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Editoriali

E Renzi scoprì che per il Fermano il 'regionale' non è un treno, ma un obbligo

rafsitorossa

Non poteva che prendere un regionale Matteo Renzi per venire ad ascoltare i problemi del distretto calzaturiero delle Marche. Mentre starà seduto sul seggiolino profumato dei cinque vagoni che il Partito Democratico gli ha messo a disposizione, l’ex premier potrà pensare a tante cose.

Il suo è un viaggio “per ascoltare, per prendere appunti”. Il problema è poi cosa ci fa con i taccuini. Ne usiamo tanti anche noi giornalisti e spesso a forza di scrivere ci dimentichiamo anche di quello che c’era nella pagina prima e che magari non è diventato un articolo.

Ma ha una fortuna Renzi: viaggia in regionale. Come la maggior parte degli italiani. Solo che il suo treno non tarderà come quelli degli altri. Ma il suo treno gli permette di fermarsi a Civitanova e a Porto Sant’Elpidio. Se avesse preso un Frecciabianca, invece, si sarebbe ritrovato a Pescara. Perché questa è una delle cose che il premier si deve segnare sul taccuino: le Marche sono drammaticamente indietro rispetto al resto del Paese a livello di infrastrutture viarie.

Renzi, appena arrivato a Civitanova, dovrà salire in macchina e farsi venti minuti di strada per arrivare nella fabbrica di un calzaturiero. E deve sentirsi fortunato, perché normalmente un russo deve scendere a Milano, trovare un volo per Ancona, o magari un treno, pregare che l’imprenditore lo vada a prendere con un’auto privata e dopo un’ora e mezza sedersi per fare un ordine. Che poi, anche se chiede meno paia, lo devi solo ringraziare pensando al viaggio che ha fatto per raggiungerti.

Una volta sceso da quel treno che lambisce il mare, ma va come uno a vapore, Renzi inizierà a parlare con i calzaturieri. E prenderà appunti e scoprirà che la manovra di Bilancio non ha regalato quanto speravano, ma magari la prossima lo farà. Cuneo fiscale? Eh sì, ancora lui. Made in Italy? Eh sì, ancora e sempre di più lui. Area di crisi complessa? Questa è nuova, ma alla fine neanche troppo.

Poi, risalirà in macchina, arriverà al treno che lo aspetta puntuale come una carrozza, e rifletterà senza neppure fare il biglietto, altrimenti scoprirebbe che le stazioni del sud delle Marche hanno macchinette che non accettano banconote ma solo monete, e ogni tanto uno si scorda di rompere il maialino, e che spesso sono rotte, ma questo ai controllori di Trenitalia non interessa: multa e zitto. Tanti appunti per Renzi, ma quante risposte per le Marche?

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

 

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