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Editoriali

Elezioni provinciali, chi vince e chi perde

raffondinosorriso

* Restano vinti e vincitori al termine delle elezioni provinciali. Alcuni attesi, altri inaspettati.

Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro è 'IL' vincitore: ha piazzato i suoi due consiglieri, ha tenuto compatta la sua maggioranza e ha saputo blindarla su Moira Canigola non facendo disperdere voti. Prova di forza e di carisma.
Vincitore, nonostante tutto, è Paolo Nicolai, segretario provinciale del Pd. Si è trovato ad affrontare un’armata multicolore, composta da ogni partito e personaggio che non fosse legato al Pd. Alla fine ha preso 8000 voti in più e ha inserito i sui uomini di fiducia e i due frutto di accordi politici condotti in prima persona assieme al segretario elpidiense Alessandrini e all’assessore regionale Cesetti. 

Poi ci sono gli sconfitti. Quelli che stupiscono e si risvegliano schiaffeggiati. Il primo è il mondo del Pd di Porto Sant’Elpidio, con il suo sindaco. Hanno schierato il civico Daniele Malavolta, avevano 11 voti a disposizione, una enormità. Tutto facile, tutto a posto. Peccato che due non l’abbiano votato e uno sia, quasi certamente, un tesserato Pd. Poi c’è Porto San Giorgio. E qui il quadro è più pesante. Dimostra la fragilità di questa maggioranza, chiamata al voto tra pochi mesi. Sette voti per l’uscente Silvestrini, ma soprattutto un voto in meno dal Pd e altri alleati a briglia sciolta con il rafforzamento dell’opposizione.

Infine, due sconfitti pur vincenti. Il primo è la coppia Ceroni-Marcozzi. I litigiosi leader di Forza Italia hanno inserito Palmucci, Petrini e, allargando il tiro al mondo di Putzu, Famiglini. Ma fuori è rimasta la Moreschini, fuori altre figure di primo piano, neppure candidate, perché tra i due non c’è dialogo. E invece, dicono i numeri, il centrodestra unito in questa provincia potrebbe e sarebbe vincente.

Il secondo sconfitto è il mondo dei piccoli comuni. Si sottovalutano gli under 3mila abitanti. Ma in questa elezione con il voto ponderato contavano e pure tanto. Alla fine, dentro Palmucci e basta. Per il resto hanno scelto di affidarsi ai grandi, in primis a Pompozzi, vincitore assoluto di queste elezioni, e a chi si muove come un grande ma di cui hanno dimostrato con i voti di non riconsocersi, Amandola con Marinangeli. Bastava poco di più e la Valdaso avrebbe avuto una voce, se non addirittura due, con l’elezione mancata del vicesindaco di Monterubbiano.

Infine, ma si sapeva, vincitrice è lei, Moira Canigola: miss ‘parlo poco ma lavoro’ ha saputo dialogare con la maggior parte degli amministratori in poche settimane di campagna elettorale. Non una parola fuori posto, non una sparata, non una promessa inutile, ma una certezza: “Sarò la presidente di tutti, a prescindere”. Che poi questo significhi dare almeno una delega pesante agli uomini di Calcinaro, e quindi alla lista del centrodestra, era una certezza ancor prima di aprire le urne. Ma non tutto il male vien per nuocere: ricompatterà così i parlamentari fermani sulla sua amministrazione, dando più forza alle mancanze della piccola Provincia.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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