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Editoriali

Webeti e moralizzatori da campagna elettorale

rafsitorossa

Si rischia una pessima campagna elettorale a più livelli, sia Nazionale sia locale, di certo nel Fermano. Per il Nazionale bastano i botta e risposta di questi giorni. Chi dà dell'incompetente all'altro, chi sostiene programmi ambiziosi, chi si affida a ricette fantasiose, in una gara che sembra più tra chef stellati, che cercano di stupire, che tra leader del futuro. Per questo però siamo abituati, quello che preoccupa è il locale dove bisognerà fare grande attenzione all'uso dei social network, all'uso delle parole senza mai dimenticare che hanno un peso anche se scritte su Facebook.

Hanno un peso se auguri la morte a un sindaco. Bisogna fare attenzione perché le parole non sono mai totalmente sconnesse dal contesto in cui si vive, i messaggi restano nel tempo e poi l'uso che se ne farà mica lo sappiamo già. Basti pensare a quello che è successo sempre a Porto Sant'Elpidio dove a un candidato è stato rinfacciato un post in cui citava Hitler, cinque anni fa.

Detto ciò non esistono i moralizzatori, anche se sulla costa ce ne sono di ogni colore, a cominciare da quello di governo. Don Sturzo è morto da un pezzo e le dinamiche nella seconda città della Provincia, non certo un borgo tra i Sibillini, stanno a dimostrarlo.

Il dilemma a questo punto diventa anche giornalistico: scrivere di un webete dandogli risalto e scrivere della scomposta reazione di chi ricopre un ruolo politico, o non scrivere? Lunga è la strada fino al voto. Per ora, meglio fermarsi a riflettere.

 

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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