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Editoriali

Dubbi glocal del Pd: smacchiare di nuovo i giaguari o rischiare di perdere

raffondinosorriso

La domanda che ora si stanno ponendo a Porto San Giorgio è: ma questa marea che ha votato No ha bocciato solo Renzi, e la riforma costituzionale di cui nessuno parla già più, o tutto il Pd? Una domanda pressante in vista delle elezioni di maggio in uno dei Comuni più importanti della Provincia (58,67% di NO). Una domanda che per avere risposta ora necessita di giorni di attesa. Quelli che faranno capire se Renzi resterà alla guida del partito o lascerà anche quell’incarico a qualcuno che si sente più bravo.

Di certo, il sindaco Nicola Loira è caratterialmente quanto di più lontano dal premier, che diventerà ex tra poche ore. Pacato, silenzioso, schivo, Loira ama stare dietro alla scrivania e lavorare. Renzi lavorava ma poi stava sempre davanti alla telecamera. Ma dello stesso partito sono. E così quella che sembrava una elezione già vinta si riempie di incognite. Come ha dimostrato nel suo piccolo la costruzione delle liste provinciali dove il sindaco ha perso uno dei suoi consiglieri, la Capeci è candidata nella lista contro il Pd, e dove il suo avversario reale, Andrea Agostini, trova linfa nella candidatura dell’avvocatessa con cui condivide l’ufficio. A dimostrazione che si sta organizzando e che, soprattutto, a Porto San Giorgio non c’è alternativa al Pd senza l’ex primo cittadino, con buona pace di chi si è presentato come nuovo centrodestra deagostinizzato. Sempre che la sua candidata non arrivi nona su dieci.

Non basta più fare, non basta posizionare qualche + nelle voci chiave del Paese, vedi crescita e occupazione, non basta avere voce credibile in Europa, come dimostra il SI convinto degli italiani all’estero, non basta se poi stai ‘socialmente’ antipatico, se prometti troppo tutti i giorni e se con il tuo fare riesci perfino a unire l’acqua e l’olio. Sarano in molti i sindaci Pd che oggi si porranno le domande, a cominciare dalla grande Porto Sant’Elpidio targata Nazareno Franchellucci (59,23% di No) fino alla piccola Pedaso, che voterà a maggio partendo da un 60% di NO mentre la Giunta era per il sì.

Il timore, per l'intelletto, è che nel giro di poche ore in tanti torneranno a parlare di ‘smacchiare i giaguari’ per riconquistare la simpatia perduta, quantomeno dentro il proprio partito ma perdendo in toto la credibilità verso quel 40% che ha creduto nel progetto riformatore. Sarebbe l’ultimo errore di un Partito Distrutto che non convince più neppure le città in cui ha vinto con il 60%, vedi Pesaro.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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