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Editoriali

Donne che parlano di donne tra donne

raffondinosorriso

* Giornata contro la violenza sulle donne. Un giorno, un solo lunghissimo giorno che dovrebbe servire per riflettere. Ma forse anche per cercare soluzioni. L’Onu ha richiamato l’Italia, perché troppo poco si sta facendo per fermare un fenomeno che causa 100 morti l’anno e che, secondo il report delle Nazioni Unite, a livello di violenza subita coinvolge una donna su tre. Numeri inquietanti che l’Onu giustifica sostenendo che più di un terzo non denuncia, finendo per non sporcare le statistiche.

Si riflette quindi, ma ci si deve porre anche qualche domanda a livello di azioni. Può essere sempre e solo una donna a condurre la battaglia in favore delle donne? Può essere che le Commissioni pari opportunità siano fatte di donne? Può essere che nel giorno della giornata contro la violenza sulle donne, per stare al Fermano, se non fosse per l’assessore Milena Sebastiani di Porto Sant’Elpidio, neppure una riga sarebbe uscita sui giornali? Può essere che agli incontri organizzati si ritrovino solo donne che parlano di donne tra donne?

L’uomo è nel 90% dei casi il protagonista cattivo, il violento. E allora sull’uomo bisogna agire. Un conto sono le terapie di gruppo al femminile, un conto devono essere le campagne pubbliche contro la violenza. Qui le donne, più forti della violenza, devono riuscire a coinvolgere gli uomini. Non ci sarà fine della violenza, finché ci sarà vita per il germe del non rispetto dell’altra figura.

Serve un cambio di passo, serve che non parlino a livello nazionale solo Boldrini, Boschi o Annibali, neo inserita nel pool delle Pari Opportunità. Serve che sui giornali vadano gli uomini. E non da soli al posto delle donne, ma al fianco delle donne per parlare di donne tra uomini veri, quelli che le donne le amano, le proteggono, le rispettano e le difendono, estirpando per primi il germe che è in noi. Va tolta all’uomo quell’orrida frase “ma parlano sempre delle stesse cose” e reso protagonista, coinvolgendo chi forse ascolterebbe con piacere.

Per cui, ben venga almeno la Sebastiani. Ma non basta. Speriamo lo capiscano tutte le altre assessore e presidentesse che sulla comunicazione fanno poco affidamento. La battaglia culturale è lunga, per quella giudiziaria pene certe e reati mirati, come lo stalking, stanno almeno rendendo meno sicuro il futuro del violento.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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