L'intervento

Dalla frittata di Fantozzi allo spaghetto: cibo e cinema, unione perfetta

petrafeliziani

* Il cibo nel cinema italiano, nuova puntata. Avevamo accennato a colossi cinematografici come Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica e a Un americano a Roma con Alberto Sordi, must del Neo e Post Realismo italiano.

Bisogna ammettere che con la nostra invidiatissima e copiatissima tradizione culinaria, è normale che ci sia una enorme quantità di cibo nei film targati Italia. Mi viene subito in mente una chicca del cinema italiano: Fantozzi (Luciano Salce, 1975) e tutti i suoi sequel, dove a parlare di specialità italiane, già dalla colazione, è la colonna sonora (sveglia e caffè, barba e bidet, presto che perdo il tram…).

E rimanendo più o meno sul genere, le scene delle abbuffate della coppia Bud Spencer e Terence Hill, come ad esempio Lo chiamavano Trinità (Enzo Barboni, 1970) o tutti i film con un Sordi non più giovanissimo a spasso con la moglie in vacanza a mangiare tipicità italiane.

Ancora Verdone nei suoi molteplici volti e personaggi, in Bianco Rosso e Verdone (Carlo Verdone, 1980) o Un sacco bello (Carlo Verdone, 1981), alle prese con donne, nonne, latin lover e amici ingombranti. Eppure sempre pronto a mangiare un bel panino o un piatto di spaghetti. Piatti tipici della nostra tradizione, ancora e sempre il cibo. Nelle borgate di periferia, nei palazzi lussuosi, nelle case della piccola e media borghesia.

Poiché non può esistere l’uno senza l’altro. Ed anche nei film più recenti che più di altri momenti storici, tendono a sottolineare le differenze culturali tra il nord ed il sud, il cibo diventa ancor di più caratteristica, elemento essenziale all’identificazione di un territorio, di una cultura, di un modo di vivere la propria terra.

Il regista fiorentino Paolo Virzì può essere annoverato tra quelli che sottolineano la tale caratteristica. Tra i suoi film Ovosodo (1997), Ferie d’agosto (1995), Baci e abbracci (1999) e Tutti i santi giorni (2012). O Ferzan Ozpetek, già menzionato regista italo-turco, che, pensiero personale, ha creato un vero marchio di fabbrica legato al binomio vita/cibo (La finestra di fronte, Le fate ignoranti, Mine vaganti, Saturno Contro, per citarne alcuni). Volendo anche fare attenzione ai film stranieri girati in Italia, in maggioranza mostrano questi il lato POP del nostro paese, con scene dove i nostri piatti tipici non mancano mai. Lo spaghetto è principe. E pensare che vogliono sminuire il Made in Italy.

* Petra Feliziani