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Canigola e Pompozzi: Maturità, passaggio chiave nella costruzione della personalità

canigolaprimopiano

Desideriamo rivolgere un saluto affettuoso e un sincero in bocca a lupo agli studenti della nostra Provincia che, a partire da domani, sosterranno l’esame di maturità. Cari ragazzi, vivete questo momento con tensione positiva e tanto entusiasmo, è un evento importante della vostra vita, che resta indimenticabile per sempre.

L’esame di maturità rappresenta l’ingresso nell’età adulta, un passaggio necessario nel percorso di costruzione di una personalità critica, creativa, compiuta, che è quella con cui vi muoverete nel mondo. L’augurio per tutti voi è quello di affrontare questo impegno con serenità e sicurezza, consapevoli delle vostre capacità.

La sfida in cui vi misurerete in questi giorni è solo la prima di tante altre prove a cui la vita vi sottoporrà. Ciò che conta è che impariate a costruire il vostro futuro con passione e perseveranza, compiendo scelte giuste, nel segno degli ideali e dei valori che la scuola e la famiglia vi hanno trasmesso.

Vogliamo, infine, esprimere un sentito ringraziamento ai docenti impegnati nelle Commissioni d’esame, nonché agli insegnanti e a tutto il personale scolastico per il grande lavoro svolto con i ragazzi durante l’anno scolastico, per la professionalità con la quale li hanno accompagnati nel loro percorso di studi.

Buona maturità a tutti

Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo, e Stefano Pompozzi, vice presidente

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Ping pong a Servigliano: quando lo sport diventa sociale

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* Non solo risultati sportivi di livello nazionale, come la promozione in B2, ma anche impegno a beneficio del sociale, delle scuole, dei giovani svantaggiati. La Virtus tennistavolo Servigliano sta portando avanti grandi progetti e non a caso ha ricevuto la visita di Renato Di Napoli, presidente della Federazione italiana tennis tavolo. Il massimo esponente nazionale è stato ricevuto dal sindaco Marco Rotoni, dai dirigenti e dai tesserati della Virtus, dal delegato provinciale del Coni Vincenzo Garino. Oltre alla premiazione per la storica promozione in B2, è stato presentato il progetto “Il Tennistavolo entra in classe”, realizzato dalla Virtus insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Risparmio di Ascoli Piceno.

“Quando sono stato eletto – ha detto Di Napoli – ho ribadito che sarei stato il presidente di tutti: la mia visita a Servigliano lo dimostra. Per me è un onore e un piacere essere qui. La Fitet sta portando avanti molti progetti legati alla promozione del nostro sport: dalle scuole all’attività paralimpica. Siamo felici che realtà come la Virtus, partendo dalla provincia, emergano a livello nazionale: significa che si lavora nella giusta maniera. Oltre alla B2, un plauso per i progetti destinati alle scuole e alle categorie deboli”.

“Il tennistavolo – ha spiegato Fabio Paci, presidente della Virtus – è uno sport altamente formativo: sviluppa tattica, determinazione, concentrazione. Il progetto “Il Tennistavolo entra in classe” nasce come supporto alle attività di educazione fisica nelle scuole di Servigliano (elementari e medie) e Amandola (elementari, medie, superiori). E’ affidato all’istruttore Federico Baciocchi, tecnico e giocatore di livello nazionale, uno dei migliori. Baciocchi ha già avuto modo di svolgere attività con 108 studenti ad Amandola e 86 a Servigliano. Il progetto avrà un secondo step nei mesi di ottobre e novembre. Un grazie speciale alla Fondazione Carisap”.

Per la Fondazione Cassa di Risparmio di Risparmio di Ascoli Piceno era presente Alessandra Marini, componente del Consiglio di amministrazione: “Intervenire nel sociale, a beneficio dei giovani, per favorire lo svolgimento della pratica sportiva coinvolgendo le scuole, rappresenta l’evidenza di come la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno è presente nel territorio, soprattutto nell’area montana ed ha a cuore le istanze che provengono dalla comunità. Investire nel futuro, sostenendo i giovani e permettendo loro di diventare protagonisti del loro quotidiano attraverso la presentazione di proposte di aggregazione e di attività sportive, permette di generare adulti responsabili e motivati ad avere a cuore se stessi ed ancor di più la propria comunità”.

Momento importante sottolineato anche dal sindaco Marco Rotoni: “La Virtus è nata sette anni fa, eppure ha già all’attivo molti progetti importanti, oltre ai risultati ottenuti sul campo. L’attenzione riservata dalla Fitet, è basilare per proseguire su questa strada. Quando si coinvolgono scuole e realtà sociali, vuol dire che un’associazione sportiva merita applausi. E’ questo lo sport che ci piace: vincente e solidale”. Parte della visita di Di Napoli si è svolta in palestra per la fase conclusiva del progetto destinato ai ragazzi ospiti della struttura residenziale “Rugiada” che vivono situazioni di svantaggio psichico, attività finalizzata a creare spazi in cui combinare le potenzialità del soggetto e fornire stimoli per favorire il reinserimento sociale. Altra iniziativa lodevole, sostenuta dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini (era presenta Paolo Bracalente, il presidente che due anni fa abbracciò il progetto), dal Comune e portato avanti dai tecnici Alessandro De Vecchis, Lucio Censori e dal dirigente Maurizio Monini. Presenti tutti i ragazzi della Rugiada, guidati dalla responsabile Carmela Gentili, dal vice presidente Luca Mercuri e dall’operatore Bruno Chiricosta.

Coni in prima linea, a Servigliano, in occasione della visita ufficiale di Renato Di Napoli. “Se è vero, come è vero, che il ping pong è una delle discipline sportive più praticate al mondo – ha detto Vincenzo Garino, delegato del Coni per la provincia di Fermo – vuol dire che ci troviamo di fronte a uno sport che abbraccia tutti, dal tempo libero all’agonismo olimpico. Un plauso, da parte del Coni, alla Virtus Servigliano che sa coniugare e bene risultati sportivi, sociale e scuola. E non dimentichiamo che lo sport molto spesso va a braccetto col turismo. Avere il presidente di Napoli è un motivo di orgoglio per l’intero sport del Fermano e marchigiano”.

Per i tesserati della Virtus ha preso la parola Lucio Censori: il forte pongista ascolano (già 99 d’Italia) ha firmato le due recenti promozioni in C1 e, ora, in B2. “Da tre anni sono a Servigliano e posso dire con orgoglio che tutti gli obiettivi sono stati centrati. Quest’anno abbiamo vinto un campionato in volata battendo le corazzate Rimini e Forlì. Un orgoglio per Servigliano avere una società come la Virtus che porta il nome di questa stupenda cittadina in giro per la penisola. Qui ho trovato dirigenti illuminati, ottimi compagni: realtà positiva, propositiva che ha tutte le carte in regola per salire ancora più in alto”.

* Puntopress

Il vescovo D'Ercole: Ascoli sia laboratorio di cooperazione

 «Assicuro la mia preghiera e, per quanto possibile, il mio contributo affinché, dopo la sfida elettorale, si possa fare di questa città un laboratorio che rinuncia alla polemica come sistema e assume la cooperazione e il contributo di tutti come stile. 

Faccio i più vivi rallegramenti al nuovo sindaco augurandogli un mandato ricco di soddisfazioni per realizzare il bene della Città. - prosegue mons. D'Ercole - L'aver compiuto il suo primo atto da sindaco recandosi in pellegrinaggio alla cripta di Sant'Emidio non può che rallegrarmi e, allo stesso tempo, raccomandargli che questo gesto rappresenti un segno e un impegno per agire sempre in spirito di servizio alla nostra cara Ascoli sotto la protezione del suo Santo Patrono".

Il vescovo si è rivolto anche a Piero Celani, sconfitto al ballottaggio. «Quando si è sconfitti, - ha osservato - anche se con amarezza, occorre accogliere con serenità d'animo il risultato delle urne. Ora però è necessario superare i dissidi per lavorare tutti per concorrere a realizzare il bene comune, buttandosi, perciò, alle spalle ogni polemica e ogni contrapposizione, da tutte le parti. È necessario andare nella medesima direzione, ognuno con il suo compito, maggioranza e opposizione, per realizzare il bene della Città che è di tutti e aspetta il contributo di tutti, indistintamente» conclude il vescovo di Ascoli«.

Terrenzi: nuove scuole e riorganizzazioni

 “Il dibattito in merito alla riorganizzazione della rete scolastica nel territorio elpidiense è aperto e in maggioranza ci stiamo confrontando da tempo. Lo studio sulla razionalizzazione scolastica che è stato inviato in Regione è finalizzato all’inserimento del nostro Comune nel programma triennale regionale di edilizia scolastica 2018/2020 al fine di ottenere un adeguato finanziamento che possa permettere di realizzare una riorganizzazione complessiva delle strutture scolastiche del territorio”.
E’ il Sindaco, Alessio Terrenzi, ad entrare nel merito della questione della realizzazione di nuove strutture scolastiche nel territorio e a chiarire che la discussione circa le scelte da effettuare è tuttora in corso.
A supporto di quanto sostenuto dal Sindaco, il suo Vice Mirco Romanelli fornisce delle precisazioni sull’iter burocratico avviato e sull’attuale situazione.
“Nel 2018 – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Mirco Romanelli – questa Amministrazione Comunale, consapevole della necessità di programmare degli interventi volti a ridurre il rischio sismico sugli istituti scolastici ha iniziato un processo di valutazione riguardo un riordino delle strutture presenti sul territorio elpidiense. Ci si è avvalsi del supporto di professionisti esterni che ci ha fornito uno studio che prevede costruzione di un nuovo immobile a Piane Tenna. Prevede inoltre la realizzazione di una nuova scuola secondaria di primo grado nell’area dall’attuale Bacci. Tale relazione è stata presentata in Regione per poter essere inseriti nel piano regionale triennale 2018-2020 per l’assegnazione di fondi destinati all’edilizia scolastica.
Pur avendo inviato la domanda alla Regione, la discussione all’interno della maggioranza su come riorganizzare le strutture scolastiche non si è mai chiusa: alla luce dei risultati delle vulnerabilità sismiche, che ci sono arrivati di recente, si sono avuti nuovi elementi sui quali stiamo discutendo.
Alla luce dei dati sulla vulnerabilità, non avendo chiuso la discussione ed avendo una scadenza perentoria per l’aggiornamento del fabbisogno scolastico (visto che i dati vanno aggiornati annualmente) abbiamo per il momento riconfermato quanto previsto nel 2018 ma con una discussione aperta in merito e rispetto alla quale ci stiamo confrontando in maggioranza”.
“Quello che, ad oggi, è certo e finanziato – aggiunge il Sindaco, Alessio Terrenzi – l’intervento sulla nuova scuola per l’infanzia del Capoluogo. I commissari al Sua stanno valutando quale tecnico incaricare per realizzare il progetto definitivo/esecutivo. Sul resto la discussione è aperta ed è evidente che, alla luce dei nuovi dati arrivati con i risultati della vulnerabilità, siamo indirizzati a presentare un progetto definitivo/esecutivo diverso rispetto a quell’idea iniziale prospettata quando ancora tali dati mancavano, un progetto che prevede che la Collodi di Casette resti dov’è”.

L'Anpi Fermo sceglie Scipioni, l'anima del Battaglione Batà

Foto di gruppo ANPI
* La partecipata assemblea provinciale dell'ANPI che si è svolta ieri, ha salutato e ringraziato il Presidente uscente, Carlo Bronzi (che continuerà a far parte del direttivo), accettando le sue dimissioni, date per esigenze personali.
Nell'attesa del rinnovo di tutte le cariche sociali, che avverrà tra due anni, si è proceduto ad arricchire il Direttivo con l'ingresso di nuovi e qualificati membri, tra i quali Carlo D'Alessio, il Prof. Alessandro Volponi, la Storica Chiara Donati, il Presidente dell'Istituto Carducci Fabio D'Erasmo, la Prof.ssa Michela Moriconi e lo Storico Bernardo Tanucci. Il Direttivo, in questa nuova veste, ha poi proceduto all'elezione del nuovo Presidente dell'ANPI ed ha scelto all'unanimità Paolo Scipioni, già membro del direttivo provinciale e fondatore del Gruppo musicale Battaglione Batà, noto per i suoi brani ispirati alla Resistenza nel fermano.
"Siamo tutti Presidenti dell'Anpi, perché siamo tutti rappresentanti dei valori della Resistenza e dell'Antifascismo. E oggi più che mai, visto il clima di odio che ci circonda, dobbiamo contestualizzare i nostri valori al tempo che stiamo vivendo": queste le prime parole del neo Presidente, che ha tenuto a sottolineare come tra gli obiettivi dell'Associazione ci debba essere un rafforzamento della presenza dell'Anpi nelle scuole, per un confronto sempre maggiore con le giovani generazioni. 
Il percorso dell'ANPI Provinciale di Fermo prosegue, dunque, con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere: aprire nuove sezioni sul territorio, arricchire il programma delle iniziative storico-culturali, diffondere e produrre pubblicazioni proprie per far conoscere la storia del Movimento di Liberazione del Fermano e i suoi protagonisti. La strada è tracciata e segue la stella polare della Libertà. 
*Anpi Fermo

Sabatini: ecco le richieste della Camera di Commercio a Di Maio

Presidente e Di Maio 2

Signor Ministro,

desidero porvi il benvenuto nel Centro congressi della Camera di Commercio delle Marche, che è soprattutto uno spazio a disposizione del confronto su temi economici e sociali.

Signor Ministro, desidero ringraziarLa in modo particolare perché, quando ci incontrammo per la prima volta al Micam - era febbraio - mi ha promesso una visita in tempi brevi. Grazie per essere qui e mi auguro che ci siano altre occasioni di confronto con Lei, perché le Marche hanno bisogno di dialogare continuamente con il Governo su tantissimi temi strategici.

Come sa, da appena sei mesi abbiamo dato vita alla Camera di Commercio delle Marche: la quinta in Italia per numero di imprese rappresentate e la prima per estensione territoriale. Accorpando le 5 preesistenti realtà provinciali abbiamo contribuito compiutamente, caso unico in Italia, al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione e risparmio che sappiamo bene quanto stiano a cuore a Lei e alla collettività. Siamo una buona pratica, un esempio nazionale replicabile.

Abbiamo condiviso gli obiettivi preliminari della riforma camerale, anzi nelle Marche li abbiamo anticipati, lavorando allo snellimento del sistema, azzerando ogni tipo di spreco, mettendo a disposizione delle imprese risorse per progetti seri e mirati e non per interventi a pioggia. È anche vero che proprio questa riforma ha bisogno di una messa punto e di qualche modifica, che ci consenta di operare con sempre maggiore efficacia a sostegno delle imprese, specie le piccole e micro, che costituiscono l’ossatura del tessuto economico italiano – e le Marche ne sono l’esempio.

Mi riferisco, in particolare, al recupero del diritto annuale tagliato dalla riforma e finalizzato alle esigenze delle imprese su progetti concordati con il MISE e alle funzioni legate all’internazionalizzazione: dobbiamo aumentare la vocazione all’estero soprattutto delle piccole imprese, che altrimenti scomparirebbero.

L’ICE può essere il punto di riferimento dei big della nostra industria, non lo può essere per chi ha bisogno di un sostegno continuo: dalla scoperta dei nuovi mercati target, all’assistenza all’estero nelle fiere, nella creazione di reti commerciali, nelle piccole difficoltà che si incontrano nel quotidiano.

Mi auguro che questi macro-temi possano essere inseriti nella sua agenda di lavoro.

Mi permetta, però, di parlarLe brevemente della mia regione. Parlare delle Marche mi emoziona ma è anche la mia missione di Presidente della Camera di Commercio regionale: questa è una regione straordinariamente bella, da nord a sud, con eccellenze industriali e artigianali, nel campo dell’alta formazione e in ambito culturale e turistico.

La crisi economica qui ha colpito duro e il terremoto ha fatto il resto. Mi creda, il sisma ha devastato gli aspetti geografici, quelli sociali e quelli economici in una parte molto ampia della regione. Sono certo che questa situazione Le sia ben nota, perché ancora si riflette sui livelli occupazionali e sulle crisi aziendali che ancora continuano a verificarsi. C’è bisogno di attenzione, c’è bisogno di cambiare passo, c’è bisogno di tanta concretezza.

Il riconoscimento da parte del MISE di area di crisi complessa del distretto della calzatura Fermo e Macerata, ad esempio, è un passo strategico per il riposizionamento e la ripresa del più importante distretto produttivo italiano del settore.

Confido che tutti i provvedimenti ad esso relativi siano tarati alle effettive dimensioni della stragrande maggioranza delle aziende calzaturiere fermane e maceratesi, che è piccola se non addirittura micro. In ogni caso, questo provvedimento va accompagnato dal riconoscimento del made in Italy e – ma questo vale per tutto il manifatturiero italiano – da una riduzione consistente del cuneo fiscale e un calo significativo dell’Ires. 

Signor Ministro, bisogna dare più risorse alle aziende perché sono queste che creano la vera occupazione.

Così come è importante il procedere delle azioni in favore del Piceno e della Val Vibrata: mi auguro, in entrambi i casi, che non siano finanziamenti messi in campo per sopravvivere, ma le fondamenta di un ampio progetto per crescere e tornare a essere competitivi.

Quando penso al terremoto e, soprattutto, alla ricostruzione post-sisma, faccio mio l’appello degli edili perché le aziende del territorio siano chiamate a intervenire localmente, anche grazie allo spacchettamento degli appalti disposti dalle amministrazioni locali. C’è bisogno di trasparenza e c’è bisogno di lavoro: attraverso l’istituzione di una ‘white list’ entrambi gli obiettivi sarebbero raggiunti.

Le Marche hanno bisogno di infrastrutture, hanno bisogno di ridurre le distanze, hanno bisogno di collegamenti rapidi: il completamento della Quadrilatero, i cui tempi sono stati scanditi nelle scorse settimane dal presidente Conte, è una priorità assoluta, ma va accompagnato, ad esempio, dalla realizzazione della ‘Fano-Grosseto’, dal raddoppio ferroviario della ‘Falconara-Orte’ e da una maggiore attenzione di Trenitalia verso i grandi centri turistici della regione, a cominciare da San Benedetto del Tronto e Civitanova Marche, dall’uscita veloce dal porto di Ancona.

Signor Ministro, sono progetti dei quali si parla non da anni ma da decenni: tante buone intenzioni, tante promesse, zero risultati.

Le confesso una mia forte preoccupazione: l’ipotesi che il traforo del Gran Sasso possa essere chiuso tra 4 giorni sarebbe un altro colpo mortale all’economia e alle comunità, soprattutto quelle del Sud delle Marche, che hanno come unica alternativa verso la Roma la Salaria, con alcuni tratti regolati da semaforo e a senso unico alternato.

Non posso, in conclusione, non fare un riferimento agli effetti della crisi delle banche – e in particolare di Banca Marche – sui cittadini e sugli imprenditori marchigiani: c’è un fondo da 1,5 miliardi in tre anni ma c’è il rischio di violare una direttiva europea ed è tutto fermo.

Ebbene, da Europeista convinto mi auguro, Signor Ministro, che il prossimo rinnovo del Parlamento e dei vertici di Bruxelles sia l’occasione straordinaria per avere un’Europa più sobria, meno egoista; più attenta alla qualità della vita e meno alle dimensioni delle vongole.

L’Italia merita di stare dentro a un’Europa all’interno della quale occupazione, imprese, infrastrutture, giovani, capitale umano, spinta all’innovazione, sostenibilità diventino temi pressanti, materie sulle quali costruire lo sviluppo dei singoli Paesi e la competitività dell’intero continente.

Signor Ministro, non interpreti questo mio intervento come la richiesta di forme di assistenzialismo. Noi marchigiani siamo gente concreta, gente che lavora sodo, che non si piange addosso.

Abbiamo però bisogno di farci sentire, di uscire dall’isolamento, di condividere con Regione e Governo le scelte strategiche per vincere le sfide che abbiamo di fronte.

Continuiamo a dialogare e se possibile aumentiamo le occasioni di confronto.

Sono certo che tutte le Associazioni di categoria marchigiane faranno la loro parte.

C’è da proseguire nel dialogo costruttivo, utile ad accelerare i processi e ad affrontare le criticità. Su questo fronte mi troverà sempre pronto, disponibile e motivato.

Grazie Signor Ministro e in bocca al lupo per il suo lavoro.

Morese: Il fallimento di Loira dietro la bandiera blu persa

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“Dopo aver perso la Bandiera Blu, i sangiorgesi sono stati investi da sentimenti di dispiacere e di indignazione. Il primo per l’orgoglio di una città ferita, il secondo per l’irrazionale incapacità di agire prima che fosse troppo tardi. Adesso non resta che raccogliere i cocci, ma come?

Leggo che lunedì 20 maggio alle ore 10 presso la sala consiliare, il sindaco Loira ha convocato un tavolo tecnico invitando i rappresentanti della politica del territorio a prenderne parte per risolvere la questione Bandiera Blu. Premesso che questa riunione è tardiva, forse di qualche anno, mi chiedo: a chi è rivolto l’invito? Chi sono questi rappresentanti del territorio?

Sono forse quegli stessi rappresentanti del territorio di Ancona e di Pesaro che dovrebbero risolvere la questione del porto sangiorgese? O sono forse quelli che avrebbero potuto risolvere il problema annoso dei detriti in mare che si riversano sulle nostre spiagge e che paghiamo ancora noi cittadini? Perché se la riunione è con questi soggetti temo che la nostra città sia spacciata.

Ma l’interpretazione è duplice, magari il sindaco Loira si rivolgeva ai tanti rappresentanti del territorio sangiorgese dell’associazionismo, delle categorie e della politica della nostra città che si sono visti la notizia sbattuta in prima pagina dei quotidiani locali e nazionali. Se fosse così noi di Fratelli d’Italia saremmo pronti a dare un contributo anche con personalità che negli anni non solo hanno contribuito alla conquista dell’ambito vessillo, ma hanno contribuito a farlo sventolare per anni su tutta la costa sangiorgese. Mi aspetto dunque di sapere chi è invitato o meno a questo tavolo tecnico e tutti i cittadini aspettano di capire se il futuro della loro città passi da una riunione che sembra tutta interna al Partito Democratico o se c’è spazio per il parere di tutti quelli che, lavorando con il sudore della fronte ogni giorno, si caricano sulle spalle il settore turistico di Porto San Giorgio.

Tutta questa questione non rivela solo una profonda incapacità di saper gestire gli eventi che si abbattono sul nostro paese, ma anche la debolezza strategica del nostro settore turistico. Perché oltre al mare non abbiamo investito sulla nostra zona storica e sui nostri gioielli lasciati a sé stessi tra erbacce e murales? Perché non siamo organizzati a recepire ed esaltare altre forme di turismo, magari collaborando con i comuni limitrofi? E dove sono finite le tanto sbandierate collaborazioni con Fermo e il sindaco Calcinaro? Probabilmente sono finite negli scarichi che i due sindaci si additano in uno scaricabarile vergognoso”.

Emanuele Morese, segretario di Fratelli d’Italia a Porto San Giorgio

Sanità, il Pd promuove Ceriscioli

* Siamo soddisfatti per quello che la Regione sta facendo in ambito sanitario. L'abolizione del superticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche di ambulatorio è il segno dell'attenzione nei confronti della fasce di reddito più deboli alle quali deve essere assicurato l'accesso ai servizi essenziali. Questo provvedimento si inserisce nello sforzo costante del Partito Democratico e della giunta regionale di aiutare le categorie sociali più in difficoltà, allargando l'accesso ai servizi pubblici essenziali e riducendo sempre più gli ostacoli economici per le persone che faticano ad arrivare a fine mese. Le politiche sulla sanità devono tenere sempre al centro la persona come principio ispiratore e i più deboli in particolare.Scelte come queste ribadiscono come nelle Marche la sanità rimane sempre un bene pubblico di alta qualità, e accessibile a tutti i cittadini.
Anche il nuovo sistema di prenotazione tramite la nuova app del CUP, collegato al meccanismo bonus/malus taglierà drasticamente i tempi d'attesa garantendo una prestazione entro i termini stabiliti ai  marchigiani, premiando i cittadini virtuosi che rispettano le prenotazioni fatte. 
Siamo convinti che la giunta regionale stia facendo un ottimo lavoro per mantenere la sanità marchigiana ai primi posti d'Italia.

* Luciano Agostini, responsabilità sanità Pd Marche

Verducci: Nessun intervento, scuole a rischio nel cratere

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* Unendomi alla voce dei sindaci, delle famiglie, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, rilancio con forza l'allarme per le scuole dei piccoli comuni del cratere sismico: se l'attuale normativa non viene prorogata (e allo stato attuale questo non è avvenuto, nonostante le nostre richieste), si andrà incontro a un taglio dell'organico degli insegnanti e del personale Ata e alla conseguente chiusura di piccoli plessi che sono vitali, indispensabili, per la ripartenza e il futuro dei comuni terremotati dell'entroterra.

La scelta di derogare al numero di studenti per la costituzione di classi fu fatta dai Governi Pd per garantire un servizio primario ai cittadini delle aree interne colpite dal sisma. Ma oggi, senza un ulteriore proroga, il prossimo anno scolastico è a rischio. È gravissimo e irresponsabile che gli esponenti di Lega e M5S continuino a nascondere la realtà, ad arrampicarsi sugli specchi dicendo cose completamente inattendibili e campate in aria. Così facendo tradiscono la fiducia che in buona fede hanno ricevuto. Dimostrino invece di avere a cuore le sorti del cratere, e si uniscano alle nostre denunce. Neanche nel decreto sblocca cantieri c'è la norma che serve per la continuità didattica delle scuole dei piccoli comuni del cratere. Presenterò un emendamento, per fare in modo che la situazione si sblocchi. Salvaguardare gli organici scolastici è il modo più forte per sostenere territori e popolazioni colpite».

* Francesco Verducci, senatore Pd e vice presidente della Commissione cultura.

Calcinaro: 'Il 25 aprile ci ha reso tutti liberi'

calcinarostudiosindaco

* Il 25 aprile non è un punto di dibattito ma è un punto fermo di questo paese.

Il 25 aprile non deve nemmeno essere la festa di qualcuno contro qualcun'altro.

Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani che, liberi, per questo possono e potranno sempre esprimere la propria opinione, qualsiasi opinione.

Questo è il mio pensiero, appunto, libero.

* Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

Liliana Segre a Servigliano: il programma

Liliana Segre 2 Presidente Mattarella

E’ stata definita nei minimi dettagli la scaletta relativa alla visita, storica per il Fermano, della Senatrice a vita Liliana Segre a Servigliano. Invitata dal Comune, dalla Casa della Memoria e dal senatore Francesco Verducci, la Segre sarà a Servigliano nella mattinata di martedì 23 aprile. Sarà una visita divisa in tre momenti, alla quale parteciperanno le massime autorità politiche, civili e militari del Fermano. Alle ore 11.30, la cerimonia davanti al campo di internamento di Servigliano in memoria delle decine di ebrei che nel 1944 da qui partirono per essere deportate ad Auschwitz. A mezzogiorno, camminata all’interno del campo e della Casa della Memoria.

Alle 12.30 in municipio, nella sala del teatro, la Segre terrà la sua testimonianza e racconterà ai ragazzi e alla cittadinanza la tragedia dell’Olocausto, vissuto in prima persona. A dare il benvenuto sarà il sindaco Marco Rotoni, che commenta: “Per Servigliano e il Fermano sarà una giornata da ricordare. Siamo pronti a vivere una pagina di storia molto importante dal significato altissimo”. L’incontro sarà coordinato da Vincenzo Varagona, caposervizio della Rai. La testimonianza della Segre sarà preceduta dalle note di “Schindler’s List”, eseguite dalla violinista Alice Di Monte e dalla pianista Emma Principi, due tra le migliori allieve del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo. Al termine della parte pubblica, la Segre incontrerà il Rotary Club Alto Fermano Sibillini che da vent’anni organizza eventi in memoria delle vittime dell’Olocausto e dei Giusti tra le Nazioni, come nel caso di Giorgio Perlasca e di Irena Sendler.

Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930, il 19 gennaio 2018 è stata nominata Senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nata a Milano in una famiglia ebrea, la Segre visse con suo padre, Alberto Segre, e i nonni paterni. La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali viene espulsa dalla scuola. Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse sette giorni dopo. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (Como); vennero deportati dopo qualche settimana ad Auschwitz, dove furono uccisi al loro arrivo, il 30 giugno. Alla selezione, Liliana Segre ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull’avambraccio. Fu impiegata nel lavoro forzato presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens, lavoro che svolse per circa un anno. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dall’Armata Rossa il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravvissuti. Dopo lo sterminio nazista, visse con i nonni materni, di origini marchigiane, unici superstiti della sua famiglia. Nel 1948 conobbe Alfredo Belli Paci, cattolico, anch’egli reduce dai campi di concentramento nazisti per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale. I due si sposarono nel 1951 ed ebbero tre figli.

Baldassarri: Paolo Ruffini sul palco per la festa del patrono

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* Discussa e approvata in Giunta la delibera relativa alla programmazione delle Festività del Patrono. Le risorse stanziate riguardano tutte le iniziative ed eventi previsti e comprendono tra le altre voci, i costi relativi all’allestimento delle luminarie, compresa la facciata della Chiesa di San Giorgio dove vanno sostituite diverse luci non più funzionanti (per questo la spesa supera di 700 euro quella dello scorso anno) e la sostituzione delle bandiere della torre; altra voce riguarda i fuochi artificiali della giornata del 24 aprile, (con lo stesso ammontare dello scorso anno), le risorse destinate allo spettacolo del 24 aprile in Piazza Matteotti sono incrementate di circa 3.000 rispetto alle spese dell’anno passato, per la scelta di individuare e proporre un personaggio dello spettacolo di rilievo nazionale come Paolo Ruffini e il suo show musicale. Tutte le altre spese restano inalterate, è stato realizzato il piano di sicurezza ed emergenza predisposto per lo spettacolo necessario in base alla recente normativa sulla sicurezza, in particolare su spazi aperti.

La delibera di ieri contiene inoltre alcune voci di spesa che non riguardano gli eventi legati alla Festa del Patrono ma fanno riferimento ad uno spettacolo al teatro comunale fuori dalla stagione di prosa ma inserito nel calendario degli eventi teatrali e a tre appuntamenti, anche questi a teatro, realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili. Tutti gli eventi legati alle Festività di San Giorgio saranno presentati nel dettaglio nella conferenza stampa che si svolgerà la prossima settimana.

*Elisabetta Baldassarri, assessore al Turismo di Porto San Giorgio

A Monte San Pietrangeli si parla di Dsa e di come affrontarli

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Questa sera, alle 21 presso il Teatro Comunale "Sala Europa", si terrà un incontro formativo ed informativo, rivolto a docenti e genitori, sulle recenti Linee Guida DSA elaborate dalla Provincia di Fermo. 

Da tempo la Provincia di Fermo, infatti, è all'avanguardia su tutto il territorio nazionale per l'attenzione posta alle difficoltà di apprendimento: un Osservatorio Permanente provinciale monitora tutte le ultime classi dell'infanzia e le prime classi della primaria dell'intera provincia di Fermo segnalando le situazioni difficili per poter intervenire tempestivamente con opportuni accorgimenti didattici e con la necessaria consapevolezza da parte dei genitori. 

Cosa sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)? Come riconoscerli in tempo per poter aiutare i nostri figli? Cosa fare e quali misure adottare con chi ha dei disturbi dell'apprendimento? Queste alcune delle tante domande alle quali si proverà a dare una risposta.

Dopo i saluti istituzionali interverranno la dott.ssa Simona Tosoni, Logopedista coordinatrice dell'UOS Asurt Marche Area Vasta IV, e la dott.ssa Lucia Iacopini, Pedagogista Clinica e Formatrice AID.

Ingresso Libero

Filippi, nuovo Prefetto di Fermo: 'Ascolterò la gente'

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* Sono particolarmente onorata di assumere le funzioni di Prefetto della provincia di Fermo, territorio di una regione, le Marche, bella e produttiva, dalle antiche radici storiche e culturali, connotata da valori che attestano la vicinanza tra le istituzioni ed i suoi cittadini. Porgo i miei più cordiali saluti alle autorità civili, militari e religiose, alla Magistratura, agli amministratori locali, alle forze dell’ordine, al corpo dei vigili del fuoco, alle polizie locali, ai rappresentanti della scuola, della sanità e dello sport, alle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori, agli organi professionali, agli esponenti delle categorie produttive e delle associazioni di volontariato, agli organi di informazione nonché all’intera popolazione.

Lavorerò per improntare i rapporti e le relazioni tra le istituzioni, la cittadinanza e gli organismi intermedi a principi di leale collaborazione, ascolto e partecipazione, finalizzati a garantire la massima efficienza nei servizi ai cittadini e a preservare i diritti fondamentali delle persone, in particolar modo quelli riguardanti le condizioni di legalità e di coesione sociale, sì da costituire un presidio di riferimento per la collettività. Desidero rivolgere uno specifico sguardo alle esigenze della popolazione, in primis dei giovani e degli studenti, a tutela della pari dignità sociale e dello sviluppo del territorio, al fine di lavorare in sinergia e prevenire eventuali fenomeni di devianza e di illegalità.

Territorio che si articola, in un quadro armonico, tra costa e rilievi collinari e montuosi, caratterizzato peraltro dalla presenza di un mondo imprenditoriale dinamico, che ha saputo in questi ultimi anni far fronte alla difficile congiuntura economica. Per l’importanza che riveste nella società attuale la cooperazione tra le varie componenti istituzionali e territoriali, in particolar modo con i sindaci, rivolgo un pensiero attento alla cittadinanza, con l’auspicio di una comune condivisione dei principi sopra espressi.
* Vincenza Filippi, prefetto di Fermo


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