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L'intervento

Il 'buon Natale' di don Franco Monterubbianesi

donfrancoseduto

* Anche questo Natale ci annuncia una grande cosa che sta sempre più prendendo forma, sta nascendo con sicurezza. Già nel 2017 quando ero costretto ad intravedere la chiusura del progetto di Genzano, dove i giovani si sarebbero coinvolti per il Dopo di noi, non volli accettare il totale fallimento. Reagì dentro di me e mi dissi: devo sfidare l’incomprensione, lasciando il mio testamento spirituale non nelle parole ma nell’azione che i giovani faranno nel mio ricordo, accompagnandoli sin da ora fino a che vivo, creando la Fondazione “don Franco con i giovani”. Basandomi sulla collaborazione di 6 giovani fondatori con me.

Ciò si sta realizzando da questo Natale per le cose che stanno accadendo buone con l’aiuto del Signore. Non c’è ancora la costituzione davanti al notaio e i soldi necessari ma ci sono segnali profondo che ciò accadrà. Dal mio ultimo lavoro profondo nelle Marche, dal 29 novembre all’8 dicembre, c’è stato un avvio della Fondazione nella progettualità concreta, che si sta realizzando da tempo. L’8, giorno dell’Immacolata, celebravo con Lauri Maria a Grottamare tutto il suo lavoro appassionato per la figlia down, fortissima, nel creare le grandi strutture riabilitative e di promozione nella città costiera Marchigiana. Con ella, aiutata da me dedito totalmente al Dopo di noi, faremo un’alleanza che troverà successo, ché i Vescovi di Ascoli, San Benedetto del Tronto e di Fermo, già sensibilizzati, ci aiuteranno a portare avanti il progetto che abbiamo imbastito con i Sindaci dei Sibillini. Da Comunanza, sede dell’Ambito sociale di molti di questi nostri paesi, in armonia con quello di Fermo, sarà il nostro epicentro propulsore di tutto.

La Diocesi di Ascoli parteciperà con la disponibilità dei giovani del Progetto Policoro essendone responsabile Regionale. Se è vero che la Chiesa deve sempre più puntare sui giovani, come il recente Sinodo di ottobre ha detto. In Ascoli collaborando con la Cooperativa Pagefha (la Presidente è una mia vecchia amica) porteremo avanti il discorso dell’agricoltura sociale che la Pagefha ha iniziato con “l’Orto di Paolo”, struttura questa ultima messa a disposizione da una famiglia con il figlio disabile.

E proprio con questa Cooperativa accreditata anche per la formazione, il nostro progetto di Santa Vittoria in Matenano (il recupero dell’ex Convento di San Francesco) con i nostri 13 Sindaci disponibili, sarà ripreso con il coinvolgimento dei giovani. Per l’avvio del loro lavoro e la loro formazione specifica.

Proprio per questo avvio, Franca Poli si è presa la responsabilità di essere una dei 6 giovani che nelle Marche porterà avanti concretamente il progetto. Franca nelle Marche ma non precisando bene le cose c’è il grande valore dei 3 di Roma, che con il loro fervore e preparazione sono disponibili: Ilaria, Giuseppe e Salvatore. Loro saranno i promotori dello sviluppo di Roma, del quale sviluppo dovremo parlarne più a fondo e precisare il loro ruolo, data la crisi della Comunità di Roma che dobbiamo superare.

È venuto a Roma in questi giorni Cristian dalla Sicilia, che dovrebbe essere il “comunicatore” di quello che faremo nelle Marche, Lazio e Umbria. Sono stato già in questa ultima, e farò a Gubbio il Natale dal 21 al 27/28. Con la Comunità “Centro, Lavoro e Cultura”, che con i giovani alunni di don Angelo nel passato, oggi maturi, vogliono ricostruire la Comunità locale su nuovi valori, uscendo dai limiti delle nostre debolezze. Posso aiutarli a risvegliare l’entusiasmo degli eugubini quando loro crearono il bellissimo rapporto con l’Ecuador con molto slancio. La realtà di “Cristo della strada” ad Ibarra, resiste da 25 anni anche con l’apporto dei giovani volontari italiani.

Domando: Perché non sognare che il vivaio di idealità dei giovani che è stata sempre la Citta eugubina, possa ritrovare la sua funzione educativa per dare ai giovani, uniti oggi ai loro pari del Sud, l’impegno per una giustizia e solidarietà all’altezza dei tempi?

Oggi i giovani ci danno il segno che vogliono contare politicamente. La Chiesa di Gubbio può dare il fondamento cristiano a tale impegno, sempre per quello che è stato il valore di San Ubaldo nella Chiesa. Il ruolo di don Angelo su questo piano è sempre grande. A Gubbio abbiamo uno del “6” nell’impegno di Gianluca De Gennaro disponibile ad aiutare in ciò in Umbria. In tutta la Regione, perché anche Perugia, nella realtà buona in cui le famiglie partecipano da protagoniste nei nostri bei servizi di case-famiglia e centri diurni lì esistenti, deve far parte di questo rinnovamento unendosi a Gubbio. Anche per aiutare insieme le istituzioni ad uscire dal facile assistenzialismo, come sta accadendo.

A Perugia c’è la Presidenza della C.E.I. e il Cardinale Bassetti ha le idee ben chiare sul movimento ecclesiale da fare per una nuova politica per il bene dell’Italia. Ho appuntamento con egli dopo le Feste anche attraverso il Vescovo di Fabriano. Questo nostro progetto del Dopo di noi in queste tre Regioni lo proporremo ché la Chiesa collabori per lo sviluppo di esso.

Il numero .47 della “Amoris Laetitia” dove si parla dell’amore speciale delle famiglie per i figli disabili deve essere riscoperto come “gemma del Vangelo” da dissotterrare. Le famiglie nella loro crisi, nell’alleanza possibile con le famiglie dei disabili, anche per affrontare insieme il problema del Dopo di noi, possono trovare un aiuto morale a rinascere. La Legge Nazionale N.112 presuppone la formazione di strutture comunitarie. Ma la forza concreta con cui esse saranno messe in piedi è il coinvolgimento dei giovani, che le produrranno prendendo forza e protagonismo politico dalla creazione di tali realtà di vita e di lavoro diffuse a rete. È un nuovo “1968” che può rinascere.

Il settimanale “Espresso” n.51 del 16.12.2018, articolo “Nella notte dell’Europa” a firma di Marco Damilano, e nell’intervento a pag.74 “Un Forum civico per il post sovranismo” a firma di Becchetti, Bentivoglio, Magatti e Rosina, dice nella sua sostanza il nostro protagonismo possibile per uscire da una società del conflitto, entrando invece in quella del servizio e dell’accoglienza, come nostro manifesto di azione e vera nostra politica. La nostra Antonietta Villanucci da Oristano ce lo suggerisce.

Tutte queste cose dette, ma tante taciute ancora, è l’annuncio natalizio che la Fondazione è nata. Dalla forza dei territori dove già agiamo, dalla collaborazione delle famiglie e le loro associazioni (come nelle Marche con l’Anffas Fermana e di Gottammare; Fattoria Montepacini), gli enti locali oggi veramente partecipi, e i tanti amici coinvolti e i giovani disponibili. Nello spirito di Natale dobbiamo pregare ché il Padre del cielo ci aiuti a far sì che queste cose raggiungano la loro pienezza, in modo che la Fondazione “don Franco con i giovani” funzioni in tutti gli aspetti organizzativi ed economici.

Abbiamo appena celebrato i funerali di Marinella, la sposa grande di amore donato in tanti anni a Maurizio Palazzetti, co-fondatore storico di Capodarco. Tutti e due grandi maestri di vita per i loro figli Emanuele e Matteo, a cui hanno dato il senso dell’idealità della vita. È un segno che per Natale ammonisce la pochezza dei tanti che tra noi non sentono più l’appartenenza, e si dividono alimentando la divisione con superficialità. Per questo Natale riflettiamo tutti con umiltà ché la missione generale della Comunità, anche per questo strumento della Fondazione, possa rilanciare il suo valore di aiuto alla Società a cambiare dalla sua odierna disumanità.

* don Franco Monterubbianesi, fondatore comunità divolo Capodarco

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