06222018Ven
Last updateVen, 22 Giu 2018 11am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Fermo Dance Festival, si balla in piazza

Fermo Dance Festival 2018
Nomi e professionisti di fama mondiale eccezionalmente ed in esclusiva a Fermo in occasione della seconda edizione del Fermo Dance Festival, rassegna di danza e stage con scuole locali e nazionali. Stages per tutta la giornata di domani all’Hotel Astoria, ai quali è possibile iscriversi e partecipare.
A suggellare un’opportunità per la città ed il territorio, con artisti e ballerini della danza internazionale che torna dopo due anni, lo spettacolo conclusivo in programma questa sera alle 21 in Piazza del Popolo (in caso di maltempo in Piazza Sagrini). Agli stages ed allo spettacolo saranno presenti ben 13 scuole provenienti da diverse località italiane (Ragusa, Torino, Civitavecchia, Frosinone, Ancona, Roma, Corridonia, oltre che le scuole locali di Fermo e del Fermano).
Da Washington tornerà (era stato a Fermo due anni fa e nel 2012) il The Dance Center of Walla Walla, fondato nel 1986 dal regista Idalee Hutson Fish, punto di riferimento e fra le maggiori personalità al mondo della danza. Ad impreziosire l’evento la direzione artistica di due maestri, insegnanti e coreografi del Teatro dell’Opera di Roma del calibro di Catia Brandoli e Carlo Scardovi e la collaborazione di Elisa Boriosi, ballerina che vanta partecipazioni nei balletti di Rai e Mediaset.
Una manifestazione con il patrocinio del Comune di Fermo, organizzata dall’associazione “Clinamen” e ideata da Francesco Gismondi, che ricorda come “questo evento rappresenti un’importante occasione per la nostra città ed il territorio di far conoscere e di far avvicinare tanti appassionati alla danza con professionisti che arrivano anche dall’America, in una due giorni che permetterà di creare momenti di incontro e di confronto, mettendo in contatto varie realtà sia locali che nazionali. Un’occasione unica e imperdibile”.

Cna e sanità, serve più attenzione alla persona: spazio ai medici di base

Servizi sanitari 15.06.18 1

* Pensare un sistema di servizi sanitari che metta al centro la persona, partendo dall'affidamento di un ruolo diverso al medico di base, per seguire il paziente dalla fase della ricerca fino alla diagnosi e alla cura. Seguire le esperienze virtuose di altre regioni per snellire la procedura che regola le liste di attesa, nodo da risolvere per alleggerire il percorso del cittadino paziente. Sono alcuni degli aspetti evidenziati dal gruppo Pensionati della CNA di Fermo durante l’incontro con Asur e Ambito XIX.

“Un incontro fortemente voluto dal nostro gruppo Pensionati – commenta il Direttore Generale Alessandro Migliore – da cui sono emersi spunti interessanti. Penso, tra le altre, alle notizie relative al Piano Socio Sanitario Regionale, scaduto da ormai cinque anni e che CNA chiede a gran voce: la Dirigente dell'Agenzia Regionale Sanitaria, Lucia Di Furia, ha evidenziato come il nuovo Piano avrà al centro le fragilità e sarà redatto secondo alcune direttrici strategiche prioritarie quali la dignità della persona e l'equità. Una sanità uguale per tutti: è quanto chiedono i pensionati CNA”. Nel suo intervento infatti Di Furia ha ricordato l'azione nell'immediato post sisma e chiarito gli obiettivi strategici del Piano 2018/2020: tenere al centro fragilità e cronicità, dal neonato all'anziano, mirando a qualità e adeguatezza dei servizi, tendendo ad accessibilità e prossimità, garantendo equità del sistema.

Mettere la persona al centro è il principio seguito anche dall'Ambito Sociale XIX per l'organizzazione delle rete di servizi socio sanitari sul territorio dei 40 comuni del Fermano, come ha chiarito il Coordinatore Alessandro Ranieri: “Il welfare di comunità deve integrarsi con la parte sanitaria, assolvendo a funzioni specifiche quali accoglienza, valutazione del fabbisogno di servizi, presa in carico, accreditamento delle strutture. In particolare, si sta lavorando sui servizi domiciliari, formando sia gli assistenti familiari che i care givers, per dare la possibilità alla comunità di crescere meglio e di stare più in salute. Stiamo sperimentando anche nuovi servizi di trasporto sociale e uno “smart village” nell'entroterra, con l'ausilio della telemedicina per una risposta h24”.

A Licio Livini, direttore Asur, il compito di illustrare i numeri dell'Area Vasta 4: 40 comuni, 863 km quadrati,174.849 residenti, 300 milioni euro annui di spesa corrente, 1760 dipendenti. “Livini – ricorda Migliore – ha evidenziato come nel Fermano si sia fatto il massimo per quanto riguarda le cure domiciliari, visto che la rete familiare nel nostro territorio è ancora forte. I dati regionali lo dimostrano, anche se il confronto con il Nord Italia è ancora molto difficile”.

*Cna di Fermo

Camera di Commercio, i consiglieri non si fermano: ricorso

cameracommerciofermo

*La recente delibera del Consiglio Camerale di Fermo riguardo all’attivazione del ricorso al Presidente della Repubblica avverso al Decreto Calenda non è stata l’espressione di “singoli”, ma la manifestazione della volontà formale del soggetto che governa la Camera di Commercio di Fermo di attivare il suddetto ricorso. Il Consiglio si è formalmente costituito secondo le procedure regolamentari e la delibera è stata presa dai presenti con nessun voto contrario. Perché è stata presa tale delibera? Perché chi governa tale Ente ha in primo luogo la responsabilità di rappresentare le esigenze delle imprese del territorio, non ha la responsabilità di tutelare interessi di qualcuno, di qualche lobby oppure della politica. La forzatura operata dalla Regione Marche per imporre la soluzione della Camera Unica Regionale è andata contro le rappresentanze delle Camere di Commercio che già attraverso le delibere di Unioncamere Marche, le delibere di accorpamento delle CCIAA Fermo, Ascoli e Macerata prese dai Consiglio delle Camere di Fermo e Macerata avevano indicato la strada delle due Camere di Commercio per le Marche come la soluzione più consona per rappresentare le esigenze di territori che avevano una particolare comunanza socio-economica e la condivisione di una situazione particolare causata dal recente terremoto.

Questa volontà è stata fortemente osteggiata dall’attuale amministrazione della Regione Marche usando forme di pressione non condivisibili, come ad esempio la partecipazione irrituale dell’Assessora Bora al Consiglio della Camera di Commercio di Ascoli Piceno che era orientato ad approvare l’accorpamento con Fermo e Macerata oppure il mercato delle promesse con la costituzione addirittura di tre aziende speciali pur di catturare il consenso di rappresentanze locali quando è noto che questa sarà solo una fase transitoria che porterà in breve tempo alla costituzione di un’unica azienda speciale regionale . Non condividiamo questa forzatura e il progetto sottostante che pensa di creare efficienze riproponendo il modello centralistico della politica che controlla i corpi intermedi che dovrebbero essere invece rappresentativi del mondo delle imprese e non della politica, come non condividiamo l’impostazione di buona parte delle dirigenze regionali delle associazioni imprenditoriali che hanno accettato questo ruolo subalterno nei confronti dell’Amministrazione Regionale pur di garantirsi rendite di posizione anche a costo di creare conflitti profondi con le rappresentanze provinciali più attive, ma l’associazionismo di questo tipo che vive della subalternità alla politica non ha futuro in quanto le persone sono stanche della riduzione di questi luoghi a lobby per pochi .

Rimane ancora non comprensibile la violenta pressione effettuata affinché Fermo non presenti questo ricorso quando è stato da sempre affermato che non vi è relazione tra l’iter in corso per la costituzione della Camera Unica Regionale che giustamente ha il suo percorso ed un ricorso che nei termini può ancora essere effettuato e che ha le sue ragioni. Ma la strada del ricorso non è un atto velleitario : ha le sue ragioni profonde sia politiche che giuridiche. Politiche perché l’attuale governo ha già pubblicamente manifestato che metterà mano al Decreto Calenda per recepire le istanze dei territori, giuridiche perché il parere richiesto dalla CCIAA di Fermo sul tema all’eminente Prof.Avv. Police ha attestato chiaramente che sussistono tutte le condizioni giuridiche per la presentazione del ricorso il cui esito non è prevedibile ma giuridicamente fondato. Brandire lo spauracchio di una responsabilità patrimoniale degli amministratori come è stato fatto per indurre qualche consigliere a “sfilarsi” non corrisponde al contenuto del parere legale che anzi induce ad esercitare tale ricorso.

La giunta della CCIAA, deputata a dare attuazione alla volontà del Consiglio, irritualmente ha chiesto a coloro che avevano votato la delibera in Consiglio di compartecipare con la giunta al rischio di un’eventuale danno erariale richiesto per le spese sopportate dall’Ente per il ricorso. I sottoscritti consiglieri hanno accettato questa inusitata richiesta pur di raggiungere l’obiettivo e hanno dato formale impegno, solo un consigliere per le indotte paure sopravvenute non se l’è sentita. I consiglieri firmatari della lettera di condivisione pro-quota confermano l’impegno anche per il consigliere mancante e siamo certi che anche i componenti della Giunta daranno il loro assenso e procederanno all’incarico al legale senza operare alcuna omissione negli atti di ufficio a cui sono preposti.

Guardare al futuro del territorio, presidente Di Battista, non significa cedere alle indebite ingerenze di una politica che non accetta di cambiare, ma che persegue ancora gli schemi falliti degli anni ’70. Ci auguriamo che anche i vertici regionali del mondo associativo riprendano un collegamento con il mondo reale, con gli imprenditori dei territori che dovrebbero rappresentare.

*Consiglieri camera di commercio: Di Chiara Nazzareno, Felici Paolo, Ferracuti Vittorio, Palma Alberto, Piergallini Maurizio, Pieroni Mauro, Valentini Massimo.

Marcozzi: "Inrca di Fermo, assunzioni ferme. Come mai?"

* Il silenzio e l’inattività dell’Amministrazione regionale rischiano di compromettere definitivamente la qualità dell’Inrca di Fermo. Da troppo tempo, infatti, dall’istituto di ricovero vengono lanciate delle richieste di aiuto a causa della carenza di personale sia medico che infermieristico e Oss.

Chiederò spiegazioni all’Amministrazione regionale con una interrogazione ad hoc. Il personale attualmente in forze all’Inrca lavora quotidianamente al di sopra delle proprie possibilità per garantire gli alti standard assistenziali che da sempre contraddistinguono l’Istituto. Ma, purtroppo, proprio per non compromettere quella qualità si è arrivati a dover accorpare reparti e a ridurre sensibilmente i posti letto. E in questa parabola discendente che sta seriamente minando l’Inrca, con il rischio chiusura reparti che si fa sempre più concreto, l’Amministrazione regionale tace. Le assunzioni sono bloccate. Voglio sapere perché non si corre ai ripari. Perché la politica regionale latita? Chiedo di sapere come mai ancora non viene approvato il piano assunzioni paralizzando di fatto la graduatoria di infermieri. Bloccata anche l’assunzione di Oss e, come se non bastasse, mancano almeno 4 medici all’appello. Una situazione insostenibile all’Inrca che merita risposte e chiarimenti immediati e, soprattutto, un’azione rapida per ripristinare condizioni occupazionali in linea con gli standard sanitari dell’Istituto.

In questo scenario esiste di base una severa carenza di posti letto per acuti rispetto gli altri territori della regione e per di più in una zona colpita dal sisma. Se poi si riducono i posti letto delle post acuzie si riduce l'accessibilità a quei pochi di acuzie. Gli anziani ancora più fragili bisognosi di letti per acuti che fine hanno fatto? Che fanno? E che fine faranno? E aggiungiamoci che non risultano sostituzioni maternità o aspettative. Siamo dunque al blocco dei posti a tempo indeterminato? Non era forse opportuno sboccare qualcosa almeno per le zone terremotate e più bisognose di sanità?

* Jessica Marcozzi, capogruppo Forza Italia Regione Marche

Bora, regione Marche: 585milioni da spendere grazie al Por-Fesr

* Presentiamo una capacità di spesa aggiornata di 23,3 milioni di euro, sopra la media italiana, con impegni di spesa per 153,5 milioni di euro pari al 45,5 per cento dello stanziamento originario. La sfida che assieme alle associazioni dobbiamo vincere, è quella di trasformare nei prossimi mesi queste somme in risorse materialmente erogate alle imprese. Questo è il primo incontro del Comitato di sorveglianza dopo la ridefinizione negoziata con la Commissione Ue del nostro programma operativo, una modifica che ha portato il budget complessivo a nostra disposizione a 585 milioni di euro, rispetto ai 337 del periodo 2007 – 2013. E' stato introdotto anche il nuovo asse 8 che finanzia la prevenzione sismica e idrogeologica, il miglioramento dell'efficienza energetica e il sostegno alla ripresa socioeconomica delle aree colpite dal sisma.

Le tipologie di edifici, specie dedicati alla formazione, alle scuola, alle università, su cui concentrare le risorse sono state individuate in collaborazione con i territori. Fino ad oggi sono complessivamente 888 i progetti presentati su questo versante. Oltre a ciò, mettiamo con decisione al centro dell'attenzione le imprese, perché la ripresa socio economica delle aree terremotate e dell'intera regione, passa soprattutto dal sostegno alle attività produttive. Su questo fronte abbiamo risorse complessive per 292 milioni di euro, una dotazione straordinaria, più di quanto nel precedente periodo di programmazione avevamo a disposizione nel complesso per tutti gli interventi previsti. Per mettere a frutto queste ingenti risorse occorre essere veloci ed efficienti, per questo abbiamo messo a punto cronoprogrammi dettagliati e su questo chiediamo l'aiuto delle associazioni di categoria affinché le imprese, specie del cratere sismico, possano cogliere appieno le opportunità che loro si aprono.

*assessora alle Politiche comunitarie e Attività produttive, Manuela Bora

Autotrasporto in crisi, la Cna: caro benzina e le aziende chiudono

Emiliano Tomassini 1

Da gennaio 2018 il prezzo del gasolio alla pompa sta aumentando costantemente, per un maggior costo che si attesta tra il 15% e il 20%: una voce che, per chi lavora con i mezzi di trasporto, “pesa” sui bilanci in maniera molto forte.

“Per le imprese dell’autotrasporto ogni giorno si rinnova una sfida, come tra Davide e Golia: se è vero che l’unione fa la forza, e questo i “piccoli” cercano ogni giorno anche organizzandosi sindacalmente come CNA Fita, è anche vero che occorre responsabilità da parte di chi può e deve decidere le scelte dell’economia e della politica”: è l’accorato appello di Emiliano Tomassini, portavoce territoriale della CNA Fita di Fermo, che aggiunge: “Le imprese dell’autotrasporto merci rischiano di essere stritolate, nella morsa di un mercato locale in difficoltà e da costi che crescono incontrollati e che non si riesce a recuperare in termini di aumenti dei propri costi di servizio. L’aumento vertiginoso del costo della benzina non porta a scegliere forme alternative di alimentazione motoristica, bensì a spegnere del tutto i motori e, purtroppo, mandare a casa dipendenti e titolari. Questi aumenti incontrollati rendono la situazione drammatica. Per noi è il primo punto nell’agenda dei nuovi governi, tempestività e provvedimenti nell’interesse delle imprese ma anche dei consumatori tutti”.

Analizzando i dati del settore dell’autotrasporto le preoccupazioni aumentano: già in questo inizio anno sono almeno 3 le aziende del trasposto merci conto terzi del Fermano che hanno chiuso. Il settore trasporti e magazzinaggio nel complessivo, al 30 aprile 2018, conta un totale di 317 imprese attive, quando al 30 aprile del 2010 erano esattamente 100 di più cioè 417, e si era già in pieno effetto crisi.

“Ormai restano poco più di 200 imprese nel settore merci – è l’allarme di Alessandro Migliore Direttore della CNA Territoriale di Fermo - in 8 anni hanno chiuso 100 imprese: un patrimonio di competenze e di lavoro che se ne è andato. Il settore ha perso il 23,98% delle imprese che aveva 8 anni fa, mentre il complessivo delle aziende attive in CCIAA di Fermo nello stesso periodo si è ridotto del 9,86%. Uno scarto che impone interrogativi. Non basta la nostra vicinanza alle imprese: occorrono misure serie ed immediate con trattamenti adeguati per il settore”.

Conclude Tomassini: “Se la politica è in cerca di fiducia, è ormai passato troppo tempo per dimostrare la capacità di incidere con scelte che almeno limitino i danni e contengano l’emorragia dei bilanci. Purtroppo le imprese dell’autotrasporto non fanno rumore quando chiudono i battenti e quando in tante sono spinte alla chiusura da un sistema complesso che non tutela i diritti e che aggrava di adempimenti”.

I sindacati: "Non è un Paese civile quello che fa rischiare la vita ai suoi figli"

crolloiti2

* Presso l'Istituto Tecnologico Montani di Fermo alle ore 7.20 è crollato il tetto di un’aula del triennio. Per pura casualità non si sono avute vittime tra gli studenti e il personale dellauola; ATA. È l'ennesimo crollo di una scuola pubblica italiana, anzi di una scuola che ha reso famoso il territorio fermano per la sua tradizione storica.

Non si conoscono ancora le cause di questo crollo ma sembra assurdo che, dopo i tremendi sismi che hanno colpito la nostra zona, si possano verificare situazioni del genere. I controlli di agibilità effettuati nelle strutture scolastiche avrebbero dovuto evidenziare situazioni di potenziale pericolo e in particolar modo di eventuali pericoli di crollo come avvenuto all'ITT Montani.

Più volte, come OO.SS. abbiamo denunciato la situazione disastrosa delle strutture pubbliche scolastiche italiane, nei prossimi giorni chiederemo nuovamente alle autorità responsabili le reali condizioni degli edifici scolastici della nostra regione e in che modo si vorranno orientare i necessari investimenti.

Occorre un piano di investimenti strutturali nella scuola pubblica e non procedere a riforme che da una parte vanno solo a colpire il personale della scuola e dall'altra parte ad operare in maniera propagandistica e di facciata. La scuola deve tornare a essere bene comune, come previsto dalla nostra Costituzione. La magistratura faccia luce sulle responsabilità del crollo e noi come OO.SS. saremo pronti a intraprendere tutte le azioni necessarie.

Non è un Paese civile quello che tollera morti sul lavoro e fa rischiare la vita ai suoi figli che si recano ogni giorno a scuola.

* CGIL CISL UIL di Fermo

Contrada Castello, un super Consiglio per il priore Marco Mancini

Elezioni direttivo Castello 1

* L'entusiasmo dei contradaioli ha portato ad allargare il direttivo a 26 consiglieri che si divideranno i crescenti impegni. Già ufficializzate anche tutte le cariche.

Si sono svolte le elezioni del nuovo direttivo di Contrada Castello, i contradaioli sono accorsi al seggio e hanno partecipato con grande interesse.

Marco Mancini è stato confermato priore della Sforzesca per il secondo mandato. Attivo in contrada da sempre, Mancini riceverà per la seconda volta la solenne investitura con il medaglione e la cappa priorale.

Il nuovo direttivo della Contrada Castello è quindi così composto:

Marco Mancini priore; Emanuele Bianchi vicepriore, tesoriere, responsabile tiro alla fune; Stefano Manciola vicepriore, cancelliere, responsabile tamburini; Massimo Temperini vicepriore e storico di contrada.

Questo il consiglio con relativi incarichi: Paolo Bartolomei stampa e comunicazione; Tea Belà cucina; Maria Bertola cancelliere, cerimoniera; Beatrice Brandimarte sartoria; Lucrezia Cocci tamburini, feste e giovani; Maria Frinconi cucina; Alieto Giammarini tiro con l'arco; Erika Giommarini cerimoniera; Elisabetta Machado tamburini, sartoria, feste e giovani; Marco Mancini oltre ad essere il priore è anche il responsabile delal corsa al palio; Giuseppe Mazzocconi magazzino e logistica, servizio fotografico; Francesco Matacotta feste e giovani; Barbara Montanini tamburini, feste e giovani; Juri Palmucci responsabile corsa al palio; Sofia Piergallini feste e giovani; Luca Porta magazzino e logistica, feste e giovani; Giorgio Prugnoletti magazzino e logistica; Aleandro Rossignoli feste e giovani; infine Enio Ruggeri, Giuliano Sabbatini, Paolo Sandroni, Santarelli Emanuele e Cristian Seghetta sono anche loro responsabili del magazzino e logistica insieme agli altri già indicati.

Le prime parole del priore riconfermato: “Sono contento dell'entusiasmo che si è venuto a creare in contrada, della risposta dei contradaioli, della composizione del nuovo direttivo allargato per dare più spazio a tutti; i tre anni passati sono stati intensi e culminati con la vittoria del Palio 2017, ce ne aspettano altrettanti con ugual impegno. Vorrei concludere ricordando che la contrada è aperta a tutti, bambini giovani e adulti che desiderano occupare un po’ del loro tempo libero in un ambiente allegro ed accogliente”.

*Ufficio Stampa Contrada Castello

Ricciatti: "Costituzione e Resistenza, noi ci saremo sempre"

lararicciatti FOTINA

* Il 25 Aprile saremo, come sempre, presenti ai cortei cittadini a fianco dell’Anpi. Lo facciamo perché lo riteniamo una commemorazione e perché sentiamo - oggi più che mai - l’esigenza di riportare in piazza la nostra Costituzione, figlia della battaglia per la Resistenza.

Anche le Marche che si sono sempre caratterizzate per un forte impegno democratico e per una cultura marcatamente antifascista, sono state ferite da gravi episodi che nell’ultimo anno ci hanno contraddistinto per deprecabili fatti che abbiamo condannato senza sé e senza ma: dalla targa di Anna Frank imbrattata, a svastiche che sporcando muri, dai rigurgiti negazionisti fino ad arrivare alla ribalta dei media nazionali per gli auguri ad Hitler per il suo centoventinovesimo compleanno da parte di un vice preside nell’ascolano. 

Assistiamo allibiti a forze xenofobe che si richiamano a valori incostituzionali che si riorganizzano, che presidiano il territorio, che parlano di invasione e generano paura. Abbiamo la convinzione che ad esse non vada concessa alcuna cittadinanza politica, per questo abbiamo promosso nei consigli comunali dove siamo presenti atti formali in cui non si concedano spazi pubblici a chi non rispetta il nostro dettato Costituzionale.

Solo per puro caso a Macerata si è scongiurato il peggio ma quella tentata strage doveva essere evitata, censurando chi, nelle Istituzioni e nel Paese, soffia sul fuoco dell’intolleranza alimentando discriminazioni etniche e razziali. Non basta più indignarsi davanti alle dichiarazioni inneggianti forni crematori od al ritorno del duce perché quelle pagine di storia le abbiamo studiate e non abbiamo dubbi: sappiamo da che parte stare. 

I numerosi attacchi all’Anpi dimostrano quanto bisogno ci sia, nella politica e nella società, di tornare a raccontare cosa fu la Resistenza e cosa significò scegliere di essere orgogliosamente antifascisti. Lo dobbiamo ai partigiani e lo dobbiamo ai nostri giovani, perché un Paese senza memoria è un Paese senza futuro.

* Lara Ricciatti, LeU

Facebook, Cambridge Analytica e il doping tecnologico: quali effetti?

Sono un professionista del mondo digitale da anni impegnato nella realizzazione di sistemi software. Come tanti della mia epoca abbiamo cominciato nel garage di casa perché era l’unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali. Siamo entrati nel mondo della digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino


In questi giorni siamo tutti coinvolti nelle vicende che intrecciano Facebook con Cambridge Analytica. Una vicenda che ha portato alla luce quanto era noto da sempre. L’elemento da analizzare non è tanto lo scandalo legato all’uso improprio dei dati personali ma perché dopo un anno che era tutto chiaro, proprio adesso è scoppiato lo scandalo. Il Guardian a marzo del 2017 (poco dopo l’approfondimento su Limes in Italia, ndr) ha pubblicato un interessante articolo che sostanzialmente già rivelava tutti i dettagli che solo ora sono stati fatti percepire, in tutta la loro gravità, all’ opinione pubblica mondiale. Non penso sia casuale che nello stesso ciclo di articoli si parlasse degli intrecci (tecnologici) tra il successo della Brexit e l’elezione di Trump. In questo caso, al contrario, l’opinione pubblica mondiale non è stata ancora coinvolta, perché?

Nel secolo scorso il tecnologo, difronte a queste domande, si sarebbe fermato e avrebbe detto: “lascio l’interpretazione della situazione a sociologi o politologi”. Oggi purtroppo non è più così, perché il concetto di informazione e orientamento delle masse è essenzialmente correlato a sistemi tecnologici. È perfettamente valida una riflessione tecnica per capire come sta cambiando il concetto di informazione. Il fulcro di tutto è in una allocuzione: “intelligenza artificiale”. La potenza elaborativa a cui sono arrivati i sistemi digitali, permette di analizzare e valutare quantità di dati estremamente rilevanti. Il risultato è la possibilità di avere analisi accurate di fenomeni di ogni genere, purché ripetitivi. A questo si affianca la possibilità di analizzare dati per imparare ad analizzare gli stessi dati in maniera sempre più accurata. È la capacità di apprendimento artificiale che oggi va sotto l’allocuzione di “Machine learning”.

Con i tecnicismi mi fermo qui. Vorrei analizzare il risultato anche perché la nostra vita futura sarà influenzata in maniera determinante da questi meccanismi e la linea di confine tra lecito e illecito, tra corretto e scorretto sarà sempre più labile difronte al significato che verrà dato alla parola privacy.

Un esempio: quando un atleta fa uso di sostanze chimiche per alterare le sue prestazioni fisiche si dice che pratica doping. Il confine tra lecito e illecito è tracciato chiaramente attraverso l’identificazione di sostanze e relative dosi. Nel mondo digitale e soprattutto in ambiti come il marketing questo confine non è netto. Al contrario, vige una sorta di anarchia per cui è lecito utilizzare ogni forma di intelligenza artificiale per raggiungere precisi obiettivi, solitamente commerciali. Non basta: ormai si parla di Ingegneria sociale o di psicometria termini che in se stessi collegano contenuti tecnologico/matematici a scienze umane, è una contraddizione. La stessa forma di intelligenza artificiale può essere usata per fare informazione e disinformazione proiettandoci in un mondo dove lo stesso sistema di analisi può decidere, in base a precisi input umani, come dosare le informazioni in base al sentimento dell’opinione pubblica, calcolato dalla macchina. Alla fine siamo davanti a sistemi in grado di dosare il flusso e il tipo delle informazioni in funzione di come la macchina ha valutato il pubblico target. Quanto ho scritto non è fantascienza ma è esattamente cosa ha fatto Cambridge Analytica.

Allora è chiaro, lo scandalo Facebook è uscito allo scoperto adesso perché attraverso l’analisi automatica di un campione significativo di persone in tutto il globo, il sistema digitale ha segnalato, ad un gruppo di potere, che il tempo era maturo per far scoppiare lo scandalo. Ovviamente tutto lo scenario è gestito attraverso un sistema di intelligenza artificiale uguale a quello di Cambridge Analityca ma usato contro di lei. Se nel secolo scorso, ad orientare le masse erano i grandi pensatori, visibili in carne e ossa, oggi il rischio è che le masse siano facilmente orientabili attraverso sistemi di elaborazione in grado di generare artificialmente effetti sedativi o eccitanti cambiando il peso delle variabili all’ interno di un sistema di calcolo automatico.

Dopo questa lettura penserete che leggo troppi libri di fantascienza ma come diceva un politico italiano del secolo scorso che non ha mai usato il computer “a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia mai”. La prossima rubrica, tra due settimane, sarà dedicata a cosa fare per non essere soggetti passivi difronte a questa rivoluzione tecnologica. Per chi vuole crearsi una opinione vi consiglio di leggere i tre articoli di cui trovate i link di seguito.

https://www.theguardian.com/technology/2017/oct/26/cambridge-analytica-used-data-from-facebook-and-politico-to-help-trump?CMP=Share_iOSApp_Other

https://www.theguardian.com/politics/2017/mar/04/nigel-oakes-cambridge-analytica-what-role-brexit-trump?CMP=Share_iOSApp_Other

https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/feb/02/corporate-dark-money-power-atlantic-lobbyists-brexit

Esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industrial, services, finance, aerospace and defence. Business Analist e Project manager in progetti di tipo ICT

Sciapichetti: "Pensili caduti nelle Sae, chi sbaglia paga"

L'assessore regionale alla Protezione civile delle Marche Angelo Sciapichetti che intende fare chiarezza sul crollo di alcuni pensili in sei casette tra Pieve Torina e Muccia dopo la scossa di magnitudo 4.6, di martedi' mattina.

sciapichetti

"Un errore imperdonabile e chi sbaglia deve pagare. La Regione ha gia' chiesto una relazione tecnica che individui responsabilita' e conseguentemente il possibile risarcimento dei danni- continua-. Non possono continuare a rimetterci i cittadini. Chi lavora nel sisma deve mettere massima attenzione in tutto quello che viene realizzato perche' anche un pensile caduto puo' ingenerare insicurezza in una popolazione gia' provata da mesi di scosse. È ormai da tempo che la Regione Marche chiede alle ditte maggiore attenzione e il potenziamento della manodopera nei cantieri proprio per permettere a tutti di lavorare con la dovuta accuratezza e minor superficialita' possibile".

Sciapichetti ricorda infine che "non sono stati segnalati altri casi nei Comuni dove sono state consegnate piu' di 1300 Sae". 

Giovani in agricoltura: pronti 17 milioni dalla regione Marche

Per favorire l'insediamento e gli investimenti aziendali dei giovani agricoltori nelle aree del cratere sismico la Giunta Regionale ha approvato il "pacchetto giovani". I ragazzi che intraprendono l'attività agricola hanno a disposizione 17,5 milioni di euro che verranno assegnati attraverso tre bandi. I primi due: aiuti all'avviamento e sostegno agli investimenti agricoli, sono in corso di pubblicazione, mentre il terzo (sviluppo delle attività non agricole) sarà emanato entro il mese corrente.

"La Regione investe fortemente sulle nuove generazioni che intraprendono l'attività agricola. Favorire l'insediamento dei giovani migliora la competitività delle imprese, grazie al maggiore dinamismo che sanno infondere – commenta la vice presidente Anna Casini, assessore all'Agricoltura – Il rilancio delle zone terremotate non può prescindere dalla volontà di costruire il futuro e il futuro sono i giovani. Con le risorse del Programma di sviluppo rurale (PSR), incrementate attraverso i 159,2 milioni aggiuntivi della solidarietà riconosciuti alle Marche, ricostruiremo il tessuto economico e produttivo che era fondato sull'attività agricola e zootecnica, migliorando le opportunità esistenti e valorizzando le peculiarità che i territori possono vantare". Il "pacchetto giovani" per le aree del cratere sismico prevede un aiuto per l'avviamento aziendale agricolo che varia tra i 40 e i 60 mila euro.

Beneficiari sono i giovani agricoltori di età compresa tra i 18 e i 40 anni che si insediano per la prima volta. Coloro che hanno i requisiti previsti da questo bando (pubblicato il 4 aprile, con una dotazione di 6 milioni di euro), potranno accedere anche ai contributi degli altri due del "pacchetto": finanziamenti per gli investimenti aziendali agricoli (bando il 5 aprile con 7,5 milioni disponibili) e non agricoli (in uscita entro il mese con 4 milioni di euro). Rispetto ai bandi delle precedenti programmazioni del Psr, quello che sostiene gli investimenti aziendali non agricoli, oltre a finanziare l'avvio di agriturismi, le attività dell'agricoltura sociale (agri nido e longevità attiva) e la trasformazione dei prodotti agricoli, favorisce la realizzazione di punti vendita extraaziendali per la commercializzazione dei prodotti. "Un ulteriore sostegno per rilanciare le attività tipiche delle zone terremotate che richiamavano consumatori attenti alla qualità e alla genuinità del cibo prodotto localmente", conclude Casini.

Pennacchio, il vescovo tra i carcerati

pennacchiocarcere

Dopo il Papa, che ha lavato i piedi ai detenuti il giovedì Santo, è tornato nella casa di reclusione di Fermo il vescovo Rocco Pennacchio, è già la seconda volta dall'avvio del mandato dell'arcivescovo che passa in visita ai detenuti e celebra per loro messa, per una vicinanza reale che è fatta anche di riflessione e di condivisione di alcuni momenti emozionanti.

Il vescovo, accompagnato da don Michele Rogante, ha invitato le persone presenti a trovare nel cuore le ragioni della rinascita, con un momento di preghiera e di umiltà, per ritrovare dentro di sé le ragioni per andare avanti.

Una visita molto gradita dalla direttrice della casa di reclusione, Eleonora Consoli, per un momento di sollievo che vale per tutti coloro che si trovano in carcere e lontani dalle famiglie, in questi giorni di festa.

Soccer Dream Montepacini: vittoria e super torta

soccerdreamdebutto

Esordio con vittoria per il Soccer Dream Montepacini sabato 31 marzo al Firmum village nella prima del campionato di IV categoria di calcio a 7, promosso dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Un "uno due" micidiale del duo d'attacco, il capitano Michele Cappella  e Davide Capponi, ha assicurato sin dai primi minuti di gioco la vittoria alla squadra di Montepacini, che ha concluso in scioltezza  anche il secondo tempo, controllando la partita e il risultato, forte in difesa dei rocciosi e instancabili Matteo Tramannoni ed Edoardo Palazzetti e del portiere Simona Dalmenghi. Per la F.I.G.C. era presente Danilo Oppesidano ( nella foto con Michele Cappella ) per inaugurare la prima giornata  ed assicurare il  pieno rispetto delle regole di quello che è,  a tutti gli  effetti, un vero campionato riservato alle persone disabili.

La seconda partita ufficiale in programma se la è aggiudicata la formazione della Stella del Mare di San Benedetto  per 3 - 0 a tavolino sul Potenza Picena, formazione composta esclusivamente da ragazzi  con sindrome di down, per mancanza del numero minimo  necessario di giocatori di quest'ultima. La Stella del Mare e il Potenza Picena hanno disputato, tuttavia, una partita amichevole in cui hanno avuto modo di entrare in campo anche i giovanissimi del Potenza Picena. La mattinata si è conclusa con altre due partite amichevoli per favorire la conoscenza reciproca e l'amicizia tra i giocatori di tutte le squadre e con un momento conviviale : penne all'arrabbiata ( chef Massimo Catinari ) e panini con salame e lonzino ( lavorazione  artigianale  di Candido Capponi ) per tutti.

L' associazione "Incompresi", da sempre vicina e solidale con il progetto di Montepacini, non ha voluto far mancare, neppure in questa circostanza,  il proprio sostegno per la prima di campionato, realizzando una buonissima e bellissima torta per 100 persone ( pasticciere Roberto Tomassoni ) con i colori della Fermana Calcio e del Soccer Dream ( nella foto ). Soddisfatti gli allenatori  del Soccer Dream  Francesco D'Addio e Marco Calcinaro e lo staff della squadra che guardano con fiducia al prossimo appuntamento in programma sabato 28 aprile ad Ascoli Piceno. 

 
 

La Pasqua di Don Franco Monterubbianesi

donfrancoprimopiano

* Questa lettera agli Amici tutti vale come messaggio per l’impegno di tutti, anche degli amici politici, nella loro buona volontà di aiutarci a portare avanti la progettualità comune. 
Nella sua ampiezza, che parte dalla Mistica, per estendersi poi a Roma, e infine alla regione Lazio. Secondo lo spirito e le azioni che stiamo intravvedendo, risolutive anche della crisi della politica, di una sinistra che va rigenerata nei suoi fondamenti anche attraverso la nostra azione nel territorio

Questo per gli avvenimenti elettorali recenti, se andiamo a fondo nella necessaria riflessione. Siamo nel tempo dell’attuazione possibile di una vera democrazia sostanziale, di tutti i cittadini partecipi, che sappia interloquire, in verità e rispetto, con la democrazia rappresentativa. Quella democrazia rappresentativa che purtroppo negli ultimi tempi si è distaccata dalla società e dai suoi bisogni. Vedasi, e noi siamo i primi a subirlo come Terzo Settore e ad esserne testimoni, la faccenda del welfare sociale che è stato tradito, da molto tempo, dalla sinistra. Mentre ne doveva essere il nume tutelare. Tutto ciò è innegabile. Lo abbiamo patito nella sostanza del nostro modello della Comunità di Roma, mai riconosciuto a dovere, e nelle conseguenze economiche di tale abbandono, che stiamo pagando duramente

Ma come ci dice Papa Francesco, è ora, per il Terzo Settore, di alzare la testa, di non essere più soltanto tappabuchi, ma pretendere rispetto della nostra azione, che facciamo contro ogni emarginazione, e  pretendere dalle istituzioni un vero coinvolgimento totale di progettazione comune. Ora per il rilancio del welfare sociale, pena la decadenza ulteriore della società, oggi frammentata all’estremo

In una maniera con cui ci si fa tutti veri partecipi, e i cittadini vengano coinvolti il più possibile, territorio per territorio, in una vera autorganizzazione comunitaria, in cui deve contare il partire insieme con le istituzioni dai problemi, e affrontarli sempre insieme per far ripartire una vera politica dal basso, con le forze reali, sociali e politiche, che possano risolverli, anche se in tempi lunghi o brevi che siano.

Ridando soprattutto agli enti locali, oggi emarginati, ai loro coordinamenti, la forza di attuare i cambiamenti, coinvolgendo tutti. E’ in fondo lo spirito dell’art. 3, comma 2 della Costituzione, che dobbiamo attuare nel rimuovere, noi tutti, gli ostacoli per la partecipazione di ogni persona, qualsiasi sia la propria condizione di debolezza, allo sviluppo del bene comune.

Un grande afflato di una nuova politica, che rifaccia l’unione dei politici alla base, ai suoi bisogni, superando per sempre la società degli interessi, che ha prevalso dopo il delitto Moro in Italia e nel mondo, con le politiche neoliberiste. La sinistra, da quel tempo, ha perso la sua identità, il suo midollo, snaturandosi nei giochi di potere e non più del servizio. Devono essere i cittadini, e in questo c’è tutto un lavoro culturale da fare, che oggi, uscendo dal facile qualunquismo di delegare sempre agli altri, si assumano invece la responsabilità personale di affrontare i problemi in proprio. I problemi che i territori hanno, uscendo dalla facile indifferenza, dalla solitudine dei puri rancori, come il CENSIS oggi ci ammonisce.

Allora dobbiamo creare con i cittadini più sensibili, avviandoli con concretezza e gradualità, presidi politici di base territoriale, da cui nasceranno leader naturali, attivi a creare insieme agli altri comunità di azione e di riflessione dei cittadini che si autorganizzato, territorio per territorio, per risolvere i problemi. Questa azione di coinvolgimento della base è oggi essenziale. Noi del Terzo Settore, già organizzati sul sociale, ma soli, dobbiamo, rinascendo anche noi a noi stessi, dare una mano sostanziale a che si crei tale movimento insieme ai cittadini, fatti responsabili, non solo inquieti, e inconcludenti

Tutto ciò in un’ottica non più assistenziale dei servizi stessi che coinvolga i servizi di base che resistono, non più assistenziali dei servizi stessi, ma di protagonismo delle persone in difficoltà, per coinvolgerle invece nella loro dignità di vita e di lavoro. Anche come risorsa per una economia sociale fatta di buone prassi sui territori. E’ l’Italia che resiste. Tutti i problemi di emarginazione che hanno le periferie devono essere affrontati, e noi ci proponiamo di partire partire dalla Mistica, di coinvolgere poi il protagonismo della Comunità di Roma per affrontare i problemi di essa, e in fine, mano a mano con le realtà positive alleate che abbiamo, affrontare i problemi delle varie province del Lazio

Su un problema dobbiamo eccellere nella risposta, che ha la particolarità di essere centrale, e può coinvolgere gli altri problemi: il problema del “dopo di noi”, che coinvolge in maniera assoluta le famiglie dei disabili, quando i loro figli rimarranno soli.

Siamo stati noi, con le famiglie, a volere la legge 112/2016 sul “dopo di noi”. Tocca ora realizzarla soprattutto all’art. 4, per il processo di autonomia che dobbiamo dare ai disabili prima che i genitori scompaiano. Secondo l’ISTAT è la sorte di 250mila disabili che oggi vivono in famiglia. Sono le famiglie e i giovani che ben preparati ad essere operatori del “dopo di noi”, in un processo di formazione adeguato, che devono accompagnare tale processo, in “strutture” adeguate per il “prima del dopo”. I giovani vanno sensibilizzati a questa idealità possibile sin dalla scuola, dove tale idealità di vita e di lavoro futura con i disabili deve essere trasmessa alle nuove generazioni, perché la sposino sin dall’inizio della loro convivenza nelle scuole, con i disabili, integrati in essa.

In tale processo, noi di Capodarco possiamo coinvolgere, per questo aspetto educativo, il CESC-project. Ma da tale processo nelle scuole bisogna passare poi all’integrazione di vita e di lavoro nel territorio, con l’economia sociale delle tante buone prassi in cui i giovani vanno coinvolti come primi attori di ciò che si può creare. Da qui il nostro rapporto con l’università di Tor Vergata, con una economia sociale da attivare.

L’economia sociale da attivare: un ambito molto adatto a questa integrazione di vita e di lavoro è l’agricoltura sociale, che noi, per nostra parte abbiamo saputo promuovere a livello nazionale con il forum nazionale dell’Agricoltura Sociale, la cui sede è proprio alla Tenuta della Mistica di Roma, dove il nostro progetto è già attivo nel territorio della Prenestina. La Mistica è una grande enclave agricola, con tante potenzialità per una agricoltura multifunzionale, dove la terra da curare in maniera più adeguata è anche la terra che ci cura; in Italia abbiamo anche la legge 141/2015 sull’agricoltura sociale. Sul piano nazionale, sono tanto meravigliose le realtà di accoglienza per la disabilità che si stanno facendo.

Deve nascere nel territorio tale sensibilità di partecipazione dei cristiani, attivando queste comunità territoriali autorganizzate, da creare possibilmente parrocchia per parrocchia. E’ il cristianesimo veramente coinvolgente i poveri e i più deboli, che si deve trasmettere alle nuove generazioni, come loro ideale possibile, ma anche come occupazione vera di lavoro. La crisi educativa che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni si risolverà nel ridare loro idealità di servizio in termini concreti. E’ un rinascere anche della Chiesa. La carità che è l’anima della Chiesa, perché è il Cristo che la vive con noi, si deve fare attiva nelle opere, non nel pietismo facile e non risolutivo, ma nell’operosità dei giovani con cui la carità deve divenire speranza concreta, di cambiamento delle cose. I giovani si misureranno in esso nella loro azione forte e coraggiosa, di servizio, unito al protagonismo dei poveri.

Tutto ciò partendo dalla realtà locale, in cui si costruisce un vero cambiamento ambientale delle cose che non vanno, in una bellezza di convivialità. Sino alla dimensione più globale, su cui preparare i giovani sin da ora per una Europa da ricostruire nel suo valore umano e cristiano, voluto dai suoi fondatori. Avremo le elezioni nel 2019 da preparare negli animi e nelle coscienze, soprattutto dei giovani. La politica europea è degenerata in maniera sostanziale nella politica del rifiuto dei migranti, e in una conduzione assurda dei problemi internazionali, dove è del tutto assente la solidarietà, ma soprattutto la giustizia.

Ai giovani dobbiamo trasmettere questo senso critico, per agire di conseguenza con loro, in unione ai grandi movimenti che si stanno facendo su tale piano. Così ci dobbiamo proporre (e sarà molto significativo per l’ambito di lavoro agricolo dove possono e sono già preziosi) l’accoglienza e la vera inclusione dei giovani migranti. Per adesso nel territorio di Roma Est e in tale progetto del “dopo di noi”. In tale territorio, c’è anche una funzione da sviluppare per un nuovo rapporto intergenerazionale tra giovani ed anziani, in un reciproco servizio. E’ un grande bisogno delle periferie abbandonate, dove l’anziano vive la sua estrema solitudine, mentre anche lui può essere risorsa di cambiamento. Lo spazio agricolo della Mistica deve diventare una grande risorsa per rilanciare la convivialità degli abitanti dei vari quartieri circostanti.

Il progetto Mistica così sta iniziando. Eleggiamo Papa Francesco, come la guida spirituale che tutti dobbiamo seguire nel territorio, seguendo i suoi  vari ammonimenti, per l’intelligenza vera delle cose, e nella buona volontà delle azioni di tutti noi, in cui ci dobbiamo coinvolgere con umiltà, ma grande passione.

La Pasqua che viene è la certezza che veramente uniti ai poveri, resi protagonisti con i giovani condividenti, le cose cambieranno nella forza della Resurrezione del Cristo. Uniti anche tra noi, così vi ricordo il Comitato di sostegno che dobbiamo mettere in piedi.

* Don Franco Monterubbianesi

Rischi e vantaggi di uno smartphone: servono Famiglie 4.0

Un tempo il garage di casa  era l’ unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera. Oggi chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale. Questo sta generando un fenomeno che si chiama digital transformation (Trasformazione digitale).

gaetanoascenzifotino


Si parla, si legge e si scrive di Industria 4.0, ma penso sia necessario cominciare a pensare che forse il cambiamento deve arrivare anche nelle famiglie che sempre più spesso si devono misurare con argomenti educativi che sono frettolosamente confusi con la capacità dei figli di saper usare strumenti tecnologici. Spesso mi chiedono di svolgere corsi di sicurezza ai ragazzi delle scuole e sempre mi rifiuto, non per mancanza di tempo o per impegni ma per una precisa convinzione: “Questi corsi non servono ai nativi digitali ma ai loro genitori”.

Il punto è proprio questo: muoversi nella rete in sicurezza non è un fatto tecnico ma una impostazione educativa e i genitori di oggi sono estremamente male-educati nell’affrontare internet per non parlare dei social. Al di là di qualsiasi corso, i ragazzi tendono a imitare i genitori e questi sono inadeguati a dare regole di corretta gestione del mondo digitale. A questo punto, il ragazzo che partecipa a corsi di sicurezza, invece di seguire i consigli dell’esperto, si allinea all’ignoranza del genitore, è più facile. Peccato che i risultati sono devastanti. L’uso sconsiderato dei social è ormai costante, la voglia di apparire sovrasta anche il buon senso. Dico questo perché ormai non c’è più razionalità. Uno smartphone è diventato, in più di un caso, uno strumento per indurre al suicidio.

Nonostante questo, si perdura nei nostri errori di genitori. Nei miei corsi ai genitori spesso faccio questa domanda “voi affidereste, a vostro figlio dodicenne, la guida dell’auto?”. Tutti rispondono di no. Al contrario chiedo: “Quanti dei vostri figli dodicenni ha uno smartphone?”. Tutti rispondono di sì, senza percepire che i rischi correlati ad una automobile e a un cellulare sono gli stessi, semplicemente l’automobile fa percepire un rischio diretto, lo smartphone fa percepire un rischio indiretto.

L’apoteosi viene raggiunta quando mi faccio dare il nome e cognome, a caso, di uno dei genitori presenti e comincio a navigare il suo profilo facebook (ovviamente nella parte pubblica). Comincio a descrivere i post e ad analizzare le foto per far capire quanto può dire, ad esempio, una fotografia apparentemente innocente. Ebbene la reazione media della persona osservata è di fastidio (qualche volta anche di rabbia nei miei confronti) e questo è incredibile perché quei dati e quelle foto le ha pubblicate liberamente proprio lui e le ha messe a disposizione di 3 miliardi di utenti! Alla fine, perché ci stupiamo di ragazzi che pubblicano foto in atteggiamenti intimi o di ragazzi che, in età adulta, sono scartati ai colloqui di lavoro perché su Facebook hanno pubblicato, 6 anni prima, una foto non coerente con il profilo che l’azienda sta cercando.

Come dico e scrivo, non è un problema di preparazione tecnica. Il mondo è cambiato e anche l’educazione deve cambiare e deve diventare coerente con la Famiglia 4.0, non per proibire ma per dare i giusti strumenti per affrontare correttamente la rivoluzione digitale e tutto quello che di positivo e negativo si porta dietro.

Esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industrial, services, finance, aerospace and defence. Business Analist e Project manager in progetti di tipo ICT

Contesa del pallino, la grande vittoria di Santa Croce

premiazione vincitori
Si è chiusa l'edizione 2018 con un partita tiratissima tra le delegazioni foranee della Contesa del Secchio Santa Croce e Castel di Castro, quest' ultima capitola a pochi punti dalla fine dove Santa Croce in un primo momento in vantaggio poi in crisi, riesce a strappare gli ultimi 3 punti decisivi. Giocatori di alto livello per entrambe le squadre e pubblico appassionato, che regala uno scrosciante applauso alla vincitrice quando era già scoccata la mezzanotte. Onore ai vincitori da parte di tutte le componenti della Contesa, presenti le insegne ed i vertici di tutte le Contrade e Delegazioni, accompagnate dai musici della Contrada Cavaliera Sant'Elpidio.Presenti nel corso della serata i rappresentanti del Comune, l'assessore Matteo Verdecchia ed il Consigliere Comunale Paolo Maurizi, che hanno premiato rispettivamente la squadra vincitrice con la medaglia d'oro e la seconda classificata con la medaglia d'argento.
 
"Ringrazio quanti si sono adoperati per il consolidamento di questo evento nel cartellone generale delle iniziative promosse dalla Contesa del Secchio;in particolare il presidente della Bocciofila Elpidiense Alberto Spreca, l'assessore allo sport Matteo  Verdecchia - dice la presidente dell'Ente Contesa del Secchio, Alessandra Gramigna -  L'idea che dobbiamo condividere su questa iniziativa è quella di veicolare con essa l'importanza dell'aggregazione sociale cittadina collegata alla capacità di veicolare fuori dai confini cittadini la Contesa del Secchio coinvolgendo giocatori di alto livello di rilievo regionale e non solo e con loro un pubblico extra territoriale. Sono particolarmente felice che le delegazioni foranee abbiamo raggiunto questo obiettivo, segno questo che nel corso del tempo divengono inequivocabilmente parte integrante del sistema Contesa, ci prepariamo ora ad avviare le iniziative del cartellone storico 2018 con le sue tante novita".

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.