dotato di forza e valore, non può, non deve spegnersi o illanguidire in celebrazioni rituali: riscoprire costantemente nei princìpi della lotta d’allora i fondamenti della convivenza di oggi. Auspichiamo che la Storia della Resistenza che condusse alla Liberazione ed alla Costituzione Repubblicana possa un giorno divenire indelebile interiorizzazione collettiva, reale laboratorio permanente di idee, fulcro da cui muovere per ogni positiva forma di progresso e consolidamento democratico. Questa, a nostro avviso, sarebbe la testimonianza più alta, il modo migliore per onorare l’anniversario della Liberazione d’Italia: perché non è solo in ciò che si dice, ma anche in quello che si lascia di non detto pur facendolo venire in luce, richiamandolo in un modo che non sia solo quello dell’enunciare.

Il principio generatore è la “Libertà” e la dimostrazione è in quel crinale netto ed inequivocabile tra un prima ed un dopo, tra il passato ed il futuro, tra la dittatura e la Liberazione di un popolo per opera della Resistenza. Ogni ulteriore e diversa argomentazione è storicamente fuorviante, una sorta di sovrastruttura dottrinale che allontana dalla verità. A differenza di altre grandi democrazie occidentali, la nostra identità nazionale è un fatto assai recente, la lotta partigiana, il carattere relativamente di massa che la Resistenza riuscì a imprimere contro il comune oppressore ebbe un ruolo straordinario e decisivo sia sul futuro democratico sia sulla successiva Unità nazionale. Si esprimeva con acutezza Pier Paolo Pasolini allorché affermava: “La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano”. E sebbene l’unità politica non corrispose a una reale “unità emozionale”, pur con tutti i limiti di una vittoria che si sognò “ulteriore”: i Partigiani non solo vinsero, ma col sacrificio del sangue ci restituirono i presupposti per vivere da uomini liberi, con una Costituzione a tutela ed una forma democratica di governo.

Operare la rimozione o la revisione strumentale di fonti, documenti, testimonianze, ossia disconoscere la Storia è sempre una pericolosa falsificazione e nel caso della Storia della Resistenza significa confutare lo “spirito repubblicano”, rinnegare la “norma fondamentale” conquistata, per consegnare il Patto sociale al darwinismo sociale: struggle for life and death come regola della comunità umana, la legittimazione della sopraffazione dei più forti sui più deboli. Allora quando ci troviamo al cospetto dei flussi e riflussi della Storia, delle prevaricazioni inumane dell’economia finanziaria, soverchiati dalle tendenze ultra-conservatrici del neo-liberismo, sopraffatti dal dis-valore del lavoro e di chi vorrebbe privarlo di ogni diritto, umiliati da una scuola precarizzata, inermi difronte alla svalutazione della cultura e alla sua finalizzazione, dinanzi a chi vorrebbe farci complici dello sfruttamento ambientale, alla privatizzazione dei diritti sanitari, alla privazione di quelli civili, di quanti vorrebbero minare la pace, allorquando la politica indebolita o corresponsabile non dovesse abbracciare un’azione positiva, su chi confidare per intraprendere la direzione di una lotta? Sulla Costituzione della repubblica Italiana!

È del resto bastevole meditare, nei Princìpi fondamentali della Carta, sull’articolo 1 e sull’articolo 3 per cogliere la potenza e la modernità di un siffatto ordinamento. Per cui, nel simbolo che si fa prassi dialettica, nel suo imperituro essere, la Costituzione diviene il massimo custode delle nostre vite ed il più potente strumento di lotta riconosciuto, nume tutelare di un popolo e avallo contro ogni forma di discriminazione e sopruso. Ecco perché concordiamo con chi ha osservato che proprio in quel carattere di programmaticità, nel richiamo di chi non intende chinare la testa, di coloro che non si rassegnano all’ingiustizia, all’arbitrio, alle soperchierie del potere demagogico, antidemocratico o alle lusinghe del populismo, risieda la forza di opposizione e di contestazione della Carta costituzionale. Non è un caso che sin dall’inizio le influenti forze contrarie tentarono di ostacolare l’attuazione della Costituzione espressione della Resistenza con l’intento di neutralizzarne l’ispirazione antiautoritaria che l’animava al fine di sostituirlo, una volta indebolito l’impianto democratico e le istituzioni rappresentative, con un sistema di potere accentratore in ambito di decisioni e comando.

Il revisionismo, la retorica e la demagogia, sinanche la popolocrazia appartengono alla medesima famiglia: quella della propaganda. Coloro i quali si protendono in audaci esegesi esulanti una rigorosa metodologia storiografica operano inevitabilmente in malafede o si abbandonano a retoriche superficialità. Probabilmente non sanno cosa significhi la guerra (come avvenne a Marzabotto, dove i tedeschi comandati dall’ufficiale tedesco delle Waffen-SS, Walter Reder, nel tentativo di piegare una formazione partigiana operante in quei luoghi, massacrarono 1830 civili, comprendenti donne, bambini, vecchi ed esseri ancora nel ventre della madre); probabilmente ignorano cosa significhi la fame, i massacri, i lutti; probabilmente disconoscono l’arbitrio delle camice nere sulla vita dei connazionali; probabilmente taluni nel perpetuarsi di una romanzesca narrazione vagheggiano, nel 2017 e nella culla della civiltà occidentale, il ventennio fascista come un idealizzato mondo di “ordine” e “giustizia”, di “italica virilità” e pregno di valori smarriti: “La chiave sulla porta”, “le pensioni”, “l’onestà”, “l’efficienza”, e quant’altro; e non - oltre la guerra e la shoah! - l’esasperata corruzione di regime, l’autarchia che condusse il paese alla disfatta economica, l’OVRA con le sue estorte confessioni, l’incitazione alla delazione che opponeva il vicino al vicino, la giustizia sommaria, le fucilazioni, il carcere, il confino e quant’altro.

Talaltri invece di osservare un canone epistemologico della ricerca storica, al fine di delegittimare la Resistenza, sminuire la Liberazione, mormorare sulla Costituzione, sostenere l’affrancamento di certune identità politiche, hanno più volte tentato di evidenziare episodi deplorevoli, e ve ne furono, di cui la Resistenza si sarebbe resa responsabile, come le vendette, le rese dei conti, anche seguenti il 25 aprile, e, non privo di generiche strumentalizzazioni, le attribuzioni ai Partigiani per il doloroso e tragico esodo degli Italiani dalle terre istriane, ovvero l’orrore delle Foibe.

La guerra scatena sempre atrocità terribili, soprattutto le guerre con una matrice civile, ma come non far ricadere le principali responsabilità di tutti i crimini sui guerrafondai, sugli aggressori, sui servi di regime, cioè sui nazifascisti? Senza scusanti o timore della verità, vorremmo si rammentasse quali atrocità, vessazioni, umiliazioni il popolo italiano avesse subito per anni da parte degli sgherri del regime; e circa gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, fatto che va primariamente inserito all’interno di un fenomeno più ampio dai connotati etnici e politici che si saldano con quelli sociali, come si può prescindere dall’invasione della Jugoslavia da parte dei nazifascisti e dai crimini spaventosi perpetrati sia dai famigerati “ustascia” (fascisti croati) agli ordini del dittatore Ante Paveli?, amico personale di Mussolini, sia dalle camice nere italiane che si distinsero per la loro ferocia perpetrando ogni tipo di violenza (in ventinove mesi di occupazione italiana nella sola “provincia” di Lubiana, vennero fucilati circa 5.000 civili, più 200 circa bruciati o massacrati in modi diversi; circa 900 i partigiani catturati e fucilati. 7.000 le persone, soprattutto donne e bambini, morte nei campi di concentramento. Complessivamente oltre 13.000 persone, su 340.000 abitanti, il 2,6% della popolazione)? Come avrebbe potuto il Popolo slavo dimenticare? Nessun crimine deve essere giustificato e tutte le vittime innocenti devono essere onorate ma la storia non può essere manipolata per ragioni ideologiche o di opportunità politica. Vi deve essere una pietà per i morti, tutti i morti, eppure le “ragioni” per cui gli italiani son morti vanno distinte, poiché v’è una differenza tra coloro che hanno optato per la libertà e chi ha continuato invece a sostenere l’oppressore e la dittatura.

Bobbio diceva che “l’equidistanza tra fascismo e comunismo ha condotto a un’equidistanza abominevole, quella tra fascismo e antifascismo”. Stravolgere la verità oltre che disonorare la memoria conduce ad una alterazione dei fatti ed una Storia deformata non può impartire la sua giusta lezione. L’Italia a differenza del popolo tedesco e francese, che ebbero rispettivamente il Tribunale internazionale di Norimberga e le condanne sul Governo di Vichy, non ha mai davvero fatto i conti con la propria storia: l’assenza di una concreta rielaborazione collettiva su quanto avvenne, spiega in buona parte il perpetuarsi di quella in-cosciente zona grigia ed il sedimentarsi di atteggiamenti indulgenti, quanto non compiacenti, nei confronti della barbarie nazifascista. Nessun francese, che sia di sinistra o di destra, mai neppur ipotizzerebbe di mettere in discussione la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, cosiccome non v’è statunitense, sia esso democratico o repubblicano, che avanzerebbe di un sol passo in disarmonia con un suo connazionale sulla Costituzione degli Stati Uniti d’America del 1787.

Vi fu anche una “Resistenza Taciuta, o dimenticata delle donne che non furono quelle mere comprimarie limitate al rango di vivandiere o di staffette portaordini che tanta manualistica ci ha consegnato. Le donne non solo furono “Partigiane combattenti”, ma molte ebbero responsabilità di alto livello, per non parlare del loro apporto nella gestione organizzativa del Movimento di Liberazione. Donne operarono, senza diversificazioni circa incarichi e compiti, nelle SAP, nei GAP e nei GDD: “Aperti a tutte le donne di ogni ceto sociale e di ogni fede politica e religiosa, che vogliano partecipare all’opera di liberazione della patria e lottare per la propria emancipazione”. È ora che le Donne sfilino insieme ai Partigiani. L’idea stessa di democrazia è sempre incompiuta, sempre da conquistare!

La “rivoluzione partigiana” e la Liberazione sono la coscienza che la democrazia si può ri-conquistare e che dunque vale sempre la pena lottare e stimare la vita al suo giusto valore, giacché solo nell’imperfezione della democrazia e nella sua libertà si può costruire un futuro per i Paesi ed i Popoli. L’Italia “dell’avvenire” deve assolutamente sapere cosa accadde tra il 1919 e l’aprile del 1945. Ci si sta parando davanti un periodo storico che già si manifesta in tutta la sua drammaticità, tempi oscuri s’annunciano in ogni dove, sia per il contesto sociale sia per quello economico sia per le istituzioni democratiche. V’è la necessità, oggi come non mai da quel “tristo tempo”, di “ripensare noi stessi a partire dalla nostra storia e dalla nostra collocazione nel mondo”.

* Alessandro Del Monte – Coordinamento provincia di Fermo Articolo 1- MDP

Vivi il Centro, nuovi vertici per rilanciare Porto Sant'Elpidio

* Presso la storica sede di via Montegrappa, è stato passato il testimone del direttivo dell’associazione “Vivi il Centro”. La Presidentessa dimissionaria, Genny Cinesi, con non poca commozione ha salutato la sua carica augurando buon lavoro al nuovo gruppo che, subito dopo, è stato eletto. “Non c’è tempo da perdere!” è stata l’esclamazione che in coro, i nove componenti del nuovo direttivo, hanno ripetuto. La serata ha avuto come tema principale le votazioni e la scelta del nuovo Presidente. 
Si è discusso delle iniziative già intraprese dal direttivo uscente. Durante tutta la riunione, l’unica sensazione era quella di rinascita e, la forza di volontà sembra non mancare. Si è parlato di “Salotto della Calzatura”, di “Notte Bianca”. Si sono delineate le prime idee di strategie di marketing e incentivazione del centro. 
A capeggiare il nuovo direttivo sarà Samantha Sforza, titolare della pizzeria “Vecchia Porto”, scelta all’unanimità dai vari componenti del direttivo. 
Insieme a lei Pamela Piergentili del negozio Opium Abbigliamento, Francesca Della Valle di Epperò Abbigliamento Bambini, Anna Pancotto di Ottica Del Bianco, Valentina Sabelli di Erboristeria Il Germoglio, Carla Cerolini di Twill Abigliamento, Cristina Campanelli di Erboristeria Erbamedica, Luca Mandolesi di bar Taxi e Sara Marinangeli di Principe Umberto Abbigliamento. 
“Ci auguriamo collaborazione e partecipazione da parte di tutti i commercianti, soci e non. La grinta c’è e con essa la voglia di fare e costruire.” Afferma la neo Presidentessa Sforza. Sono già state fissate delle date per i prossimi incontri del direttivo per delineare un calendario eventi.
Vivi il Centro c’è ancora e… con una rinnovata voglia di creare. 
* Associazione Vivi il Centro

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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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