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Editoriali

Un popolo di meticci depressi ed entusiasti

raffondinocolori

* E Pasqua sia. Poi uno sceglie, in base allo stato d’animo, se fermarsi alla morte o puntare sulla resurrezione. Guardando attorno a ognuno di noi, si assiste a un mix di depressione ed entusiasmo.

Depressi sono i calzaturieri che non trovano la via di uscita dalla crisi del mercato russo. Ma entusiasmo c’è per un progetto che vuole fare di Fermo la vetrina delle loro scarpe.

Depressi sono i vecchi alunni del classico di Fermo che stanno raccogliendo firme per non spostare la scuola, ma entusiasti sono i genitori e i politici che hanno ottenuto milioni di euro per fare un nuovo polo antisismico.

Depressione viene quando si parla di immigrazione, con il refrain ‘immigrato delinquente’ che riempie la bocca di grandi e, purtroppo, piccini. Le strade sono state riempite di manifesti in cui troneggiano un bianco e un nero che corrono. Sul bianco c’è scritto corre, sul nero scappa. Il punto interrogativo che segue prova a salvare tutto, la pubblicità è pro integrazione, ma la realtà è che la percezione insita in ognuno è negativa. Difficile quindi trovare il lato entusiasta di questa storia, ma c’è se si pensa a un fatto molto semplice: ormai siamo tutti meticci. In Europa è una questione genetica, visto che il mix di razze è realtà da decenni se non secoli, in Italia invece la contaminazione è arrivata grazie ai mezzi di comunicazione e al mercato. Siamo tutti immersi in un mondo internazionale, ma ancora pensiamo di poter parlare di Italia e di non italiani. Visione miope di chi neppure capisce che comprando un capo o cambiando pettinatura, per non parlare dell’uso dei social, è già meticcio dentro, se non nel colore della pelle, perché guidato da altri.

Buona Pasqua quindi, con la speranza che duri un po’ di più di un paio di giorni il senso di estasi che deve pervadere tutti, in primis chi occupa ruoli di comando. Ma non solo, sia chiaro, perché uno dei grandi problemi che viviamo è la non partecipazione. Il comandante provinciale dei carabinieri Niglio, uno che arriva da Campania e Calabria, ha parlato di omertà, intesa come scarsa voglia di essere parte di un miglioramento, il Prefetto parla di autoprotezione e necessità di tenere gli occhi aperti. Modi diversi per chiedere partecipazione, quella che va oltre un click sui gruppi social. Perché un conto è pigiare un tasto, un conto è aiutare l’altro, che è più uguale a noi di quanto pensiamo. Non ci credete? Guardategli le scarpe, se proprio non riuscite a guardagli gli occhi.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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