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Editoriali

Terremoto, se ci si affida a Dio...

Raffaele auricolari
MADONNAMGALLO

Ma cosa resta davvero un anno dopo il terremoto del 24 agosto? Tre le certezze: macerie, impegno privato, fede.

Si incrociano tra di loro, perché le macerie sono il filo conduttore, il simbolo di un pubblico che sta camminando e non riesce a correre. Anche se, almeno, ha liberato le strade proprio per permettere il movimento. Il lato negativo del lavoro fatto è che non arriva al cuore, non dà serenità a chi quel giorno c’era e a chi guarda dalla tv, perché i paesi distrutti tali erano e tali sono rimasti.

Le macerie le vogliono spostare anche i privati. C’è chi lo ha fatto riaprendo la propria azienda, chi costruendo una scuola come gli Agnelli, chi lo fa realizzando una nuova fabbrica. Diego Della Valle è l’esempio da seguire, lo dicono tutti. Ma a mesi dal suo impegno, nessun imprenditore, anche gli amici, per ora hanno imitato mister Tod’s. Che ha fiducia, parola che richiamano sempre Errani e Ceriscioli, ma che diversamente da loro vuole fatti concreti, vuole vedere cantieri aperti, vuole che come per il Colosseo, che ha mosso coscienze civiche inaspettate, in tanti facciano qualcosa per l’Italia ferita.

Infine, c’è Dio. Che è la parte più pura di questo anno del terremoto, ma è anche la parte più preoccupante. Perché quando ti ritrovi ad affidarti solo a chi sta lassù, significa che qualcosa non va. Soprattutto se lo si fa a un anno dalla tragedia quando invece dovrebbe essere l’uomo a dar certezze. La veglia di Pescara del Tronto, come la processione della Madonna dell’Addolorata a Castro di Montegallo, ha lasciato un grande senso di impotenza. Ore passate tra canti di chiesa e brani di vangelo o racconti infarciti di preghiere senza una sola parola per il futuro e la ricostruzione. Ben venga Dio, ma da alleato, non da protagonista.

Questo c’è un anno dopo, insieme a migliaia di sfollati che sognano di tornare nelle proprie case. Anche davanti alle macerie, come a Piedilama, ma dentro una casa e non un albergo. Avverrà entro Natale per tutti, dicono i politici. Ma solo in Dio, un anno dopo, in tanti credono davvero.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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