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Editoriali

#RisorgiMarche e il potere della musica

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“Una musica può fare, salvarti sull'orlo del precipizio”. RisorgiMarche funziona? I dubbi non verranno mai placati, neppure dai diecimila, magari davvero 15mila, che hanno affrontato il caldo per raggiungere Casalicchio. Ma i due appuntamenti fermani a Montefortino e Amandola hanno dimostrato che il festival funziona se i sindaci ci credono. Domenico Ciaffaroni e Adolfo Marinangeli da mesi, forse un anno, sono diventati i ‘nemici perfetti’. Perché due amici che hanno combattuto battaglie insieme, unendo la verve comunista al raziocinio democristiano, quando si dividono diventano una macchina da guerra pericolosa. Ma RisorgiMarche ha saputo ricucire ferite, anche se restano punti e sangue.

Uno ha dato forza all’altro, anche a livello comunicativo. Marinangeli brinda a Ciaffaroni e alla sua capacità di far mettere in sicurezza l’eremo e di organizzare eventi per dare un seguito a Paolo Belli, vedi il sold out alla sagra della trota che ha fatto sorridere tutti i commercianti. Ciaffaroni fa di più, va ad Amandola e partecipa perché i Sibillini hanno bisogno della loro città. E lo ha fatto anche pochi giorni prima quando critiche pesanti, e difficili da comprendere, hanno assalito il sindaco di Amandola sull’ospedale nuovo.

Può guardare tutti a testa alta Neri Marcorè. E la presenza del governatore Ceriscioli lo ha dimostrato. Non è perché ha investito poco meno di 300mila euro nel progetto che il presidente è arrivato scarpinando ad Amandola, ma perché la montagna ha bisogno della sua presenza. Tra poco cambierà il commissario straordinario, ma non i suoi vice, tra cui Ceriscioli. Deve imparare ad ascoltare il numero uno della Regione e magari tra una canzone di Marcorè e l’altra, ascolltando le critiche che piovono tra i prati in fiore e in mezzo alle Sae consegnate trovare spunti per cambiare e migliorare. 

“Una musica può fare amare soltanto parole” concludeva Max Gazzè. È chiaro che a Ceriscioli le parole non basteranno, come invece devono ritrovarle comuni Marinangeli e Ciaffaroni. E con loro i sindaci del cratere e a scendere i cittadini che devono credere nella ripresa senza alzare troppo l’asticella. Ermal Meta ha vinto Sanremo eppure tutti volevano Jovanotti. Surreale, ma come direbbe Gazzè: “Una musica può fare dove sei, non mi vuoi, stai con me”, ovvero volere tutto e il suo contrario.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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