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Editoriali

Il cerino del primo cittadino

raffondinocolori

* Non si tratta di fusioni, di unioni, di aggregazione. Qui siamo al basilare: chi fa i danni paga. E invece, ecco che a dover rimediare ai problemi sono sempre in pochi. Ci sono comuni che sono costretti ad aumentare tasse per un semplice motivo: si trovano alla fine dei fiumi. Ma i fiumi partono dalla montagna. E dalla montagna attraversano valli. E scendendo portano con sé di tutto. A volte sono semplici foglie, altre volte piccoli rami. E poi accade che dal fiume arrivano tronchi e rifiuti di ogni genere. Che in teoria dovrebbero finire in mare, ma la corrente li deposita dolcemente sulla spiaggia. Che fa parte di qualche Comune. E quel comune la deve pulire. E per pulirla paga. E pure tanto.

Giusto? A detta dei sindaci costieri no, ma questo è il sistema. Figuriamoci se Amandola, Grottazzolina o i comuni sul Chienti, pensando alla sfortunata Porto Sant’Elpidio che è addirittura fra due fiumi, decidono di contribuire. Servirebbe una gestione comune del problema, servirebbe una Regione che vigila, e sanziona, e norma. Servirebbe che la Regione prendesse posizione. Ma questo poi la costringerebbe ad assumersi anche le proprie responsabilità. Come quella del rimborso per spese straordinarie atteso da Porto San Giorgio, ma anche da Senigallia e tanti altri, che poi spinge un Comune ad alzare le tasse. Che sono peggio di un cerino, sono un fuoco acceso in mezzo a un bosco secco in cui il sindaco si sente ancora più solo.

 * direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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