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Cesetti: "Marche, bilancio sano senza aumento di tasse. Assunzioni nella sanità"

cesetti ceriscioli

* Riuscire a portare in aula il bilancio dopo l'approvazione del rendiconto 2015 e l'assestamento 2016 non è stato facile. I tempi sono stati stretti, è un dato oggettivo. Sono stati tempi necessitati da uno strascico che ci siamo portati dallo scorso anno, non credo che sarebbe stato possibile anticipare. Il quadro di riferimento è complesso e fortemente condizionato dai provvedimenti nazionali per il contenimento della spesa. Un quadro complicato anche dall'obbligo del pareggio di bilancio. A questo aggiungiamo la regola restrittiva, concordata nel febbraio 2016, in base alla quale le Regioni sono tenute a conseguire un risultato positivo dei saldi di competenza. Per la Regione Marche il saldo positivo ammonta a 66 milioni di euro. All'interno di questo quadro è proseguita l'opera di contenimento e di razionalizzazione della spesa. Il comparto Regioni ha pagato più di altri, con il 38,5%, il contributo per il risanamento della spesa pubblica, più dello Stato (12,29%), delle Province (27,8%), dei Comuni (14,3%).

Merito è non avere aumentato nel modo più assoluto l'imposizione fiscale, ma c'è una graduale riduzione della pressione fiscale. Confermata la riduzione Irap per le start-up, garantita anche nel 2017. Inoltre il rapporto tra tassazione e qualità dei servizi ai cittadini è il più alto d'Italia e le Marche sono una regione in avanzo, con Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Val d'Aosta. C’è poi la sanità con conti in ordine e carte in regola che hanno permesso di avviare un piano di assunzioni. Siamo di fronte a una complessiva solidità finanziaria, frutto di scelte di prudenza e di riduzione del debito regionale (-0,70%).

* Fabrizio Cesetti, assessore al Bilancio Regione Marche


Marcozzi: "Bolkestein, servono fatti. Da Pieroni troppo parole"

* Si va avanti con riunioni e parole. Servono fatti e prese di posizione nette da parte dell'Amministrazione regionale. Mi riferisco al nodo della direttiva Bolkestein che sta attanagliando le imprese balneari. Nell'ultimo Consiglio regionale si è affrontata la questione a seguito di una mia interrogazione in cui chiedevo, a fronte della proroga per la messa all'asta delle concessioni e delle dimissioni dell'ex premier Renzi, cosa stia facendo l'Amministrazione per evitare che il tempo passi senza una presa di posizione da parte della Regione. Ebbene l'assessore Pieroni mi ha risposto che due mesi fa ha partecipato a un incontro nazionale per trattare la questione.

Per Pieroni l'incertezza dei tempi e di un percorso che possa dare delle risposte non permette al sistema marchigiano di poter elaborare dei progetti. L'assessore Pieroni sostiene anche che nella riunione di due mesi fa si è deciso che la Regione Marche elaborerà una proposta di legge al riguardo. PdL che dovrebbe arrivare, stando alle dichiarazioni dello stesso Pieroni, entro gennaio. I mesi passano. E ora, dopo la caduta del governo Renzi, è cambiato anche l'interlocutore istituzionale nazionale. A questo punto non posso non sollecitare una presa di posizione chiara e netta a tutela della categoria con un testo di legge che, nei limiti delle competenze, si muova nella direzione della tutela e delle garanzie ai tanti nostri balneari che, con i loro sforzi, una gestione virtuosa delle concessioni, professionalità e un'encomiabile voglia di investire, rappresentano la punta di diamante del turismo regionale. Mi farò promotrice di un incontro con la categoria. 

* Jessica Marcozzi, consigliere reigonale Forza Italia

Putzu: "Mattarella tagli i costi del Quirinale e dia i soldi ai terremotati"

andreaputzu
* Mi auguro che la visita del Presidente della Repubblica a Porto Sant'Elpidio non sia la classica passerella istituzionale dove si pronunciano le solite frasi di circostanza. Visto che rappresenta il ruolo istituzionale più importante del nostro Paese, e considerato ciò che ha dichiarato dicendo che "servono fatti concreti", invito il Presidente a tagliare i costi del Quirinale devolvendo parte degli sprechi alle zone colpite dal terremoto dando finalmente un segnale concreto e dimostrando coerenza con ciò che dice. LA VISITA DEL PRESIDENTE
* Andrea Putzu, dirigente nazionale Fratelli D'Italia - Alleanza Nazionale

Acconcia: "Il Pd di P.S.Elpidio affidabile e compatto su Malavolta"

aldoacconcia fotino

PORTO SANT’ELPIDIO – Il segretario del Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio, Aldo Acconcia, interviene in merito alla mancata elezione del consigliere comunale Simone Malavolta in Provincia contestando l’analisi della Provinciadifermo.com

“Mi preme segnalare che certamente la mancata affermazione del candidato del Comune di Porto Sant'Elpidio Simone Malavolta è stata una amara sorpresa. Vorrei stigmatizzare l'affermazione, del tutto gratuita, che fa riferimento al possibile mancato voto da parte di un tesserato del PD. Tengo a precisare e a garantire l'assoluta affidabilità del gruppo consiliare PD del Comune di Porto Sant'Elpidio che in maniera compatta ha sostenuto la candidatura di Simone Malavolta” sottolinea Acconcia.

Due visioni diverse, ma entrambe unite da una sola certezza: il voto è segreto e nessuno sa in realtà come abbiano votato i consiglieri comunali, tranne che a parole. (r.vit.).

Marcozzi: "Elezioni sono state prova di democrazia"

* Grazie a Federica Paoloni per la disponibilità alla candidatura in extremis e per lo spirito di servizio dimostrato. Ottimo risultato della lista Progetto Provincia che ottiene 5 consiglieri su 10”
Appresi i risultati dello scrutinio per le elezioni provinciali di Fermo, non posso non ringraziare Federica Paoloni per essersi messa a disposizione del territorio e aver rappresentato un’alternativa al Pd. Grazie a lei le elezioni provinciali sono state contraddistinte da concorrenza, libertà e possibilità di scelta, confronto, pluralismo, alternativa. E questi sono punti fondamentali in una democrazia. La ringrazio anche per aver accettato la candidatura alla Presidenza in extremis dopo non poche vicissitudini e per il lavoro che ha intenzione di fare da qui in avanti con l'impegno e la serietà che la contraddistinguono. Mi corre l’obbligo, altresì, di complimentarmi con Moira Canigola per la vittoria alla Presidenza e di augurarle un buon lavoro nella speranza che la nostra Provincia possa essere sempre più un punto di riferimento soprattutto per le comunità più piccole, e al contempo un soggetto in grado di tutelare garantire i diritti di un territorio che ha sempre più bisogno di considerazione e attenzione. Ottimo risultato della lista Progetto Provincia che piazza 5 consiglieri sui 10 disponibili. Con un minimo impegno in più di qualcuno avremmo potuto anche ottenere il sesto consigliere. Ma oggi, sulla scia degli ottimi risultati raggiunti, guardiamo avanti e lavoriamo con ancor più dedizione per il bene del nostro territorio”.
* La Coordinatrice provinciale FI-Fermo Jessica Marcozzi

Emergenza terremoto, Fermo schiera gli psicologi in piazza Dante

Il Servizio Psico-Sociale dell’ASUR Area Vasta 4 di Fermo, con il supporto del Servizio Protezione Civile del Comune di Fermo, ha attivato un “punto di ascolto” per la gestione degli aspetti emotivi legati all’emergenza terremoto.
L’iniziativa è rivolta a tutta la cittadinanza che potrà recarsi in Piazza Dante, presso la sede della Croce Rossa, ogni sabato dalle ore 10.00 alle 12.00. Gli interessati che risiedono nella zona costiera possono anche rivolgersi alla sede della Croce Azzurra di Porto San Giorgio nel pomeriggio del giovedì (dalle ore 15:30 alle 18:30). Saranno presenti psicologi specializzati in problematiche dell’emergenza. Per informazioni e appuntamenti è possibile telefonare al 331.2208097.

Lodolini in Parlamento: "Colleghi, venite in vacanza nelle Marche"

* Onorevoli colleghi, venite in vacanza nelle Marche. Le Marche sono la regione più colpita da questa tragedia. Un triste primato di cui avremmo volentieri fatto a meno.

122 i Comuni coinvolti, città medio grandi e piccoli centri da Montegallo nell'Ascolano, passando per Bolognola, Gualdo, Visso, fino ad arrivare a Tolentino, Camerino, San Severino. Zone che ospitano imprese manifatturiere di dimensione internazionale come il distretto della pelletteria di Tolentino, aziende di trasformazione delle carni e produzioni agroalimentari, ma anche di infissi, moda, servizi, design. Dietro questi numeri ci sono le persone, c'è la vita reale, la disperazione di chi ha perso la propria casa e/o l'azienda.

Nel turismo le Marche hanno fatto molto in questi anni per affermare il proprio brand e intercettare i flussi turistici, anche stranieri. Che non passi l'idea che questo territorio sia da evitare perché pericoloso, o affosseremo un intero sistema economico.

* Emanuele Lodolini, deputato Pd durante la discussione che precede l'approvazione del decreto terremoto

Denunce e indagini, La Bcc del Fermano conferma i vertici

 

Il CdA della Banca del Fermano Credito Cooperativo, in merito alla denuncia presentata da un socio che ha dato seguito a perquisizioni della Guardia di Finanza nei locali dell’istituto, dopo attenta valutazione e sulla base degli elementi emersi dal lavoro di verifica dei propri legali sulla documentazione d’indagine resa disponibile, ha inteso rinnovare la propria fiducia agli organi rappresentativi e direttivi. Il CdA, nel pieno rispetto e nella totale fiducia per il lavoro portato avanti dagli inquirenti, ribadisce che tutte le operazioni e le attività realizzate sin qui dall’Istituto sono state svolte in assoluta trasparenza e correttezza, a tutela degli interessi della banca e dei soci stessi.

Il CdA informa inoltre che qualsiasi comunicazione inerente l’attività istituzionale della banca proverrà ai soci direttamente dall’istituto non essendovi altri titolati a diramare informazioni e/o notizie in proposito. La banca pertanto è a disposizione di chiunque, soci e clienti, per fornire informazioni e supporto. Qualsiasi altra comunicazione inerente l’istituto che non provenga da fonte diretta è da ritenersi frutto di iniziative autonome e pertanto non riconducibile alla banca stessa.

Marcozzi, Forza Italia: “Le Marche e il Fermano hanno detto no”

Jessica Marcozzi

* Da marchigiana e da fermana mi rallegro dell’esito delle urne. Le Marche e il Fermano hanno detto No alla riforma costituzionale e al Governo Renzi. Il premier, ora dimissionario, e il suo Partito, il Pd, non sono riusciti a far passare l'inganno che si celava dietro la riforma. I Marchigiani e i Fermani, come i loro connazionali, hanno dato grande prova di consapevolezza istituzionale, politica e amministrativa sventando l'assalto irresponsabile alla Carta Costituzionale. Ma dietro al voto al referendum c'è anche e soprattutto tutta l'esasperazione di un Paese, di una regione e di un territorio provinciale stanchi di essere guidati da una politica che non affronta i problemi della gente, di una classe politica di centrosinistra, a guida Pd, che non fornisce le doverose risposte, a partire dalle difficoltà che stanno vivendo sulla loro pelle le popolazioni terremotate.

E non basta. Il No deciso alla riforma è un grido di allarme degli italiani sulla crisi economica su cui il Governo non è riuscito a invertire la rotta, sulla crisi lavorativa e sociale, sui precari rapporti internazionali. Con una grande affluenza (nelle Marche il 72,84% e nel Fermano il 72,09%) abbiamo inconfutabilmente dimostrato che il Popolo vuole essere sovrano e vuole decidere sulle proprie sorti, bocciando un Governo che, dal suo insediamento, si è via via sempre più allontanato dalla gente. Un risultato straordinario per il Fermano, in linea con le percentuali nazionali. E ancor più incoraggiante le percentuali nei Comuni prossimi alle elezioni amministrative che superano i dati provinciali (Porto San Giorgio e Sant'Elpidio a Mare con il No al 58,67 e Pedaso che arriva addirittura al 60,08). Chiaro segnale che stiamo lavorando bene e tutto ciò ci stimola a fare ancora di più e meglio per i cittadini. Con la vittoria del No abbiamo voluto bocciare il suo operato e lanciare un messaggio diretto.

Con il No dilagante abbiamo rimarcato la necessità di dover dire basta a una politica sorda e miope, a un centrosinistra che non si occupa dei problemi dei rappresentati, che non è stato in grado di provvedere alle difficoltà quotidiane o straordinarie come quelle derivanti dal sisma, con intere comunità rimaste senza una casa, senza un lavoro, con attività produttive e commerciali disastrate. Il centrodestra c'era, pronto a schierarsi dalla parte dei cittadini per risolvere concretamente i problemi, e oggi c'è più che mai. Perché urge un'inversione di rotta per risollevare le sorti di un Paese che, a causa di una guida amministrativa inopportuna, si ritrova inesorabilmente sulla strada del declino.

* Jessica Marcozzi, capogruppo Forza Italia in Consiglio regionale

Di Virgilio, Pd: "Il No a P.S.Giorgio ha vinto, ma non era un voto su Loira"

 

* Il referendum costituzionale del 4 dicembre ha visto una partecipazione massiccia al voto su un tema certamente molto sentito: la Costituzione.

Anche Porto San Giorgio ha risposto bene: molti sangiorgesi si sono recati alle urne e l’affluenza è stata molto alta con dei risultati assolutamente in linea ed omogenei con quelli nazionali, SI 58,50 – NO 41,50, a testimonianza del carattere specifico e tematico della chiamata al voto.

Il confronto ed Il dibattito, in questi mesi e nelle ultime settimane, è stato acceso, ampio e partecipato, sia sui social sia sul territorio grazie anche alle molte iniziative organizzate da entrambi gli schieramenti che hanno fatto in modo che i contenuti della nostra carta costituzionale diventassero quasi pane quotidiano.

Io, come cittadino e segretario del Pd, sono comunque soddisfatto del lavoro svolto e ringrazio il mio circolo e tutte le persone che ci hanno aiutato, garantendo una presenza sul campo ed in mezzo alla gente per 5 fine settimana consecutivi; momenti importanti che hanno favorito il confronto sul tema specifico oggetto del referendum: La Costituzione.

Permettetemi anche di ringraziare i 3898 sangiorgesi che hanno comunque scelto il Si in un’ottica di rinnovamento e semplificazione del nostro Paese. Comunque, nostro compito è quello certamente di prendere atto del risultato delle urne e di lavorare al meglio perseguendo e continuando in un’azione politico riformista tesa al rinnovamento, modernizzazione e semplificazione del nostro Paese.

Localmente, invece l’impegno profuso per il bene di Porto San Giorgio è sempre ai massimi livelli con il nostro sindaco sempre in prima linea nell’affrontare le tante questioni giornaliere inerenti il nostro territorio comunale. Stigmatizzo, infine, come mera provocazione l’assurda richiesta di uno de tanti “vincitori” referendari che vorrebbe trasformare l’esito della consultazione elettorale in un referendum sul sindaco Loira. Siamo comunque lieti che il sindaco Loira assurga, secondo loro, anche all’onore delle cronache nazionali per un quesito referendario costituzionale andato male; ulteriore riprova dell’importanza e del valore del nostro sindaco.

* Andrea Di Virgilio, segretario Pd Porto San Giorgio

Vetrine Sibilline: la vera solidarietà targata Cna

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I recenti eventi sismici hanno modificato pesantemente non solo il volto della nostra terra, ma anche la realtà economica e sociale delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, in particolar modo le zone dell’entroterra, cuore di gran parte del mondo produttivo artigianale marchigiano, luoghi che custodiscono un patrimonio artistico e culturale a rischio scomparsa. Il terremoto, oltre a produrre migliaia di sfollati, disagi ai servizi, alla viabilità, centri storici pericolanti (laddove non siano totalmente scomparsi, con la conseguente necessità di messa in sicurezza delle opere d’arte), sta provocando lo spopolamento di borghi e cittadini, una gravissima battuta d’arresto della produttività e dell’economia turistica legata alle peculiarità della zona dei Sibillini.

Da quel 24 agosto, gli uffici CNA ricevono le richieste di aiuto e supporti degli imprenditori: da allora, siamo al lavoro sul campo per diffondere informazioni, dare supporto logistico, mettere in contatto la domanda e l’offerta di servizi, di condivisione di laboratori e magazzini, di affitto di abitazioni e locali; dal 25 agosto giriamo il territorio per incontrare cittadini e imprese e discutere del decreto governativo, per aiutare nell’interpretazione di quanto previsto. Insomma, per capire cosa fare, e farlo subito. 

Anche per questo, per aiutare il territorio a non mollare, è partito “Vetrine Sibilline – Ci ritorNiAmo”, progetto targato Cna Marche Sud, avviato per sensibilizzare l'acquisto dei prodotti tipici e tradizionali delle zone del Fermano, Maceratese e Ascolano colpite dagli eventi sismici. CNA propone una vetrina di aziende che aderiscono al progetto, con l'obiettivo di promuovere l'acquisto dei prodotti enogastronomici quale veicolo di rilancio, economico ma anche turistico, dei territori che in questo momento sono in grande difficoltà a seguito del terremoto. Si tratta di imprese del settore agroalimentare, aziende agrituristiche, vitivinicole, oleifici, birrifici, produttori di miele, confetture, prodotti di norcineria, dolci e liquori. Lo slogan del progetto è "Ci ritorNiAmo" perché siamo convinti che sia fondamentale ritornare a rivivere quelle zone, ridandogli il valore che meritano. Basta cercare Vetrine Sibilline sui siti delle nostre CNA territoriali, consultare l'elenco delle imprese, scegliere i prodotti e contattare le aziende. In occasione delle prossime festività, in collaborazione con il Circuito Marchex, sono state predisposte quattro tipologie di cesti regalo per due fasce di prezzo (iva inclusa, spese di spedizione escluse): c’è tempo fino al 10 dicembre per effettuare il proprio ordine seguendo le indicazioni presenti sulle pagine web di Vetrine Sibilline. 

* Cna Marche Sud

Poeta, giornalista e tifoso: la Fermana ricorda Mario Rossetti

Mario rossetti fermana

Nel 3° anniversario dalla sua scomparsa, la Fermana FC. non dimentica di ricordare commossa il suo poeta Mario Rossetti, giornalista esemplare sempre al fianco dei canarini e uomo onestissimo, dalla profonda moralità.
"Che la terra continui a esserti lieve Mario, tu che vivrai per sempre nel cuore di tutti i suoi tifosi e nelle pagine più belle di questa Società.
Tu che da lassù sicuramente continuerai in eterno a guardare la tua Fermana con occhi carichi di amore e di speranza".

Una Messa in suffragio verrà celebrata nella Chiesa di San Domenico sabato 03 Dicembre alle ore 18:30.

Ceriscioli: "Renzi modificherà le schede Aedes"

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* A poco piu' di un mese fra i sindaci delle Marche e Matteo Renzi di nuovo un incontro alla presenza allargata di chi si e' aggiunto con l'evento del 30 ottobre. Molto partecipata la presenza dei sindaci e molto apprezzato l'incontro con il premier che ancora una volta testimonia la vicinanza del governo a quanto accaduto nelle Marche.

E stata l'occasione per i sindaci di avere una risposta diretta dal primo ministro e di porre quelle che sono le questioni più importanti del momento. Una su tutte la verifica e la certificazione del danno che, con il meccanismo delle schede Aedes, non può procedere con tempi e ritmi compatibili con i bisogni dei cittadini. L'impegno del premier è di modificare insieme a noi al commissario straordinario e alla protezione civile gli strumenti in modo da accelerare di molto la certificazione e permettere una ripartenza  rapida della ricostruzione alla luce dell'ordinanza gia pubblicata del commissario Errani che spiega a quei cittadini che hanno case non agibili con danni lievi come ripartire.

Confermato l'impegno del governo a mantenere questo profilo di presenza e di contatto con il territorio tanto che Renzi ha detto che dopo le festivita' natalizie sara' di nuovo nelle Marche per continuare con  questo metodo di partecipazione".

* Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche

Raccichini: "Guardiamo a un albero tagliato e non a come migliora la città"

* A Porto San Giorgio basta toccare un albero per suscitare invettive e condanne senza possibilità di appello. Non si valuta l'azione complessiva dell'Amministrazione, ma ci si sofferma su singole decisioni per dar sfogo ad un livore che ha poco di comprensibile e val al di là di ogni dialettica politica.

Per qualcuno la decisione di abbattere pochi alberi tra i tantissimi che insistono ai lati del percorso ferroviario non è una giusta misura volta a contemperare le necessità di garantire la sicurezza del trasporto su rotaie e di tutelare il vasto patrimonio arboreo di Viale Cavallotti, ma costituirebbe la prova della satanica sete di distruzione del verde che anima la maggioranza e in particolare il Sindaco e l'Assessore ai lavori pubblici. Non conta il fatto che l'accordo con le Ferrovie dello Stato – che a suo tempo definii salvifico per la città – fu possibile solo dopo un lungo periodo di resistenza dell'Amministrazione contro la volontà delle Ferrovie di sacrificare uno dei viali più importanti di Porto San Giorgio sull'altare della sicurezza del trasporto ferroviario. Solo tale resistenza permise, ormai un anno fa, di strappare un accordo che oggi consente di salvaguardare Viale Cavallotti e il suo patrimonio arboreo tagliando esclusivamente quelle poche piante giudicate pericolose. In aggiunta le Ferrovie hanno garantito la piantumazione di un buon numero di piante che sono utili a rendere verdi alcune aree della città, come quella posta vicino al nuovo campo sportivo. Se poi consideriamo che in questi anni sono stati piantumati lungo Viale Cavallotti molti alberi in aggiunta a quelli esistenti, resta sinceramente difficile capire l'accanimento di qualcuno contro l'Amministrazione sulla questione del verde pubblico.

L'insistenza polemica sull'abbattimento di una decina di alberi fa passare un po' sotto silenzio il profondo e innegabile cambiamento che la città sta vivendo sul piano urbanistico: la riqualificazione di Viale Cavallotti che permette a Porto San Giorgio di avere una pista ciclabile che, quasi senza nessuna soluzione di continuità, collega l'estremo nord alla parte meridionale del paese; la presenza di nuovi giardini e parchi pubblici; il miglioramento di tutto il centro cittadino; l'abbattimento progressivo ma deciso delle barriere architettoniche; la risoluzione dell'annoso problema costituito dalla strettoia tra Viale dei Pini e Via delle Regioni. E così via.

Ancora c'è molto da fare, poiché non tutti i problemi sono risolvibili in pochi anni. L'attenzione dell'opinione pubblica e il dibattito dovrebbero forse concentrarsi non su polemiche tanto astiose quanto poco costruttive e importanti, ma su altre questioni fondamentali per la città, come – per citarne solo due – il porto e l'ex cinema Excelsior.

Giorgio Raccichini, consigliere comunale Porto San Giorgio

Grilli: "La storia cambia, noi restiamo". Pagella d'Oro, dal 1962 in mano ai migliori

Grilli Vitalia Rosati Cohn Palma

* Era il 1962 e la Cassa di Risparmio di Fermo organizzava la prima edizione della Pagella d’Oro. Oggi  siamo arrivati al 54°appuntamento.

E’ trascorso più di mezzo secolo, tante cose sono cambiate, i ragazzi premiati di allora hanno compiuto brillanti carriere, lo spirito è lo stesso, premiare i migliori per riconoscere il merito.

Oggi l’incontro con i 126 giovani, le loro famiglie e le scuole, assume un particolare significato dopo il gravissimo sisma che, il 24 agosto ed il 30 ottobre, ha colpito l’Italia centrale interessando il territorio ove da 160 anni opera la nostra Cassa di Risparmio.

Dal 1962 tante cose sono cambiate, eravamo in pieno boom economico, appena usciti dalla guerra, si guardava al futuro con fiducia, erano in atto grandi trasformazioni socio-economiche e la Banca ha accompagnato il processo di trasformazione che ha determinato un generale benessere ed un diffuso miglioramento della qualità di vita.

La volontà di ripartire, la fiducia nel futuro, la sicurezza di avere al proprio fianco una Banca locale, solida ed autonoma, che condivide le aspettative ed il desiderio di ripresa, costituisce un riferimento certo e tangibile su cui poter contare.

In questi 160 anni la nostra Banca è stata chiamata, in tanti frangenti, a confidare sulle possibilità di chi intendeva intraprendere, infondendo un senso di sicurezza e tranquillità.

Il nostro territorio è ferito, ma non deve morire. Non solo gli edifici e le tante attività economiche sono state colpite ma anche la determinazione a ripartire potrebbe essere influenzata dalla dura prova a cui il sisma ci ha sottoposto.

Noi ci siamo! Tante prove difficili abbiamo superato e supereremo anche questa.

In questa prima fase dobbiamo aiutare a garantire la permanenza di attività, funzioni e delle persone nei luoghi più colpiti.

Nel corso della cerimonia rifletteremo insieme su un aspetto emblematico, per sottolineare la volontà di proseguire e di non arrenderci. Il prof. Papetti ci parlerà di come si è intervenuti per salvare le opere d’arte nelle aree colpite dal sisma.

Sono opere che parlano  della storia e dell’identità delle nostre popolazioni.

Esse sono un simbolo che racconta, rappresenta e testimonia come un popolo ha saputo mantenere, tramandandolo nei secoli, resistendo a guerre, incendi, saccheggi, furti e terremoti, opere d’arte importanti che testimoniano periodi storici determinanti nella formazione della identità culturale dell’intera nazione.

E’ un patrimonio materiale, fortemente colpito dal sisma, che si deve salvaguardare.  Costituisce  un museo policentrico che dobbiamo tenere in vita garantendo la permanenza nei luoghi ove esso per secoli è stato conservato.

Una esigenza di conservazione che va tutelata insieme alle attività ed alla vita che si svolgono intorno a quei luoghi oggi devastati dalla furia del sisma.

Mantenere le opere nei luoghi di origine, dove sono state concepite, commissionate, realizzate e per tanto tempo custodite, vuol dire anche garantire la presenza di beni capaci di svolgere un ruolo di attrazione turistica.

Come le opere d’arte debbono continuare a vivere nei propri luoghi così anche le attività produttive, commerciali e quindi le residenze debbono essere mantenute avendo garantiti  servizi capaci di permettere il mantenimento delle popolazioni nei luoghi che costruiscono il cuore dell’Italia.

Conosceremo da vicino la Chiesa della Filetta di Amatrice, affrescata nel secolo XV  da un pittore di Fermo. Un’opera importante, poco conosciuta che ha all’interno un ciclo di affreschi, caratterizzati da una splendida ricchezza ornamentale tipicamente tardogotica ed adriatica.

Rileggendo la storia che ci ha tramandato queste opere dobbiamo trarre un atteggiamento positivo e trovare lo spunto per ripartire, fiduciosi nelle nostre capacità, con tenacia e determinazione, come ha saputo fare chi ci ha preceduto.

Il racconto esemplare del salvataggio delle opere d’arte costituisce lo spunto per riflettere e ritrovare la fiducia. Abbiamo superato tante situazioni avverse, anche questa volta ce la faremo.

Il messaggio che vogliamo dare è quello della fiducia, avere fiducia per ripartire. Lo diciamo oggi ai tanti giovani che premiamo nella cerimonia pubblica al Teatro dell’Aquila, perché lo trasmettano nelle loro scuole, nelle famiglie, nella società.

Anche questo è il ruolo della nostra Banca locale, forte, patrimonializzata ed indipendente, che vuole assistere il territorio di riferimento nella presente non facile ma possibile fase di ripartenza.

* Amedeo Grilli, Presidente Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A

Rossi e le elezioni provinciali: "Nessuna commistione, ma astensione attiva"

rossifondino

* Ci avevano insegnato a scuola che solo gli avvoltoi e le iene si accalcano con festosa avidità intorno agli esseri morenti... purtroppo debbiamo rivedere tale convinzione alla luce della corsa in atto per il raggiungimento di uno strapuntino nell’assise di un ente Provincia agonizzante.

Una finta elezione, vietata ai cittadini a cui viene negato il suffragio universale (esattamente come il Senato della Repubblica che il Governo Renzi vorrebbe regalarci), che in realtà ha il sapore di una vera e propria spartizione a tavolino tra i partiti.  Prova ne è che, a quanto ci risulta, dovrebbe esserci, un solo candidato presidente come si conviene nei “migliori regimi democratici”!  Un tavolino, in cui la parte del leone la fa proprio il PD di Renzi, proprio quello che ha ridotto quell’Istituzione democratica in questo stato desolante, e che ora vuole assestargli il colpo di grazia con la sua “deforma costituzionale”, sulla quale siamo chiamati a breve a pronunciarci.

Un’Istituzione di area vasta con potenzialità strategiche che, seppur spogliata di rappresentatività democratica, risorse economiche e funzioni rilevanti, resta titolare di importanti competenze per la vita dei cittadini, come ad esempio: l’edilizia scolastica e la salvaguardia dell’ambiente.  Funzioni che sino all’annunciato azzeramento, saranno svolte appunto, da soggetti scelti a tavolino tenuti a rispondere esclusivamente al partito nelle cui sedi sono stati designati e portati all’elezione.

Per queste ragioni una serie di consiglieri comunali del fermano, tra cui gli scriventi, dotati di autonomia, dignità e coerenza, di ispirazione indipendente o di sinistra, hanno verificato le condizioni di una presenza simbolica e fortemente critica a queste elezioni farsa.  Una presenza che non sarebbe stata certamente messa in piedi per il mero raggiungimento di qualche posticino inutile e privo di legittimazione democratica, ma essenzialmente per un forte e pubblico richiamo ai principi di democrazia e giustizia sociale della Costituzione. Principi oggi calpestati per effetto delle politiche di governo nazionali e locali (si pensi ai tagli di risorse ed al famigerato patto di stabilità) subalterne ai poteri finanziari europei ed internazionali. Un tentativo, questo, successivamente abbandonato per assumere una posizione di “astensione attiva”, alla luce delle condizioni date e, soprattutto, dell’inquietante clima clientelare e sottilmente ricattatorio, esercitato nei confronti di ogni singolo consigliere, dai responsabili ed amministratori delle forze politiche maggiori. Uno scenario che rappresenta emblematicamente uno spaccato di come si vuole ridurre la nostra democrazia.

Sono pertanto destituite da qualsiasi fondamento le asserzioni di un organo di stampa secondo le quali ci sarebbe una qualche commistione tra i consiglieri della sinistra ed una lista che dovrebbe mettere insieme esponenti civici con rappresentanti della destra.  Quella stessa destra che, seppure in un gioco delle parti, ha condiviso col PD le responsabilità della grave deriva antidemocratica che questo Paese sta vivendo.

In una situazione come questa, tanto grave quanto insopportabile,  gli amministratori locali del fermano che da posizioni democratiche non si riconoscono nelle politiche messe in atto dagli attuali partiti di Governo, e precedentemente dalla destra Berlusconiana,  ritengono  infatti che non ci siano localismi che tengano,  e che le scelte devastanti sul piano sociale e democratico operate a livello centrale dalle stesse forze politiche, non possano essere considerate esterne ed estranee rispetto alla quotidianità della propria azione di governo locale.  Non si tratta di una scelta ideologica ma di quella doverosa coerenza nei comportamenti, nella collocazione e nelle scelte quotidiane, senza le quali la politica è condannata a rimanere anni luce distante dal sentire dei cittadini.

*Massimo Rossi e Giulia Torresi, consiglieri comunali di Fermo de l’Altra Fermo e Fermo Migliore

Nessuno ha mai parlato di commistione, ma di confronto e dialogo politico. Quello che non dovrebbe mai mancare e che di certo, come confermato dai consiglieri Rossi e Torresi, non è mancato in queste convulse giornate pre chiusura liste elettorali.

r.vit.

Ceroni in Senato: "Mancano i soldi veri per la ricostruzione"

ceronisidndacoscrivania

* "Signora Presidente,

il provvedimento in esame nasce dalla fusione del disastroso decreto-legge n.189 del 2016 e dal decreto-legge. n. 205 del 2016, che certamente integra e migliora il provvedimento sul terremoto. È questa un'altra occasione perduta, per affrontare una calamità naturale drammatica, come sono stati i terremoti del 24 agosto e del 26 e del 30 ottobre in maniera corretta, veloce ed efficace. Si tratta di un terremoto che ha prodotto 200 morti, 50 miliardi di euro di danni e tanta paura. Ci vorranno anni per cancellare dalla mente e dal cuore delle popolazioni delle Marche, dell'Umbria, del Lazio e dell'Abruzzo il terrore che tali eventi hanno procurato a centinaia di migliaia di persone.
Non si può affrontare in questo modo una tragedia così grande. Il provvedimento in esame è illeggibile, renderà lunga, difficile, perigliosa e complicata la ricostruzione. Sono già trascorsi tre mesi dal primo evento ed è ancora tutto fermo: siamo ancora al punto zero. Siamo di fronte ad un articolato illeggibile, ridondante, eccessivo, basato sulla sfiducia, sulla diffidenza e sulla cultura del sospetto. Innanzitutto, non si può procedere speditamente con una quantità di strutture e di sovrastrutture burocratiche come quelle contenute nel provvedimento in esame, in cui si parla del commissario straordinario, del capo del dipartimento della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, dei vice commissari, dell'ufficio speciale per la ricostruzione, della sala operativa integrata (SOI), della direzione di comando e controllo (DICOMAC), dello sportello unico per le attività produttive (SUAP), della Conferenza permanente, delle commissioni paritetiche, della centrale unica di committenza, della struttura di missione, del gruppo interforze centrale per l'emergenza e la ricostruzione nell'Italia centrale (GICERIC), di pareri vari e della sovrintendenza. Avete forse la febbre? Che grande confusione! È possibile che non si possa fare un protocollo chiaro, che sia comprensibile al cittadino per poter accedere alle risorse previste dal provvedimento?
Temo che questa ricostruzione durerà come quella del Belice.
Con questo provvedimento avete dato l'immagine di un Paese allo sfascio, nel quale non ci si può fidare di nessuno, né dei cittadini, né delle imprese, né dei professionisti. È il Paese che avete realizzato in questi ultimi venti anni. Da cinque anni governate in maniera indiscussa e incontrastata il Paese: gestite lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le municipalizzate, le partecipate. Siete voi che gestite tutti gli appalti in questo Paese.
Avete nominato un Commissario straordinario perché non vi fidate dei vostri Presidenti di Regione, tutti e quattro del PD, o altrimenti non si capisce la ragione per cui lo avete nominato, visto che negli ultimi trent'anni i Presidenti di Regione hanno gestito tutte le calamità naturali che sono capitate al Paese. Non siamo contro Errani, che è una persona certamente autorevole e competente, ma non capiamo l'esautorazione e la mortificazione dei Presidenti di Regione, che conoscono bene il territorio e che in questo momento non hanno altro da fare, perché oramai le Regioni sono ridotte ad aziende sanitarie e hanno poco da legiferare; basta guardare gli ordini del giorno dei Consigli regionali.
Avete inventato un'altra centrale unica di committenza, perché non vi fidate di quelle provinciali che già sono operanti.
Non vi fidate dell'ANAC, perché avete istituito un'apposita struttura di missione presso il Ministero dell'interno, gestita dal prefetto Tronca per contrastare la criminalità organizzata nell'affidamento di lavori e servizi per la ricostruzione.
Non vi fidate delle imprese, perché volete istituire una white list per gli operatori economici interessati a partecipare a qualsiasi attività e intervento di ricostruzione pubblica e privata. Ma se una ditta non opera correttamente va radiata da qualunque albo e non deve fare né un lavoro pubblico, né un lavoro privato. Una ditta di mascalzoni deve smettere di lavorare.
Non vi fidate dei professionisti iscritti agli albi professionali, perché volete istituire un elenco speciale di professionisti, adottato dal commissario per la ricostruzione dopo apposito bando pubblico.
Avete perfino scritto, all'articolo 35 del decreto-legge, sulla tutela dei lavoratori, che i lavoratori impegnati nei lavori di ricostruzione debbono vedersi riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dai rispettivi contratti nazionali di lavoro. Perché, se non lavorano per il terremoto, si può derogare ai contratti di lavoro? Ma che stupidaggine avete scritto in questo provvedimento?
Avete anche scritto che, per lavorare alla ricostruzione post sisma è necessario essere in regola con il DURC. Perché, se invece si lavora a un marciapiede, non bisogna essere in regola con il DURC?
Non vi fidate dei sindaci. A voi interessa solo far credere ai cittadini che tutto è a posto e che con voi è assicurata la legalità. Volete illudere i cittadini che tutto sarà ricostruito e tutto sarà risarcito. In realtà, sapete bene che non sarà così.
Vi avevamo chiesto, attraverso una serie di emendamenti, di migliorare il provvedimento facendo scelte più opportune e adeguate. Non avete voluto sentire ragioni.
Per quanto riguarda le risorse, la Protezione civile ha stimato che per il terremoto di Amatrice si sono verificati danni per 7 miliardi di euro, mentre con le scosse del 26 e 30 ottobre, data la rilevanza e l'estensione territoriale, complessivamente sarà necessario sei o sette volte tanto. Questa calamità costerà almeno 50 miliardi e voi pensate di fare la ricostruzione con 1-1,5 miliardi?
Avete chiesto alla Commissione europea una flessibilità dello 0,2 per cento, pari a 3,4 miliardi di euro per il terremoto. Che fine hanno fatto gli altri 2 miliardi concessi dall'Unione europea? Nella sostanza, le risorse che avete stanziato sono risibili rispetto al danno da riparare e agli annunci del Presidente del Consiglio. Risarciremo tutti i danni. Con quali risorse che avete previsto? (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).
Poi c'è il problema del cratere: avete individuato un cratere che presenta gravi lacune e ingiustizie. Molti Comuni, pur avendo subito danni, sono rimasti fuori dal cratere. Abbiamo il fondato sospetto che avete fatto delle scelte sulla base di ragioni politiche, anziché di criteri chiari e oggettivi.
Poi vi avevamo fatto una proposta rivoluzionaria, straordinaria.
Vi abbiamo suggerito, per far fronte all'emergenza abitativa, di acquisire in affitto o di comprare migliaia di immobili agibili presenti sul territorio colpito dalla crisi sismica prima di consumare altro suolo, fare altra urbanizzazione e comprare casette e box di legno. Avete detto di no. È evidente. Avete già ordinato senza gara e c'è in Parlamento un'apposita interrogazione al riguardo.
Il Consorzio nazionale servizi di Bologna si è aggiudicato un bando di gara di 1,2 miliardi per la fornitura e la posa in opera di 18.000 moduli abitativi. Il Consorzio nazionale servizi e Manutencoop sono già stati sanzionati dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato con una multa complessiva di 110 milioni di euro per essersi accordati per condizionare una gara pubblica bandita da Consip. A voi interessa la legalità degli altri e non il rispetto delle vostre procedure. Anche a questa proposta avete detto di no. Vi abbiamo chiesto di considerare anche i professionisti che hanno perso studi e clienti mentre mantengono i costi di esercizio, per i quali non bastano certamente i 5.000 euro una tantum previsti perché ci vorranno anni per tornare alla normalità.
Mi sono limitato a queste ragioni per esprimere un parere assolutamente contrario sul provvedimento. Aspettiamo di conoscere l'esito di alcuni emendamenti che abbiamo ancora in discussione, ma temo che il mio voto sarà contrario a questo provvedimento"

* Remigio Ceroni, senatore Forza Italia

Nascono i 'Cariani': cittadini che vogliono il Classico in centro

annibalcaro

* Il 17 novembre 1566 moriva a Roma ANNIBAL CARO e giovedì scorso 17 novembre ricorreva il 450^ anniversario della sua morte. Il Liceo classico di Fermo fin dalla sua fondazione, come è noto, porta il suo nome. Mentre a Fermo si discute, a causa del terremoto, se spostare o meno la sua sede storica, a Civitanova Marche, dove il CARO nacque il 6 giugno 1507, si concludono le iniziative per ricordare l'anniversario della sua morte.    

ANNIBAL CARO, come molti sanno, fece i suoi studi oltre che a Civitanova anche a Fermo sotto la guida dell'umanista Rodolfo Iracinto di Monterubbiano. E' stato scrittore, filologo, poeta, traduttore, commediografo e precettore. E' ricordato soprattutto per la sua traduzione dell'Eneide di Virgilio e per la commedia Gli straccioni. Pochi sanno che una sua statua si trova collocata (o meglio abbandonata), triste e solitaria, persino con la data di morte di A. Caro sbagliata (1561 invece che 1566), nel cortile esterno del Teatro dell'Aquila di Fermo. Bisogna anche ricordare che a causa di lavori di ristrutturazione la sede del Liceo classico durante la presidenza Bonaiuto fu trasferita per un lungo periodo nelle palazzine situate in via Zeppilli, dove si trovano oggi alcuni servizi sanitari dell'ASUR di Fermo.  

IL Liceo classico insieme all'Istituto Industriale è la istituzione scolastica pubblica più antica e rinomata di Fermo, dove molti alunni nel corso degli anni hanno ricevuto una adeguata formazione culturale ed umanistica, che ha permesso loro di affermarsi nelle più diverse professioni e dove hanno insegnato noti professori, la cui alta missione di educatori è da tutti riconosciuta e la cui azione culturale e civile  di alcuni è stata determinante per l'affermazione dei valori democratici e repubblicani nella comunità fermana.  

 Ci limitiamo a ricordare solamente il preside padre  GASPARE MORELLO, il quale prima come docente di Storia e Filosofia ( 1938-42) e poi come preside ( 1942-47) ha guidato la Resistenza a Fermo, diventando primo Presidente del Comitato di Liberazione Provinciale ed inoltre  GIUSEPPE GIAMMARCO, docente di latino e greco, il quale viene nominato dal Comitato di Liberazione sindaco di Fermo fino a quando con le elezioni amministrative nel 1946 viene sostituito da Nicola Ciccolungo, eletto democraticamente.    In questi anni particolari della storia d'Italia la sede del Liceo classico divenne anche la sede delle riunioni clandestine degli antifascisti fermani.

Ebbene abbiamo voluto ricordare tutto questo per affermare che i luoghi hanno una loro importanza ideale e storica e sono anche simboli di identità culturali, che bisogna salvaguardare e valorizzare soprattutto per i giovani. Ora volere trasferire definitivamente la sede del Liceo classico A.CARO in un altro luogo per esigenze di sicurezza, ci sembra una operazione dettata   solamente da paure che possono essere sicuramente fugate da interventi risolutivi da parte della Provincia, la quale purtroppo è spesso latitante nell'affrontare le sue competenze istituzionali, che le sono rimaste.   

Siccome riteniamo essenziale per la città il ruolo storico del Liceo classico A.Caro e il suo futuro, un gruppo di ex-insegnanti e di ex-alunni del Liceo hanno deciso di costituire l'Associazione dei Cariani per valorizzare ciò che di buono ha fatto e dovrà fare il Liceo classico A.CARO di Fermo.

* Giuseppe Rossi, ex insegnante di storia e filosofia del Liceo classico A.Caro, delegato dal gruppo Cariano.  

 

Castelli: "Senza la mia ordinanza l'Ascoli perdeva a tavolino. Ora facci un gol"

* Stamattina ho firmato l'ordinanza (di seguito il testo) con cui ho autorizzato lo svolgimento della partita Ascoli/Perugia a porte chiuse  nel nostro stadio per la giornata di domenica alle 15.00. Mi sono preso questa responsabilità, piuttosto gravosa e non priva di rischi, per un solo motivo e cioè per evitare che l'Ascoli Picchio - vista l'infruttuoso tentativo della società di trovare una sede alternativa (o di invertire il turno col Perugia) - perdesse la partita a tavolino e fosse ulteriormente punita con ulteriori punti di penalità. Questi i fatti. Chi ci mette la faccia, alla fine, è il Sindaco Castelli.

Altri chiacchierano e strumentalizzano. Io, tuttavia, non faccio drammi : davanti alle difficoltà non scappo, anzi sono e resto fiero di prendermi una responsabilità per la mia squadra e per la mia città. Un'ultima precisazione è d'obbligo: Diffidate da chi vi racconta la favoletta che il comune sta impegnando troppo tempo per verificare l'idoneità statica dello stadio. È una bugia con cui qualcuno ha distratto l'attenzione dei tifosi dal vero problema  e cioè che - essendo lo stadio privo del necessarie certificazioni di agibilità a causa del sisma - bisognava trovare una sede alternativa. In questi giorni non bisognava attardarsi sul "quando" delle prove ma sul "dove" poter disputare la partita. A riprova di quel dico preciso che oggi in Prefettura, tutte le Autorità di Pubblica Sicurezza hanno elogiato l'operato del comune nel gestire le verifiche tecniche a carico del "Del Duca".

Stiamo facendo miracoli nel portare avanti, in tempi strettissimi, indagini complesse da cui potrebbe dipendere la vita delle persone. Forse qualcuno avrebbe preferito che le analisi fossero affidate a qualche laboratorio compiacente che avrebbe certificato l'agibilità solo "a spanne" e senza troppi approfondimenti. Mi dispiace per loro : io sono una persona seria e sulla sicurezza della mia gente non gioco. Ora non resta che dire : Forza Picchio, facci un gol. Io ho evitato che la partita fosse persa a tavolino, ora tocca a te vincerla sul campo. Sul nostro campo e con i nostri tifosi che, sia pure a distanza, faranno sentire il loro calore.

* Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno

Sgarbi: "Chi ha paura del terremoto è una capra"

Vittorio Sgarbi

* San Severino Marche è una città bellissima. Io ci ho fatto il sindaco in tempi lontani e ne ho ancora nostalgia. Il suo cuore è vivo: evitare San Severino è come evitare se stessi. In occasione magari delle vacanze natalizie non ci sarà niente di peggio che dire: 'Non vado a San Severino perché c'è il terremoto’.

Perché il terremoto è un nemico sconfitto, il terremoto non può vincere e, se dovesse essere più forte della vita degli uomini, allora è meglio che uno vada direttamente al cimitero a vivere. La città è viva perché le persone che sono lì continuano a fare cose e viverla. Vedere la bellezza di San Severino significa vederla e viverla per sempre. Chi ha paura del terremoto è una capra.

*Videomessaggio di Vittorio Sgarbi all’associazione Vivere San Severino

Celani: "Nessuno ha scelto la vedova di Emmanuel per il Picchio d'Oro"

* Il "virus" dell'uomo solo al comando, il cui portartore sano più illustre è il presidente del Consiglio Renzi, ha colpito anche la Giunta regionale, questa volta capitanata non da Ceriscioli, ma dalla sua vice Anna Casini.
La prova? La delibera di Giunta n°1319 del 3/11/2016, dove si decide, ignorando e calpestando tutti i passaggi istituzionali, di assegnare in occasione della prossima giornata delle Marche, che si terrà il 10/12 p.v. a Macerata, una edizione speciale del premio "Picchio d'oro" alla Signora Chinyery Emmanuel, vedova di Chidi Namdi Emmanuel, il migrante nigeriano morto a Fermo lo scorso 5 luglio!
Il fatto, a parere dei Consiglieri Piero Celani di Forza Italia e di Sandro Zaffiri della Lega, è di una gravità inaudita, e dimostra ancora una volta la superficialità e l'incompetenza di una Giunta che non riesce ancora a calarsi nella realtà sociale, economica e culturale della nostra regione, valorizzandone le sue eccellenze.
Ed allora andiamo per gradi.
A parte la totale inopportunità di indicare quale premiata una persona che rischia di riaprire una ferita ancora non rimarginata nella Comunità marchigiana e in particolare in quella di Fermo, cosa c'entra la persona con il tema della giornata che si intitolerà "Donatori di speranza: i tanti volti della solidarietà nelle Marche"?
Forse la Giunta regionale in questi mesi ha vissuto su Marte, e non si è accorta che nel frattempo la regione è stata travolta dalla tragedia del terremoto, e in questa situazione di grande difficoltà per il popolo marchigiano, ci sono stati tanti, tantissimi esempi di solidarietà, tali da mettere in imbarazzo per una eventuale scelta, la Commissione proposta al premio??
A proposito di Commissione, ma quando mai è stata convocata? E quando e dove si è riunita? Sorprende e sbalordisce il fatto che nella delibera si dica che il premio speciale sia stato deliberato dalla competende Commissione consiliare!! Dice il Consigliere Celani: faccio parte di quella Commissione, posso confermare che mai ci si è riuniti, perchè mai convocati!!
E suvvia, presidente Minardi, o chi per lei, non addossiamo la responsabilità ad un dirigente, la colpa è tutta politica, ed abbiate il coraggio e la trasparenza di assumervela tutta!
Infine, ma il Presidente e gli Assessori hanno mai letto l'art.2 della legge n. 26 del 1/12/2005, dove sono indicate le motivazioni per dare tale onorificenza, che devono essere assegnate .. "ad istituzioni e cittadini che si sono particolarmente distinti in attività culturali, sociali, politiche, economiche, scientifiche e sportive"?
E cosa c'entra in tutto ciò la Chinyery? Ed allora, si revochi immediatamente tale delibera e si convochi subito la competente Commissione consiliare per individuare un marchigiano, o una istituzione locale che possa meritatamente ricevere questa onorificenza, e si metta fine ad un'altra, pessima figura fatta dalla Giunta Ceriscioli.

* I Consiglieri Regionali Piero Celani - FORZA ITALIA e Sandro Zaffiri - LEGA NORD

 


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