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Editoriali

Questura, Prefettura e Provincia: quando 1+1+1 non fa 3

raffondinocolori

* La matematica non è la materia preferita del Fermano, ma neppure del Governo. La riprova arriva dall’inaugurazione della questura di Fermo. Il presidio di legalità, il simbolo per eccellenza della sicurezza in città, il luogo da cui partono ricerche e azioni mancava a questa provincia. Che parola strana che è ‘provincia’. E dire che è anche inserita nella costituzione. Ma politici e cittadini se ne ricordano solo quando c’è qualcosa che non va.

Giusto che al tavolo dei grandi in Prefettura ci fosse il sindaco del comune capoluogo, ma cosa c’è di più provinciale di una questura? Ha sede a Fermo, ma è il simbolo del territorio per antonomasia. Ma nessuno ha pensato di far parlare la presidente di questa piccola e combattiva provincia.

Ma quando c’è da rispondere su un tetto che crolla, tutti a cercare la presidente che gratuitamente dedica tempo della sua giornata al bene degli altri 39 comuni, considerando che uno è Monte Urano di cui è sindaca.

I sindaci, solerti a partecipare all’incontro con il ministro Salvini, se ne dovrebbero ricordare ogni giorno o quantomeno ad ogni assemblea che viene convocata e dove in troppi disertano. Se la matematica non fosse un’opinione, 1+1+1 farebbe tre. E invece a Fermo si dimentica il primo 1, ovvero la nascita della Provincia, maggio 2004, senza cui non ci sarebbero state né la Prefettura, 2011, né la questura 2018.

Oggi, due palazzi sono pieni, uno invece è semivuoto. Ma, pensate un po’, dei tre quello riconosciuto dalla costituzione è proprio quello provinciale, con le sue competenze svuotate in maniera irregolare da una riforma bocciata dai cittadini, e con i suoi cassetti vuoti, ma un tempo pieni di soldi per poter dare servizi.

Il ministro Salvini ha promesso ‘battaglia’ per far tornare al centro della vita istituzionale l’ente oggi guidato dalla Canigola. Ma non sarà facile, perché il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario e così qualcuno dovrà cedere, sapendo che il Pd, fino a pochi mesi fa al Governo, dopo aver tentato di sopprimerle per dare ‘brioche’ agli anti casta non ha mai pensato di risolvere il vulnus post referendum. Lega contro tutti si perderebbe in partenza, lasciando questo status quo confusionario e irrispettoso delle persone che la guidano e ci lavorano.

Non resta quindi che la forza del territorio, partendo da quei 40 sindaci che vogliono l’erba sfalciata, che chiedono rotatorie, che sperano di portare i ragazzi in scuole sicure, che non vogliono l’aumento della Rca auto e che sperano di accelerare i lavori grazie ai tecnici provinciali. Quei sindaci che dovrebbero far sentire il proprio sostegno alla Provincia ogni giorno, non solo quando hanno bisogno o, peggio, quando non riescono a intercettare da soli o via conoscenze un funzionario o un assessore regionale.

Mentre ogni cittadino vedrà sfrecciare una nuova volante, noterà due uomini in più dietro un angolo a fermare un rapinatore o un vu cumpra, non dimentichi che senza il primo 1 gli altri non sarebbero mai arrivati e che quindi 1+1+1 non può fare due. 

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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