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Editoriali

Portarsi il meglio nel 2018, tra volti e parole

rafsitorossa
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Quando inizia un nuovo anno, bisogna sempre trovare qualcosa di buono da portarsi da quello vecchio. Soprattutto sapendo che il 2018 sarà un anno particolare, perché segnato dalle elezioni. Questo significa mesi di stallo, di finte promesse, di progetti ambiziosi e di tante strette di mano o selfie con chi conta. E mai come questa volta ne vedremo con sassi e casette di legno.

Se una cosa dobbiamo portarci nel 2018 è la risposta solidale che c’è stata al terremoto. Milioni di euro donati, migliaia di iniziative per lenire, nel breve, le sofferenze di chi ha perso tutto. Porteremo la memoria, quella che deve ricordarci cosa non funziona, e non è solo una caldaia congelata, e cosa invece potrebbe far cambiare marcia al territorio, pensiamo al Tavolo per lo Sviluppo, primo esempio di coesione territoriale tra forze economiche e politiche.

L’Italia sbanderà nei prossimi mesi e così bisogna attaccarsi alle certezze. Anche se nuove. o forse proprio per quello, perché cariche di entusiasmo e di voglia di fare. Ce ne è per tutti i gusti: laici, con il prefetto D’Alessandro che avrà in mano la nuova Questura e un riassetto da pianificare per aumentare la sicurezza; religiosi, con il vescovo Pennacchio, accolto con l’entusiasmo dei grandi per un semplice motivo: sorride e parla come fosse il parroco di famiglia, solo che la sua famiglia è ferita, dalle scosse e da troppi anni di silenzi; politici con il sindaco Calcinaro, guida del capoluogo e simbolo dei combattivi sindaci che uniscono costa e Sibillini, che superata la metà mandato nel 2018 deve decidere il suo futuro: se essere il perno del riscatto Fermano o se diventare il volano di se stesso per posti migliori.

A loro tre che ricoprono incarichi riconosciuti, si somma la Provincia. Il 2018 potrebbe rilanciarla, economicamente e politicamente. E con i comuni sempre più poveri e piccoli, con i suoi uffici e peso politico, giocherà un ruolo chiave con la presidente Canigola.

Il 2018 sarà anche l’anno senza ritorno per il calzaturiero, motore economico della piccola provincia. Se ripartiranno i consumi interni, in fin dei conti il Pil è in crescita, ci saranno speranze, altrimenti il destino di tanti imprenditori è segnato. La Russia non è più tornata al passato ricco e glorioso e in pochi hanno trovato l’alternativa. Chissà se dall’area di crisi, che verrà chiesta a gennaio dalla Regione, usciranno migliaia di ordini.

Infine, panem et circensen, ci sono cultura e sport. Sono questi i due settori che nel 2017 hanno trovato il loro paradiso. La Fermana in serie C, la Poderosa in serie A, il tennis sangiorgese ai vertici nazionali e via dicendo. E che dire di Macchini, che ha sdoganato il provincialotto fermano rendendolo un personaggio nazionale, o Montanini, star in tv. E poi Di Bonaventura e Di Rosa, musicisti da esportazione.

Insomma, superiamo il trauma fantozziano della lavatrice lanciata dalla finestra che cade sull’auto distruggendola, perché più che buttare, solo gli stupidi non sbagliano mai, è meglio rielaborare e superare i problemi, partendo dalle parole chiave scelte dagli imprenditori per credere che il 2018 sarà migliore: coraggio, creatività, curiosità, crescita e futuro.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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