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Editoriali

Altro che desideri, la notte serve solo a nascondere

Raffaele auricolari

È passata la notte dei desideri. E cosa resta? Nel Fermano, nel Piceno e nel Maceratese molto poco, forse solo qualche giorno di lacrime in più.

Ma cosa attendersi dalla notte? Sono le ore del buio, quelle in cui è più facile nascondere, celare, dimenticare. Ma sono anche quelle dei pensieri le ore notturne. Perché spesso, quando non si corre da un posto all’altro, quando non si lavora, quando non si ha qualcuno con cui parlare, ci si ferma a riflettere. E così restano i desideri. Che sono ben diversi da quelli che si vogliono esaudire con una notte di divertimento.

I desideri delle Marche, di tutte le Marche, dovrebbero essere pochi e precisi. Il primo è ricostruire questa terra devastata dal terremoto e farlo magari in silenzio, ma farlo. Il che significa, semplicemente, che non si possono costruire priorità parallele all’unica vera: ridare un tetto alle persone. Non si possono costruire ciclabili, quando invece sarebbe un progetto straordinario, se poi si passa tra le macerie. Non si possono fare concerti, meravigliosi appuntamenti di evasione, se poi non ci si sposta in un paese vicino. Non si può presentare la notte dei desideri, che a Fermo addirittura diventa delle meraviglie, se poi al mattino ti svegli e davanti hai lo stesso paesaggio, triste quanto bello, di una terra orgogliosa ma, come dicono a Roma, incredibilmente indietro nella pianificazione della ricostruzione.

Ecco cosa ci ha lasciato la Notte dei desideri. Quel senso di velata tristezza che solo una cosa farebbe passare. Vedere colonne di camion, lunghe colonne di camion, che arrivano vuote da ogni angolo della regione e ripartono piene, ognuna con un carico di massi, pietre, alberi spezzati. Questo sarebbe un bel giorno per le Marche. Ma vivere la notte è molto più semplice, anche se non bastano lanterne cinesi per illuminarla.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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