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Editoriali

Filantropia batte politica: la chance perfetta di Della Valle

raffondinosorriso

* Diego Della Valle ha l’occasione d’oro per riprendere in mano il pallino del gioco. La visita alla Tod’s del premier Matteo Renzi è un rinsaldarsi di rapporti che potrebbe fare bene a entrambi. Per due motivi. Renzi, forte ma con un fianco scoperto, ha bisogno di tutto fuorché di un ‘nemico’ tra gli imprenditori. Della Valle, forte ma con il fianco scoperto da qualche colpo di troppo ricevuto negli ultimi mesi, vuole tornare a essere un player di primo piano su tutti i tavoli.

L’escalation di Cairo, l’amico cattivo che l’ha superato nella scalata al mondo dell’editoria italiana, vedi Corriere della Sera, l’ha privato di un canale cruciale di comunicazione, a cui si aggiunge La7 sempre di Cairo. Così come i non idilliaci rapporti con il premier ne hanno ridotto le presenze in Rai nei salotti buoni dei talkshow in Rai.

Ma Della Valle ha in mano un pezzo di futuro del Paese, che non deve annacquare nella politica: ‘Noi italiani’. L’associazione nasce con uno scopo: riunire la parte sana del mondo imprenditoriale dell’Italia, quella disposta a donare parte degli utili per far star meglio chi è meno fortunato. Un progetto di filantropia diffusa che mister Tod’s porta avanti da tempo, senza avere mai fatto il salto di livello o meglio di coinvolgimento.

E invece, di imprenditori pronti a seguire Della Valle ce ne sono, ma si sono fermati, esitanti, di fronte al ‘scendo o non scendo in politica’ di Ddv. L’incontro con Renzi, per quanto fugace, potrebbe avere ridato input al progetto iniziale, spinto anche dalle parole del premier, “servono altri Della Valle, servono azioni che uniscono pubblico e privato”. Un input decisivo per fare di Della Valle il fulcro di un piano di rilancio solidale del Paese, che va ben oltre il Colosseo, con il placet governativo.

Se ‘Noi italiani’ dopo questa giornata tornerà a parlare di 1% di utili, di unione di intenti, di gestione di risorse non per carità, ma per far star meglio costruendo un futuro dove non c’è, come ad Arquata, allora Della Valle avrà vinto. E in tv, a quel punto, ci andrà da mecenate e non più da amico nemico, da chi non si sa bene se vuole costruire o affondare, se vuole consigliare o correggere. E nel cambio di parole, come ha sperimentato lui stesso rinviando la presentazione ufficiale del progetto, passa tutta la differenza tra ‘Noi italiani’ e ‘Io e l’Italia’, tra una visione sociale e una di scalata politica.

Gli imprenditori attendono solo un cenno di mister Tod’s per giocare nella stessa squadra, il primo è Vitturini ‘Vega’. Ma l’obiettivo deve essere chiaro: non c’è un campionato da vincere, ma un sistema da migliorare. Con pazienza e senza fraintendimenti che poi costringono anche uno dei migliori, Della Valle, a rallentare togliendo così chiarezza a quanto di buono, di unico, sta facendo in ogni angolo d’Italia.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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