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Un'estate di gusto: in gelateria impazza la frutta

petrasorriso

* Ma che caldo fa…Finalmente!

A scanso di equivoci, a chi dice che ne fa troppo, ricordiamo che siamo alla fine di luglio.

E tra le decine di spot televisivi e radiofonici su integratori e vitamine per sopportare la calura estiva, un evergreen davvero naturale rimane sempre e solo la frutta.

Pensate a un bel frullato o estratto con della frutta fresca e del ghiaccio aggiunto.

Pensate a una bella grattachecca fatta con ghiaccio e frutta.

Pensate a una bella macedonia con del gelato di limone sopra.

Pensate a un bel gelato di limone ed ananas. Frutti di bosco e melone. Fragola e banana.

Pensate a tutti quei gusti che ora avranno il loro spazio nelle vetrine delle gelaterie artigianali, che hanno aspettato la bella e afosa stagione per esordire nuovamente con tutto il loro sapore: la macedonia, il kiwi, il cocomero, la papaya ed il frutto della passione.

E questo è solo per rinfrescarsi durante le ore calde della giornata, quando si è in modalità lavoro.

La versione serale e vacanziera comprende ancora il gelato di frutta o la frutta fresca, ma con l’aggiunta di vodka secca, Cointreau o limoncino.

Il menu varia in base alle stagioni, ai mesi, alle ore della giornata.

E la frutta, in questa, di stagione, accontenta tutti. I gusti, le scelte, le abitudini alimentari.

Gran bella stagione, l’estate. 

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio


Celani, Forza Italia: "Non c'è pace per Banca Marche. Rischiano i dipendenti"

* Non c’è pace per Banca delle Marche che aveva messo in ginocchio oltre 40mila marchigiani.
Ricorderete la vicenda.
Quattro istituti di credito: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti avevano lasciato (secondo Federconsumatori e Adusbef) oltre 100.000 italiani senza più i risparmi di una vita.
Poi l’intervento del Governo Renzi che mise a punto un piano di salvataggio per cercare di limitare le perdite di quanti avevano creduto in questi Istituti di credito che così rinacquero a nuova vita con la dicitura “new”, senza più perdite e con un nuovo capitale.
Le perdite, gli asset tossici, i crediti deteriorati, tutti gli investimenti iscritti a bilancio con elevato valore nominale ma un valore di mercato prossimo allo zero, tutti nella banca cattiva e i quatto istituti: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti senza più queste criticità restituite alla piena operatività in attesa che qualcuno le ricomprasse.
Entro il 20 luglio, infatti si deciderà la sorte di queste quattro banche che ora saranno “new” ma continuano a produrre effetti da “bad”.
Perché? Stando alle notizie di stampa i potenziali acquirenti sarebbero dei Fondi di Private Equity, quegli stessi Fondi ai quali Banca d’Italia si era dimostrata avversa fin dai tempi del commissariamento.
Oggi, invece, lo scenario pare cambiato e a far le spese saranno, questa volta, gli oltre 6.000 lavoratori dei quattro Istituti che affrontano un futuro di grandissima incertezza considerato che non si sa se esiste, e quale sia il piano industriale, dei potenziali acquirenti.
Il pericolo, niente affatto aleatorio, è che si aprano le porte ad una drastica ristrutturazione aziendale (anche con licenziamenti?), nell’indifferenza assoluta della Regione Marche che non chiede le opportune e dovute garanzie occupazionali per il personale, le prospettive per la new bank e il relativo piano industriale.
Ceriscioli, all’epoca del cosiddetto risanamento di Banca Marche disse alle agenzie di stampa “Da oggi abbiamo di nuovo una banca ricapitalizzata, forte, nel pieno delle sue capacità operative, in grado di sostenere imprese, cittadini nei loro bisogni”.
Allora, come oggi, pare dimentico della sorte dei tanti lavoratori che pure guardano con grande preoccupazione all’immediato futuro.
Non vorremmo che accanto alle decine di migliaia di marchigiani improvvisamente più poveri per la “bad” banca dovessimo aggiungere anche perdite di posti di lavoro per la “new” banca.

* Piero Celani, consigliere regionale Forza Italia

Sabato la grande box in piazza del Popolo a Fermo

pugimanifesto

Per il secondo memorial Luigi Pennente, detto Pipì, a Fermo dopo oltre 30 anni torna la "nobile arte del pugilato" in Piazza. Sabato 23 luglio, in piena estate, un ring davanti al palazzo dei Priori. Ingresso gratuito, con inizio alle 21. 

Boccia, Confindustria: "Il Sì al referendum rafforzerà l'economia"

* Il sì al referendum sulle riforme costituzionali rafforzerà l'economia italiana. Il voto farevole alle riforme darebbe maggiore stabilità e governabilità al nostro sistema istituzionale e questo aiuterebbe molto il rilancio delle attivià produttive del nostro Paese, a sostegno in particolare di una politica economica dell'offerta che sarebbe la strada principale per aumentare la competitivita' delle imprese su scala globale.

Al contrario, tornare ad una situazione in cui si cambiavano i governi ogni sei mesi, rilancerebbe una politica della domanda che non e' piu' nell'interesse dell'Italia.

* Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

Two days in Fermo with folklore and traditional dancing

Local and national folklore and traditions will live again in Fermo. Two big events in Fermo will make this possible. Today, 17th of July, starting from 19.00, in via Racanati (at “fontana delle Pisciarelle”) a conference will go deep inside the traditions of Marche. Starting at 7.30 pm, a local food stand will be in “piazza del Popolo”. At 10 pm, music and dance will take place. Three non country dance music groups (one reggae, one classical and one jazzy) will perform their personal kind of “saltarello”, the typical country dance music of Marche Region. Moreover “Mazzamurelli dei Sibilllini”, a local “saltarello’s group”, will perform the real traditional dance.

The whole evening of the 21th of july will host folkloristic exhibitions: the third “Folklore Festival” will take place onto the square in front of the cathedral. The group coming outside Marche will perform their art, coming from Marsala (Sicily), from Montefalcone del Sannio (Molise) and Genzano (near to Rome). Moreover, there will be a special appearance by “Mazzamurelli dei Sibillini”, who will perform their art. According to the legend, Mazzamurelli were little elfes coming during the night and awakening sleeping people. The group wants to be like them: “We are a group that want to awake people and make them remember from wher they come. We want them call traditions to their mind”, Mazzamurelli’s president says.

c.m.

Un'estate di gusto: piove, vento e tanto gelato

petrasorriso

* Piove? C’è tanto vento? Le gelaterie sono sempre aperte. E non solo quelle dell’entroterra, quelle di piccoli centri collinari e storici, dove alla frescura estiva si è sempre abituati. Ci sono anche quelle sul litorale, che, passando dai 39 gradi all’ombra da insolazione ai 14, nel giro di 24 ore, continuano, a preparare gelato, spatolare coni, decorare coppe. A chi, lasciato l’asciugamano da mare a casa, ha indossato il pullover autunnale ed è venuto a prendere il gelato affogato al caffè, il soft con il cioccolato fuso.

Non temiamo, non temete, le calde giornate presto si sostituiranno alle onde alte ed al vento che scompiglia i capelli e si potrà tornare a fare lunghe passeggiate e soste rinfrescanti. Ricordiamoci sempre che il gelato si mangia ad ogni stagione, a maggior ragione se queste si mescolano più del previsto, negli ultimi tempi. Domani è un altro giorno, citava un vecchio famoso film.

Gli ombrelloni torneranno al loro posto, il sole tornerà a splendere sui nostri volti, il gelato continuerà ad essere un must della stagione, qualunque essa sia.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Di Ruscio: "Ecco la mia Fermo multiculturale"

* Provo dolore e rabbia per quello che sta accadendo a Fermo, dolore per la famiglia nigeriana rabbia per tutto quello che ci è stato costruito intorno. Sono dirigente comunale a Fermo da 32 anni, sono stato sindaco della città per 10 anni, consigliere provinciale per 5, già presidente dei giovani agricoltori, del consorzio bonifica, per alcuni anni sono stato anche nel cda della società che editava la Voce delle Marche, giornale diocesano. Ritengo di avere una certa esperienza e  conoscenza della città di Fermo. E per questo dico basta:

Fermo non è città razzista, tutt’altro, storicamente accoglieva i giovani dell’altra sponda dell’Adriatico per lo studio (collegio illirico). La cultura del confronto e dell`accoglienza fa parte della nostra tradizione storica. Nella nostra prestigiosa Sala dei Ritratti accanto alle grandi personalità vi è il ritratto dell’eroe nazionale albanese Skandemberg.

Nei miei 10 anni da sindaco abbiamo stretto gemellaggi con alcune città anche albanesi come Berat: ho ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Lac e ne sono orgoglioso perché in molte occasioni mi hanno fatto sentire la loro vicinanza e rispetto per l’istituzione che rappresentavo. Abbiamo intitolato una piazza al loro eroe nazionale ed ogni anno si festeggia la loro liberazione.

Ricordo le partite di calcetto con le diverse comunità extracomunitarie ed in una occasione, contro la Costa d’Avorio, un bambino di cinque-sei anni di colore si avvicinò al padre e chiese “Papà me compri le nucelle?”. Anche se aveva la pelle di altro colore era più fermano di me! Fermo ha ospitato meeting di altissimo livello con membri della Commissione Europea, membri della comunità islamica e ebraica sul dialogo interculturale e con referenti nazionali cattolici per l`accoglienza ai migranti.  Tante  le manifestazioni ed i progetti promossi per favorire l`accoglienza e l`integrazione culturale  tra cui lo Sportello Immigrati, “Migrando”, “Minimigrando”, mostre, cene etniche, conferenze e dibattiti per conoscere la cultura degli immigrati, iniziative come “domenica al museo con armonia ” per far conoscere e rendere accessibile in maniera gratuita agli immigrati ed alle loro famiglie  il nostro patrimonio culturale, festa etnica a Lido Tre Archi,  corsi gratuiti d’italiano per stranieri, tornei di calcetto multietnico, rassegne musicali “Viaggio musicale tra Oriente ed Occidente” nel segno dell`universalità del linguaggio musicale e della sua capacità di unire i popoli, mostre fotografiche come “Abito: la casa come costume e tradizione” per capire come vivono gli immigrati nel nostro Paese. Ogni anno con la scuola media Betti, proprio per educare i giovani,  si organizza(va?) la festa della mondialità “Noi Cittadini del Mondo” con il coinvolgimento di oltre 10 associazioni di immigrati, con stand gastronomici, balli, danze, canti di scuole e delle comunità estere.  Sono stati avviati progetti con il ministero della cooperazione internazionale estera ed interventi urbanistici per il centro storico di Berat (città patrimonio dell’umanità).

L’attività è stata così intensa su questo fronte che la città ha ricevuto il prestigioso premio europeo come seconda città d’ Italia per il dialogo interculturale. I servizi sociali comunali e di Ambito hanno promosso innumerevoli iniziative per avvicinare e integrare le tante comunità presenti nella nostra citta’. Il motto era conoscere il valore aggiunto della diversità come risorsa e non come “problema”.

La città di Fermo ha sostenuto e sostiene iniziative di varie comunità per azioni di sostegno in Brasile, in Africa ed in altre realtà. Medici fermani operano volontariamente in africa, altri privati cittadini hanno costruito scuole e ospedali in varie parti (Nigeria, Kenia, Zambia, ecc.) e molte famiglie, più di quante possiamo pensare, sostengono importanti comunità aiutando famiglie africane, brasiliane, indiane ecc.  Tutto avviene  in modo silenzioso,  senza clamore come è la vera beneficenza. Molti giovani fermani passano le loro vacanze a lavorare nelle Favelas brasiliane e prestano la loro qualificata attività in ospedali in Africa e non so in quante altre parti del mondo. Tantissime le adozioni a distanza.

Questa è la città di Fermo e non quella descritta da giornali, radio, televisioni, politici, politicanti, sacerdoti, scrittori, opinionisti molti dei quali non sanno nemmeno dove si trova la città di Fermo nella cartina geografica. Ancor peggio quei fermani che l’hanno buttata in politica come se la delinquenza fosse prerogativa di una parte politica, la destra, o  sullo sport come se gli ultras fermani fossero tutti malviventi, speculando sulla vicenda. Chi vuole veramente fare qualcosa, aiuti le famiglie in difficoltà, operando in silenzio e con riservatezza.

Nessuno però ha affrontato il vero problema. Fermo non ha difficoltà ad integrare le varie comunità, la storia millenaria e recente ce lo insegna (nell’anno 2010 il 10% della popolazione residente era straniera) . Ma tutto è avvenuto in tempi e situazioni economiche diverse. Con la crisi economica, oggi le famiglie versano in difficoltà, i nuovi massicci arrivi vengono visti come forieri di persone che vengono a vivere alle nostre spalle: “se ne vanno in giro tutto il giorno  con cuffiette e cellulari  a bighellonare”. E` questa l`immagine che molti fermani percepiscono,  se ne lamentano. Si ha quasi l`impressione che vengano trattati meglio di loro cittadini che con sacrificio pagano le tasse e a volte non arrivano a fine mese. E c`è chi specula anche su questi arrivi. Allora il vero problema è che il problema non è stato gestito. Nessuno ha pensato a come integrarli, ad organizzare iniziative per rendere partecipe la comunità locale dei loro problemi. Nessuno si preoccupa dei 5000 bambini che ogni anno scompaiono per traffico d’organi, si, qui in Italia e sono tutti arrivati con i barconi.  Nessuno si preoccupa di spiegare ai cittadini cosa sta realmente avvenendo a livello internazionale e mondiale per cui si assiste a questo fenomeno migratorio, senza precedenti: le guerre di religione in corso, gli equilibri politici fragilissimi in certe nazioni  africane ed orientali, le ragioni economiche dietro a tutto questo. Certamente il quadro è estremamente complesso e non facilmente semplificabile ma ciò non esclude la necessità di informare e trovare insieme  alla cittadinanza il modo di convivere.

 Ci si preoccupa più di accoglierli per le 32 euro al giorno, questo è il messaggio che passa. Allora più che gridare al razzismo e speculare su vicende umane drammatiche, sarebbe il caso che ciascuno facesse la sua parte. A partire dalla politica, dalla chiesa, da tutte le istituzioni pubbliche e private ciascuno secondo la propria competenza e sfera di azione. I processi ormai sono prima mediatici che giudiziari. Lasciamo fare alla magistratura il suo lavoro senza pressioni mediatiche e nel frattempo, oltre ad osservare un silenzioso rispetto per l`intera vicenda, impegniamoci ciascuno senza tanti clamori e grancasse, nella costruzione di solidarietà vera. 

Purtroppo è sempre più vera l’affermazione del filosofo Umberto Galimberti che siamo passati dalla società dell’Essere, a quella dell’Avere ed oggi a quella dell’Apparire a cui nessuno sembra sfuggire!

Saturnino Di Ruscio, ex sindaco della città di Fermo

Calcinaro: "Chiudiamo la bocca e ricostruiamo la città"

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* Sono stati giorni durissimi, per unaCittà che finalmente aveva trovato una convinzione, per me personalmente e per coloro che in questo episodio hanno avuto cambiata, o spezzata, la loro vita. Ho dovuto, e voluto, difendere Fermo sin dal primo giorno avanti ad un assalto che di difese non ne voleva, cercava solo ulteriori motivi di scontro per sacrificare la nostra realtà sull'altare della coscienza sporca dell'Italia intera difronte al problema migranti: limitare un problema che le Istituzioni non riescono a risolvere alla mentalità del paesello provinciale e razzista magari guidato da un Sindaco complice.

Per massacrare Fermo ancora di più e nascondere il problema nazionale sotto il tappeto. Questo gioco, portato avanti da alcuni media, era troppo evidente per non essere evitato, non entrando dentro alle dispute, non usando le parole "come pietre", sentendosi veramente Istituzione, rispettando da subito il corso della Magistratura. Ma non ignorando un problema di insofferenza e razzismo strisciante e subdolo, che c'è, che è nazionale, che è alimentato dalla mancanza di risposte legislative nazionali ed europee e dai toni di certa politica, che ha ucciso Emmanuel, e stritolato oggi Amedeo Mancini. Perchè è questo quello che ci rimane ora: il corpo in una bara di un uomo che era finito qui dopo tragedie ed orrori, una Città spaccata a cui chiedo di ricostruirsi dando meno giudizi e più gesti di comprensione verso "l'altra parte", Amedeo Mancini, bollato nazionalmente come il mostro assassino che non è, in un carcere a causa del suo essere e di quel subdolo clima della nostra nazione che hanno cercato di limitare alla nostra Città.

Rimangono le parole di un Vescovo che devono trovare un seguito, che con coraggio ci parlano di due vittime in quell'episodio, che ci invitano - a tutti quanti - a non inseguire i processi e le parole di divisione, ma a ritrovare un senso di riunione della nostra comunità, di perdono vero e di ricostruzione: "perchè sono le divisioni che uccidono". E ad impegnarci per un lavoro di conoscenza, reciproca, che forse è mancato, anche con colpa delle Istituzioni. Non riusciremo a reagire come Città, dopo questa botta, con i rancori, con le divisioni...La Città è ferita e merita una difesa, Emmanuel è morto e va ricordato anche con un lavoro di maggiore conoscenza reciproca soprattutto tra giovani e studenti, Amedeo Mancini, scontata la sua pena che solo la giustizia potrà individuare, dovrà essere aiutato: queste tre cose non si possono dare battaglia tra loro. Apriamo gli occhi, tiriamo il fiato, chiudiamo la bocca per parole inutili e iniziamo a ricostruire. Io per primo...

*Paolo Clacinaro, sindaco di Fermo

Un'estate di gusto: la colazione dei campioni in gelateria

Brioche siciliana, pancake, estratti....di tutto di più

petrasorriso

* Il luogo comune ha sempre voluto che il gelato si potesse mangiare soltanto dopo le ore dei pasti. Ma, sfatato ormai questo mito ed inserito il menu delle gelaterie a pranzo ed a cena, è ora di pensare alla colazione.

Metti una morbida Brioche Siciliana con la nutella o la marmellata di mirtilli. O un Pancake caldo con la banana a pezzettoni e sciroppo d’acero.

Vuoi restare più leggero? Un bell’estratto alla mela, arancia e carota e puoi fare fitness sulla spiaggia. Poi però arriva l’ora dello spuntino delle undici, se si è affaticati dal sole e dalla nuotata intensa.

La proposta? Vedi sopra ed aggiungici del gelato. Fresco, sano ed equilibrato. Pancake, Brioche e perché no, frullatino di frutta con una bella porzione di gelato da bere. Ah. Lo yogurt. Si, uno yogurtino con i frutti di bosco sciroppati.

Ecco. Anche questa volta stravolgiamo le abitudini e pensiamo di crearne delle altre.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Paniccià, Mus-e: "Ignoranza e violenza, continuiamo a lavorare nelle scuole"

Enrico Paniccià

* Fuggire da Boko Haram, rischiare la vita in una traversata che possiamo soltanto lontanamente immaginare cosa possa significare in termini di sofferenza, ed arrivare a Fermo per trovarvi la morte… Questo è quanto accaduto a Emmanuel, profugo nigeriano poco più che trentenne, in queste ore, a seguito di un diverbio degenerato poi in uno scontro fatale.

Un triste, drammatico epilogo, frutto dell’ignoranza e della violenza, che ci fa però capire quanto ancora ci sia da lavorare per costruire un contesto sociale civile, tollerante, rispettoso delle libertà di tutti. Libertà di avere un colore della pelle diverso, una cultura diversa o una diversa religione.

Da anni, come Mus-e del Fermano, di cui Don Vinicio Albanesi è presidente onorario, ci impegniamo quotidianamente a lavorare nelle scuole dove forte è la presenza di bambini stranieri per contribuire a creare un clima di conoscenza e reciproco rispetto tra gli alunni attraverso laboratori didattici che fanno dell’arte il punto cruciale. I bambini, di tutte le etnie, riescono a dialogare, a capirsi e ad entrare in sintonia tra di loro. I grandi, purtroppo, lo sappiamo, fanno molta più fatica.

Tutti noi di Mus-e del Fermano, insieme a Mus-e Italia, ci stringiamo alla compagna di Emmanuel, e a tutti coloro che piangono questa morte assurda. Quello che mi sento di poter garantire, a nome dell’associazione, è l’impegno a proseguire il nostro lavoro nelle scuole, nella consapevolezza che è lì, coltivando la conoscenza ed il rispetto reciproci tra i più piccoli, che si può costruire un futuro di pace e solidarietà.

* Enrico Paniccià, presidente Mus-e del Fermano (associazione da anni impegnata nell'integrazione tra bambini italiani e stranieri)

Mercoledì in erba! Gambe gonfie e stanche? Arriva il pungitopo

fermani pensiero

Le nostre gambe ci sostengono tutto il giorno, ma spesso, complice anche la calura estiva, a fine giornata possiamo avvertire un senso di pesantezza, stanchezza, gonfiore e spesso anche dolore agli arti inferiori. Non sottovalutiamo questi segnali perché possono essere i sintomi di un’insufficienza venosa. Si tratta di un disturbo molto comune, causato da un ritorno difficoltoso del flusso sanguigno dagli arti inferiori verso il cuore. In questo modo, il sangue ristagna all’interno delle vene delle gambe, provocando pressione e dilatazione delle stesse.

Le cause scatenanti dell’insufficienza venosa possono essere: ereditarietà, uso di anticoncezionali orali, sovrappeso, fumo, stipsi cronica e troppa sedentarietà. Per favorire il benessere delle gambe possiamo però adottare delle semplici regole da seguire ogni giorno, come: evitare di stare troppo fermi nella stessa posizione, fare attività fisica, adottare un corretto stile di vita alimentare, non indossare troppo spesso scarpe con i tacchi, evitare bagni troppo caldi o esposizioni al sole prolungate e affidarci ai rimedi naturali. Due alleate “verdi” del nostro sistema circolatorio sono sicuramente la Centella e il Rusco, da assumere da sole o meglio se in sinergia.

Centella: le foglie della centella asiatica sono note per la loro attività flebotonica (ripristina il tono delle pareti venose) e per la loro efficacia nel combattere la cellulite. Assunta in tintura madre o compresse, la centella migliora l’eleasticità e la permeabilità delle pareti venose, migliorando la circolazione. Ecco perché è molto utile in caso di cellulite edematosa, cioè causata da patologie circolatorie.

Rusco: il rusco, anche conosciuto come pungitopo, è una pianta nota per le sue proprietà vasoprotettrici e antinfiammatorie. Anche questa pianta, come la centella, presenta una spiccata attività flebotonica data dal suo principio attivo: la ruscogenina. Il rusco possiede inoltre proprietà diuretiche e anticellulite. E’ ottimo da utilizzare sia per uso interno, in estratto fluido o secco, che per uso esterno, nelle creme riposanti, per una doppia azione.

Sia il rusco che la centella sono piante che godono di una buona tollerabilità, ma sono sconsigliate o da assumere sotto il controllo medico, in caso di gravidanza e allattamento.

* Chiara Fermani, Erboristeria Il Filo d’Erba, Via San Filippo 45, 63832 Magliano di Tenna, Telefono:0734 632567

I teatri del mondo piangono Abbas Kiarostami

Abbas Kiarostami Murcia cropped

Si è spento ieri a Parigi, all'età di 76 anni,  il grande regista iraniano Abbas Kiarostami, uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo, pluripremiato e roconosciuto per la particolarità della sua poetica e del suo fare cinema.

Il festival I teatri del mondo lo ricorda come suo ospite nel 1995 quando ebbe modo di conoscere la nostra realtà assitendo a diversi spettacoli nel corso dei tre giorni che restò a Porto Sant'Elpidio, soggiorno durante il quale ricevette pure la cittadinanza onoraria.

Un'estate di gusto: le mirabolanti avventure della frutta col gelato

petrasorriso

* E’ vero. La frutta sta davvero bene dappertutto. Come la metti la metti. A maggior ragione ora, con il caldo torrido (improvviso e quasi inaspettato) che insiste sulla nostra sete e bisogno di freschezza.

Frullati, centrifugati, estratti, succhi. Ma anche macedonie di frutta. Che sta bene da sola. Ma anche in compagnia. Con il gelato o lo yogurt. Si, deliziose coppe di frutta tagliata a pezzettoni, con il gelato.

C’’è chi lo preferisce messo sopra, chi sotto, chi, tra la panna ed il gelato. Chi la vuole annaffiata con del liquore (vedi Maraschino o Cointreau), Spumante secco o Moscato. Chi la vuole con lo yogurt e chi con la panna montata.

Ma liscia va benissimo, magari con una spruzzatina di limone ed un po’ di zucchero, azzeccatissimo cocktail per le fragole. E sulle crepes, ne vogliamo parlare? Novità delle novità. La crepes soltanto con la frutta. Non è fantascienza, ma pura libidine. 

Infine, una bella fetta di cocomero, o della frutta esotica, per sognare già una vacanza. E poi, oltre al gusto, alla salute e freschezza, mettiamoci pure l’immagine di una di queste coppe. Decorate, farcite, colorate ed invitanti. Anche l’occhio vuole la sua parte. Piccole, grandi, grandissime. I colori del gelato, con quelli della frutta.

Ecco, la frutta, dove la metti sta. E dove sta, va sempre bene.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Lutto cittadino a Porto Sant'Elpidio

nazacarte

A causa della tragica e prematura scomparsa di Paolo Passamonti e di Mauro Iachini, visti gli orari stabiliti delle esequie religiose, è stato proclamato il lutto cittadino dalle ore 17 di oggi alle ore 13 di Sabato 2 Luglio. 
Ogni attività, cittadino, associazione, è libera di interpretare nella maniera che si reputa più opportuna questo momento di dolore immenso per la nostra comunità.

Nazareno Franchellucci, sindco di Porto Sant'Elpidio

Un'estate di Gusto: quale yogurt in pausa pranzo?

petrasorriso

* Adesso sì che si può parlare di estate.

Ma non urliamolo a gran voce.

Adesso, si può pensare di uscire a fare una passeggiata, la sera senza il piumino e fare la pausa pranzo di fronte al mare e godersi il sole con la brezza che ci rinfresca.

Ma cosa mangiare? Nella scelta oggi la preferenza cade sullo yogurt, magari da abbinare alla frutta oppure alle variazioni del cioccolato fuso e cereali e nocciole.

E quale scegliere? Lo yogurt soft o quello gelato (parliamo di entrambi sempre di quello artigianale)? Partiamo dal presupposto che entrambi trovano sempre io loro perfetto abbinamento.

Certo, se abbiamo voglia di frutta fresca il consiglio cade sullo yogurt soft, fresco e cremoso, ottimo per gustare una bella macedonia di ananas, melone, fragole e kiwi. Con delle nocciole intere sopra magari, del cioccolato fuso o cereali. Oppure bianco.

Se abbiamo voglia di una mega coppa di gelato, quello gelato è l’alternativa giusta, perché poi, lo yogurt si abbina benissimo sia con i gusti alle creme che con quelli alla frutta. Come si dice, spezza bene. Un consiglio è quello di abbinare lo yogurt gelato con il pistacchio, la nocciola oppure la crema. Con il cioccolato nero.

Oppure con i gusti di frutta come il melone e l’ananas.

Ma nessuna legge vieta di abbinare nella stessa coppa lo yogurt soft con il gelato, oppure entrambi gli yogurt.

La scelta, comunque, è sempre vasta e variegata. Ecco il pregio del gelato, che ognuno ha il suo. Di gusto.

* Petra Feliziani, titolare gelateria 'Punto gelato', lungomare Faleriense Porto Sant'Elpidio

Mercoledì in erba. Olio essenziale di rosmarino: il tonico per eccellenza!

fermani pensiero

* Oggi facciamo un salto nel mondo dell’aromaterapia e scopriamo un olio essenziale davvero prodigioso, sia per uso interno che esterno: l’olio di rosmarino.

Se inalato, l’olio di rosmarino agisce come stimolante del sistema nervoso e del sistema circolatorio, rinvigorisce il corpo, dona energia e migliora la concentrazione e la memoria, un ottimo rimedio quindi per gli studenti che in questo periodo stanno affrontando gli esami o per tutti coloro che si sentono stanchi e spossati. Basta diffonderlo nell’ambiente, ottimo nell’ambiente in cui si studia o nel luogo di lavoro, mediante un bruciatore di oli essenziali o umidificatore. Se volete fare un bagno a fine giornata, diluite qualche goccia d’olio nella vasca da bagno, vi aiuterà a sciogliere le tensioni e combattere lo stress.

Per uso interno, l’olio essenziale di rosmarino è un ottimo depurativo del fegato, stimola il grenaggio biliare e la digestione. Basta diluire un paio di gocce di olio in un cucchiaino di miele e assumerlo dopo i pasti principali.

Da massaggiare, l’olio essenziale di rosmarino è utile per stimolare il microcircolo, alleviare i dolori articolare e muscolari e (udite donne!) è un rimedio efficacissimo per combattere gli inestetismi della cellulite, da massaggiare ogni giorno diluito in olio di mandorle o jojoba. Diluito a shampoo o lozioni, l’olio essenziale di rosmarino aiuta a combattere la forfora ed è ottimo per cute e capelli grassi. 

* Chiara Fermani, Erboristeria Il Filo d’Erba, Via San Filippo 45, 63832 Magliano di Tenna, Telefono:0734 632567

Lettera aperta sull'aeroporto di Falconara

* Sono una tra le tantissime “vittime” costretto da una vita a usare lo scalo di Fiumicino, talvolta Bologna, e Pescara per raggiungere Linate. Raramente ho usato lo scalo di Falconara(Ancona), tranne che per andare in Germania. Da gennaio 2016, come delegato di Confindustria AP ho partecipato ai tavoli tra la nostra organizzazione Regionale e lo staff dell’aeroporto, costituiti con lo scopo di favorire soluzioni per migliorare i collegamenti e servizi da e per l’aeroporto.

Abbiamo fatto un ottimo lavoro insieme, confrontando dati aggiornati sulle destinazioni e le richieste dei nostri associati. Alitalia ha confermato i 3 voli su Roma mentre Lufthansa ha anticipato di un anno il secondo volo previsto su Monaco, in cambio di sostegno commerciale e pubblicitario. E’ da sapere che per trovare un aereo da destinare ad una nuova tratta, le compagnie devono spostare un aeroplano da una altra tratta in riduzione o acquistarlo nuovo (o usato), e se va tutto bene, per la stagione successiva.  

Giovedì 9 giugno scorso, siamo rimasti “agghiacciati” dopo le dimissioni del CDA e la conseguente uscita del Dott. Andrea Delvecchio, senza conoscere tuttora le vere motivazioni di questa scelta. Non riesco a credere a niente di ciò che ho letto sui giornali.   Nella situazione di rischio fallimentare in cui da tempo si trova l’Aerdorica, questo accade nel momento che sembrava invece aver trovato la strada. Non si possono fare avanti interessi personali o di partito, né dare la colpa all’andamento delle trattative sindacali. Trattative che dovevano tenere conto delle relazioni tecniche dell’ENAC, infatti un conto è fare CIG a gennaio e altro in piena stagione estiva. Sinceramente non posso credere a nessuna di queste ipotesi in un paese che guarda allo sviluppo e alla modernizzazione.

Voglio spezzare una lancia in favore del Dott. Delvecchio. Ad ogni tavolo, pur avendo sopra “la spada di Damocle”, sembrava conquistare fiducia ed ottimismo, trovando sempre nuove soluzioni e tenendo buoni i creditori. Ci ha sempre preannunciato ciò che avrebbe fatto e poi l’ha effettivamente fatto.

Per quanto detto all’inizio, un aeroporto non si rimonta in sei mesi,  l’Aerdorica invece ce la stava facendo. Si poteva  arrivare a pareggio entro 18 mesi, un periodo lungo che il pesante debito non riesce ad attendere, e per questo motivo la privatizzazione era l’unica strada, senza altri miracoli.

Non è colpa dei dipendenti né dei cittadini che questo aeroporto sia arrivato ad oltre 40milioni di debito (oltre la metà con Equitalia). Non è colpa dei dipendenti di essere in troppi e pochissimi sono quelli che parlano un buon inglese. Casomai è colpa di chi l’ha gestito in precedenza e di chi ha tollerato, assunto e non formato il personale adeguato. La colpa agli operatori la si può solo dare quando si verifica negligenza ed ostruzionismo, e anche questo,  limitato a qualche caso isolato,  non credo abbia potuto fare saltare un intero accordo sindacale. Sicuramente l’arrivo a fine Dicembre di Delvecchio si è scontrato con la mentalità di azienda pubblica imponendo sin da subito standard di azienda privata multinazionale, ma ora erano in maggioranza a seguirlo.

Tutto ciò è difficile sanarlo in 6 mesi senza decisioni pesanti. L’aeroporto attuale è concepito su due palazzine uffici separate da circa 250 metri con conseguenti raddoppi di staff e servizi per appena 20 voli/giorno. Da manager industriale la prima cosa che avevo suggerito a Delvecchio è stato di chiuderne una, risparmiando anche il condizionamento già sovradimensionato dall’altezza e dalle vetrate. Anche questo incide molto in una situazione di assoluta mancanza di liquidità.

Oggi ci troviamo con un nuovo Cda, un debito di oltre 40 milioni e un bilancio 2015 ancora da chiudere con 12 milioni di perdita, con il  rischio che i creditori facciano fallire l’Aerdorica e di conseguenza la chiusura dell’aeroporto perdendo la licenza ENAC. Fare ripartire un aeroporto da zero richiede almeno 2 anni, se non 3, e tanti altri milioni sul tavolo.

Il ministro dell’industria Calenda  parla di efficienza, ed insiste che questa non è limitata alla produttività, ma ne sono parti fondamentali i collegamenti e le comunicazioni. Come vogliamo essere efficienti senza un aeroporto efficiente collegato ai principali HUB europei? Solo una azienda come il gruppo Loccioni ha fatto i suoi calcoli del sovra costo, e quindi inefficienza, di fare volare i dipendenti ed i clienti da Bologna o Roma invece che da Ancona. Molti invece si sono rassegnati ad usare la macchina fino a Roma o Bologna, e la cosa peggiore è che tanti altri potenziali clienti come il top management delle grandi aziende (Nexans, HP composites, tra tante) ci pensano tre volte prima di venire da noi.

L’aeroporto è fondamentale per lo sviluppo delle Marche, principalmente per l’industria e per il turismo; e non dimentichiamo che il Cargo (trasporto di merci) è tanto più importante dei passeggeri. Come mai non siamo stati in grado di evitare di trovarci in questa situazione? Come mai non siamo riusciti a forzare un tavolo con tutti gli interessati, sigle sindacali, associazioni, camere di commercio, imprenditori e privati, per chiedere i conti alla nostra Regione e proporre soluzioni?

Io sono disponibile ancora!

* Pau MESTRES, delegato di Confindustria Ascoli Piceno


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