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L'intervento

Ricciatti: "Sul made in Italy solo chiacchiere dal Governo"

bilancio2018

In Parlamento l'On. Ricciatti (Liberi e Uguali) richiama il Governo ai suoi mancati impegni sul made in Italy.

È intervenuta stigmatizzando le azioni di Governo e maggioranza definite miopi rispetto alle centrali tematiche di lavoro e sviluppo, la deputata marchigiana Lara Ricciatti, vicecapogruppo alla Camera di Art.1 MDP Liberi e Uguali, che nel suo discorso in aula sul Bilancio di Previsione 2018 non ha mancato di richiamare più volte l'attenzione a quella, tanta, parte del Paese, che alla politica chiede risposte per andare avanti nel quotidiano, anche nelle sue Marche.

“Chiudete questa legislatura con una legge di bilancio elettoralistica – ha esordito combattiva la Ricciatti - CNA ha promosso i giorni scorsi una protesta, chiamandovi quelli del bla bla bla. Avete fatto tante chiacchiere, senza alcun fatto. Anzi, vi caricate una responsabilità ben più grave. Per 5 anni avete fatto finta di indignarvi davanti a quelle aziende che, ad un certo punto della loro attività, sceglievano di abbassare le saracinesche in Italia per andare a delocalizzare altrove. E, per cinque anni – perché tutto ci manca ma non la testardaggine della perseveranza – ci avete respinto un emendamento alla legge di bilancio che andava a contrastare questi fenomeni. Ve lo abbiamo scritto in tutte le salse: approvate una norma che dice in maniera chiara che, chi in questo Paese prende i soldi dello Stato e delocalizza, poi deve restituire quei soldi pubblici. Siamo andati anche oltre, con una proposta: si utilizzino quei soldi per favorire le cooperative di lavoratori che vogliono rilevare l'impresa per non far morire il livello di know-how e per far restare attive le maestranze. Niente da fare. Silenzio, muro, voto contrario, il tempo di un'alzata di mano. Respinto. Sarete ricordati come quelli delle lacrime di coccodrillo. Che hanno permesso, in silenzio e chinando la testa, di spalancare le porte del nostro sistema industriale ai colossi stranieri. Lasciando in questo Paese moria di intelligenze e disoccupazione”.

Da sempre attenta alla centralità di quei settori strategici del Sistema Moda Italia che hanno proprio nelle Marche la propria patria, la parlamentare è intervenuta duramente anche sul sostegno alle eccellenze italiane. “Avete accompagnato alla porta del sistema produttivo anche quegli imprenditori che vi chiedevano azioni mirate per provare a sopravvivere alla crisi. Non una risposta sul riconoscimento del Made in Italy, non un sostegno per fare ricerca, innovazione e sviluppo, ad esempio defiscalizzando i campionari per le nostre aziende che si occupano di tessile e calzaturiero. Le aziende italiane chiedevano e continuano a chiedere il Made In e il Governo continua a fare spallucce, incapaci come siete di approvare al Senato la legge approvata all'unanimità in quest'aula sulla tracciabilità volontaria”.

Così come sull’export, ha accusato: “Avete bocciato un emendamento approvato dalla Commissione Attività Produttive che stanziava più soldi per favorire l'internazionalizzazione delle imprese. Ma come si fa a non capire che davanti alla sfida della globalizzazione la risposta deve essere alla pari, non di retroguardia e che metta tutte le aziende nelle condizioni di sopravvivere alla crisi puntando sui mercati esteri, dato che il mercato interno è fermo, stagnante. Questa è miopia politica. Voi siete quelli delle approvazioni senza impegno: finché si fanno le chiacchiere approvate risoluzioni, ordini del giorno, mozioni. Ma quando è ora di finanziare queste azioni, girate la testa dall'altra parte, rinnegando le parole pronunciate e i voti fatti. Sarà il Paese a voltarvi le spalle e allora sarà troppo tardi per capire gli errori che state commettendo”.

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