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L'intervento

Ceroni in Senato: "Mancano i soldi veri per la ricostruzione"

ceronisidndacoscrivania

* "Signora Presidente,

il provvedimento in esame nasce dalla fusione del disastroso decreto-legge n.189 del 2016 e dal decreto-legge. n. 205 del 2016, che certamente integra e migliora il provvedimento sul terremoto. È questa un'altra occasione perduta, per affrontare una calamità naturale drammatica, come sono stati i terremoti del 24 agosto e del 26 e del 30 ottobre in maniera corretta, veloce ed efficace. Si tratta di un terremoto che ha prodotto 200 morti, 50 miliardi di euro di danni e tanta paura. Ci vorranno anni per cancellare dalla mente e dal cuore delle popolazioni delle Marche, dell'Umbria, del Lazio e dell'Abruzzo il terrore che tali eventi hanno procurato a centinaia di migliaia di persone.
Non si può affrontare in questo modo una tragedia così grande. Il provvedimento in esame è illeggibile, renderà lunga, difficile, perigliosa e complicata la ricostruzione. Sono già trascorsi tre mesi dal primo evento ed è ancora tutto fermo: siamo ancora al punto zero. Siamo di fronte ad un articolato illeggibile, ridondante, eccessivo, basato sulla sfiducia, sulla diffidenza e sulla cultura del sospetto. Innanzitutto, non si può procedere speditamente con una quantità di strutture e di sovrastrutture burocratiche come quelle contenute nel provvedimento in esame, in cui si parla del commissario straordinario, del capo del dipartimento della Protezione civile, dei Vigili del fuoco, dei vice commissari, dell'ufficio speciale per la ricostruzione, della sala operativa integrata (SOI), della direzione di comando e controllo (DICOMAC), dello sportello unico per le attività produttive (SUAP), della Conferenza permanente, delle commissioni paritetiche, della centrale unica di committenza, della struttura di missione, del gruppo interforze centrale per l'emergenza e la ricostruzione nell'Italia centrale (GICERIC), di pareri vari e della sovrintendenza. Avete forse la febbre? Che grande confusione! È possibile che non si possa fare un protocollo chiaro, che sia comprensibile al cittadino per poter accedere alle risorse previste dal provvedimento?
Temo che questa ricostruzione durerà come quella del Belice.
Con questo provvedimento avete dato l'immagine di un Paese allo sfascio, nel quale non ci si può fidare di nessuno, né dei cittadini, né delle imprese, né dei professionisti. È il Paese che avete realizzato in questi ultimi venti anni. Da cinque anni governate in maniera indiscussa e incontrastata il Paese: gestite lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le municipalizzate, le partecipate. Siete voi che gestite tutti gli appalti in questo Paese.
Avete nominato un Commissario straordinario perché non vi fidate dei vostri Presidenti di Regione, tutti e quattro del PD, o altrimenti non si capisce la ragione per cui lo avete nominato, visto che negli ultimi trent'anni i Presidenti di Regione hanno gestito tutte le calamità naturali che sono capitate al Paese. Non siamo contro Errani, che è una persona certamente autorevole e competente, ma non capiamo l'esautorazione e la mortificazione dei Presidenti di Regione, che conoscono bene il territorio e che in questo momento non hanno altro da fare, perché oramai le Regioni sono ridotte ad aziende sanitarie e hanno poco da legiferare; basta guardare gli ordini del giorno dei Consigli regionali.
Avete inventato un'altra centrale unica di committenza, perché non vi fidate di quelle provinciali che già sono operanti.
Non vi fidate dell'ANAC, perché avete istituito un'apposita struttura di missione presso il Ministero dell'interno, gestita dal prefetto Tronca per contrastare la criminalità organizzata nell'affidamento di lavori e servizi per la ricostruzione.
Non vi fidate delle imprese, perché volete istituire una white list per gli operatori economici interessati a partecipare a qualsiasi attività e intervento di ricostruzione pubblica e privata. Ma se una ditta non opera correttamente va radiata da qualunque albo e non deve fare né un lavoro pubblico, né un lavoro privato. Una ditta di mascalzoni deve smettere di lavorare.
Non vi fidate dei professionisti iscritti agli albi professionali, perché volete istituire un elenco speciale di professionisti, adottato dal commissario per la ricostruzione dopo apposito bando pubblico.
Avete perfino scritto, all'articolo 35 del decreto-legge, sulla tutela dei lavoratori, che i lavoratori impegnati nei lavori di ricostruzione debbono vedersi riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dai rispettivi contratti nazionali di lavoro. Perché, se non lavorano per il terremoto, si può derogare ai contratti di lavoro? Ma che stupidaggine avete scritto in questo provvedimento?
Avete anche scritto che, per lavorare alla ricostruzione post sisma è necessario essere in regola con il DURC. Perché, se invece si lavora a un marciapiede, non bisogna essere in regola con il DURC?
Non vi fidate dei sindaci. A voi interessa solo far credere ai cittadini che tutto è a posto e che con voi è assicurata la legalità. Volete illudere i cittadini che tutto sarà ricostruito e tutto sarà risarcito. In realtà, sapete bene che non sarà così.
Vi avevamo chiesto, attraverso una serie di emendamenti, di migliorare il provvedimento facendo scelte più opportune e adeguate. Non avete voluto sentire ragioni.
Per quanto riguarda le risorse, la Protezione civile ha stimato che per il terremoto di Amatrice si sono verificati danni per 7 miliardi di euro, mentre con le scosse del 26 e 30 ottobre, data la rilevanza e l'estensione territoriale, complessivamente sarà necessario sei o sette volte tanto. Questa calamità costerà almeno 50 miliardi e voi pensate di fare la ricostruzione con 1-1,5 miliardi?
Avete chiesto alla Commissione europea una flessibilità dello 0,2 per cento, pari a 3,4 miliardi di euro per il terremoto. Che fine hanno fatto gli altri 2 miliardi concessi dall'Unione europea? Nella sostanza, le risorse che avete stanziato sono risibili rispetto al danno da riparare e agli annunci del Presidente del Consiglio. Risarciremo tutti i danni. Con quali risorse che avete previsto? (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).
Poi c'è il problema del cratere: avete individuato un cratere che presenta gravi lacune e ingiustizie. Molti Comuni, pur avendo subito danni, sono rimasti fuori dal cratere. Abbiamo il fondato sospetto che avete fatto delle scelte sulla base di ragioni politiche, anziché di criteri chiari e oggettivi.
Poi vi avevamo fatto una proposta rivoluzionaria, straordinaria.
Vi abbiamo suggerito, per far fronte all'emergenza abitativa, di acquisire in affitto o di comprare migliaia di immobili agibili presenti sul territorio colpito dalla crisi sismica prima di consumare altro suolo, fare altra urbanizzazione e comprare casette e box di legno. Avete detto di no. È evidente. Avete già ordinato senza gara e c'è in Parlamento un'apposita interrogazione al riguardo.
Il Consorzio nazionale servizi di Bologna si è aggiudicato un bando di gara di 1,2 miliardi per la fornitura e la posa in opera di 18.000 moduli abitativi. Il Consorzio nazionale servizi e Manutencoop sono già stati sanzionati dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato con una multa complessiva di 110 milioni di euro per essersi accordati per condizionare una gara pubblica bandita da Consip. A voi interessa la legalità degli altri e non il rispetto delle vostre procedure. Anche a questa proposta avete detto di no. Vi abbiamo chiesto di considerare anche i professionisti che hanno perso studi e clienti mentre mantengono i costi di esercizio, per i quali non bastano certamente i 5.000 euro una tantum previsti perché ci vorranno anni per tornare alla normalità.
Mi sono limitato a queste ragioni per esprimere un parere assolutamente contrario sul provvedimento. Aspettiamo di conoscere l'esito di alcuni emendamenti che abbiamo ancora in discussione, ma temo che il mio voto sarà contrario a questo provvedimento"

* Remigio Ceroni, senatore Forza Italia

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