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Editoriali

Tra made in e posti di lavoro, come è lontana Roma dal mondo reale

rafsitorossa

Cosa resta del viaggio a Roma degli imprenditori calzaturieri? Se uno la guardasse con l’occhio freddo dell’osservatore, la prima impressione sarebbe il distacco del palazzo dal mondo reale. Che poi è quello che tiene in piedi il palazzo. Basta una immagine: delegazione di imprenditori, tra cui diversi presidenti di Confindustria e Cna, lasciati per un’ora fuori dal Senato perché il protocollo non prevede l’ingresso in anticipo in una sala vuota.

Se poi uno guardasse sempre con lo stesso occhio la discussione, si renderebbe conto che a Roma, tolti gli onorevoli made in Marche, non sanno cosa siano i problemi di un settore che vale 460mila posti di lavoro. Se non ci credete, andate sul sito del Senato e guardate lo streaming.

Se poi allo sguardo dell’osservatore esterno si abbina quello dell’imprenditore, c’è la speranza che essendoci entrati in Senato almeno un semino possa attecchire. L’indagine presentata dal prorettore della Politecnica Gregori è un buon lavoro fatto di interviste e numeri più o meno conosciuti. Manca di quello che, come sempre, ha avuto il coraggio di dire Paolo Petrini: “In Europa il made in non passa se parliamo di tutela della nostra produzione, dobbiamo puntare sulla tutela del consumatore”. Ma questo dallo studio dei calzaturieri non emerge. È un buco da coprire in fretta, per non vanificare anche il poco di buono che si sono riportati da Roma gli imprenditori.

Sapere che la riduzione del cuneo fiscale per il settore potrebbe convincere i calzaturieri a riportare la produzione interamente in Italia aumentando di 20mila persone la forza lavoro è un segnale che gli onorevoli non possono dimenticare. Come la cruda analisi della presidente Pilotti, che dei calzaturieri è la numero uno: “Meglio fare uno sforzo oggi o avere un settore azzerato che peserà sugli ammortizzatori sociali?”. Una domanda che, come chiesto anche dall’anima della battaglia sul Made in, Enrico Ciccola, avrebbe meritato risposta. Ma forse gli onorevoli non la conoscevano e di certo il dibattito, incentrato dal moderatore su temi politici più che economici, non ha aiutato facendo perdere di vista l’obiettivo e dando al viaggio romano, di un territorio finalmente compatto, il sapore amaro dell’occasione, se non sprecata, non sfruttata.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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