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Editoriali

Le partite da non perdere

raffondinocolori

* Dopo essere finito nello shaker elettorale, il Fermano deve ritrovare la lucidità. Ci sono numerose partite aperte che vanno necessariamente chiuse. C’è la possibilità di farlo da qui a un mese, con il governo Gentiloni ancora in sella. Ma tanto si dovrà fare dopo, sempre che Mattarella riesca a far quadrare i conti post elezioni.

La questione principale è quella dell’area di crisi complessa che era partita come una Ferrari e che ora procede su una Fiat Panda a metano. Perché Teresa Bellanova, viceministro, ha studiato i report, poi li ha rimandati al mittente per le limature e le ulteriori integrazioni. Sono passate preziose settimane e solo nelle ultime ore il corriere ha raggiunto Roma con il plico. Se salta la Bellanova, non dovrebbe però cambiare il funzionario Calabrò che al Ministero segue la pratica, si riparte da capo, senza una mediazione diretta del senatore Verducci, anche se la Lega, in special modo, ha promesso attenzione.

Ci sono poi le maxi partite, come quella della ricostruzione. Si continua a parlare di strade di collegamento nel maceratese, sicuramente più danneggiato, ma nulla si dice invece di mare monti e di intervalliva nel Fermano. Tolti milioni, pochi, per raddrizzare un paio di curve nell’amandolese come promesso dalla Regione, ma rimasti senza atti ufficiali.

Infine, se le Marche sono ormai risucchiate verso il sud dell’Italia, se non ci sarà un boom di reddito di cittadinanza, tornerà con forza la richiesta di ammortizzatori speciali prolungati e specifici. A qualcuno andranno chiesti. E per questo ora nessuno sorriderà più pensando al presidente dei calzaturieri Ciccola che in campagna elettorale si è seduto al tavolo con tutti i partiti e movimenti consegnando richieste e dossier.

Ci sono poi le sfide sanitarie. Il novo ospedale di Fermo non convince i 5 Stelle, lo hanno ribadito più volte in campagna elettorale. Ma in Regione non ci sono loro. Ecco che, se il Governo sarà pentastellato, un occhio di riguardo al capitolo fondi ministeriali per potenziare quanto già finanziato, ma mai partito nella sua costruzione, si potrà valutare.

Con un solo referente territoriale, diventeranno ancora più importanti le capacità dei sindaci, uniche voci che hanno la possibilità di bussare a Roma, insieme alla presidente della Provincia. Che continua a convocare il Tavolo per lo sviluppo, perché mai come ora una voce unica per questo piccolo, e potenzialmente dominante, pezzo di Marche deve essere forte e compatta.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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