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Editoriali

Ricostruzione, quando a vincere è il più 'svelto'

Raffaele auricolari

Possibile che la Regione Marche riesca a far infuriare tutti anche quando riempie i territori di soldi? Possibile se i criteri di azione sono comprensibili solo a chi li ha scritti. Possibile soprattutto se giochi sempre in difesa, subendo la comunicazione e non riuscendo a guidare il messaggio.

È accaduto spesso nell’ultimo terribile anno e accade con costanza quando si parla di terremoto e ricostruzione. L’apoteosi è stata raggiunta, dopo il disastro stalle e il nulla da un punto di vista di ricostruzione, con il piano opere pubbliche. Almeno nel Fermano, come anticipato dalla provinciadifermo.com. Perché nel Maceratese la chicca, anticipata da cronachemaceratesi, è legata all’uso degli sms solidali per fare piste ciclabili, un progetto di cui è evidente che neppure Ceriscioli era convinto visto che dopo 36 ore di polemiche l’ha cancellato.

In linea di pensiero nessuno avrebbe da ridire sul “dar il via ai lavori per un’opera prioritaria per un comune che ha subito danni dal sisma”. Ma in tanti hanno dubbi quando si leggono le scelte. Perché con il criterio dell’equità si è combinato un pasticcio trasformando una buona azione in un aiuto ai più ‘svelti’. Che poi spesso sono anche i più capaci.

Ci sono aree in cui non si può ragionare per singole azioni, ma serve un’azione corale. I paesi dei Sibillini., ma anche i primi scendendo lungo le valli, sono piccoli e spesso privi di palazzi sontuosi e mastodontici. Ma magari hanno strutture pubbliche danneggiate a più livelli e necessitano quindi di un intervento massiccio e globale. E invece no, bisognava scegliere un solo palazzo, tanto per cominciare.

Ecco che spunta chi è più ‘sveglio’ e più capace nell’intercettare fondi. Solo così si spiega il milione e duecentomila euro per Porto Sant’Elpidio. Un comune dove sono stati andati in sicurezza i terremotati e che invece, con questa decisione regionale, si scopre essere insicuro come e più di Amandola. Come più ‘sveglio’ è stato il sindaco di Massa Fermana che incasserà tre milioni di euro per un edificio in disuso da decenni. O il sindaco di Montegranaro, che dopo le scosse ha prontamente chiuso il comune per qualche giorno, e il palazzo con enormi problemi che si protraggono da anni diventa uno danneggiato solo dal sisma.

Ecco, questo è il problema per cui anche quando arrivano i soldi tutti si arrabbiano. Perché è giusto dar ripartire tutti, ma non è detto che debba essere questa la prima mossa in una terra lacerata dal sisma, ma ancora di più dall’inefficienza di una macchina iper burocratica che il 31 luglio dovrebbe chiudere i progetti di ricostruzione e che invece se ne troverà in mano ben pochi, perché i professionisti hanno paura a firmare progetti senza le dovute certezze.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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