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Editoriali

L'area è di crisi, ma l'aria è di crescita. Se Della Valle dice no però è dura

raffondinocolori

* Parte da Diego Della Valle la rivoluzione del sistema di produzione del distretto calzaturiero. Mister Tod’s non fa altro che mettere in pratica quello di cui molto imprenditori discutono da almeno un paio d’anni: la destagionalizzazione. Le migliori scarpe nascono nel territorio tra i fiumi nel cuore delle Marche, tra paesi che sono divisi da una curva, come Montegranaro e Monte San Giusto, o magari da una piccola valle, come accade tra Sant’Elpidio e Torre San Patrizio o Monte San Pietrangeli. Un polo produttivo che vive da sempre sulle sue certezze, che non significano solo Russia.

Certezze sono i fornitori, sono i piccoli laboratori artigianali, sono quelli che producono le scatole e chi invece il calzante. Certezze di un sistema che sa di dover preparare due collezioni all’anno. Le parole di Della Valle, “stiamo cambiando il nostro calendario produttivo per offrire prodotti nuovi ogni mese", si ripercuotono su tutto il sistema. Perché questo significa modificare il modo di lavorare dentro ogni azienda, con gli operai, ma anche chi cura la logistica, che deve essere pronto a rispondere a una domanda diversa di mercato.

È in grado il distretto di rispondere a questa esigenza dettata, in primis, dalla velocità del web che ha cambiato anche i tempi della moda? Difficile dirlo, lo stesso Della Valle deve affrontare il mondo attorno a sé che vive di ferie ad agosto e non è pronto a cambiare ottica.

Un distretto che tra l’altro va in cerca del riconoscimento di area di crisi complessa, ma ha già incassato il primo “a noi non serve” proprio da mister Tod’s. E questo è un male, perché, Ascoli insegna, l’area di crisi serve proprio alle grandi imprese che hanno possibilità di fare ingenti investimenti, accrescendo l’occupazione, a fronte di grandi vantaggi fiscali. Ma si parla di oltre un milione di euro come base di azione. “Se è uno strumento che serve a dare una mano alle piccole imprese che in questo momento soffrono, ben venga, certamente non lo useremo noi” ha ribadito. Un assist al distretto? Tutt’altro, ma l’imprenditore ha tempo per ripensarci visto che l’iter è ancora in corso ed è bloccato in Regione per delle modifiche richieste dal Governo, che tra l’altro sta per cadere e quindi c’è anche il rischio che si riparta da zero.

Non c’è ripresa se a guidarla non è chi corre più di altri. Della Valle ha parlato di “ottimismo” pensando al futuro perché lui non guarda ai conti delle trimestrali, negative da un paio d’anni, ma al progetto di cambiamento e sviluppo in corso. Solo che per far diventare il suo percorso un ottimismo collettivo deve giocare da protagonista investendo e così facendo trascinando con sé i piccoli che solo unendosi, le famose reti, possono utilizzare i benefit dell’area di crisi. E magari sapendo che unendosi possono comprare macchinari che poi useranno per la crescita della Tod’s lo faranno con più convinzione. Si parla sempre di sistema Paese, qui serve un sistema fermano (maceratese) in cui Tod’s non dica “lo strumento area di crisi non lo useremo” ma, come accaduto ad Ascoli con Sabelli, Fainplast e tanti altri i migliori diventino proprio quelli che ne fanno un mezzo di sviluppo.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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