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Editoriali

Due classifiche, una certezza: i turisti a Fermo non spendono

rafsitorossa

Ma come si può pensare di far crescere l’Italia, non dico il Fermano, se anche i due principali quotidiani economici, Sole 24 Ore e Italia Oggi, escono lo stesso giorno con due indagini sulla qualità della vita dando chiavi di lettura e posizionamenti completamente diversi? È lì l’ultima fotografia di un Paese fatto di personalismi e di ricerche di vetrine personali. Un Paese, tornando al Fermano, in cui tutti si dicono di interessarsi alla crisi del calzaturiero e poi nello stesso giorno si organizzano due convegni sullo stesso tema in due città distanti dieci chilometri. Lo stesso Paese in cui per fare un ponte per cui si hanno soldi, vedi Fermo e Porto San Giorgio, si preferisce attendere ipotetici fondi europei, rinviando ancora una priorità, anche se almeno intanto si firma l’accordo di programma, per una costa che non conosce mobilità dolce ma solo auto e traffico congestionato.

Un Paese in cui, grazie alla folle contemporaneità di pubblicazione, si dirà che le due classifiche non sono attendibili, quando invece, almeno per Fermo, su un dato bisognerebbe riflettere, consci che la banda larga è in arrivo entro il 2018: la spesa media di un turista straniero. Dopo i dati regionali sul turismo che hanno evidenziato un calo di presenze sul territorio, ecco l‘ulteriore spunto: chi viene a Fermo spende poco (fotne Sole 24 Ore). Solo 102 euro contro, ad esempio, i 2.857 di Firenze, i 1449 di Siena, i 278 di Ancona, i 263 di Pesaro o i 180 di Teramo.

Tante potrebbero essere le spiegazioni, a cominciare dall’assenza di strutture ricettive moderne (75esimo posto su 110 per Italia Oggi), ma una balza agli occhi: Fermo ha pochissimi negozi. E senza negozi, tolti i musei che attraggono, non dà motivo per fermarsi in città. E se uno non si ferma, poi non mangia e se non mangia non fa girare l’economia dei locali e figuriamoci se dorme. Insomma, Fermo deve far crescere il suo appeal commerciale, aiutando gli eroici titolari che continuano a credere nella bellezza del capoluogo, se vuole andare oltre al titolo di città museo.

Come riuscirci? La prima giustificazione per l’assenza dei grandi marchi è stata la mancanza di luoghi ampi. Bene, siamo certi che spendere milioni di euro per il mercato coperto mettendoci cervelli pensanti, alias incubatore di imprese, sia la soluzione per il rilancio? Un pensiero sul portare Zara o chi per lei non sarebbe stato male. Altrimenti, avanti con i 102,9 euro di spesa media e l’amaro orgoglio di avere sorpassato mete ambite come Avellino e Barletta.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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