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Verducci: "Dopo i Casamonica, il figlio di Riina: Rai delegittimata"

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* E’ stata una pessima pagina per la Rai, che ha tolto credibilità al servizio pubblico. E questo è un problema, perché compito della nuova dirigenza Rai è segnare una forte discontinuità per tornare a dare al servizio pubblico piena credibilità e legittimazione. L'intervista di Vespa a Riina fa fare alla Rai un passo falso incredibile, non si capisce per quale motivo i vertici abbiano dato l'ok a una cosa del genere.

La missione del servizio pubblico è quella di costruire un forte senso civico contro le mafie e la criminalità organizzata. La puntata di Porta a Porta non solo non ha contribuito, ma ha finito col relegare una vicenda tra le più tragiche e drammatiche della nostra storia sul registro dell’amore filiale. Si è dato un palcoscenico tra i più importanti della Rai al racconto familiare di una tra le persone più efferate, feroci ed eversive della storia della Repubblica. Per rimettere il servizio pubblico in sintonia con le aspettative degli italiani basta infortuni come quelli di ieri, a maggior ragione dopo la vicenda Casamonica: errare è umano, ma perseverare...proprio no.

*Francesco Verducci, senatore Pd e vicepresidente Commissione Vigilanza Rai


Vi svegliate troppo presto e stanchi? L'escolzia fa per voi

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* Aprile dolce dormire? Purtroppo non per tutti, specie per chi soffre di insonnia primaverile. Per fortuna si tratta di un tipo di insonnia occasionale e comune a molti, causata principalmente dalle ore di luce in più. Questo provoca una diminuzione della secrezione da parte del cervello della melatonina, l'ormone che regola il sonno e la cui produzione risulta inibita dalla luce. Gli effetti che questo cambiamento può avere sulla qualità del sonno possono essere: difficoltà ad addormentarsi (insonnia iniziale), numerosi risvegli notturni (insonnia intermittente) e risvegli alle prime luci del sole (insonnia terminale).

Vediamo in che modo può aiutarci la natura:

Valeriana: è il rimedio più indicato per chi fa fatica ad addormentarsi e per chi soffre di disturbi d’ansia. Per i suoi principi attivi la valeriana, di cui si utilizzano le radici, possiede proprietà sedative, rilassanti e ipnoinducenti, cioè che favoriscono un sonno fisiologico. Nelle dosi indicate, la valeriana può essere assunta per lunghi periodi, perché il tempo di addormentamento e la qualità del sonno, migliorano progressivamente dopo alcune settimane di trattamento.

Passiflora: è il rimedio naturale per chi di notte pensa troppo. E’ indicata soprattutto per chi fa fatica ad addormentarsi o si sveglia spesso di notte con un senso di ansia e di angoscia. L’azione calmante e ansiolitica della passiflora, dona un senso di rilassatezza mentale e benessere, utili anche durante il giorno.

Escolzia: è il rimedio perfetto per chi si sveglia troppo presto al mattino, più stanco di quando è andato a letto, ed evita risvegli improvvisi. Anche l’escolzia come la valeriana, possiede proprietà sedative e ipnoinducenti, mentre gli alcaloidi contenuti nella pianta, abbassano la pressione cardiaca e agiscono sul sistema nervoso centrale rilassando la muscolatura.

Anche la melatonina può essere un valido aiuto. È un ormone derivato dalla serotonina e prodotto dall’ipofisi, una delle ghiandole endocrine, che regolare il ciclo sonno/veglia in risposta alla luce o al buio dell'ambiente esterno. Se combinata ad un’adeguata integrazione di magnesio, la sua azione è ancora più efficace.

* Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Tano Massucci: "Nuovo ospedale di Fermo: più qualità e meno posti"

* Fermo sta perdendo i pezzi in ambito sanitario. Da tempo i posti letto   sono in percentuale notevolmente inferiore alla media regionale e diversi primariati sono stati soppressi in un assordante silenzio della politica, seguiti, fino ad oggi, dalla chiusura di diversi presidi ospedalieri. Ormai, sia a livello nazionale sia regionale si sta mettendo in atto tutta una serie di riforme che puntano al potenziamento della sanità territoriale, come luogo e tempo per ottimizzare pre e post ospedalizzazione e per far sì che gli ospedali possano diventare più efficienti e rapidi nel trattamento della sola acuzie.

La caratteristica essenziale della nuova sanità, e quindi di un nuovo ospedale, non dovrà essere la sua grandezza, ma la sua efficienza. Il Murri, nonostante i continui ritocchi, non potrà mai diventare un ospedale moderno anche se si è sempre cercato di superate con aumenti di spazi difficoltà di efficienza spesso collegata a problemi di personale (sottodimensionamento, turn over, ecc.) e di collocazione logistica.

Anche se il numero dei posti letto previsti per il nuovo ospedale di Campiglione può sembrare in assoluto insufficiente dobbiamo riconoscere che se non avessimo ottenuto quello che ormai è un finanziamento certo probabilmente altri territori avrebbero intercettato i fondi, lasciandoci anche questa volta, come territorio fermano, a bocca asciutta. Voler ridiscutere oggi la progettualità ormai esecutiva, e qui l'aspetto rischioso di certe osservazioni, potrebbe mettere a repentaglio una opportunità che nel fermano è senza dubbio di grande valore.

* dottor Gaetano Massucci, Il Centro

Mercoledì in erba: la Spirulina spazza via la stanchezza

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Il suo nome che significa “piccola spirale” ed è tanto piccola quanto grandi sono invece le sue proprietà: è l’Alga Spirulina. Il colore di questa piccola grande alga è azzurro-verde e la si può trovare soprattutto nei laghi messicani dove occupa un posto importantissimo nell’alimentazione dei residenti. In passato veniva utilizzata come alimento di sopravvivenza, oggi come integratore ad altissimo valore nutritivo soprattutto nelle diete ipocaloriche e squilibrate ed è ottima come ricostituente in caso di stanchezza psico-fisica.

spirulinaPer gli Atzechi era addirittura considerata “il segreto della loro forza”, questo, grazie alla capacità della spirulina di fornire rapidamente energia e resistenza. Oggi, dopo numerosi riconoscimenti, la  spirulina è conosciuta e utilizzata in tutto il mondo come uno dei migliori integratori naturali capace di fornire molti elementi nutritivi altrimenti non facili da reperire in natura. La sua ricchezza è nella sua  composizione chimica: contiene circa il 70% di proteine ad alto valore biologico per la presenza di tutti gli aminoacidi compresi quelli essenziali che il nostro organismo non riesce a sintetizzare, ha un elevato  contenuto di vitamine del gruppo B e B12, del gruppo A, D, E e la vitamina K, è ricchissima di minerali quali calcio, ferro, magnesio, potassio, sodio, manganese, selenio, zinco, rame, e di carotenoidi ad azione antinvecchiamento.

Apprezzabile è anche il suo contenuto di carboidrati, in particolare il ramnosio, utile per metabolizzare meglio il glucosio, e di acido gamma linoleico, fondamentale nella prevenzione del colesterolo. E’ molto importante sapere che a differenza delle altre alghe che vivono in ambienti marini, l’alga spirulina non contiene iodio per cui è indicata anche per coloro che soffrono di patologie a carico della tiroide. Tenendo conto di tutto ciò il campo d’azione dell’alga spirulina come integratore alimentare è molto ampio, è utile: nelle carenze nutrizionali, come ricostituente dopo periodi di convalescenza e stress, in regimi alimentari vegetariani, nelle diete ipocaloriche perché produce un veloce senso di sazietà, energia immediata per chi pratica sport, come immunostimolante, antiossidante e antivirale e soprattutto può essere tranquillamente assunta da tutta la famiglia, bambini compresi. 

* Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Food&movie. Il cinema saluta la Pasqua e lascia spazio al gelato

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* Ci siamo. La primavera è arrivata. Sotto qualche goccia di pioggia. Con essa i peschi e i ciliegi, a Pedaso con l’Hanami, che fioriscono e le margherite che ricoprono i prati, la voglia di fare lunghe camminate e godere di un po’ di sole. Ma è anche tempo di festeggiare la Pasqua. E la Pasqua, a differenza delle festività natalizie, non sforna film tematici, non produce cineuova. Non escono nelle sale pellicole in cui si assiste a drammi familiari o a divertenti cene tra parenti mentre si scarta l’uovo o si taglia la colomba. Al cinema tutto resta lo stesso.

Però è primavera, e i giorni delle ferie ci fanno già pensare all’estate. Per questo, la rubrica si ferma per qualche mese, lasciando il posto a quella più estiva e fresca che è Un’estate di gusto dove protagonista sarà il gelato. Nel salutare l’inverno, in caso di pioggia e divano, qualche film mi viene in mente da vedere o rivedere. Allegri, divertenti, emozionanti e fantasiosi. Giusto qualche spunto.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato ad esempio, nella doppia versione. Scontato forse, ma il tripudio di dolci perdona tutto. O Alla ricerca di Nemo per tutta la famiglia e ricco di spunti. Ancora Chocolat o La finestra di fronte. Le ciambelle de I Simpson e Il Pranzo di Babette, La grande Abbuffata ed Amici Miei. Giusto un sunto, per chiudere in bellezza e salutare. Ma forse, adesso che è uscito il sole, l’augurio è quello di fare lunghe passeggiate fuori porta o godere del mare che si placa dopo le bizze invernali. I film restano, ed possono aspettare. Adesso è ora di uscire dal letargo. E magari fermarsi a prendere un gelato artigianale, dolce e fresco, buono e sano. Buone vacanze!

*  Petra Feliziani

Mercoledì in erba! Ecco come preparare la pelle al sole

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* La primavera è appena arrivata, la pioggia di questi giorni è una breve parentesi, e voi pensate già alle lunghe giornate di sole e alla tintarella vero? Benissimo, perché potete iniziare a prendervi cura della vostra pelle subito preparandola, sia dall’esterno che dall’interno, a ricevere il sole e i suoi benefici.

Per cominciare possiamo prenderci cura dell’alimentazione assumendo cibi utili a rinforzare le difese dell’organismo e della cute, in particolare dotati di proprietà antiossidanti. Molto importante è la vitamina C, responsabile della biosintesi del collagene e della rigenerazione cutanea, ma anche le vitamine del gruppo B. I nutrienti importanti da assumere e integrare alla nostra alimentazione sono: il licopene (presente nei pomodori), i polifenoli (mirtilli, uva rossa) e i carotenoidi (carote, pomodori, cavoli, albicocche, meloni). Questi ultimi svolgono un ruolo centrale nella cura della pelle perché grazie alla loro azione anti radicali liberi, riducono l’invecchiamento cutaneo e riducono i danni del sole.

Come integratore alimentare, l’olio di carota può essere assunto in perle di gelatine, proprio a partire da questo periodo per preparare la pelle al sole. Le sue proprietà antiossidanti e protettive favoriranno una sana abbronzatura, idratando la cute e proteggendola dalle scottature. E’ utile sapere che un buon olio di carota deve contenere almeno lo 0,35% di beta-carotene. 

Non deve mancare però anche una buona preparazione esterna della pelle. In questo periodo si può procedere con l’uso di scrub e prodotti esfolianti, sempre seguiti da un’adeguata idratazione. Esfoliando la pelle con prodotti delicati e naturali si possono eliminare le cellule morte accumulate durante l’inverno, sia sul viso che sul corpo. Ottimi sono anche fanghi e maschere a base di argilla e oli essenziali, ottimo quello di rosmarino, la sua applicazione aiuterà ad eliminare l’eccesso di sebo e rendere la pelle liscia e levigata.

Un’ultima, ma importante raccomandazione: prestate maggiore attenzione ai primi giorni di sole, specie questi primaverili nei quali la voglia di esporsi ai primi raggi caldi è tanta e spesso lo si fa senza un’adeguata protezione solare.

* Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Tutti a lezione di Protezione Civile a P.S.Giorgio

Il sindaco Nicola Loira è stato presente a tutti gli incontri e ha parlato ai bambini elogiando il lavoro dei volontari.

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* Si sono svolti anche quest'anno, nella sede della Protezione civile, gli incontri dei volontari del gruppo comunale di Porto San Giorgio con gli alunni delle quarte classi delle elementari. Il progetto, avviato nel 2007, ha lo scopo di presentare ai bambini, con un linguaggio semplice e attraverso vignette e video, il lavoro dei volontari del gruppo di Protezione civile, le norme comportamentali da adottare in caso di calamità ed il Piano comunale di emergenza nel quale sono indicati i rischi previsti nel territorio e i sistemi di prevenzione e soccorso.

I volontari hanno anche spiegato cosa sono, e dove si trovano, le aree di attesa, ovvero spazi aperti dove la cittadinanza dovrebbe recarsi in caso di emergenza. Sono state date informazioni sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno, spiegato come fare correttamente una chiamata d’emergenza  ed i comportamenti più idonei da tenere in casa durante un temporale, o in caso di rischio e calamità. Grande l’interesse ed il coinvolgimento dei bambini che si sono mostrati molto attenti e hanno posto ai volontari diverse domande.

In fila indiana, nello stesso modo in cui a scuola fanno  le esercitazioni sulla simulazione dei terremoti, gli alunni si sono infine recati alla adiacente sala Coc (Centro operativo comunale) dalla quale, un radioamatore appartenente al gruppo, ha spiegato l’importanza delle comunicazioni radio in situazioni di emergenza e ha effettuato un collegamento dimostrativo con la Sala operativa unificata permanente (Soup) del Dipartimento regionale di Protezione civile di Ancona. Alla fine dell’incontro è stato distribuito del materiale informativo e didattico e la nuova planimetria delle aree di attesa di Porto San Giorgio aggiornata e ristampata dai volontari nel 2015

Il sindaco Nicola Loira è stato presente a tutti gli incontri e ha parlato ai bambini elogiando il lavoro dei volontari e sottolineando la generosità con cui “delle persone che potrebbero essere vostre mamme, papà, fratelli e nonni, mettono gratuitamente a disposizione  della collettività un po’ del loro tempo e professionalità per la sicurezza dei cittadini e per aiutare coloro che, in alcune situazioni di emergenza, possono trovarsi in difficoltà. Gli alunni, oltre ad arricchire il loro bagaglio scolastico, hanno acquisito negli incontri preziosi insegnamenti per la vita quotidiana”.

“Tirando le somme degli ultimi dieci anni - aggiunge il coordinatore dei volontari Luciano Pazzi - sono stati oltre 1.500 gli alunni che hanno partecipato a questi incontri e, dal prossimo anno scolastico, contiamo di sviluppare questo progetto integrandolo con altri rivolti ai ragazzi delle scuole medie. Un’esperienza altamente formativa che mira a diffondere la cultura della Protezione civile e sensibilizzare i ragazzi ad un sano e corretto senso civico”.

* Ufficio stampa comune di Porto San Giorgio

Dalla frittata di Fantozzi allo spaghetto: cibo e cinema, unione perfetta

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* Il cibo nel cinema italiano, nuova puntata. Avevamo accennato a colossi cinematografici come Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica e a Un americano a Roma con Alberto Sordi, must del Neo e Post Realismo italiano.

Bisogna ammettere che con la nostra invidiatissima e copiatissima tradizione culinaria, è normale che ci sia una enorme quantità di cibo nei film targati Italia. Mi viene subito in mente una chicca del cinema italiano: Fantozzi (Luciano Salce, 1975) e tutti i suoi sequel, dove a parlare di specialità italiane, già dalla colazione, è la colonna sonora (sveglia e caffè, barba e bidet, presto che perdo il tram…).

E rimanendo più o meno sul genere, le scene delle abbuffate della coppia Bud Spencer e Terence Hill, come ad esempio Lo chiamavano Trinità (Enzo Barboni, 1970) o tutti i film con un Sordi non più giovanissimo a spasso con la moglie in vacanza a mangiare tipicità italiane.

Ancora Verdone nei suoi molteplici volti e personaggi, in Bianco Rosso e Verdone (Carlo Verdone, 1980) o Un sacco bello (Carlo Verdone, 1981), alle prese con donne, nonne, latin lover e amici ingombranti. Eppure sempre pronto a mangiare un bel panino o un piatto di spaghetti. Piatti tipici della nostra tradizione, ancora e sempre il cibo. Nelle borgate di periferia, nei palazzi lussuosi, nelle case della piccola e media borghesia.

Poiché non può esistere l’uno senza l’altro. Ed anche nei film più recenti che più di altri momenti storici, tendono a sottolineare le differenze culturali tra il nord ed il sud, il cibo diventa ancor di più caratteristica, elemento essenziale all’identificazione di un territorio, di una cultura, di un modo di vivere la propria terra.

Il regista fiorentino Paolo Virzì può essere annoverato tra quelli che sottolineano la tale caratteristica. Tra i suoi film Ovosodo (1997), Ferie d’agosto (1995), Baci e abbracci (1999) e Tutti i santi giorni (2012). O Ferzan Ozpetek, già menzionato regista italo-turco, che, pensiero personale, ha creato un vero marchio di fabbrica legato al binomio vita/cibo (La finestra di fronte, Le fate ignoranti, Mine vaganti, Saturno Contro, per citarne alcuni). Volendo anche fare attenzione ai film stranieri girati in Italia, in maggioranza mostrano questi il lato POP del nostro paese, con scene dove i nostri piatti tipici non mancano mai. Lo spaghetto è principe. E pensare che vogliono sminuire il Made in Italy.

* Petra Feliziani

Coleus e Garcinia, due piante per bruciare i grassi

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* La primavera deve ancora arrivare e già si inizia a pensare alla prova costume, ma non è sbagliato visto che i rimedi drastici dell’ultimo minuto non solo non portano nessun risultato, ma sono spesso dannosi per la salute. Quando si parla di controllo del peso non mi stancherò mai di dire che le due regole fondamentali sono: un’alimentazione controllata e un’adeguata attività fisica. A questo possiamo però aggiungere l’aiuto prezioso delle erbe brucia grassi, due in particolare: il Coleus Forskohlii e la Garcinia Cambogia.

Il Coleus, pianta molto apprezzata nella medicina ayurvedica, è una pianta di origine orientale e le sue radici sono ricchissime di forskolina, una sostanza attiva soprattutto a livello cardiocircolatorio e metabolico. Tra le attività benefiche di questa pianta abbiamo quella ipotensiva, abbassa la pressione, ha proprietà antinfiammatorie ed agisce come antiaggregante piastrinico. Per quanto riguarda il metabolismo, il Coleus favorisce la lipolisi e la diminuzione della massa grassa. Di questo se ne occupa la forskolina, attivando una serie di reazioni chimiche che portano le cellule di grasso a rilasciare la loro energia ed a sciogliersi. In assenza di controindicazioni, il Coleus può essere usato insieme ad altre piante che agiscono sul peso corporeo, una di queste è la Garcinia Cambogia.

La Garcinia, o meglio la buccia del suo frutto, contiene acido idrossi citrico che diminuisce il senso di fame, fa aumentare il metabolismo e mantiene bassi i livelli di trigliceridi e colesterolo.  Il vantaggio è che la pianta, oltre ad essersi dimostrata molto efficace nella perdita del peso corporeo, non presenta effetti collaterali e può essere utilizzata quasi da tutti.  

* Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Calcinaro: "Vicinanza a don Sebastiano e nuove risorse per la sicurezza"

* Esprimo i miei più sentiti sentimenti di vicinanza e solidarietà sia mia personale che dell’Amministrazione Comunale e della città di Fermo tutta a Don Sebastiano Serafini ed all’intero quartiere di San Tommaso per quanto accaduto.

Conosco da anni Don Sebastiano del quale apprezzo sia le qualità personali che quelle inerenti il suo operato e ritengo che il fatto vile perpetrato a danno della parrocchia che guida, godendo della stima e dell’apprezzamento di tutti, sia assolutamente da biasimare.Voglio manifestare la mia vicinanza anche a tutti i residenti del quartiere San Tommaso del quale vorrei sottolineare il grande lavoro che stanno portando avanti in questi ultimi mesi a beneficio dell’intera comunità. Confido e sono fiducioso nelle indagini che avranno il compito di fare luce su quanto accaduto e assicurare alla giustizia il responsabile o i responsabili.Vorrei ribadire, per quanto di mia competenza, che nel prossimo bilancio prevederemo delle somme destinate proprio alle azioni di controllo, su cui lavoreremo anche se non arrivano dappertutto, ed a politiche di sicurezza. Al proposito, in sintonia con le forze dell’ordine, stiamo vagliando misure in grado di fare da deterrente e arginare questo tipo di fenomeni che negli ultimi tempi nella nostra città hanno registrato diversi episodi assolutamente da condannare e combattere con interventi preventivi e unione sinergica di forze. Auspico la collaborazione dei cittadini ed un innalzamento del senso civico con un’attenzione di ciascuno in particolare di chi ci è attorno.

*Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo

Bisonni e il Bilancio: "Lavori pubblici e sociale confermato"

 

Possiamo già dire che anche quest’anno i sangiorgesi non troveranno particolari 'sorprese', nemmeno l’adeguamento programmato Istat del Governo che abbiamo bloccato. I principali sforzi sono concentrati sul complesso intervento di riqualificazione del centro, che è destinato a cambiare drasticamente il volto della città. E' senza dubbio l’elemento fondamentale: tutti i nostri sforzi andranno verso questa direzione. Ciò senza che i nostri cittadini si accollino ulteriori imposte. Siamo all’inizio, il nostro cammino procede finora spedito. Come l'anno scorso, anche nel bilancio 2016 la spesa per il Sociale non verrà ridotta. L'Amministrazione continua a garantire servizi con particolare attenzione verso le fasce più deboli.

Grazie all'attenta politica di controllo dei flussi di cassa, continueremo a pagare puntualmente i fornitori. In questo modo, facciamo fronte alle necessità della collettività senza creare un blocco all'economia in quanto il precedenti 'paletti' imposti dal Patto di stabilità mettevano in difficoltà enti e ditte fornitrici, con riflessi negativi sui lavoratori.

Riguardo la Tari (tassa sui rifiuti), spesso fonte di ‘sciacallaggio politico’, come lo scorso anno ribadiamo fin da subito un concetto: pur mantenendo stabile il canone che il Comune corrisponderà alla San Giorgio Distribuzione Servizi, le tariffe per le famiglie potranno variare solo per la riduzione del numero delle utenze, del tutto indipendenti dalle volontà dell'Amministrazione”.

*Renato Bisonni, assessore al Bilancio del comune di porto San Giorgio

Mercoledì in erba! Carciofi e ortica contro l'allergia

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* Spinta dalle numerose richieste di questi giorni e dalla primavera che si avvicina, oggi affrontiamo un argomento per così dire “di stagione”, quello delle allergie.

All'avvicinarsi della primavera infatti, milioni di persone vengono colpite da una serie di fenomeni allergici, peraltro in continuo aumento. Ma che cos'è un'allergia? L’allergia può essere definita come una reazione eccessiva del sistema immunitario a una qualche sostanza di origine vegetale, animale o chimica (allergeni), sostanze innocue per la maggior parte della popolazione. Può sembrare poco importante ma nella prevenzione delle allergie un ruolo molto importante lo gioca la depurazione, che permette agli organi emuntori, in particolare il fegato, di eliminare le tossine che favoriscono la predisposizione alle allergie e indeboliscono il sistema immunitario. Via libera dunque a piante attive sugli organi emuntori come: cardo mariano, bardana, ortica, carciofo e curcuma. Sarà importante che la depurazione venga attuata almeno un mese prima dello scatenarsi delle allergie stagionali e in maniera costante. Specie per le allergie alle vie respiratorie, un’azione più mirata si può avere con gli estratti fluidi di due piante: l’Elicriso e il Ribes nigrum.

L’elicriso agisce come antiallergico, antinfiamamtorio, balsamico, detossificante, antieczema e fotoprotettivo. Per uso esterno si usa in caso di psoriasi, eczemi e scottature, mentre in presenza di riniti si consiglia il suo utilizzo per aerosolterapia.

Il macerato glicerico di Ribes Nigrum (estratto dalle gemme) possiede una marcata azione antiallergica ed è indicato per stimolare la corteccia surrenale (azione simile al cortisone). La sua assunzione infatti, aumenta la concentrazione di cortisolo ematico, esercitando una forte azione antinfiammatoria generale. Il ribes nigrum è anche ricco di vitamina C, utile anche per potenziare il sistema immunitario, nelle convalescenze e nella prevenzione di malattie infettive. 

Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Basket, il baby Barbante va in Nazionale

Barbante

Poderosa Basket Montegranaro e Scuola Basket Montegranaro si congratulano con il proprio atletaSimone Barbante per la convocazione, da parte del Settore Squadre Nazionali, in occasione del Raduno della Nazionale Under 18 Maschile.

Sarà un evento molto importante sia a livello tecnico che a livello simbolico quello cui parteciperà il lungo classe 1999 nato e cresciuto a Montegranaro. Il raduno, infatti, vedrà la selezione guidata dal coach, molisano anche lui, Andrea Capobianco battezzare l’apertura del nuovo palasport di San Giuliano di Puglia, riedificato sulla struttura che tredici anni fa (tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002) segnò il drammatico addio ai bimbi morti sotto le macerie dalla loro scuola. Il raduno di tre giorni servirà come test in vista del Torneo Internazionale “Albert Schweitzer” di Mannheim, il “Mondialino” di categoria, e gli Azzurri disputeranno a San Giuliano un test in famiglia, in cui i 16 convocati saranno divisi in due squadre, in campo con la prima e la seconda maglia della Nazionale. L'incontro sarà arbitrato da una terna tutta molisana, composta dai "fischietti" di Serie A Enrico Sabetta e Luca Weidmann e da quello di Serie B Marco Guarino.

Simone Barbante e il pesarese Michele Serpilli sono gli unici due marchigiani convocati. Il pivot della Poderosa, 212 centimetri, è inoltre uno dei soli cinque classe 1999 in un gruppo composto in gran parte di ragazzi di un anno più grandi. Barbante è una delle colonne della squadra Under 18 Eccellenza che sta disputando la fase a gironi interregionali per cercare la qualificazione alle Finali Nazionali di categoria e in prima squadra, domenica scorsa in occasione del derby contro Senigallia, ha realizzato i suoi primi punti mettendone a referto addirittura 4.

Hot dog, fish and chips e alcol: il trash tra cibo e cinema

* Si è vero, tra i tanti film citati fino a ora ci siamo dimenticati di quelli vagamente trash o splatter in versione enogastronomia. Eppure ce ne seno tanti e fanno venire immediatamente in mente, in anticipo le scuse su cotanto snobismo, le affollate multisale di provincia e non, accaldate e con essenza profumata di popcorn appena sfornati, con il rumore di sottofondo della lingua della lattina di Coca-Cola che si apre, il rumore del sacchetto delle caramelle gommose.

L’associazione di idee mi fa venire in mente alcuni film più o meno recenti, compagni (più dei miei amici di banco che miei) della nostra adolescenza e che dopo venti anni almeno restano nella memoria collettiva degli ormai quaranta – cinquantenni. Da premettere che argomento di tale rubrica non si ferma a film trash che hanno fatto storia, ma diventa più un breve elenco di quelle pellicole che straripano nella cucina multietnica.

Partendo dalla cima, è impossibile non inserire in tale rubrica un film come Animal House, film del 1978 del grande regista di genere John Landis (vedi The Blues Brothers) e con John Belushi come protagonista. Chi dei miei coetanei sopracitati non ricorda le mitiche feste delle confraternite nelle quali i protagonisti tentano di intrufolarsi, senza successo ma con un godereccio (per chi ama il genere) strascico di sketch demenziali legati all’alcol e al cibo.

Tenendo per buoni gli intermezzi del sopraccitato film, da ricordare nelle cene tra amici, anche un film come E morì con un felafel in mano (Richard Lowenstein, 2001) perché è una pellicola che invece, attraverso la cucina etnica cerca di mettere in risalto la ricerca di identità dei nuovi trentenni spaesati che sonnecchiano, vanno in giro e frequentano ristoranti alternativi (da qui il piatto di origine araba).

Se ancora di multietnia in cucina si parla, due pellicola sono da ricordare per meriti diversi ma con lo stesso attore protagonista di origine indiana, Om Puri: Amore, cucina e curry di Lasse Hallstrom del 2014, sommesso e delicato confronto tra due cucine diverse ma comunque di alta qualità, ed East is East (Damien O’Donnell, 1999), vero e proprio documento filmico sul melting pot nell’Inghilterra degli anni Settanta: una famiglia mista (madre inglese, padre pakistano e sette figli). Un Fish and Chips da mandare avanti e problemi di integrazione e tradizione.

L’elenco stasera non può non chiudersi con un documentario questa volta, Super Size Me (Michael Moore, 2004) basato su un esperimento durato un mese a scapito di un volontario che ha accettato di mangiare solamente, per tutti i pasti giornalieri presso la catena Mc Donald’s, e registrando i cambiamenti psicologici e fisici avvenuti. Nulla a che fare con l’argomento della rubrica, anche perché il pasto dell’ultimo film menzionato è tutto fuorché multietnico (piuttosto globalizzato), ma avendo iniziato con il termine trash e splatter, tale conclusione è arrivata automatica.

* Petra Feliziani

Film&Food. Gli uomini e la cucina...quella dei vip

 

Dicevamo. Le donne in cucina tagliano, affettano, lavano, mescolano. Gli uomini. Con il cappello da chef, condiscono, saltano, decorano. Ottengono gli onori della cronaca.

Anche nei film, lo chef è sempre in primo piano, che gestisce, controlla, dà l’ultima parola. Vi capita mai di pensare che quando in un film la cucina è dominata da una donna, questo si risolve in drammi familiari, in riconciliazioni, in momenti empatici? Di momenti che sono risolutivi per gli equilibri familiari? E che mentre quando il protagonista in cucina è un uomo, nella maggioranza di questi, la storia del film gira tutta intorno alla carriera di quest’ultimo o all’attività da gestire? Si è vero, questo argomento è condizionato dai programmi televisivi con gare di cucina che vedono la presenza di chef stellati (o che lo diventeranno) come giurati. O dal fatto che il personaggio dello chef è sempre sexy e interpretato da attori affascinanti.

Pensiamo al film Il sapore del successo (John Wells,2015). Che già ne sia protagonista Bradley Cooper è tutto un dire, che uno dei personaggi sia interpretato da Riccardo Scamarcio è la prova schiacciante. E la storia è quella di uno chef stellato che riemerge dall’oblio.

Chef, film francese (Daniel Cohen, 2012), ha Jean Reno come cuoco stellato in crisi di ispirazione. Certo, dopo la commedia francese, Big Night di Stanley Tucci e Scott Campbell (1996) dà, già in largo anticipo sui tempi, una scanzonata visione della cucina e delle tradizioni italiane all’estero, con particolare riguardo, anche se in modo molto leggero, alla importanza del mestiere dello chef.

A conclusione di questo breve elenco cinematografico, che è stato più un semiserio trattato sulla parità di genere, per i più appassionati c’è il meno conosciuto e più datato Qualcuno sta uccidendo i più grandi chef d’Europa (Ted Kotcheff, 1978); qui non si fa distinzione di sesso, e i grandi chef fanno tutti una brutta fine.

Marcozzi: "La Regione investa nelle fiere e aiuti le aziende"

 

Si investa, a partire dai prossimi bandi, nelle fiere internazionali e si assumano tutte le iniziative utili a sgravare il lavoro delle nostre aziende e dei nostri artigiani sempre più impegnati in processi di apertura verso nuovi mercati esteri. Al riguardo presenterò una mozione consiliare. In un contesto globale in cui le partnership commerciali sono in costante mutamento e oscillazione, l'Amministrazione regionale fornisca agli artigiani e alle aziende marchigiane un concreto supporto per stabilizzare le costanti commerciali in ambito europeo e extraeuropeo e, al contempo, per intraprendere le fasi di approccio con mercati emergenti, perseguendo anche innovative forme di commercializzazione. Urge un tavolo di confronto a cadenza fissa tra le istituzioni regionali, sistema universitario compreso, e il mondo dell'artigianato e dell'impresa per monitorare e valutare la solidità reale o futuribile dei nuovi mercati internazionali.

Impossibile non accorgersi, anche in virtù delle esperienze fieristiche in corso, su tutte TheMicam che ha registarto timidi ma incoraggianti segnali di crescita in termini di visite, come per i singoli mercati di esportazione vadano consolidati i rapporti con quelli russo e cinese che per specifici e vari motivi hanno presentato nell'ultimo periodo delle flessioni. Inoltre vanno presi in considerazione altri mercati strategici, primo fra tutti quello degli Stati Uniti d'America sia per le sue dimensioni sia per la sua continua crescita. Altri mercati come l'Iran potrebbe rappresentare, in un futuro prossimo, un importante sbocco commerciale per il nostro manifatturiero ma complessa situazione politica internazionale richiede la massima prudenza che non esclude anzi necessita da subito un approccio di studio e progettualità per essere pronti a sviluppare le nostre potenzialità commerciali.

La politica fieristica deve tenere conto della distinzione tra le varie gamme di prodotti, dal Luxury alla media qualità, passando per l'alta qualità. All'Amministrazione regionale competono dunque azioni mirate, prima fra tutte il sostegno alle fiere internazionali, in primis mediante opportuni investimenti tesi a favorire il contatto tra le nostre aziende e i bacini commerciali, presenti e futuri. Si consenta, altresì, alle nostre aziende di essere sgravate dai fardelli fiscali, a partire dalla defiscalizzazione dei campionari, e quindi di essere sempre più competitive e libere di lavorare per l'alta qualità e l'eccellenza espresse dal Made in Italy e, in questo caso, per quanto ci riguarda, dal Made in Marche. 

* Jessica Marcozzi, consigliere capogruppo Forza Italia Regione Marche

La cucina è femmina (a dispetto dei programmi televisivi)

acquacioccoalto

Il cibo è donna. Ma non necessariamente. Basta guardare i programmi di culinaria per rendersi conto che non è così. Anzi, volendo fare un po’ di sana critica, in alcuni di questi sembra quasi che essa sia più relegata ad aiuto in cucina piuttosto che a stella dei fornelli.

Esiste ancora però un cinema che dedica alla donna, uno spazio che non è solo quello minimo dei fornelli e della tavola. O almeno, non si ferma a questo, pur facendo della cucina il fulcro della storia. La casa insegna, almeno la mia, che è la cucina, anche se è la più piccola stanza della casa, ad essere sempre colma di sorrisi, parole, riunioni tra donne, cibo pronto o in fase di cottura. La cucina è un regno. Ed è indubbio, che almeno nelle case comuni, sia la donna la sua regina. Il tipo di cinema di cui si parla è questo, quello fatto del calore dei fornelli misto a quello umano. 

Pomodori verdi fritti, alla fermata del treno (Jon Avent, 1991) è un film che rientra nella categoria. Il film inizia proprio con del cibo, e continua raccontando la storia di due donne attraverso di esso. Cinquanta anni della storia americana, dagli anni Trenta agli anni Novanta, raccontati dalle vetrine di un bar/ristorante di un paesino retrogrado del sud. L’amore, la passione e la libertà da conquistare passano attraverso il cibo, simbolo e metafora.

Come l’acqua per il cioccolato (Alfonso Arau, 1992) allo stesso modo, nel racconto che fa di una famiglia messicana nei primi anni del Novecento, porta con se, attraverso tutta la storia, gli odori ed i sapori della cucina sudamericana. La protagonista nasce sul tavolo della cucina e viene cresciuta dalla cuoca, e da essa impara tutti i segreti della tavola, passione in cui essa riversa i suoi stati d’animo. Attraverso la cucina la protagonista vive, riversando i suoi sentimenti sui deliziosi piatti che prepara. Una storia tragica che vive la passione con l’unico modo concesso: il cibo. L’ultimo film della rassegna non ha a che fare con il cibo ma contiene alcune scene memorabili in cui esso ne diventa il co-protagonista.

In Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Almodovar, 1988), chi ama il regista spagnolo non può dimenticare le scene della preparazione del Gazpacho, bevanda tipica spagnola, lungo tutta la pellicola, preparato nell’appartamento della protagonista per gli amici, gli antagonisti, alcuni poliziotti, fino alla scena finale nella quale essa elenca tutti gli ingredienti necessari per prepararlo, omettendo l’ultimo, suo tocco personale, il sonnifero.

Impossibile scindere la donna dalla cucina, anche se in aiuto arriva il Bimby!

* Petra Feliziani

Senza voce? L'erba del cantante fa per voi

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* Bruciore, raucedine e afonia, in questi mesi la gola è la più bersagliata dai malanni di stagione. Per il benessere delle vie respiratorie e soprattutto per evitare l’abuso di farmaci antinfiammatori e antibiotici, quest’anno assicuratevi di avere a portata di mano due piante salva-gola: l’elicriso e l’erisimo.

L’Elicriso è un ottimo antinfiammatorio naturale, in fitoterapia, l’utilità di questa pianta nelle affezioni dell'apparato respiratorio sia di tipo allergico che infettivo è giustificata dalla presenza di oli essenziali, flavonoidi e triterpeni, che in sinergia tra loro donano all’elicriso proprietà antinfiammatorie, antistaminiche ed espettoranti. E’ un ottimo rimedio in caso di bronchite, tosse, manifestazioni asmatiche e mal di gola. Per uso interno l’elicriso si può assumere in tutta sicurezza sotto forma di tisana, 3 tazze al giorno, o tintura madre.

Se il vostro mal di gola è spesso associato a raucedine e afonia, a far tornare la voce ci pensa l’Erisimo, nota come “l’erba dei cantanti”. I suoi estratti hanno una valenza terapeutica che riguarda specificamente le alte vie respiratorie (laringe, faringe e trachea) e sono molto efficaci nel trattare le afonie dei soggetti che, per lavoro, utilizzano molto la voce, attenuando in tempi rapidi i sintomi dolorosi legati alla secchezza e all’infiammazione della laringe e della faringe, specie nelle laringiti sopravvenute in seguito ad uno sforzo vocale. Dell’erisimo possiamo sfruttare anche la sua azione mucolitica ed espettorante.

Se siete soggetti ad episodi di afonia e per lavoro utilizzate molto la voce, potete sfruttare l’azione dell’erisimo anche per la prevenzione: basta una tisana al giorno, magari dolcificata con del miele per coprire il suo sapore non troppo gradevole, da bere per almeno un mese. Per curare invece, meglio la tintura madre: 30 gocce sciolte in acqua per 3 volte al giorno, fino a miglioramento. Sia all’erisimo che all’agrimonia, si può associare vantaggiosamente l’azione antisettica e balsamica di piante come il timo e l’eucalipto, specie dei loro oli essenziali, efficaci per il mal di gola specie se usati per fumenti o gargarismi.

* Chiara Fermani, erboristeria Il Filo d'Erba, Via San Filippo 47 - Magliano Di Tenna

Fritti, pizze e dolci: è il cinema di Carnevale

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Il Carnevale è in corso e le padelle nelle case italiane staranno di sicuro facendo fracasso.

Cicerchiate, sfrappole, castagnole e arancini di ogni forma e sapore. Proprio perché di tradizioni italiane si tratta, in questo periodo, cinematograficamente parlando non possono che venirmi in mente le commedie italiane.

E parlo di quelle che, veramente, hanno creato il marchio di questo genere.  Come non si può non iniziare quindi, con chi, negli anni della sua nascita e sviluppo, gli anni Cinquanta, ne e’ stato il portavoce, il maestro, la guida. Toto’. Ricordare Miseria e nobiltà (Mario Mattoli, 1954) è un atto dovuto in questo caso, e rivedere Felice Sciosciammocca, che con la mano si porta in bocca gli spaghetti e li mette in tasca, o ne L’Oro di Napoli (Vittorio De Sica, 1954) Sofia Loren pizzaiola formosa tra i rioni, rende ancora di più la tradizione culinaria italiana, come vera e propria cultura, un modo di vivere insomma. Sono gli anni del Dopoguerra, quelli duri della ripresa e della povertà. Ed ognuno si arrabatta come può.

Spostandoci nella Roma papalina dell’Ottocento, certo con il cibo ha il suo bel dire Il Marchese Del Grillo (Monicelli, 1981). Qui il personaggio se la passa meglio, tra le osterie della capitale e i lauti pranzi nel suo palazzo. E seppur di commedia si tratta, come le sopracitate, essa smaschera vizi e virtù, ma soprattutto i primi, dell’Italietta che si arrabatta, di qualsiasi classe sociale si tratti. Per chiudere in bellezza, ma soprattutto con un po’ più di buona e sana ironia, tra i dolci di Carnevale non può mancare un’altra commedia dei nostri anni. Parenti serpenti (Monicelli, 1992), mostra tutta la cattiveria e l’egoismo, la paura e la tenerezza dell’animo umano nell’immagine di una tavola apparecchiata per le festività natalizie. Quale momento migliore e gioioso per decidere di uccidere gli anziani genitori se non quello del periodo di Natale, tra una pietanza e l’altra, un sorriso e un bacio di auguri?! Agatha Christie non sarebbe stata più furba. Con la tavola gli italiani vivono, e si emozionano, glielo si vede in viso, che si tratti di un sorriso o una smorfia.

* Petra Feliziani


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Elezioni, le idee di Marinangeli

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