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Calcinaro: 'Il 25 aprile ci ha reso tutti liberi'

calcinarostudiosindaco

* Il 25 aprile non è un punto di dibattito ma è un punto fermo di questo paese.

Il 25 aprile non deve nemmeno essere la festa di qualcuno contro qualcun'altro.

Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani che, liberi, per questo possono e potranno sempre esprimere la propria opinione, qualsiasi opinione.

Questo è il mio pensiero, appunto, libero.

* Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo


Liliana Segre a Servigliano: il programma

Liliana Segre 2 Presidente Mattarella

E’ stata definita nei minimi dettagli la scaletta relativa alla visita, storica per il Fermano, della Senatrice a vita Liliana Segre a Servigliano. Invitata dal Comune, dalla Casa della Memoria e dal senatore Francesco Verducci, la Segre sarà a Servigliano nella mattinata di martedì 23 aprile. Sarà una visita divisa in tre momenti, alla quale parteciperanno le massime autorità politiche, civili e militari del Fermano. Alle ore 11.30, la cerimonia davanti al campo di internamento di Servigliano in memoria delle decine di ebrei che nel 1944 da qui partirono per essere deportate ad Auschwitz. A mezzogiorno, camminata all’interno del campo e della Casa della Memoria.

Alle 12.30 in municipio, nella sala del teatro, la Segre terrà la sua testimonianza e racconterà ai ragazzi e alla cittadinanza la tragedia dell’Olocausto, vissuto in prima persona. A dare il benvenuto sarà il sindaco Marco Rotoni, che commenta: “Per Servigliano e il Fermano sarà una giornata da ricordare. Siamo pronti a vivere una pagina di storia molto importante dal significato altissimo”. L’incontro sarà coordinato da Vincenzo Varagona, caposervizio della Rai. La testimonianza della Segre sarà preceduta dalle note di “Schindler’s List”, eseguite dalla violinista Alice Di Monte e dalla pianista Emma Principi, due tra le migliori allieve del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo. Al termine della parte pubblica, la Segre incontrerà il Rotary Club Alto Fermano Sibillini che da vent’anni organizza eventi in memoria delle vittime dell’Olocausto e dei Giusti tra le Nazioni, come nel caso di Giorgio Perlasca e di Irena Sendler.

Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930, il 19 gennaio 2018 è stata nominata Senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nata a Milano in una famiglia ebrea, la Segre visse con suo padre, Alberto Segre, e i nonni paterni. La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali viene espulsa dalla scuola. Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse sette giorni dopo. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (Como); vennero deportati dopo qualche settimana ad Auschwitz, dove furono uccisi al loro arrivo, il 30 giugno. Alla selezione, Liliana Segre ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull’avambraccio. Fu impiegata nel lavoro forzato presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, lavoro che svolse per circa un anno. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dall’Armata Rossa il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti. Dopo lo sterminio nazista, visse con i nonni materni, di origini marchigiane, unici superstiti della sua famiglia. Nel 1948 conobbe Alfredo Belli Paci, cattolico, anch’egli reduce dai campi di concentramento nazisti per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale. I due si sposarono nel 1951 ed ebbero tre figli.

Baldassarri: Paolo Ruffini sul palco per la festa del patrono

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* Discussa e approvata in Giunta la delibera relativa alla programmazione delle Festività del Patrono. Le risorse stanziate riguardano tutte le iniziative ed eventi previsti e comprendono tra le altre voci, i costi relativi all’allestimento delle luminarie, compresa la facciata della Chiesa di San Giorgio dove vanno sostituite diverse luci non più funzionanti (per questo la spesa supera di 700 euro quella dello scorso anno) e la sostituzione delle bandiere della torre; altra voce riguarda i fuochi artificiali della giornata del 24 aprile, (con lo stesso ammontare dello scorso anno), le risorse destinate allo spettacolo del 24 aprile in Piazza Matteotti sono incrementate di circa 3.000 rispetto alle spese dell’anno passato, per la scelta di individuare e proporre un personaggio dello spettacolo di rilievo nazionale come Paolo Ruffini e il suo show musicale. Tutte le altre spese restano inalterate, è stato realizzato il piano di sicurezza ed emergenza predisposto per lo spettacolo necessario in base alla recente normativa sulla sicurezza, in particolare su spazi aperti.

La delibera di ieri contiene inoltre alcune voci di spesa che non riguardano gli eventi legati alla Festa del Patrono ma fanno riferimento ad uno spettacolo al teatro comunale fuori dalla stagione di prosa ma inserito nel calendario degli eventi teatrali e a tre appuntamenti, anche questi a teatro, realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili. Tutti gli eventi legati alle Festività di San Giorgio saranno presentati nel dettaglio nella conferenza stampa che si svolgerà la prossima settimana.

*Elisabetta Baldassarri, assessore al Turismo di Porto San Giorgio

A Monte San Pietrangeli si parla di Dsa e di come affrontarli

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Questa sera, alle 21 presso il Teatro Comunale "Sala Europa", si terrà un incontro formativo ed informativo, rivolto a docenti e genitori, sulle recenti Linee Guida DSA elaborate dalla Provincia di Fermo. 

Da tempo la Provincia di Fermo, infatti, è all'avanguardia su tutto il territorio nazionale per l'attenzione posta alle difficoltà di apprendimento: un Osservatorio Permanente provinciale monitora tutte le ultime classi dell'infanzia e le prime classi della primaria dell'intera provincia di Fermo segnalando le situazioni difficili per poter intervenire tempestivamente con opportuni accorgimenti didattici e con la necessaria consapevolezza da parte dei genitori. 

Cosa sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)? Come riconoscerli in tempo per poter aiutare i nostri figli? Cosa fare e quali misure adottare con chi ha dei disturbi dell'apprendimento? Queste alcune delle tante domande alle quali si proverà a dare una risposta.

Dopo i saluti istituzionali interverranno la dott.ssa Simona Tosoni, Logopedista coordinatrice dell'UOS Asurt Marche Area Vasta IV, e la dott.ssa Lucia Iacopini, Pedagogista Clinica e Formatrice AID.

Ingresso Libero

Filippi, nuovo Prefetto di Fermo: 'Ascolterò la gente'

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* Sono particolarmente onorata di assumere le funzioni di Prefetto della provincia di Fermo, territorio di una regione, le Marche, bella e produttiva, dalle antiche radici storiche e culturali, connotata da valori che attestano la vicinanza tra le istituzioni ed i suoi cittadini. Porgo i miei più cordiali saluti alle autorità civili, militari e religiose, alla Magistratura, agli amministratori locali, alle forze dell’ordine, al corpo dei vigili del fuoco, alle polizie locali, ai rappresentanti della scuola, della sanità e dello sport, alle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori, agli organi professionali, agli esponenti delle categorie produttive e delle associazioni di volontariato, agli organi di informazione nonché all’intera popolazione.

Lavorerò per improntare i rapporti e le relazioni tra le istituzioni, la cittadinanza e gli organismi intermedi a principi di leale collaborazione, ascolto e partecipazione, finalizzati a garantire la massima efficienza nei servizi ai cittadini e a preservare i diritti fondamentali delle persone, in particolar modo quelli riguardanti le condizioni di legalità e di coesione sociale, sì da costituire un presidio di riferimento per la collettività. Desidero rivolgere uno specifico sguardo alle esigenze della popolazione, in primis dei giovani e degli studenti, a tutela della pari dignità sociale e dello sviluppo del territorio, al fine di lavorare in sinergia e prevenire eventuali fenomeni di devianza e di illegalità.

Territorio che si articola, in un quadro armonico, tra costa e rilievi collinari e montuosi, caratterizzato peraltro dalla presenza di un mondo imprenditoriale dinamico, che ha saputo in questi ultimi anni far fronte alla difficile congiuntura economica. Per l’importanza che riveste nella società attuale la cooperazione tra le varie componenti istituzionali e territoriali, in particolar modo con i sindaci, rivolgo un pensiero attento alla cittadinanza, con l’auspicio di una comune condivisione dei principi sopra espressi.
* Vincenza Filippi, prefetto di Fermo

Calcinaro: Lido Tre Archi, impegno costante

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*Lido Tre Archi, un impegno che continua, un impegno coordinato che pone a servizio del quartiere tante  opportunità, molto  sostegno, con l’aiuto di tantissime organizzazioni o realtà locali che veramente ringrazio.

A questo si accompagnerà l’inizio degli attesi lavori nei prossimi giorni, che dureranno tempo: bisogna essere consapevoli che a Tre Archi bisogna fare la propria parte, tutti quanti, anche i cittadini residenti come in larga parte fanno, perché solamente con la cooperazione di tutti si può e si dovrà migliorare la situazione di un quartiere, anche alla luce di grandi investimenti che verranno fatti. Il lamento è la via spesso più comoda da percorrere però quella che non porta sempre da qualche parte, anche perché una società che avanza è fatta del piccolo gesto di tutti quanti.

C’è una strada da percorrere, non facile: sicuramente ora Questura e Comandi Provinciali supporteranno questa azione con una presenza comunque maggiormente di risalto.

* Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

E' nato il sindato della Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

A Roma si è costituito il primo sindacato dei finanzieri. Novanta finanzieri in servizio hanno costituito la struttura, denominata SILF (sindacato italiano lavoratori finanzieri), approvando lo statuto ed eletto provvisoriamente il segretario generale, in attesa del primo congresso nazionale che si svolgerà entro un anno dalla sua costituzione.

Anche dalle Marche, una delegazione di finanzieri ha partecipato alla fase costituente, come soci fondatori, con l’obbiettivo di realizzare un sindacato che sappia rispondere alle aspettative del personale e, nel contempo, sappia stimolare le istituzioni con proposte costruttive per affiancare i cittadini nel delicato settore della sicurezza economico finanziaria.

L’impegno del nuovo sindacato SILF sarà quello di avviare, nella fase costituente, una campagna di adesioni, così da creare strutture regionali capaci di organizzare le tutele sul territorio. Tutele che saranno giuridiche ma anche morali per rappresentare al meglio le persone che indossano una divisa ma che hanno, al pari degli altri lavoratori, diritti e tutele da promuovere e rivendicare. Il tutto anche con una nuova ed adeguata formazione sindacale, che sarà promossa sui territori.

La sicurezza sul lavoro, la dinamica delle carriere, rinnovo del contratto nazionale (scaduto nel 2018) sono alcuni dei temi che, a seguito dell’esperienza di FICIESSE (associazione dei finanzieri cittadini e solidarietà) saranno portati all’attenzione dei nuovi organismi dirigenti che saranno costituiti, dopo il congresso nazionale.

Il fiocchetto lilla della Fada a Porto San Giorgio

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La Giornata del fiocchetto lilla è stata sancita dalla Presidenza del Consiglio e il 15 marzo è riconosciuto istituzionalmente come giornata nazionale contro i Disturbi dell'Alimentazione. Il fiocchetto lilla è un simbolo che vuole diffondere la consapevolezza che queste patologie si possono oggi curare. Simbolo di aggregazione, per chi per troppo tempo ha vissuto nell'isolamento imposto dalla malattia, il fiocchetto lilla è per radunare in un unico coro le voci di chi ha vinto sulla malattia, di chi testimonia con la propria storia di vita che guarire dai DCA è possibile.
Simbolo di rispetto verso chi soffre, il fiocchetto lilla è per supportare le famiglie e chi giorno dopo giorno coraggiosamente continua a lottare per la Vita, con tutte le proprie forze, per riconquistare la libertà di essere se stesso, senza arrendersi mai. Per non dimenticare chi non ce l'ha fatta. Soprattutto per costruire una nuova cultura, dell’ascolto e dell’accettazione.

A Fermo c’è il centro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare, in via Zeppilli, coordinato dalla psichiatra Patrizia Iacopini, ad oggi sono oltre 400 le persone prese in carico. A supporto del centro e delle famiglie è nata l’associazione Fada che porta avanti battaglie culturali, offre occasioni di ascolto e di riflessione, si pone come punto di riferimento per le famiglie smarrite di fronte ad un problema sempre più diffuso e complesso.

Tanti gli appuntamenti per arrivare alla giornata di oggi, alle 18,30 al Delfino Verde, lungomare sud di Porto San Giorgio, con un ospite di grande spessore, lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, che parlerà del suo libro ‘Prima di aprire bocca’, per raccontare il corpo nel disagio contemporaneo, tra disturbi alimentari, identità di genere e dipendenze. L’autore dialogherà con la dottoressa Iacopini e con Filippo Romagnoli, educatore del centro di Fermo. Dopo un'esperienza nei reparti di psichiatria per acuti e di ricerca in farmacologia epidemiologica presso l’Istituto Mario Negri Sud, Mendolicchio si è dedicato alla cura dei Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia e obesità). E’ attualmente Direttore Sanitario di Villa Miralago (clinica per i DCA di Varese) nonché vice presidente nazionale in Italia della Società Italiana di Riabilitazione interdisciplinare disturbi alimentari e del peso (SIRIDAP). 

Il secondo appuntamento è previsto per il 14 marzo, per un incontro con la stampa che sarà convocata per inquadrare i numeri del problema e le possibili soluzioni offerte a Fermo. Per la VIII GIORNATA NAZIONALE DEL FIOCCHETTO LILLA, dedicata alla lotta contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), il 15 MARZO prossimo FADA ONLUS sarà presente con suoi banchetti informativi presso il Centro Commerciale Il Girasole di Fermo.

Melchiorri: 58minuti persi ogni giorno per la fattura elettronica

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“Lo sapete quanto tempo perde ogni giorno in media un imprenditore a causa della fatturazione elettronica: ben 58 minuti. Un tempo che non riavrà mai indietro, un tempo regalato che nessuno restituirà e che ha un costo importante per tutto il tessuto imprenditoriale italiano. Moltiplichiamolo per le centinaia di migliaia di imprenditori, credo che avremo così risposto tutti alla domanda”. Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico, ha risposto così alla domanda ‘Fatturazione o complicazione elettronica?’.

Oltre un centinaio di persone tra imprenditori, professionisti e commercialisti, hanno preso parte al seminario organizzato a Villa Lattanzi durante il quale sono stati affrontati e approfonditi gli aspetti più controversi relativi alla nuova normativa sulla fattura elettronica “che – ribadisce Melchiorri - meriterebbero perlomeno chiarimenti ufficiali da parte dell'Agenzia delle entrate”.

Un pomeriggio guidato dalla presidente Odcec di Fermo, Commercialisti ed Esperti Contabili, Eliana Quintili: “Fattura elettronica croce e delizia degli imprenditori e dei professionisti, in questo momento più croce che delizia. Riteniamo di aver offerto, stante la qualità dei relatori e del dibattito che è scaturito, soluzioni pratiche e corrette interpretazioni delle norme. Con il seminario è stato avviato un percorso di fattiva collaborazione che vedrà i dottori commercialisti e Confindustria, sempre di più insieme, al fianco delle imprese per supportarle e sostenerle con le migliori professionalità in questo particolare momento congiunturale. I dottori commercialisti ed esperti contabili di Fermo sono assolutamente pronti e preparati ad aiutare le aziende del territorio a superare l’attuale crisi e a vincere le sfide del futuro”.

Durante il pomeriggio sono emerse diverse importanti criticità in merito a questa rivoluzione fiscale che al momento sta producendo solo nuovi costi e disagi ai professionisti e al sistema delle imprese. “La prima soluzione è collaborare. Queste iniziative meritano il sostegno, perché  così che si aiutano le imprese. Il mio supporto non mancherà” ha ribadito il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, complimentandosi per l’iniziativa con confindustria Centro Adriatico.

“Il Paese è in recessione, l’unica strada per una ripresa è vendere, conquistare mercati, offrire il miglior servizio e invece Vedete – ha proseguito Melchiorri - ci si arrovella su come fare, registrare o conservare una fattura. La semplificazione fiscale è ancora un miraggio. I 58 minuti persi ogni giorno non sono legati a operazioni particolari, ma alla routine: partendo dal benzinaio, passando per il ristorante e concludendo con l'hotel, dovendo registrare l'azienda e i relativi dati nei rispettivi software dei fornitori il risultato è stato tempo perso, praticamente un’ora. Per fortuna abbiamo i commercialisti al nostro fianco, ma è giusto che sia il privato a pagare per un disservizio pubblico? Di certo noi come Confindustria continueremo a offrire occasioni di confronto e informazione. Nel mentre, l'auspicio è che il Governo si adoperi per trovare semplificazioni concrete ed urgenti a questa normativa”.

La Cna: Mappiamo il litorale e ampliamo le concessioni

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* La proroga delle concessioni demaniali di 15 anni, cioè fino al 2033, è solo il primo passo di una strada che deve portare all’eliminazione della Bolkestein. La proroga è stato un grande risultato, una vittoria della Cna: ma il percorso intrapreso deve condurre all’uscita dalla Bolkestein, come già è stato concesso ad altre categorie, ad esempio quella degli ambulanti. La direttiva ha avuto la conseguenza di deprimere gli investimenti delle imprese che, oltretutto, hanno trovato enormi difficoltà nell’ottenere credito dalle banche: In questo modo l’offerta turistica estiva delle coste ne è risultata penalizzata. Ora è il momento che venga data immediata applicazione alla proroga dei 15 anni, per rilanciare gli investimenti e tutelare la continuità aziendale della filiera.

Sin dall’inserimento del provvedimento nella Legge di Bilancio 2019, CNA si era messa a disposizione delle imprese per raccogliere le prenotazioni per la presentazione delle istanze specifiche necessarie a richiedere ai Comuni la vidimazione ufficiale della proroga. Ad oggi sappiamo che la Regione Marche sta lavorando per dare indicazioni ai Comuni riguardo la vidimazione dei rinnovi per cui auspichiamo modalità snelle che non pesino ulteriormente sulle imprese del comparto.

Intanto bisogna realizzare la ricognizione e la mappatura del litorale e del demanio costiero marittimo. Individuare con precisione la consistenza dei luoghi, la tipologia e il numero sia delle concessioni vigenti che delle aree libere è fondamentale. Sappiamo infatti che in Italia la risorsa spiaggia non è affatto scarsa, è possibile garantire la continuità imprenditoriale delle attuali imprese così come favorire la nascita di nuove.

*Luciana Testatonda, responsabile Cna Turismo

Sebastiani: Erosione, P.S.Elpidio voti compatta la mozione

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* Domani (sabato 9.30) c'è il Consiglio Comunale Aperto sull'erosione costiera. Un momento importante per la nostra comunità e sicuramente non frequente visto che l'ultimo è stato fatto 17 anni fa.

Il consiglio comunale tutto ha votato favorevolmente la proposta fatta da Andrea Putzu, il consigliere di Fratelli d'Italia di indire un Consiglio aperto. Come Presidente mi aspettavo la stessa univoca voce nel presentare una mozione che altro non doveva essere che sollecitare la Regione ad impegnarsi per la risoluzione del grave problema della nostra costa.

Nelle riunioni dei capigruppo ci sono state tutte le occasioni per presentare, correggere e integrare la mozione scritta da tutte le forze politiche. Il documento che domani presenteremo avrà meno forza ed efficacia se non sottoscritto da tutti. Invito i capigruppo del Laboratorio Civico, del Movimento 5 Stelle e della Lega a firmare il documento. Credo che davanti ad una problematica così sentita, dovremmo presentarci uniti per il bene soprattutto dei nostri operatori e dei lavoratori del comparto.

* MIlena Sebastiani, presidente del Consiglio comunale di Porto Sant'Elpidio

Convegno, il ruolo dell'assistente sociale

Domani, venerdì, nella Sala degli Artisti di Fermo a partire dalle ore 14.30, convegno organizzato dal Comune di Fermo, in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche, l’ASUR Marche Area Vasta 4 e l’Ambito Sociale XIX dal titolo “Deontologia e responsabilità dell’Assistente Sociale. Il ruolo dell’assistente sociale, tra normativa, fabbisogni formativi, principi etici e competenze professionali”.

Ad aprire i lavori gli interventi istituzionali del Sindaco Paolo Calcinaro, dell’Assessore ai Servizi Sociali Mirco Giampieri, del Direttore Generale d’Area Vasta 4 Licio Livini e del Presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Marche Marzia Lorenzetti.

In programma gli interventi dell’avv. Maria Milli Virgilio, esperta di normative in Servizio Sociale e autrice del “Codice per l’Assistente Sociale. Legislazione e casistica” edito da Carocci Faber - Servizio Sociale, della dott.ssa Giuseppe Ferraro, Presidente Commissione Etica e Deontologica dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Marche, del dott. Alberto Cutini, assistente Sociale Area Vasta 4 – ASUR Marche, di Alessandro Ranieri, Coordinatore dell’Ambito Sociale XIX e dell’avv. Andrea Nobili, Garante dei diritti della persona della Regione Marche.

Il dibattito sarà moderato dal Dott. Giovanni Della Casa, Dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Fermo. La partecipazione al convegno, che è gratuita, consente anche di acquisire 3 crediti deontologici essendo l’evento accreditato dall’ordine degli Assistenti Sociali delle Marche.

Iotti: Un gol per la salvezza della Fermana

Iotti

* Sto bene, cercherò di sfruttare questo momento per dare tutto in campo e cercare di raccogliere con la squadra quanti più punti possibili per raggiungere il prima possibile la salvezza.

Mi manca il gol, ma manca di più un gol di squadra che tutti vogliamo tanto e che può valere la salvezza. Sabato portare a casa un punto da Vicenza, in quel campo e con quella cornice, è stata una grande prova di carattere. Venivano da due o tre settimane buie quindi vale davvero tanto. Se ad inizio stagione mi avessero detto che ci saremmo trovati in questo periodo dell'anno con questa posizione in classifica, avrei firmato col sangue. E' vero che abbiamo fatto meno punti finora, rispetto all'andata, però abbiamo fatto tanti punti prima, quindi ci può stare. Ci vuole obiettività nelle cose. Il nostro pensiero attuale è di arrivare il prima possibile a 42 punti, poi vedremo perché comunque non è facile. Ci sono gare importanti da affrontare, a partire dalla prossima, col Pordenone, una squadra che è stata costruita per vincere, mentre noi per salvarci, mi piace ricordarlo sempre. Pensiamo alla salvezza perché è un campionato strano, in cui succede di tutto, poi vediamo, con la testa libera, possiamo pensare a tante altre cose"

* Ilario Iotti, terzino gialloblù conclude il terzino della Fermana

Marinangeli, Lega: bloccare subito la barriera Rfi

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* Bloccare immediatamente lo scempio proposto da Rfi rete ferroviaria italiana. Chiederemo un fronte comune maggioranza e minoranza, per bloccare il progetto di Rfi per la mitigazione del rumore derivante dal traffico ferroviario.

Diventerà a breve esecutiva una decisione assunta dal Ministero dell'Ambiente del 2000, che prevede l'installazione di pannelli fonoassorbenti in metallo alti 7,50 metri lungo l'asse ferroviario, in 26 comuni costieri delle Marche. Opera così come proposta, inaccettabile,  impattante da un punto di vista paesaggistico e ambientale, un vero e proprio muro che impedirà la vista del mare e peggiorerà la qualità dell'aria impedendo una libera e naturale  circolazione del vento.

Una ricaduta negativa sul valore degli immobili posizionati lungo l'asse ferroviario e immagine turistica danneggiata. Ora formuliamo insieme, come città di Porto San Giorgio, la nostra contrarietà a questo progetto da trasferire con immediatezza presso la Regione Marche e ridiscutere modalità progettuali diverse e innovative per risolvere i problemi legati al rumore. Come lega solleciteremo i nostri rappresentanti al governo per ridiscutere questa ipotesi proposta da Rfi e nel frattempo chiederemo al sindaco Loira un consiglio comunale aperto per coinvolgere i cittadini sangiorgesi.  No alle barriere, si alla bellezza del nostro mare. 

* Marco Marinangeli capogruppo lega Porto San Giorgio 

Ermini, Csm, spiega il ruolo della giustizia

tribunale web

* Signor Presidente della Corte, signor Procuratore generale, (Eminenza reverendissima), signori magistrati della Corte e degli altri uffici del distretto, signori magistrati onorari, signor Presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e avvocati tutti, signori funzionari e impiegati degli uffici giudiziari, signori ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, Autorità civili e militari, signore e signori presenti, porgo a voi il più cordiale saluto e l'augurio di buon lavoro del Consiglio superiore della magistratura per l'apertura dell'anno giudiziario.

Ho seguito con vivo interesse la relazione svolta dal Presidente della Corte ma permettetemi, prima di affrontare le questioni più strettamente connesse all’attività giudiziaria, di rivolgere sentimenti di vicinanza alle persone e alle famiglie duramente colpite dal sisma di oltre due anni fa che ancora vivono in condizioni di disagio ed emergenza. Un disagio che non manca di riflettersi anche sull'amministrazione del servizio giustizia. Vorrei anche esprimere il cordoglio e l'affettuosa vicinanza, mia e del Consiglio che rappresento, ai familiari degli adolescenti e della giovane madre vittime della tragedia di Corinaldo. Abbiamo ancora negli occhi le immagini strazianti di quella drammatica notte, il mio pensiero va anche ai sopravvissuti e al trauma che stanno vivendo. E consentitemi infine, ad un anno dalla sua scomparsa, di esprimere vicinanza al dolore dei genitori di Pamela Mastropietro, vittima innocente di un efferato crimine. 

Si tratta di drammi che scuotono l'intera comunità e investono la magistratura, a cui compete condurre le indagini e accertare le responsabilità, di forti aspettative di giustizia. So che il discorso è delicato, e tuttavia avverto come mio dovere - pur nel necessario rispetto del dolore delle vittime - mettere in guardia dalla tentazione di caricare la risposta giudiziaria di significati impropri, che andrebbero ben al di là della corretta funzione giurisdizionale. È una preghiera che io rivolgo innanzitutto a noi stessi, a noi uomini dello Stato e delle istituzioni, che rivolgo ai giornalisti cui spetta il difficile compito di informare e formare l'opinione pubblica e rivolgo a ciascun cittadino. Devo confessarvi che ho vissuto con profondo disagio alcuni recenti avvenimenti di cronaca. Penso da un lato alla sentenza del Tribunale di Avellino sulla strage del bus sul viadotto Acqualonga, dall'altro all'incarcerazione dopo lunga latitanza di Cesare Battisti, un tempo componente dei Proletari armati per il comunismo e condannato con sentenze passate in giudicato per quattro omicidi. Difficile negare che non vi sia stato qualche intervento strumentale, demagogico o dal sapore propagandistico. Io credo che tutti noi si debba ritrovare parole e comportamenti più misurati e sobri. Il rischio di certe reazioni, specie se alimentate a livello istituzionale, è infatti quello di sottoporre a indebite pressioni il lavoro della magistratura, ingenerando l'idea che il diritto andrebbe interpretato alla luce di un supposto comune sentimento del popolo. Un'idea che cammina lungo un crinale scivoloso, intendendo la figura del giudice non come colui che applica la legge ancorandola ai principi generali della Costituzione e dell'ordinamento giuridico, ma piuttosto come il "sacerdote", se non il semplice portavoce, del giudizio e della volontà popolare.

Il rischio, insomma, è quello di una delegittimazione sottotraccia. Il popolo, nel cui nome sono pronunciate le sentenze, vive infatti la sua sovranità entro la cornice delineata dalla Costituzione e su questa premessa è il necessario e costante riferimento (anche) dell'istituzione giudiziaria. Solo in tal modo il potere giudiziario, come qualsiasi altro potere democratico, è tutelato dal pericolo, sempre incombente, di essere osservato e valutato secondo fuorvianti e inesistenti legami con idee di popolo dal significato emotivamente ambiguo, più vicine all'immagine della piazza o della folla, che si collocano radicalmente all'opposto della struttura democratica della giustizia. Quanti concorrono e agiscono nella sfera pubblica hanno dunque la responsabilità di non dimenticare mai che ogni istituzione della Repubblica, e tra queste anzitutto l'ordine giudiziario, opera come espressione del popolo in un'accezione interamente costruita entro l'ordine costituzionale. 

Va invece corroborata la fiducia nella magistratura. E ciò è tanto più necessario in una società che ancora con qualche fatica sta ricostruendo il suo tessuto sociale ed economico strappato dalla crisi profonda che nell'ultimo decennio ha investito il mondo occidentale e il nostro Paese. In questa realtà il ruolo del giudice è ancora più cruciale nel risolvere conflitti di interessi, nel garantire diritti, nel dare risposte alle esigenze dei cittadini anche quando vi siano vuoti normativi, nell'assicurare un presidio di legalità contro delinquenza e malaffare. Al magistrato, semmai, si deve chiedere equilibrio e ragionevolezza, preparazione e laboriosità, misura e riserbo. Si deve investirlo del dovere di assicurare all'istituzione giudiziaria la necessaria credibilità, garanzia fondamentale nell'assetto democratico dei pubblici poteri. E per assolvere tale dovere c’è bisogno di una magistratura competente, autorevole, imparziale e responsabile, che abbia piena consapevolezza degli effetti delle sue decisioni sulla "carne viva" dei cittadini, ma che sia soprattutto indipendente e autonoma e possa così esercitare la sua funzione "sine spe ac metu". L'indipendenza e l'autonomia della magistratura costituiscono dunque valori non negoziabili, che il Consiglio superiore che qui rappresento tutela e tutelerà fino in fondo.

Fiducia e credibilità sono del resto capisaldi di ogni istituzione dello Stato. E va fugato con tutto l'impegno possibile il rischio di qualsivoglia appannamento. Alludo, come evidente, all'omicidio di stampo 'ndranghetista del fratello di un collaboratore di giustizia avvenuta la sera di Natale a Pesaro. È un campanello d'allarme sul sistema di sicurezza e protezione che ha impressionato l'opinione pubblica e che non va certamente sottovalutato. Sono però certo che la fermezza e intensità investigative con cui, insieme alle forze dell'ordine, stanno lavorando la procura di Pesaro e la Dda di Ancona in collaborazione con quella di Reggio Calabria, faranno piena chiarezza di quanto accaduto. Tutti noi sappiamo quanto utile sia stato e possa ancora essere l'apporto dei collaboratori di giustizia nelle indagini e nei processi contro le mafie e la criminalità organizzata, è dunque necessario che questo grave vulnus nel sistema di protezione sia recuperato e costituisca monito a non abbassare mai la guardia.

Le Marche hanno alle spalle un anno difficile e per certi versi drammatico, un anno che inevitabilmente ha riversato ulteriori problematiche sugli uffici giudiziari già gravati di criticità anche logistiche, oltreché' parzialmente di organico. E tuttavia, gli uffici del distretto stanno dando prova di encomiabile laboriosità e capacità organizzativa, rispondendo con apprezzabili risultati alla domanda di giustizia. Complessivamente, a giudicare dalle statistiche sui flussi dei procedimenti, c’è una sostanziale tenuta nella capacità di mantenere in equilibrio il rapporto tra definizioni e iscrizioni, compensando eventuali flessioni nella riduzione dell'arretrato nel penale con scatti di efficienza nel civile e viceversa. Il Csm, peraltro, non ha mancato di garantire il suo sostegno disponendo l'applicazione di un magistrato alla sezione Immigrazione del tribunale di Ancona e di un altro alla procura della Repubblica di Ascoli Piceno. In ciò, del resto, gli uffici giudiziari del distretto si rivelano specchio di una regione tenace, dinamica, capace di reagire alle avversità e consapevole di avere gli strumenti per potersi riprendere e costruire un futuro di maggior benessere e sicurezza.

È il momento però che io vi offra - come è doveroso in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario in ciascun distretto - un contributo di conoscenza su quelli che sono i risultati dell’attività svolta dal Consiglio superiore, anche nella prospettiva della tutela dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura che la nostra Carta costituzionale affida a tale organo. 6.1. Nel dialogo virtuoso con le altre figure istituzionali deve attuarsi l'impegno del nuovo Consiglio ad estendere la sua azione oltre i confini tradizionali, segnati dall'esigenza, pur irrinunciabile, di tutelare le prerogative costituzionali della magistratura, al fine di cooperare alla creazione delle condizioni che consentano il realizzarsi in concreto, attraverso l'esercizio della giurisdizione, degli obiettivi di uguaglianza e di giustizia sociale indicati dalla Costituzione. 

L'affermarsi di una concezione aperta e dinamica del governo autonomo, e non meramente difensiva e statica, consente di vedere sotto una nuova luce i rapporti istituzionali del Consiglio, nel cui ambito si collocano in posizione centrale le attribuzioni propositive e consultive previste dall'art. 10 della legge n. 195 del 1958. I pareri espressi nel 2018, in particolare quelli resi nel corso della nuova consiliatura sui provvedimenti in materia di protezione internazionale e sicurezza, di prescrizione e anticorruzione, nonché' sulla Procura europea, sono stati formulati nell'ambito di una prospettiva "di sistema", unendo alla valutazione delle ricadute organizzative delle novelle legislative la considerazione degli aspetti sostanziali degli istituti da esse disciplinati, con particolare attenzione al rispetto dei valori costituzionali, dei diritti di libertà e delle garanzie dei singoli.

Nei rapporti con il Ministero della giustizia, la ricerca e l'applicazione di un metodo che, pur nel rigoroso rispetto delle reciproche sfere di attribuzioni, consentisse tuttavia di coniugare le rispettive competenze nel comune interesse al buon andamento del servizio giustizia, ha agevolato l'esercizio dei poteri complessi nei casi di decisione concertata e ha permesso di intensificare i lavori in seno al Comitato paritetico per l'individuazione di soluzioni condivise in tema di organizzazione giudiziaria. La previsione, nella recente legge finanziaria per il 2019, dell'aumento di organico della magistratura ordinaria nel numero di 600 unità, impone di proseguire nell'utilizzazione di questo metodo fecondo e virtuoso di condivisione delle scelte nell'ambito delle rispettive competenze, soprattutto per quanto concerne i criteri di valutazione delle effettive necessità degli uffici giudiziari, in funzione di un'adeguata ripartizione dei nuovi posti in organico.

Anche i rapporti con l'Avvocatura sono ispirati al metodo della condivisione delle responsabilità e delle scelte, nella prospettiva di rinsaldare la comune cultura della giurisdizione, humus necessario di ogni stabile riforma in materia di giustizia: ne è prova il costante coinvolgimento dell'Avvocatura in funzione del miglioramento della qualità dei servizi della giustizia e del più efficiente utilizzo delle risorse economiche e del personale. 

Nel quadro dei rapporti istituzionali del Consiglio si colloca, in una posizione preminente, quello con la Scuola superiore della magistratura. La formazione del magistrato assume considerazione assoluta nell’attività del Consiglio che ogni anno, unitamente al Ministero della giustizia, procede all'elaborazione delle "Linee programmatiche sulla formazione", da destinare alla Scuola Superiore della Magistratura. Nella consiliatura appena iniziata, il costante confronto nel tavolo tecnico istituito con la Scuola è ripreso su vari temi, tra cui quello relativo alla modifica del Regolamento per la formazione iniziale dei magistrati ordinari.

Accanto all’attività istituzionale esterna è proseguita quella interna, di c.d. "amministrazione della giurisdizione", nell'ambito della quale mi preme ricordare, poiché' rende conto della sensibilità del Consiglio alle esigenze degli uffici giudiziari, la gestione della mobilità ordinaria. Il nuovo Consiglio, completate le procedure relative al concorso per i posti di secondo grado, ha avviato quella per l'individuazione dei posti vacanti di primo grado. Il Consiglio sta anche lavorando al rinnovo dei componenti della Commissione tecnica per il conferimento delle funzioni di legittimità, avuto riguardo alla previsione, nella ricordata legge finanziaria per il 2019, dell'aumento di organico nel numero di 80 unità per gli uffici di legittimità. Tale previsione, infatti, potrebbe consentire, già nel corso di quest'anno, la destinazione di nuovi magistrati alla Corte di Cassazione.

Particolarmente alta, nell'ultimo anno, è stata l'attenzione del Consiglio al tema dei diritti fondamentali. Avuto riguardo alla dimensione ormai sovranazionale della tutela di tali diritti, è stato stipulato un Protocollo di intesa con la Presidenza della Corte Europea dei Diritti Umani e sono state assunte iniziative per la creazione di una Rete di collaborazione tra le istituzioni giudiziarie dei Paesi del Mediterraneo e di un Tavolo tecnico Esteri-Giustizia-CSM.

La tutela dei diritti delle persone passa in primo luogo attraverso la rigorosa osservanza della legge. Il rispetto delle regole dettate dall'ordinamento a tutela della civile convivenza e del reciproco riconoscimento della dignità personale deve costituire l'aspirazione costante di ogni comportamento umano e deve essere indicato come valore irrinunciabile specialmente alle nuove generazioni. In questa prospettiva sono stato particolarmente lieto di sottoscrivere, il 27 novembre 2018, presso il MIUR, il rinnovo della Carta di intenti finalizzata, tra l'altro, ad educare gli studenti all'osservanza delle regole e al rispetto dei diritti e dei doveri di ogni cittadino.

Domani ricorre il Giorno della memoria. Una settimana fa, nel corso del viaggio della memoria a Cracovia, Birkenau e Auschwitz, a nome del Consiglio superiore della magistratura ho sottoscritto una lettera d'intenti con il Ministero dell'Istruzione, l'Unione delle comunità ebraiche italiane e l'Associazione nazionale magistrati che darà nuovo impulso alla collaborazione istituzionale rivolta a promuovere attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole sui temi della Shoah, dell'antisemitismo e dell'odio razziale. È un richiamo non rituale il mio. Qui nelle Marche, a Macerata, un anno fa ci fu il grave episodio della sparatoria contro i migranti, ma più in generale, in Italia e negli altri paesi europei, si assiste al rincrudire di umori e ventate di odio e intolleranza. Coltivare la memoria quale imprescindibile anticorpo al risorgere di germi razzisti e antisemiti è dunque oggi urgente e doveroso, perché' solo il ricordo può renderci sensibili ai segni anticipatori della tragedia e darci la forza e il coraggio di reagire.

Signor Presidente, al Consiglio superiore della magistratura spetta esercitare delicate e gravose funzioni di alta amministrazione, che tuttavia si risolverebbero in vuote e insignificanti attribuzioni se non si concretizzassero nel fecondo rapporto con la realtà viva degli uffici giudiziari e non le si considerasse al servizio di quella che è e resta l’attività principale, quella cioè di chi amministra la giustizia nelle aule di questi palazzi. Dunque a Lei, Signor Presidente, a tutti i magistrati, a tutti gli avvocati e a tutto il personale amministrativo del distretto della Corte di appello di Ancona va il mio augurio di buon lavoro e l'incoraggiamento del Consiglio superiore della magistratura ad affrontare il nuovo anno giudiziario con impegno e slancio ideale nell'interesse della collettività.

*vicepresidente del Csm David Ermini all'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'appello di Ancona


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