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Editoriali

Più tavoli sulla crisi? No grazie: praticità e celerità

rafsitorossa

È tutta una questione di tempi. Ci sono quelli economici e ci sono quelli politici. In mezzo c’è il tempo che corre e non lascia tregua agli imprenditori. Si è chiusa una lunga settimana per i calzaturieri del distretto fermano maceratese che, va ricordato, è il primo della regione e sul podio a livello italiano per quanto riguarda il settore moda.

Un distretto che inanella performance negative che neanche il Milan di Montella sta riuscendo a imitare. Ma è pur sempre un settore che dà lavoro a migliaia di persone. Da qui l’attenzione che cresce, soprattutto in vista delle elezioni. Lo sanno bene gli imprenditori che per una volta, anziché infuriarsi di fronte a questo improvviso interesse, provano a cavalcarlo.

Ma non sono pronti a prendersi tutto quello che la politica dà. La richiesta che hanno fatto Confindustria Cna e company è semplice: un tavolo nazionale sulla crisi del distretto calzaturiero. Non sulle Marche, non sulla moda, ma sul distretto. Perché è un modo per ragionare poi su politiche attive differenti che portino magari all’area di crisi complessa. Che porterebbe benefici, ma stanerebbe anche gli imprenditori chiamati a investire in cambio di importanti contributi dallo Stato.

Non serve un tavolo sul made in Italy. Per quello basta andare in Europa e lottare, basta sedersi, come ha detto Renzi, davanti alla Merkel e piazzare sul piatto della bilancia qualcosa che interessa ai tedeschi. Basta, insomma, fare il proprio dovere di politici visto che il 23 novembre lo studio realizzato dalle Università Politecnica e Luiss darà ai senatori lo strumento d’azione senza faticare.

Il punto è che, come dice il numero uno di Confindustria Fermo Giampietro Melchiorri, “gli imprenditori chiedono praticità e celerità”. Niente altro che azione, magari partendo dai tre punti nazionali toccati dalla Pilotti, numero uno di Assocalzaturifici: cuneo fiscale, defiscalizzazione, sanzioni.

Il piano è chiaro, aprire più tavoli, già nel locale basta e avanza quello provinciale, sarebbe un dividere le forze, aumentando obiettivi con il solo scopo di annunciare fittizi passi avanti. Ne basta uno sulla crisi e per il resto spazio alla politica senza bisogno di coinvolgere chissà chi in troppe chiacchiere. Del resto, i tavoli non si annunciano: prima si costruiscono e poi si aprono ai commensali. Sempre che resti qualcosa da mangiare da metterci sopra.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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