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Editoriali

Crescita, fratture e sviluppo nel futuro post terremoto

Raffaele auricolari

Non resta che appellarsi a lui, a Giorgio Fuà. L’economista che ha segnato la seconda metà del 900, l’uomo che ha reso le Marche un modello fuori dai propri confini. Tante idee, tante teorie, tante analisi per il professore, ma soprattutto una frase che la presidente della provincia di Fermo, Moira Canigola, con la sua voce soffusa ha rilanciato riempiendo di contenuti il convegno sulle Marche nel 2023 (LEGGI): rischiamo di trovarci in mezzo a fratture senza sviluppo, mentre a noi serve lo sviluppo senza fratture.

Non è una banalità quella sottolineata, non lo è ancora di più oggi in cui ognuno sembra voler provare a correre da solo. Si cerca la crescita, che è diversa dallo sviluppo, che invece ingloba dentro di sé anche il benessere e, spesso, il bene comune.

Le fratture sono tante nel Fermano, come quelle che caratterizzano le Marche. Ascoltando la politica confrontarsi emerge un punto fermo: lo sviluppo non può fare a meno delle fratture, quelle del terremoto. Ogni passaggio, ogni prospettiva, ogni risorsa passa per le macerie.

Una visione miope di questa terra, che dimentica in questo modo quanto funziona. Una visione che rischia di ingessare ancor prima dello sviluppo la stessa crescita creando un sistema assistenzialistico fatto di attesa dell’incentivo, del contributo.

Non può permetterselo la regione di Fuà, non può perché attorno corrono. Sviluppo è tecnologia, sviluppo è formazione, sviluppo è innovazione. Ma soprattutto sviluppo, in questa terra, è manifatturiero. Che non può diventare 4.0, perché non ci sarà mai macchina che sostituisca mani e mente, ma che deve inserire tecnologia al suo interno, da quella per comunicare a quella logistica, da quella produttiva a quella di vendita, cercando uno sviluppo senza fratture con il territorio.

E per questo serve la politica, quella che si siede e ascolta, non certo quella che accentra togliendo punti di riferimento a territori feriti dimenticando in fretta le parole di Fuà: “La caratteristica di un imprenditore è dare un senso ed uno scopo al lavoro altrui”. Mai come oggi, con i milioni della ricostruzione in mano da gestire, il politico è l’imprenditore che deve pensare allo sviluppo senza fratture.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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