09222017Ven
Last updateVen, 22 Set 2017 6pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

L'intervento

Il senatore Cisbani su Emmanuel, Togliatti e "la Sinistra piena di parole e non di pensiero"

giorgiocisbani

Il senatore Giorgio Cisbani, esponente di punta dei Comunisti fermani e italiani in Parlamento dal 1987 al 1992, interviene sul 'caso Emmanuel' e lo fa in risposta all'editoriale "C'era una volta Palmiro Togliatti".

* Raramente mi è capitato di leggere una riflessione, sulle vicende legate alla violenta morte di Emmanuel, a seguito di un insulto razzista, così puntuale e profonda come quella tua, direttore. Mi riferisco all’editoriale: "C’era una volta Palmiro Togliatti”. Tu suggerisci “a esponenti della sinistra fermana” ( che nella vicenda si sarebbero dimostrati - di fatto - ciechi e presuntuosi), di rileggere il comportamento di Togliatti dopo l’attentato subito nel 1948. “Il MIgliore” - così veniva chiamato Togliatti -, anche dal letto dell’ospedale: “Scelse di lavorare per il bene collettivo, senza alzare barriere, puntando sulla formazione di una cultura diversa, invece la sinistra Fermana sceglie di attaccare quello che ritiene essere il nemico perché pensa diversamente da loro, NON CERTO DAI VALORI DI CUI PARLANO”.

Non pago di tanto riferimento, nell’ illuminante scritto, citi anche uno dei pilastri della psicoterapia, Carl Gustav Jung: “Una parte del nostro inconscio, spesso senza neppure che ce ne accorgiamo, crea qualcosa che è necessario per la nostra esistenza. QUALCOSA CHE DEVE ESSERE NEGATIVO IN MODO DA POTER FAR MERGERE L’ASPETTO POSITIVO “. 

Di Togliatti conosco abbastanza, ma non credo che ora sia utile dilungarsi. Dello psicoanalista Jung - invece - conosco il nome e poco altro, ma la frase riportata squarcia una parete che m’impediva di comprendere appieno certi fenomeni. Nella mia allegra ignoranza, ero portato a pensare che il “bisogno di avere un nemico”, fosse una precipua caratteristica degli ‘extraparlamentari’ di allora, con qualche presenza in altri ambiti.  Apprendo ora - invece - che la psicanalisi già da tempo afferma: “Ognuno di noi è inseguito da un’ombra e meno questa é integrata nella vita conscia dell’individuo, tanto più è nera e densa”.

Per questo richiamo, per la puntuale analisi, per aver legato -  con profondità di pensiero - importanti riferimenti alla tragica fine di Emmanuel, oltre ad aver espresso una polemica in modo garbato, ho molto apprezzato il tuo scritto. E mi augurerei che le eventuali nuove critiche, da parte di esponenti della mia sfera politica, non fossero centrate, così come mi è capitato di leggere, con fastidio ed un certo imbarazzo, su banali affermazioni o su frasi piene di parole e non di pensiero.

La morte violenta di Emmanuel, “scaturita dopo un insulto razzista”, prima di tutto merita rispetto, quello vero, e gli allucinati dalle ‘ombre‘ e ‘dal nemico‘ dovrebbero essere aiutati a ridimensionare questa patologia che - come detto -riguarda tutti, nessuno escluso. Inoltre, credo sarebbe opportuno evitare altre contorsioni. “Emmanuel è stato una vittima del razzismo”, “Fermo non è razzista”, “A Fermo si intravvedono germi di nazismo”: altrimenti il ridicolo - nell’immaginario collettivo fermano e oltre - potrebbe ricoprire molto a lungo anche persone ed ambienti che, assolutamente, non lo meritano.

Spero, infine, che consumatori accaniti di libri di ogni genere, compresi quelli di stampo marxiano, facciano prevalere la loro intelligenza sulle “ombre”; tanto da comprendere, ben più facilmente di chiunque, la differenza  - non proprio piccola - tra “sottoproletariato” e “razzismo”.

Giorgio Cisbani

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.