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E' nato il sindato della Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

A Roma si è costituito il primo sindacato dei finanzieri. Novanta finanzieri in servizio hanno costituito la struttura, denominata SILF (sindacato italiano lavoratori finanzieri), approvando lo statuto ed eletto provvisoriamente il segretario generale, in attesa del primo congresso nazionale che si svolgerà entro un anno dalla sua costituzione.

Anche dalle Marche, una delegazione di finanzieri ha partecipato alla fase costituente, come soci fondatori, con l’obbiettivo di realizzare un sindacato che sappia rispondere alle aspettative del personale e, nel contempo, sappia stimolare le istituzioni con proposte costruttive per affiancare i cittadini nel delicato settore della sicurezza economico finanziaria.

L’impegno del nuovo sindacato SILF sarà quello di avviare, nella fase costituente, una campagna di adesioni, così da creare strutture regionali capaci di organizzare le tutele sul territorio. Tutele che saranno giuridiche ma anche morali per rappresentare al meglio le persone che indossano una divisa ma che hanno, al pari degli altri lavoratori, diritti e tutele da promuovere e rivendicare. Il tutto anche con una nuova ed adeguata formazione sindacale, che sarà promossa sui territori.

La sicurezza sul lavoro, la dinamica delle carriere, rinnovo del contratto nazionale (scaduto nel 2018) sono alcuni dei temi che, a seguito dell’esperienza di FICIESSE (associazione dei finanzieri cittadini e solidarietà) saranno portati all’attenzione dei nuovi organismi dirigenti che saranno costituiti, dopo il congresso nazionale.


Il fiocchetto lilla della Fada a Porto San Giorgio

delfino verde

La Giornata del fiocchetto lilla è stata sancita dalla Presidenza del Consiglio e il 15 marzo è riconosciuto istituzionalmente come giornata nazionale contro i Disturbi dell'Alimentazione. Il fiocchetto lilla è un simbolo che vuole diffondere la consapevolezza che queste patologie si possono oggi curare. Simbolo di aggregazione, per chi per troppo tempo ha vissuto nell'isolamento imposto dalla malattia, il fiocchetto lilla è per radunare in un unico coro le voci di chi ha vinto sulla malattia, di chi testimonia con la propria storia di vita che guarire dai DCA è possibile.
Simbolo di rispetto verso chi soffre, il fiocchetto lilla è per supportare le famiglie e chi giorno dopo giorno coraggiosamente continua a lottare per la Vita, con tutte le proprie forze, per riconquistare la libertà di essere se stesso, senza arrendersi mai. Per non dimenticare chi non ce l'ha fatta. Soprattutto per costruire una nuova cultura, dell’ascolto e dell’accettazione.

A Fermo c’è il centro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare, in via Zeppilli, coordinato dalla psichiatra Patrizia Iacopini, ad oggi sono oltre 400 le persone prese in carico. A supporto del centro e delle famiglie è nata l’associazione Fada che porta avanti battaglie culturali, offre occasioni di ascolto e di riflessione, si pone come punto di riferimento per le famiglie smarrite di fronte ad un problema sempre più diffuso e complesso.

Tanti gli appuntamenti per arrivare alla giornata di oggi, alle 18,30 al Delfino Verde, lungomare sud di Porto San Giorgio, con un ospite di grande spessore, lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, che parlerà del suo libro ‘Prima di aprire bocca’, per raccontare il corpo nel disagio contemporaneo, tra disturbi alimentari, identità di genere e dipendenze. L’autore dialogherà con la dottoressa Iacopini e con Filippo Romagnoli, educatore del centro di Fermo. Dopo un'esperienza nei reparti di psichiatria per acuti e di ricerca in farmacologia epidemiologica presso l’Istituto Mario Negri Sud, Mendolicchio si è dedicato alla cura dei Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia e obesità). E’ attualmente Direttore Sanitario di Villa Miralago (clinica per i DCA di Varese) nonché vice presidente nazionale in Italia della Società Italiana di Riabilitazione interdisciplinare disturbi alimentari e del peso (SIRIDAP). 

Il secondo appuntamento è previsto per il 14 marzo, per un incontro con la stampa che sarà convocata per inquadrare i numeri del problema e le possibili soluzioni offerte a Fermo. Per la VIII GIORNATA NAZIONALE DEL FIOCCHETTO LILLA, dedicata alla lotta contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), il 15 MARZO prossimo FADA ONLUS sarà presente con suoi banchetti informativi presso il Centro Commerciale Il Girasole di Fermo.

Melchiorri: 58minuti persi ogni giorno per la fattura elettronica

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“Lo sapete quanto tempo perde ogni giorno in media un imprenditore a causa della fatturazione elettronica: ben 58 minuti. Un tempo che non riavrà mai indietro, un tempo regalato che nessuno restituirà e che ha un costo importante per tutto il tessuto imprenditoriale italiano. Moltiplichiamolo per le centinaia di migliaia di imprenditori, credo che avremo così risposto tutti alla domanda”. Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico, ha risposto così alla domanda ‘Fatturazione o complicazione elettronica?’.

Oltre un centinaio di persone tra imprenditori, professionisti e commercialisti, hanno preso parte al seminario organizzato a Villa Lattanzi durante il quale sono stati affrontati e approfonditi gli aspetti più controversi relativi alla nuova normativa sulla fattura elettronica “che – ribadisce Melchiorri - meriterebbero perlomeno chiarimenti ufficiali da parte dell'Agenzia delle entrate”.

Un pomeriggio guidato dalla presidente Odcec di Fermo, Commercialisti ed Esperti Contabili, Eliana Quintili: “Fattura elettronica croce e delizia degli imprenditori e dei professionisti, in questo momento più croce che delizia. Riteniamo di aver offerto, stante la qualità dei relatori e del dibattito che è scaturito, soluzioni pratiche e corrette interpretazioni delle norme. Con il seminario è stato avviato un percorso di fattiva collaborazione che vedrà i dottori commercialisti e Confindustria, sempre di più insieme, al fianco delle imprese per supportarle e sostenerle con le migliori professionalità in questo particolare momento congiunturale. I dottori commercialisti ed esperti contabili di Fermo sono assolutamente pronti e preparati ad aiutare le aziende del territorio a superare l’attuale crisi e a vincere le sfide del futuro”.

Durante il pomeriggio sono emerse diverse importanti criticità in merito a questa rivoluzione fiscale che al momento sta producendo solo nuovi costi e disagi ai professionisti e al sistema delle imprese. “La prima soluzione è collaborare. Queste iniziative meritano il sostegno, perché  così che si aiutano le imprese. Il mio supporto non mancherà” ha ribadito il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, complimentandosi per l’iniziativa con confindustria Centro Adriatico.

“Il Paese è in recessione, l’unica strada per una ripresa è vendere, conquistare mercati, offrire il miglior servizio e invece Vedete – ha proseguito Melchiorri - ci si arrovella su come fare, registrare o conservare una fattura. La semplificazione fiscale è ancora un miraggio. I 58 minuti persi ogni giorno non sono legati a operazioni particolari, ma alla routine: partendo dal benzinaio, passando per il ristorante e concludendo con l'hotel, dovendo registrare l'azienda e i relativi dati nei rispettivi software dei fornitori il risultato è stato tempo perso, praticamente un’ora. Per fortuna abbiamo i commercialisti al nostro fianco, ma è giusto che sia il privato a pagare per un disservizio pubblico? Di certo noi come Confindustria continueremo a offrire occasioni di confronto e informazione. Nel mentre, l'auspicio è che il Governo si adoperi per trovare semplificazioni concrete ed urgenti a questa normativa”.

La Cna: Mappiamo il litorale e ampliamo le concessioni

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* La proroga delle concessioni demaniali di 15 anni, cioè fino al 2033, è solo il primo passo di una strada che deve portare all’eliminazione della Bolkestein. La proroga è stato un grande risultato, una vittoria della Cna: ma il percorso intrapreso deve condurre all’uscita dalla Bolkestein, come già è stato concesso ad altre categorie, ad esempio quella degli ambulanti. La direttiva ha avuto la conseguenza di deprimere gli investimenti delle imprese che, oltretutto, hanno trovato enormi difficoltà nell’ottenere credito dalle banche: In questo modo l’offerta turistica estiva delle coste ne è risultata penalizzata. Ora è il momento che venga data immediata applicazione alla proroga dei 15 anni, per rilanciare gli investimenti e tutelare la continuità aziendale della filiera.

Sin dall’inserimento del provvedimento nella Legge di Bilancio 2019, CNA si era messa a disposizione delle imprese per raccogliere le prenotazioni per la presentazione delle istanze specifiche necessarie a richiedere ai Comuni la vidimazione ufficiale della proroga. Ad oggi sappiamo che la Regione Marche sta lavorando per dare indicazioni ai Comuni riguardo la vidimazione dei rinnovi per cui auspichiamo modalità snelle che non pesino ulteriormente sulle imprese del comparto.

Intanto bisogna realizzare la ricognizione e la mappatura del litorale e del demanio costiero marittimo. Individuare con precisione la consistenza dei luoghi, la tipologia e il numero sia delle concessioni vigenti che delle aree libere è fondamentale. Sappiamo infatti che in Italia la risorsa spiaggia non è affatto scarsa, è possibile garantire la continuità imprenditoriale delle attuali imprese così come favorire la nascita di nuove.

*Luciana Testatonda, responsabile Cna Turismo

Sebastiani: Erosione, P.S.Elpidio voti compatta la mozione

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* Domani (sabato 9.30) c'è il Consiglio Comunale Aperto sull'erosione costiera. Un momento importante per la nostra comunità e sicuramente non frequente visto che l'ultimo è stato fatto 17 anni fa.

Il consiglio comunale tutto ha votato favorevolmente la proposta fatta da Andrea Putzu, il consigliere di Fratelli d'Italia di indire un Consiglio aperto. Come Presidente mi aspettavo la stessa univoca voce nel presentare una mozione che altro non doveva essere che sollecitare la Regione ad impegnarsi per la risoluzione del grave problema della nostra costa.

Nelle riunioni dei capigruppo ci sono state tutte le occasioni per presentare, correggere e integrare la mozione scritta da tutte le forze politiche. Il documento che domani presenteremo avrà meno forza ed efficacia se non sottoscritto da tutti. Invito i capigruppo del Laboratorio Civico, del Movimento 5 Stelle e della Lega a firmare il documento. Credo che davanti ad una problematica così sentita, dovremmo presentarci uniti per il bene soprattutto dei nostri operatori e dei lavoratori del comparto.

* MIlena Sebastiani, presidente del Consiglio comunale di Porto Sant'Elpidio

Convegno, il ruolo dell'assistente sociale

Domani, venerdì, nella Sala degli Artisti di Fermo a partire dalle ore 14.30, convegno organizzato dal Comune di Fermo, in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche, l’ASUR Marche Area Vasta 4 e l’Ambito Sociale XIX dal titolo “Deontologia e responsabilità dell’Assistente Sociale. Il ruolo dell’assistente sociale, tra normativa, fabbisogni formativi, principi etici e competenze professionali”.

Ad aprire i lavori gli interventi istituzionali del Sindaco Paolo Calcinaro, dell’Assessore ai Servizi Sociali Mirco Giampieri, del Direttore Generale d’Area Vasta 4 Licio Livini e del Presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Marche Marzia Lorenzetti.

In programma gli interventi dell’avv. Maria Milli Virgilio, esperta di normative in Servizio Sociale e autrice del “Codice per l’Assistente Sociale. Legislazione e casistica” edito da Carocci Faber - Servizio Sociale, della dott.ssa Giuseppe Ferraro, Presidente Commissione Etica e Deontologica dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Marche, del dott. Alberto Cutini, assistente Sociale Area Vasta 4 – ASUR Marche, di Alessandro Ranieri, Coordinatore dell’Ambito Sociale XIX e dell’avv. Andrea Nobili, Garante dei diritti della persona della Regione Marche.

Il dibattito sarà moderato dal Dott. Giovanni Della Casa, Dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Fermo. La partecipazione al convegno, che è gratuita, consente anche di acquisire 3 crediti deontologici essendo l’evento accreditato dall’ordine degli Assistenti Sociali delle Marche.

Iotti: Un gol per la salvezza della Fermana

Iotti

* Sto bene, cercherò di sfruttare questo momento per dare tutto in campo e cercare di raccogliere con la squadra quanti più punti possibili per raggiungere il prima possibile la salvezza.

Mi manca il gol, ma manca di più un gol di squadra che tutti vogliamo tanto e che può valere la salvezza. Sabato portare a casa un punto da Vicenza, in quel campo e con quella cornice, è stata una grande prova di carattere. Venivano da due o tre settimane buie quindi vale davvero tanto. Se ad inizio stagione mi avessero detto che ci saremmo trovati in questo periodo dell'anno con questa posizione in classifica, avrei firmato col sangue. E' vero che abbiamo fatto meno punti finora, rispetto all'andata, però abbiamo fatto tanti punti prima, quindi ci può stare. Ci vuole obiettività nelle cose. Il nostro pensiero attuale è di arrivare il prima possibile a 42 punti, poi vedremo perché comunque non è facile. Ci sono gare importanti da affrontare, a partire dalla prossima, col Pordenone, una squadra che è stata costruita per vincere, mentre noi per salvarci, mi piace ricordarlo sempre. Pensiamo alla salvezza perché è un campionato strano, in cui succede di tutto, poi vediamo, con la testa libera, possiamo pensare a tante altre cose"

* Ilario Iotti, terzino gialloblù conclude il terzino della Fermana

Marinangeli, Lega: bloccare subito la barriera Rfi

marinangeli brillare

* Bloccare immediatamente lo scempio proposto da Rfi rete ferroviaria italiana. Chiederemo un fronte comune maggioranza e minoranza, per bloccare il progetto di Rfi per la mitigazione del rumore derivante dal traffico ferroviario.

Diventerà a breve esecutiva una decisione assunta dal Ministero dell'Ambiente del 2000, che prevede l'installazione di pannelli fonoassorbenti in metallo alti 7,50 metri lungo l'asse ferroviario, in 26 comuni costieri delle Marche. Opera così come proposta, inaccettabile,  impattante da un punto di vista paesaggistico e ambientale, un vero e proprio muro che impedirà la vista del mare e peggiorerà la qualità dell'aria impedendo una libera e naturale  circolazione del vento.

Una ricaduta negativa sul valore degli immobili posizionati lungo l'asse ferroviario e immagine turistica danneggiata. Ora formuliamo insieme, come città di Porto San Giorgio, la nostra contrarietà a questo progetto da trasferire con immediatezza presso la Regione Marche e ridiscutere modalità progettuali diverse e innovative per risolvere i problemi legati al rumore. Come lega solleciteremo i nostri rappresentanti al governo per ridiscutere questa ipotesi proposta da Rfi e nel frattempo chiederemo al sindaco Loira un consiglio comunale aperto per coinvolgere i cittadini sangiorgesi.  No alle barriere, si alla bellezza del nostro mare. 

* Marco Marinangeli capogruppo lega Porto San Giorgio 

Ermini, Csm, spiega il ruolo della giustizia

tribunale web

* Signor Presidente della Corte, signor Procuratore generale, (Eminenza reverendissima), signori magistrati della Corte e degli altri uffici del distretto, signori magistrati onorari, signor Presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e avvocati tutti, signori funzionari e impiegati degli uffici giudiziari, signori ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, Autorità civili e militari, signore e signori presenti, porgo a voi il più cordiale saluto e l'augurio di buon lavoro del Consiglio superiore della magistratura per l'apertura dell'anno giudiziario.

Ho seguito con vivo interesse la relazione svolta dal Presidente della Corte ma permettetemi, prima di affrontare le questioni più strettamente connesse all’attività giudiziaria, di rivolgere sentimenti di vicinanza alle persone e alle famiglie duramente colpite dal sisma di oltre due anni fa che ancora vivono in condizioni di disagio ed emergenza. Un disagio che non manca di riflettersi anche sull'amministrazione del servizio giustizia. Vorrei anche esprimere il cordoglio e l'affettuosa vicinanza, mia e del Consiglio che rappresento, ai familiari degli adolescenti e della giovane madre vittime della tragedia di Corinaldo. Abbiamo ancora negli occhi le immagini strazianti di quella drammatica notte, il mio pensiero va anche ai sopravvissuti e al trauma che stanno vivendo. E consentitemi infine, ad un anno dalla sua scomparsa, di esprimere vicinanza al dolore dei genitori di Pamela Mastropietro, vittima innocente di un efferato crimine. 

Si tratta di drammi che scuotono l'intera comunità e investono la magistratura, a cui compete condurre le indagini e accertare le responsabilità, di forti aspettative di giustizia. So che il discorso è delicato, e tuttavia avverto come mio dovere - pur nel necessario rispetto del dolore delle vittime - mettere in guardia dalla tentazione di caricare la risposta giudiziaria di significati impropri, che andrebbero ben al di là della corretta funzione giurisdizionale. È una preghiera che io rivolgo innanzitutto a noi stessi, a noi uomini dello Stato e delle istituzioni, che rivolgo ai giornalisti cui spetta il difficile compito di informare e formare l'opinione pubblica e rivolgo a ciascun cittadino. Devo confessarvi che ho vissuto con profondo disagio alcuni recenti avvenimenti di cronaca. Penso da un lato alla sentenza del Tribunale di Avellino sulla strage del bus sul viadotto Acqualonga, dall'altro all'incarcerazione dopo lunga latitanza di Cesare Battisti, un tempo componente dei Proletari armati per il comunismo e condannato con sentenze passate in giudicato per quattro omicidi. Difficile negare che non vi sia stato qualche intervento strumentale, demagogico o dal sapore propagandistico. Io credo che tutti noi si debba ritrovare parole e comportamenti più misurati e sobri. Il rischio di certe reazioni, specie se alimentate a livello istituzionale, è infatti quello di sottoporre a indebite pressioni il lavoro della magistratura, ingenerando l'idea che il diritto andrebbe interpretato alla luce di un supposto comune sentimento del popolo. Un'idea che cammina lungo un crinale scivoloso, intendendo la figura del giudice non come colui che applica la legge ancorandola ai principi generali della Costituzione e dell'ordinamento giuridico, ma piuttosto come il "sacerdote", se non il semplice portavoce, del giudizio e della volontà popolare.

Il rischio, insomma, è quello di una delegittimazione sottotraccia. Il popolo, nel cui nome sono pronunciate le sentenze, vive infatti la sua sovranità entro la cornice delineata dalla Costituzione e su questa premessa è il necessario e costante riferimento (anche) dell'istituzione giudiziaria. Solo in tal modo il potere giudiziario, come qualsiasi altro potere democratico, è tutelato dal pericolo, sempre incombente, di essere osservato e valutato secondo fuorvianti e inesistenti legami con idee di popolo dal significato emotivamente ambiguo, più vicine all'immagine della piazza o della folla, che si collocano radicalmente all'opposto della struttura democratica della giustizia. Quanti concorrono e agiscono nella sfera pubblica hanno dunque la responsabilità di non dimenticare mai che ogni istituzione della Repubblica, e tra queste anzitutto l'ordine giudiziario, opera come espressione del popolo in un'accezione interamente costruita entro l'ordine costituzionale. 

Va invece corroborata la fiducia nella magistratura. E ciò è tanto più necessario in una società che ancora con qualche fatica sta ricostruendo il suo tessuto sociale ed economico strappato dalla crisi profonda che nell'ultimo decennio ha investito il mondo occidentale e il nostro Paese. In questa realtà il ruolo del giudice è ancora più cruciale nel risolvere conflitti di interessi, nel garantire diritti, nel dare risposte alle esigenze dei cittadini anche quando vi siano vuoti normativi, nell'assicurare un presidio di legalità contro delinquenza e malaffare. Al magistrato, semmai, si deve chiedere equilibrio e ragionevolezza, preparazione e laboriosità, misura e riserbo. Si deve investirlo del dovere di assicurare all'istituzione giudiziaria la necessaria credibilità, garanzia fondamentale nell'assetto democratico dei pubblici poteri. E per assolvere tale dovere c’è bisogno di una magistratura competente, autorevole, imparziale e responsabile, che abbia piena consapevolezza degli effetti delle sue decisioni sulla "carne viva" dei cittadini, ma che sia soprattutto indipendente e autonoma e possa così esercitare la sua funzione "sine spe ac metu". L'indipendenza e l'autonomia della magistratura costituiscono dunque valori non negoziabili, che il Consiglio superiore che qui rappresento tutela e tutelerà fino in fondo.

Fiducia e credibilità sono del resto capisaldi di ogni istituzione dello Stato. E va fugato con tutto l'impegno possibile il rischio di qualsivoglia appannamento. Alludo, come evidente, all'omicidio di stampo 'ndranghetista del fratello di un collaboratore di giustizia avvenuta la sera di Natale a Pesaro. È un campanello d'allarme sul sistema di sicurezza e protezione che ha impressionato l'opinione pubblica e che non va certamente sottovalutato. Sono però certo che la fermezza e intensità investigative con cui, insieme alle forze dell'ordine, stanno lavorando la procura di Pesaro e la Dda di Ancona in collaborazione con quella di Reggio Calabria, faranno piena chiarezza di quanto accaduto. Tutti noi sappiamo quanto utile sia stato e possa ancora essere l'apporto dei collaboratori di giustizia nelle indagini e nei processi contro le mafie e la criminalità organizzata, è dunque necessario che questo grave vulnus nel sistema di protezione sia recuperato e costituisca monito a non abbassare mai la guardia.

Le Marche hanno alle spalle un anno difficile e per certi versi drammatico, un anno che inevitabilmente ha riversato ulteriori problematiche sugli uffici giudiziari già gravati di criticità anche logistiche, oltreché' parzialmente di organico. E tuttavia, gli uffici del distretto stanno dando prova di encomiabile laboriosità e capacità organizzativa, rispondendo con apprezzabili risultati alla domanda di giustizia. Complessivamente, a giudicare dalle statistiche sui flussi dei procedimenti, c’è una sostanziale tenuta nella capacità di mantenere in equilibrio il rapporto tra definizioni e iscrizioni, compensando eventuali flessioni nella riduzione dell'arretrato nel penale con scatti di efficienza nel civile e viceversa. Il Csm, peraltro, non ha mancato di garantire il suo sostegno disponendo l'applicazione di un magistrato alla sezione Immigrazione del tribunale di Ancona e di un altro alla procura della Repubblica di Ascoli Piceno. In ciò, del resto, gli uffici giudiziari del distretto si rivelano specchio di una regione tenace, dinamica, capace di reagire alle avversità e consapevole di avere gli strumenti per potersi riprendere e costruire un futuro di maggior benessere e sicurezza.

È il momento però che io vi offra - come è doveroso in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario in ciascun distretto - un contributo di conoscenza su quelli che sono i risultati dell’attività svolta dal Consiglio superiore, anche nella prospettiva della tutela dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura che la nostra Carta costituzionale affida a tale organo. 6.1. Nel dialogo virtuoso con le altre figure istituzionali deve attuarsi l'impegno del nuovo Consiglio ad estendere la sua azione oltre i confini tradizionali, segnati dall'esigenza, pur irrinunciabile, di tutelare le prerogative costituzionali della magistratura, al fine di cooperare alla creazione delle condizioni che consentano il realizzarsi in concreto, attraverso l'esercizio della giurisdizione, degli obiettivi di uguaglianza e di giustizia sociale indicati dalla Costituzione. 

L'affermarsi di una concezione aperta e dinamica del governo autonomo, e non meramente difensiva e statica, consente di vedere sotto una nuova luce i rapporti istituzionali del Consiglio, nel cui ambito si collocano in posizione centrale le attribuzioni propositive e consultive previste dall'art. 10 della legge n. 195 del 1958. I pareri espressi nel 2018, in particolare quelli resi nel corso della nuova consiliatura sui provvedimenti in materia di protezione internazionale e sicurezza, di prescrizione e anticorruzione, nonché' sulla Procura europea, sono stati formulati nell'ambito di una prospettiva "di sistema", unendo alla valutazione delle ricadute organizzative delle novelle legislative la considerazione degli aspetti sostanziali degli istituti da esse disciplinati, con particolare attenzione al rispetto dei valori costituzionali, dei diritti di libertà e delle garanzie dei singoli.

Nei rapporti con il Ministero della giustizia, la ricerca e l'applicazione di un metodo che, pur nel rigoroso rispetto delle reciproche sfere di attribuzioni, consentisse tuttavia di coniugare le rispettive competenze nel comune interesse al buon andamento del servizio giustizia, ha agevolato l'esercizio dei poteri complessi nei casi di decisione concertata e ha permesso di intensificare i lavori in seno al Comitato paritetico per l'individuazione di soluzioni condivise in tema di organizzazione giudiziaria. La previsione, nella recente legge finanziaria per il 2019, dell'aumento di organico della magistratura ordinaria nel numero di 600 unità, impone di proseguire nell'utilizzazione di questo metodo fecondo e virtuoso di condivisione delle scelte nell'ambito delle rispettive competenze, soprattutto per quanto concerne i criteri di valutazione delle effettive necessità degli uffici giudiziari, in funzione di un'adeguata ripartizione dei nuovi posti in organico.

Anche i rapporti con l'Avvocatura sono ispirati al metodo della condivisione delle responsabilità e delle scelte, nella prospettiva di rinsaldare la comune cultura della giurisdizione, humus necessario di ogni stabile riforma in materia di giustizia: ne è prova il costante coinvolgimento dell'Avvocatura in funzione del miglioramento della qualità dei servizi della giustizia e del più efficiente utilizzo delle risorse economiche e del personale. 

Nel quadro dei rapporti istituzionali del Consiglio si colloca, in una posizione preminente, quello con la Scuola superiore della magistratura. La formazione del magistrato assume considerazione assoluta nell’attività del Consiglio che ogni anno, unitamente al Ministero della giustizia, procede all'elaborazione delle "Linee programmatiche sulla formazione", da destinare alla Scuola Superiore della Magistratura. Nella consiliatura appena iniziata, il costante confronto nel tavolo tecnico istituito con la Scuola è ripreso su vari temi, tra cui quello relativo alla modifica del Regolamento per la formazione iniziale dei magistrati ordinari.

Accanto all’attività istituzionale esterna è proseguita quella interna, di c.d. "amministrazione della giurisdizione", nell'ambito della quale mi preme ricordare, poiché' rende conto della sensibilità del Consiglio alle esigenze degli uffici giudiziari, la gestione della mobilità ordinaria. Il nuovo Consiglio, completate le procedure relative al concorso per i posti di secondo grado, ha avviato quella per l'individuazione dei posti vacanti di primo grado. Il Consiglio sta anche lavorando al rinnovo dei componenti della Commissione tecnica per il conferimento delle funzioni di legittimità, avuto riguardo alla previsione, nella ricordata legge finanziaria per il 2019, dell'aumento di organico nel numero di 80 unità per gli uffici di legittimità. Tale previsione, infatti, potrebbe consentire, già nel corso di quest'anno, la destinazione di nuovi magistrati alla Corte di Cassazione.

Particolarmente alta, nell'ultimo anno, è stata l'attenzione del Consiglio al tema dei diritti fondamentali. Avuto riguardo alla dimensione ormai sovranazionale della tutela di tali diritti, è stato stipulato un Protocollo di intesa con la Presidenza della Corte Europea dei Diritti Umani e sono state assunte iniziative per la creazione di una Rete di collaborazione tra le istituzioni giudiziarie dei Paesi del Mediterraneo e di un Tavolo tecnico Esteri-Giustizia-CSM.

La tutela dei diritti delle persone passa in primo luogo attraverso la rigorosa osservanza della legge. Il rispetto delle regole dettate dall'ordinamento a tutela della civile convivenza e del reciproco riconoscimento della dignità personale deve costituire l'aspirazione costante di ogni comportamento umano e deve essere indicato come valore irrinunciabile specialmente alle nuove generazioni. In questa prospettiva sono stato particolarmente lieto di sottoscrivere, il 27 novembre 2018, presso il MIUR, il rinnovo della Carta di intenti finalizzata, tra l'altro, ad educare gli studenti all'osservanza delle regole e al rispetto dei diritti e dei doveri di ogni cittadino.

Domani ricorre il Giorno della memoria. Una settimana fa, nel corso del viaggio della memoria a Cracovia, Birkenau e Auschwitz, a nome del Consiglio superiore della magistratura ho sottoscritto una lettera d'intenti con il Ministero dell'Istruzione, l'Unione delle comunità ebraiche italiane e l'Associazione nazionale magistrati che darà nuovo impulso alla collaborazione istituzionale rivolta a promuovere attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole sui temi della Shoah, dell'antisemitismo e dell'odio razziale. È un richiamo non rituale il mio. Qui nelle Marche, a Macerata, un anno fa ci fu il grave episodio della sparatoria contro i migranti, ma più in generale, in Italia e negli altri paesi europei, si assiste al rincrudire di umori e ventate di odio e intolleranza. Coltivare la memoria quale imprescindibile anticorpo al risorgere di germi razzisti e antisemiti è dunque oggi urgente e doveroso, perché' solo il ricordo può renderci sensibili ai segni anticipatori della tragedia e darci la forza e il coraggio di reagire.

Signor Presidente, al Consiglio superiore della magistratura spetta esercitare delicate e gravose funzioni di alta amministrazione, che tuttavia si risolverebbero in vuote e insignificanti attribuzioni se non si concretizzassero nel fecondo rapporto con la realtà viva degli uffici giudiziari e non le si considerasse al servizio di quella che è e resta l’attività principale, quella cioè di chi amministra la giustizia nelle aule di questi palazzi. Dunque a Lei, Signor Presidente, a tutti i magistrati, a tutti gli avvocati e a tutto il personale amministrativo del distretto della Corte di appello di Ancona va il mio augurio di buon lavoro e l'incoraggiamento del Consiglio superiore della magistratura ad affrontare il nuovo anno giudiziario con impegno e slancio ideale nell'interesse della collettività.

*vicepresidente del Csm David Ermini all'inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'appello di Ancona

Aeroporto di Ancona, manca solo l'ok della Commissione Europea

Si è conclusa la procedura per la selezione del socio privato di maggioranza di Aerdorica. Tempestivamente il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha già trasmesso questa mattina alla Rappresentanza Permanente d Italia presso l' UE l'informativa che comunica l'esito della gara (vinta da Njord Andreanna Srl) per consentire il completamento dell’istruttoria in materia di aiuto alla ristrutturazione.
"Rimaniamo in attesa della autorizzazione da parte della Commissione ed è evidente la portata strategica di questa operazione che noi abbiamo condotto con grande impegno e massima celerità affinchè tutti questi tasselli possano incastrarsi alla perfezione. L'auspicato via libera della Commissione UE alla ricapitalizzazione da parte di Regione potrà dare copertura al piano concordatario presentato da Aerdorica e, solamente dopo l'omologa del concordato, l'investitore privato farà il suo ingresso formale nella compagine societaria" ha dichiarato Luca Ceriscioli

Pullman per Roma, Tiburtina è salva

Andrea Cangini

* Ci ha messo un mese e mezzo, ma alla fine il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha risposto alla lettera con cui la pregavo di non trasferire da Tiburtina ad Anagnina il terminal dei pullman da e per le Marche. Pericolo scampato, a quanto pare. "Le linee che si attestano a Tiburtina, provenendo dalla regione Marche, continueranno a farlo", mi scrive il sindaco. 

I viaggiatori marchigiani, già penalizzati dalla nota carenza di strade, treni e aeroporti, potranno dunque tirare un sospiro di sollievo. Grazie, perciò, a Virginia Raggi, che ha avuto l'intelligenza di rivedere una decisione sbagliata. Ravvedimento cui credo abbiano contribuito le relative polemiche a livello nazionale e il pressing del gruppo consiliare di Forza Italia. Tutto bene quel che finisce bene.

* senatore Andrea Cangini

Tv e radio locali a rischio chiusura

cameraman aggredito

Giornalisti compatti per fermare l'attacco contro l'informazione in atto da parte del Governo con la nuova legge sull'editoria. 

“Accogliamo con favore e facciamo nostro il grido d’allarme lanciato dal presidente del Co.re.Com Marche, Cesare Carnaroli contro i tagli delle risorse a favore dell’emittenza radiotelevisiva locale (pubblichiamo qui sotto la nota integrale del leader del Comitato regionale per le Comunicazioni). Per noi – sottolinea il segretario del Sigim, Piergiorgio Severini - è solo l’ennesimo atto della battaglia intrapresa a tutela del pluralismo dell’informazione, dell’art. 21 della Costituzione, del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, della dignità e salvaguardia della nostra professione. Che ci sia un attacco totale verso tutto ciò è ormai di chiarissima evidenza; che ci sia la volontà di schierarsi al nostro fianco lo chiediamo a gran voce a tutte le istituzioni, al pubblico, a coloro che hanno a cuore uno dei pilastri della vita democratica. Qualche segnale opposto a quello del Governo Conte, di concreto aiuto alla causa, arriva da realtà omologhe alla Regione Marche. L’Umbria ha da poco varato una nuova legge che, tra l’altro, sostiene l’informazione territoriale con una dotazione di 780 mila euro in 3 anni. La Toscana approverà il prossimo 15 gennaio una delibera contenente 1,5 milioni di euro di risorse per il lavoro giornalistico e l’informazione locale. Ci piacerebbe vedere sulla stessa linea anche Palazzo Raffaello e Piazza Cavour...”.        

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE CORECOM MARCHE

“Dopo le prime notizie ufficiose sui tagli all'editoria, alle quali non volevamo dare credito, siamo passati ai tagli effettivi che inesorabilmente metteranno a rischio la vita di molte testate giornalistiche, in particolare quella delle tv e radio locali”.

E' questo l'allarme lanciato a viva voce dal presidente del Corecom Marche, Cesare Carnaroli, che amplifica quello espresso sul Manifesto del 2 gennaio scorso da Vincenzo Vita. “Un rischio reale – specifica Carnaroli – che è una conseguenza dell'approvazione della legge di bilancio”.

“Nell'incontro organizzato nel novembre scorso dall'ordine dei giornalisti Marche – continua Carnaroli - e nell'incontro a Roma del 19 dicembre nella sede dell'AGCOM, l'Autorità nazionale garante nel settore delle telecomunicazioni, in occasione della premiazione delle TV private che avevano partecipato al concorso TV di comunità, tutti gli interventi avevano stigmatizzato il pericolo di una scomparsa di gran parte dei media locali, confidando altresì sulla possibilità di un ripensamento da parte del Governo.

“Invece l'operazione condotta dall'Esecutivo nazionale con la citata manovra di bilancio non solo accentra in poche testate l'informazione ma procurerà una perdita di posti di lavoro che la categoria dei giornalisti e degli addetti del settore pagherà duramente”.

Il presidente del Corecom riprende i dati diffusi da Vita che prevedono, secondo quanto stabilito dal DPR n. 146 del 2017, un passaggio da 117 a 50 milioni di contributi (più 12,5 che però sono a favore della cosiddetta pubblicità incrementale, ossia gli sgravi fiscali per inserzionisti). La quota dedicata alle radio e televisioni nel fondo per il pluralismo è eliminata a partire dal 2020. “Le conseguenze – elenca il presidente del Corecom - sono disastrose e preoccupanti: scomparsa di un numero considerevole di emittenti televisive, in pratica da 300 a una cinquantina, con la previsione solo di un piccolo risarcimento per la chiusura, e rischio di una forte ed inevitabile disoccupazione, in un settore che conta 4 mila addetti di cui almeno 2 mila giornalisti”.

“Il Corecom – conclude Carnaroli - garante del pluralismo dell'informazione locale, non può che dissentire radicalmente dai provvedimenti legislativi del Governo e invita le Istituzioni locali ed il Consiglio regionale delle Marche, nella persona del Presidente Antonio Mastrovincenzo, ad attivarsi nelle forme più opportune per respingere questo attacco all'informazione locale ed alla democrazia di questo Paese”.

Serena: Irap, Imu e Tasi, il Governo colpisce i proprietari di immobili

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Nella legge finanziaria per il 2019 che il Parlamento si appresta ad introdurre non c'è traccia della norma che vietava alle regioni ed ai comuni di deliberare aumenti dei tributi nonché delle addizionali ad essi attribuiti con legge dello Stato.

Da un primo calcolo, svolto dagli esperti contabili del centro studi dell'Asppi, si quantifica in un miliardo di euro la somma che potrebbe essere caricata sulle spalle dei proprietari di beni immobili a seguito dei possibili rincari dell'Irap, delle imposte Imu e Tasi e delle addizionali Irpef.

Proprio una bella sorpresa proveniente dal governo del cambiamento, dal quale ci saremmo aspettati una ulteriore riduzione del carico fiscale al momento gravante sugli immobili adibiti ad uso abitativo e ad uso diverso.

I componenti del governo sembrano non rendersi conto che così facendo si mette a rischio l'esistenza dei contratti a canone concordato, creati nel 1998 proprio sulla base di un patto molto chiaro: la sottoscrizione di contratti a canone inferiore a quello di mercato in cambio di agevolazioni fiscali di carattere anche locale.

L'appello che vogliamo lanciare ai comuni interessati è che essi non aumentino le aliquote proprio per questi immobili, altrimenti si potrebbe correre il rischio di spingere i proprietari a tornare a preferire i contratti a canone libero, con enormi ripercussioni negative sullo stato sociale di una parte considerevole della nostra comunità. “”

Sandro Serena, presidente Asppi regione Marche 

Area di crisi complessa, la firma è solo l'inizio

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Soddisfazione. Attendevamo da mesi questa firma perché riteniamo, dopo il lungo lavoro svolto all’interno del Tavolo provinciale per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Fermo, che sia il percorso migliore per superare anni di difficoltà. Ma è un cammino complesso che dovremo seguire passo passo.

Per trasformare la misura varata dal Governo in un vero volano, è fondamentale la coesione tra le istituzioni. Le imprese hanno bisogno di strumenti adeguati alle esigenze di un territorio frammentato ma laborioso. Chiaro che, di fronte a questo quadro imprenditoriale sarà fondamentale la modifica di alcuni pilastri della legge 181/89.

Siamo consci, e parlo a nome del Tavolo in cui sono seduti associazioni di categoria e sindacali, che le reti non si costruiscono a parole, ma serve una volontà reale, anche da parte del mondo produttivo. Ora che abbiamo la firma, sarà mio impegno convocare il Tavolo nei primi giorni del 2019 in modo da definire le azioni e mandare gli input necessari per riempire il documento firmato al Ministero dello Sviluppo Economico.

Sono soddisfatta anche perché il Tavolo ha dimostrato che si può agire insieme. Abbiamo superato lo scetticismo reciproco e ringrazio la Regione che dopo la nostra pressione ha lavorato, insieme al precedente Governo e al senatore Francesco Verducci, per preparare nel modo più completo l’istanza che il ministro Luigi Di Maio ha oggi trasformato in area di crisi complessa. Questo territorio ha saputo per una volta dimostrare che di fronte a un’emergenza non esistono colori politici, ognuno ha fatto la sua parte.

Ora bisogna impegnarsi, il tempo della soddisfazione domani sarà già finito. Abbiamo voluto e ottenuto questo risultato, ma sarà nulla se non si trasformerà in posti di lavoro e rilancio dell’economia locale. Attendiamo di conoscere il decreto e poterlo così implementare e adattare al meglio come fosse la scarpa più comoda.

Il 'buon Natale' di don Franco Monterubbianesi

donfrancoseduto

* Anche questo Natale ci annuncia una grande cosa che sta sempre più prendendo forma, sta nascendo con sicurezza. Già nel 2017 quando ero costretto ad intravedere la chiusura del progetto di Genzano, dove i giovani si sarebbero coinvolti per il Dopo di noi, non volli accettare il totale fallimento. Reagì dentro di me e mi dissi: devo sfidare l’incomprensione, lasciando il mio testamento spirituale non nelle parole ma nell’azione che i giovani faranno nel mio ricordo, accompagnandoli sin da ora fino a che vivo, creando la Fondazione “don Franco con i giovani”. Basandomi sulla collaborazione di 6 giovani fondatori con me.

Ciò si sta realizzando da questo Natale per le cose che stanno accadendo buone con l’aiuto del Signore. Non c’è ancora la costituzione davanti al notaio e i soldi necessari ma ci sono segnali profondo che ciò accadrà. Dal mio ultimo lavoro profondo nelle Marche, dal 29 novembre all’8 dicembre, c’è stato un avvio della Fondazione nella progettualità concreta, che si sta realizzando da tempo. L’8, giorno dell’Immacolata, celebravo con Lauri Maria a Grottamare tutto il suo lavoro appassionato per la figlia down, fortissima, nel creare le grandi strutture riabilitative e di promozione nella città costiera Marchigiana. Con ella, aiutata da me dedito totalmente al Dopo di noi, faremo un’alleanza che troverà successo, ché i Vescovi di Ascoli, San Benedetto del Tronto e di Fermo, già sensibilizzati, ci aiuteranno a portare avanti il progetto che abbiamo imbastito con i Sindaci dei Sibillini. Da Comunanza, sede dell’Ambito sociale di molti di questi nostri paesi, in armonia con quello di Fermo, sarà il nostro epicentro propulsore di tutto.

La Diocesi di Ascoli parteciperà con la disponibilità dei giovani del Progetto Policoro essendone responsabile Regionale. Se è vero che la Chiesa deve sempre più puntare sui giovani, come il recente Sinodo di ottobre ha detto. In Ascoli collaborando con la Cooperativa Pagefha (la Presidente è una mia vecchia amica) porteremo avanti il discorso dell’agricoltura sociale che la Pagefha ha iniziato con “l’Orto di Paolo”, struttura questa ultima messa a disposizione da una famiglia con il figlio disabile.

E proprio con questa Cooperativa accreditata anche per la formazione, il nostro progetto di Santa Vittoria in Matenano (il recupero dell’ex Convento di San Francesco) con i nostri 13 Sindaci disponibili, sarà ripreso con il coinvolgimento dei giovani. Per l’avvio del loro lavoro e la loro formazione specifica.

Proprio per questo avvio, Franca Poli si è presa la responsabilità di essere una dei 6 giovani che nelle Marche porterà avanti concretamente il progetto. Franca nelle Marche ma non precisando bene le cose c’è il grande valore dei 3 di Roma, che con il loro fervore e preparazione sono disponibili: Ilaria, Giuseppe e Salvatore. Loro saranno i promotori dello sviluppo di Roma, del quale sviluppo dovremo parlarne più a fondo e precisare il loro ruolo, data la crisi della Comunità di Roma che dobbiamo superare.

È venuto a Roma in questi giorni Cristian dalla Sicilia, che dovrebbe essere il “comunicatore” di quello che faremo nelle Marche, Lazio e Umbria. Sono stato già in questa ultima, e farò a Gubbio il Natale dal 21 al 27/28. Con la Comunità “Centro, Lavoro e Cultura”, che con i giovani alunni di don Angelo nel passato, oggi maturi, vogliono ricostruire la Comunità locale su nuovi valori, uscendo dai limiti delle nostre debolezze. Posso aiutarli a risvegliare l’entusiasmo degli eugubini quando loro crearono il bellissimo rapporto con l’Ecuador con molto slancio. La realtà di “Cristo della strada” ad Ibarra, resiste da 25 anni anche con l’apporto dei giovani volontari italiani.

Domando: Perché non sognare che il vivaio di idealità dei giovani che è stata sempre la Citta eugubina, possa ritrovare la sua funzione educativa per dare ai giovani, uniti oggi ai loro pari del Sud, l’impegno per una giustizia e solidarietà all’altezza dei tempi?

Oggi i giovani ci danno il segno che vogliono contare politicamente. La Chiesa di Gubbio può dare il fondamento cristiano a tale impegno, sempre per quello che è stato il valore di San Ubaldo nella Chiesa. Il ruolo di don Angelo su questo piano è sempre grande. A Gubbio abbiamo uno del “6” nell’impegno di Gianluca De Gennaro disponibile ad aiutare in ciò in Umbria. In tutta la Regione, perché anche Perugia, nella realtà buona in cui le famiglie partecipano da protagoniste nei nostri bei servizi di case-famiglia e centri diurni lì esistenti, deve far parte di questo rinnovamento unendosi a Gubbio. Anche per aiutare insieme le istituzioni ad uscire dal facile assistenzialismo, come sta accadendo.

A Perugia c’è la Presidenza della C.E.I. e il Cardinale Bassetti ha le idee ben chiare sul movimento ecclesiale da fare per una nuova politica per il bene dell’Italia. Ho appuntamento con egli dopo le Feste anche attraverso il Vescovo di Fabriano. Questo nostro progetto del Dopo di noi in queste tre Regioni lo proporremo ché la Chiesa collabori per lo sviluppo di esso.

Il numero .47 della “Amoris Laetitia” dove si parla dell’amore speciale delle famiglie per i figli disabili deve essere riscoperto come “gemma del Vangelo” da dissotterrare. Le famiglie nella loro crisi, nell’alleanza possibile con le famiglie dei disabili, anche per affrontare insieme il problema del Dopo di noi, possono trovare un aiuto morale a rinascere. La Legge Nazionale N.112 presuppone la formazione di strutture comunitarie. Ma la forza concreta con cui esse saranno messe in piedi è il coinvolgimento dei giovani, che le produrranno prendendo forza e protagonismo politico dalla creazione di tali realtà di vita e di lavoro diffuse a rete. È un nuovo “1968” che può rinascere.

Il settimanale “Espresso” n.51 del 16.12.2018, articolo “Nella notte dell’Europa” a firma di Marco Damilano, e nell’intervento a pag.74 “Un Forum civico per il post sovranismo” a firma di Becchetti, Bentivoglio, Magatti e Rosina, dice nella sua sostanza il nostro protagonismo possibile per uscire da una società del conflitto, entrando invece in quella del servizio e dell’accoglienza, come nostro manifesto di azione e vera nostra politica. La nostra Antonietta Villanucci da Oristano ce lo suggerisce.

Tutte queste cose dette, ma tante taciute ancora, è l’annuncio natalizio che la Fondazione è nata. Dalla forza dei territori dove già agiamo, dalla collaborazione delle famiglie e le loro associazioni (come nelle Marche con l’Anffas Fermana e di Gottammare; Fattoria Montepacini), gli enti locali oggi veramente partecipi, e i tanti amici coinvolti e i giovani disponibili. Nello spirito di Natale dobbiamo pregare ché il Padre del cielo ci aiuti a far sì che queste cose raggiungano la loro pienezza, in modo che la Fondazione “don Franco con i giovani” funzioni in tutti gli aspetti organizzativi ed economici.

Abbiamo appena celebrato i funerali di Marinella, la sposa grande di amore donato in tanti anni a Maurizio Palazzetti, co-fondatore storico di Capodarco. Tutti e due grandi maestri di vita per i loro figli Emanuele e Matteo, a cui hanno dato il senso dell’idealità della vita. È un segno che per Natale ammonisce la pochezza dei tanti che tra noi non sentono più l’appartenenza, e si dividono alimentando la divisione con superficialità. Per questo Natale riflettiamo tutti con umiltà ché la missione generale della Comunità, anche per questo strumento della Fondazione, possa rilanciare il suo valore di aiuto alla Società a cambiare dalla sua odierna disumanità.

* don Franco Monterubbianesi, fondatore comunità divolo Capodarco


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