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Editoriali

Quando la città dice no

Raffaele auricolari

Tre comuni, tre elezioni diverse, un unico comune denominatore: chi ha perso ha avuto un chiaro messaggio dalla propria città. “Non vi vogliamo, non ci rappresentate più”. Questo, più ancora che la vittoria di Nicola Loira, Alessio Terrenzi e Vincenzo Berdini, deve far riflettere. Perché i principali sconfitti non erano candidati improvvisati, ma ex sindaci.

Ha perso sonoramente Giovanni Martinelli. Il candidato più colto della tenzone elettorale è stato spazzato via assieme alla sua sottile ironia che ne faceva l’Amato del calzaturiero. Con lui è naufragata Forza Italia, o quel che ne resta, arrivata a Sant’Elpidio come a Porto San Giorgio divisa e senza un vero leader. Quando ci sarà la resa dei conti tra Remigio Ceroni e Jessica Marcozzi sarà sempre troppo tardi per gli azzurri.

È stato letteralmente travolto dalla marea rosa, tra il rosso di Bisonni e il bianco di Catalini, l’ex sindaco Andrea Agostini. La città è stata chiara, preferisce un altro modo di amministrare. Preferisce i toni pacati di Loira, preferisce le discussioni agli esposti, preferisce le piazze dove passano le auto ai progetti chiari ma definiti dall’alto.

Ma è stata politicamente cancellata anche una delle donne più in vista del Fermano e della regione. Perché Barbara Toce a Pedaso non era solo il sindaco, era il simbolo di come anche i piccoli comuni possono stare al tavolo dei grandi se sono ben guidati. Ma è qui che la Toce ha mancato il canestro, non riuscendo a far capire ai suoi concittadini che a Strasburgo lei parlava anche di Pedaso e non solo di problemi mondiali.

Gli elettori hanno bocciato gli uomini, e donne, soli al comando, premiando chi si presenta come un capitano più che un maratoneta. Terrenzi ha vinto con il sorriso, Loira con la sua pacatezza, Berdini con la capacità di coniugare esperienza a tanta dinamica gioventù

Gli sconfitti ora che faranno? Forse opposizione, forse un po’ di caciara, ma tolta la Toce, che ora deve decidere se essere o meno una esponente del Pd, uscito trionfatore da questa tornata, di cui non ha mai preso la tessera, nessuno avrà un’altra chance. La città ha deciso. Meglio un verace Del Vecchio a un indeciso Morese, il giovane esponente della destra sangiorgese che ha pagato la sua fedeltà al leader Agostini. Insegnamento per il futuro, sempre che per gli sconfitti, leghisti sangiorgesi inclusi, ce ne sia uno.

direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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