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Editoriali

Errani e Ceriscioli, portereste gli amici in vacanza sui Sibillini?

Raffaele auricolari
montegallo pietre

Il 24 agosto cascò la prima pietra, il primo coppo da quel tetto. Sono passati dieci mesi e quella pietra e quel coppo sono sempre lì, in compagnia di tanti altri che si sono uniti dopo il 30 ottobre. Questa è la fotografia del post terremoto sui Sibillini. Questo che si cammini per Montegallo, Pescara del Tronto, Montefortino o Pieve Torina. Ma passeggiate anche per Comunanza, crocevia per chi saliva verso l'alto e che oggi ha i bar quasi sempre vuoti.

Se uno la guarda dal punto di vista sentimentale, si fermerebbe in un angolo a piangere guardando le montagne in cui è cresciuto, in cui passava le vacanze, ferite. Se uno la guarda dal punto di vista politico vede solo il fallimento di un sistema che ha scelto nell’immediato di spostare tutti i cittadini e poi, a quel punto, dimenticarsi della montagna.

Perché è bello il mare. L’aria è buona, il rumore è poco, il cielo è spesso sereno. Ma la montagna è diversa. È l’anima delle persone che sono state strappate via in quelle notti tremanti. Un’anima che forse i politici non riescono a comprendere.

Ma basterebbe poco. Caricate in auto una famiglia che oggi sta sulla costa e passeggiate con loro. Lo faccia Vasco Errani, scomparso dal territorio, lo faccia il presidente della regione Luca Ceriscioli, che è vicecommissario ma soprattutto marchigiano. E quindi, anche se viene dalla ridente Pesaro, sa cosa significhi essere nato in montagna, essere abituato a tornarci per un mese d’estate.

Quella pietra caduta e mai raccolta è la fotografia di una finta ripresa, che si vuole raccontare attraverso la promozione turistica e i concerti. Ho fatto una semplice domanda ai miei amici sparsi per l’Italia con figli: voi verreste in vacanza sui Sibillini a sentir cantare la Mannoia o De Gregori? Voi verreste a mangiarvi un gelato ad Amandola sapendo che a cinque chilometri ci sono montagne di macerie tra montagne meravigliose? Errani e Ceriscioli ponete questa domanda anche voi alle persone che incontrate in Italia e scoprirete che la risposta è la stessa: no. E ponetevela anche voi stessi e come tutti gli altri rispondereste.

Il motivo? Quella pietra, ferma come se il 24 agosto i Sibillini si fossero fermati e non mossi, spaventa e dà un senso di abbandono. Questa è la vostra, condivisa con il sistema, responsabilità: aver sepolto quella terra di burocrazia, dopo che la natura l’aveva già fatto con terra e massi.

Fatevela una passeggiata con i giovani di Montegallo, fatela con chi vorrebbe mangiare un primo al Tiglio ad Altino di Montemonaco e non sul mare, fatevela con la vecchietta che ama passare le ore piegata a raccogliere erbe di montagna e non fare la maglia su una sdraia. Fatevela, poi fermatevi in un angolo e potrete dire una cosa sola: bello il mare, ma la montagna… e forse quelle macerie inizierete davvero a toglierle e la favola delle casette in arrivo sarà più credibile.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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