L'intervento

La cucina è femmina (a dispetto dei programmi televisivi)

acquacioccoalto

Il cibo è donna. Ma non necessariamente. Basta guardare i programmi di culinaria per rendersi conto che non è così. Anzi, volendo fare un po’ di sana critica, in alcuni di questi sembra quasi che essa sia più relegata ad aiuto in cucina piuttosto che a stella dei fornelli.

Esiste ancora però un cinema che dedica alla donna, uno spazio che non è solo quello minimo dei fornelli e della tavola. O almeno, non si ferma a questo, pur facendo della cucina il fulcro della storia. La casa insegna, almeno la mia, che è la cucina, anche se è la più piccola stanza della casa, ad essere sempre colma di sorrisi, parole, riunioni tra donne, cibo pronto o in fase di cottura. La cucina è un regno. Ed è indubbio, che almeno nelle case comuni, sia la donna la sua regina. Il tipo di cinema di cui si parla è questo, quello fatto del calore dei fornelli misto a quello umano. 

Pomodori verdi fritti, alla fermata del treno (Jon Avent, 1991) è un film che rientra nella categoria. Il film inizia proprio con del cibo, e continua raccontando la storia di due donne attraverso di esso. Cinquanta anni della storia americana, dagli anni Trenta agli anni Novanta, raccontati dalle vetrine di un bar/ristorante di un paesino retrogrado del sud. L’amore, la passione e la libertà da conquistare passano attraverso il cibo, simbolo e metafora.

Come l’acqua per il cioccolato (Alfonso Arau, 1992) allo stesso modo, nel racconto che fa di una famiglia messicana nei primi anni del Novecento, porta con se, attraverso tutta la storia, gli odori ed i sapori della cucina sudamericana. La protagonista nasce sul tavolo della cucina e viene cresciuta dalla cuoca, e da essa impara tutti i segreti della tavola, passione in cui essa riversa i suoi stati d’animo. Attraverso la cucina la protagonista vive, riversando i suoi sentimenti sui deliziosi piatti che prepara. Una storia tragica che vive la passione con l’unico modo concesso: il cibo. L’ultimo film della rassegna non ha a che fare con il cibo ma contiene alcune scene memorabili in cui esso ne diventa il co-protagonista.

In Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Almodovar, 1988), chi ama il regista spagnolo non può dimenticare le scene della preparazione del Gazpacho, bevanda tipica spagnola, lungo tutta la pellicola, preparato nell’appartamento della protagonista per gli amici, gli antagonisti, alcuni poliziotti, fino alla scena finale nella quale essa elenca tutti gli ingredienti necessari per prepararlo, omettendo l’ultimo, suo tocco personale, il sonnifero.

Impossibile scindere la donna dalla cucina, anche se in aiuto arriva il Bimby!

* Petra Feliziani